Voi dove siete?
Rita Bernardini insiste e rilancia, e io continuo a non capire perchè mi dovrei offendere: ha toccato un nervo scoperto, è vero. Così, mi è venuta la curiosità di capire di che argomenti si alimenta la polemica, fuori dai giri più ufficiali. Vagando fra blog, infatti, si evince che la provocazione sta perfino dividendo le famiglie. E viene fuori una specie di breve guida a quello che si dice.
Volendo, si può sempre usare per fare un gioco estivo (visto che la questione è seria, ma è sempre una domenica di quasi ferragosto).
Contrari — Le accuse vanno dal razzismo (ancora) al savianismo. Poi c’è chi gioca sulle parole, per es.: Radical Shit o Radicali ma non più tanto chic (giusto per avere un’idea di quanto sono antipatici i radicali, per alcuni).
A favore — Libertari, liberali e liberisti: per i quali Bernardini è sensata (Yoshi), scomoda (Libertario) brava proprio perchè politicamente scorretta (Abr), tutt’altro che allusiva (Rana). Aggregherei alla serie anche Zetavu, se non se la prende, perchè il suo invito a indagare sulla Bufala connection, senza solidarietà territoriali pelose, non è solo prodotto di cattivi umori.
Poi ci sono i dipietristi: si concentrano sul quell’ “attorno ai palazzi della politica” e dicono fuocherello. Però sono scavalcati da Di Pietro medesimo: «La mafia c’è e non si trova intorno ai Palazzi del potere, ma dentro».
Solo che Di Pietro è Di Pietro, quindi è contrario a indicare buoni e cattivi “a partire dalle inflessioni dialettali”: lo trova sconveniente, ingiustificato e volgare. Inoltre, nella qualità (doppia) di politico e uomo di governo, si rifiuta di commentare “una classificazione lombrosiana degli individui, per cui se sei napoletano sei camorrista”.
E così l’arco si richiude (evidentemente, ci sono malattie infantili non solo del comunismo).
ps. Fuori mappa, quasi più surreale che osceno, ci sarebbe ancora il post di De Gregorio. Dal quale apprendiamo che “baretti e ristoranti romani, quelli fanno parte di una filiera della proposta gastronomica ‘made in Campania’ che per fortuna ancora funziona in tutto il mondo grazie alla sofferenza di piccoli imprenditori che impegnano la vita e le risorse economiche di famiglia”.



August 20th, 2007 alle 11:10 pm
Grazie, grazie davvero per la citazione e il commento !
Michele
May 15th, 2008 alle 4:48 pm
[…] Anzitutto, mi dispiace per il titolo del post. Bisognava pur condensare uno stato di rabbia. E mi dispiace aver scritto di Roberto Saviano in 1 post su due: non ce l’ho con lui e considero anzi degno di assoluta stima il suo impegno letterario. Ma bisognerà pure rispondere. Parto da una considerazione: a Decidiamo Insieme, il movimento dell’ex maestro di strada e candidato a sindaco Marco Rossi-Doria (che ho seguito da giornalista durante le ultime Amministrative a Napoli) piace il termine Savianismo. Rossi-Doria cita il termine Savianismo qui , riportando un articolo di oggi pubblicato su Repubblica. In estrema sintesi quest’articolo sostiene che criticare il giovane Saviano, scrittore di un bestseller, Gomorra, «voce della coscienza» minacciato dalla camorra e bandiera della lotta alla criminalità è da «oziosi incapaci e invidiosi»; tipico di persone dalle «miserie immaginative». Ok. Mi hanno iscritto al partito degli antiSaviano, voluto da qualcuno che evidentemente ci guadagna nella contrapposizione bianco-nero. Volevo postare un commento al pezzo riportato sul blog di Rossi-Doria; tecnicamente non ci riesco. Lo metto qui. E non ne parlo più. Forse. […]