Vigilanza
Update 16 novembre
Il caso Villari è tutt’altro che chiuso. E mentre continuano gli scambi di non-gentilezze tra governo e opposizione, Corsera va a intervistare il nostro (in senso geografico) Velardi.
Che s’immagina Villari seduto a un tavolo da poker (e lo preferisce al pasdaran Orlando). E poi — aggiunge — Villari sta giocando la sua partita sapendo che ha in mano un asso che vale doppio: il consenso dei militanti del Pd.
Se di tutti i militanti in senso stretto, non saprei. Certo è che già da ieri, girando fra i blog-muniti, più o meno noti, un po’ di voci favorevoli (a una linea diversa da quella ufficiale del Pd) effettivamente si trovano.
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Quasi quasi, anche se non fosse politicamente corretto (ma posso sempre dirmi pannelliana), io inizio a sperare che Riccardo Villari non si dimetta.
Ché così si otterrebbero due discreti risultati: lui si mette — da solo, soggettivamente — fuori dal Pd (dato che lì non si può espellere nessuno, come insegna il caso Binetti) e, insieme, si chiude questa storia infinita della commissione di vigilanza Rai.
Perché lo so pure io che la richiesta della maggioranza di una rosa di altri nomi è arrogante, ma mi pare pure un po’ … demenziale (?) che l’opposizione (piddiesca + iddivvina) — immagino a causa di Di Pietro — si debba impiccare all’impossibile candidatura di Leoluca Orlando e non possa trovare un altro nome (o più nomi) di persona rilevante, affidabile, competente e magari (se è proprio necessario) perfino fastidiosa per gli avversari.
In effetti, poi, anche questa sarebbe una notizia da recuperare. La tratto a parte perché oggi se ne riparla abbondantemente e (di più) per il fatto che il sen. Villari è anche un cittadino di qui.
E allora magari qualche osservatore maligno potrebbe perfino almanaccare sulla eventualità che un (ri)cambio di casacca (o perfino un restare senza casacc-alcuna, per un po’) del suddetto senatore nominato qui potrebbe essere utile a ri-metterlo in pista, prossimamente, anche per altri ruoli, più locali.
Però (ahimé), mentre Veltroni è furioso, D’Alema è sicuro che si dimetterà …



November 15th, 2008 alle 2:25 pm
Villari è un antico ‘mastelliano’, a mio avviso, molto ‘presente’(lo chiediamo anche a…Claudio Velardi?), anche in ‘equilibri politici locali’, attuali e/o in costruzione, più o meno paradossali, più o meno misteriosi… .
Sulla vicenda della ‘Vigilanza Rai’, credo anch’io che Pd e Idv abbiano comunque rimediato una figuraccia: sbertucciati dai partiti della maggioranza “ma anche” dai due esponenti dell’opposizione che, mi pare, abbiano votato per Villari. Quest’ultimo, poi, è un politico e (mi pare) un epatologo: non so se siano queste le credenziali giuste per poter presiedere una commissione Rai…ammesso che le competenze specifiche abbiano ancora un senso.
November 16th, 2008 alle 1:53 am
…non mi piace villari..ma la gestione del pd di questa cosa è demenziale ed impolitica….anche io penso che se villari resta…aiuta a sparigliare e far saltare un meccanismo pazzo di un pd senza anima e prigionero di di pietro….ed anche senza politica