Veltroneide/02

di d.l.

Un po’ al volo, ché oggi ho davvero fretta. Poi, prometto che — appena posso — torno ad occuparmi anche di altro, e anche di casa nostra. Per il momento, però, aggiornamento sul Pd, ché in fondo non sono solo fatti loro, purtroppo per noi.

franceschini e bersaniComincerei da questa lettura, che ieri mi era sembrata un po’ una esagerazione.
Tuttavia, al Tg3 della notte (mi perdoni lanoia: l’ho guardato, lo ammetto) ho visto le ultime notizie su come/cosa aveva deciso e deciderà il Pd, dopo l’addio della mattinata, e così ora mi sembra che in quella lettura ci potrebbe essere del vero, se  le cose non sono addirittura peggiori.
Perché le cose funzionano così.
(a) Nessun altro oltre Veltroni si dimette. (b) Il coordinamento del Pd ha fatto la proposta attesa: Franceschini fa il segretario. (c) Nel pomeriggio i segretari regionali del partito hanno detto che va bene: Franceschini fa il segretario. (d) Sabato, i circa 2800 dell’assemblea costituente (o nazionale) votano. Probabilmente per Franceschini segretario.  Sempre che non succedano imprevisti.

Ho scritto segretario e non reggente, e non è una svista o una semplificazione:  è solo che Fassino (ancora al Tg3) ha spiegato autorevolmente che le carte che regolano la vita interna del Pd così prevedono. D’altra parte, la pensa così lo stesso Franceschini.
Quello che si elegge (si fa per dire) sabato è pertanto un segretario a tutti gli effetti, incaricato di guidare il partito fino alla fine della “legislatura”. La quale fine era già fissata per ottobre, ma questo è un caso.  Comunque, se ciò rendesse tutti più tranquilli, l’assemblea potrebbe perfino fissare una data precisa in autunno. Ovviamente, poi, quando si farà il congresso, chiunque vorrà si potrà candidare come segretario.
Dunque (?), quell’altro rischio che segnalava Francesco Costa, secondo i dirigenti del Pd, evidentemente non c’è.

Ancora. Il fatto che difficilmente l’assemblea dei 2800 possa produrre una qualche rivoluzione rispetto al percorso già tracciato mi pare, oltre che logico, confermato da iniziative come questa (leggere anche i commenti, magari).
E resta che il problema, probabilmente non è solo di leadership, ma di questo tipo (anche se ieri sera Giulio Anselmi lo diceva meglio, tipo: questi ancora non hanno capito la posta in gioco, e continuano a fare ognuno i suoi calcoletti di botteguccia) o di quest’altro, ma non mi pare che in giro ci sia una grande voglia di parlarne. Nemmeno se fosse vero quello che si dice qui (io non so se lo è).

Questo articolo è stato pubblicato il 19.02.09 @ 9:51 am nelle categorie: Politica italiana, Politici

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16 Commenti per 'Veltroneide/02'

Franco Tambaro ha scritto:
February 19th, 2009 alle 10:48 am

Ho letto in particolare l’articolo di Rondolino, uno scafato uomo di potere del quale però mi sfuggono le Opere.
L’ex (?) delfino di D’Alema…suggerisce il ‘nuovo’: un “partito socialista, laico e libertario”!
La sua analisi ’storica’, che ci riporta ad anni ormai lontanissimi, è discutibile, perché Berlinguer e il Pci non ci sono più e perché Rondolino, of course, non intende contestualizzare! Emotivamente, mi limito a ricordare il Congresso di Verona del Psi (anni Ottanta),con il futuro esule che non aggiunse i suoi fischi (”perché non so fischiare”) a quelli che la platea indirizzava ad Enrico Berlinguer.

W Enrico Berlinguer!

Si assumano, piuttosto, le responsabilità i successori: tutti coloro che hanno portato la Sinistra al disastro attuale!

antonio trotta ha scritto:
February 19th, 2009 alle 1:23 pm

bravo Rondolino, almeno nell’analisi (che di certo irriterà i nostalgici e ancora spaesati orfani), non so nell’auspicio.

Intanto a quei pochi che ancora scendono in piazza e che ritengono di dover difendere la salute e l’ambiente, ricordo la manifestazione di domani che parte alle 17 da P.zza del Gesù e che terminerà a Palazzo Salerno.
E’ una delle iniziative messe in campo nell’ambito del Forum Mondiale contro l’incenerimento che si sta svolgendo a Napoli in questi giorni.
Oggi alle 19:00 la conferenza dei proff. Paul Connet ed Ernesto Burgio (oncologo)

qui c’è tutto: www.zwia09.info

Thomas Yancey ha scritto:
February 19th, 2009 alle 3:13 pm

L’analisi di Rondolino è ineccepibile. Quest’epoca è caratterizzata dal tramonto delle ideologie di ogni tipo. La vita politica e sociale è peraltro ancora pesantemente influenzata dalla spinosissima e irrisolta questione del ruolo della religione nella società civile.
La principale ragione per la quale personaggi come Berlusconi e i leghisti possono farla da padroni in Italia risiede nel fatto che la maggior parte degli italiani è essenzialmente faziosa, supponente, prepotente, indisponibile verso l’altro. Violenta e antiliberale, in poche parole. Una forza politica veramente alternativa non può presumere superiorità morali (e dunque metafisiche e ideologiche) ma deve battersi su un piano eminentemente concreto: il miglioramento delle condizioni generali di vita nella società; la completa tutela delle libertà individuali nel rispetto del dettato costituzionale; il più ampio accesso alla migliore istruzione possibile; l’incentivazione della ricerca scientifica.
Tutto questo non sarà mai possibile se la politica continuerà ad essere “sangue e merda” (come affermava Rino Formica); o soprattutto la seconda, come è ormai da una dozzina d’anni. Occorre una visione che faccia coincidere l’analisi politica, e le decisioni che ne scaturiscono, con la vita vera di tutti i giorni. Non quella che immaginano e ci impongono da troppo tempo gli integralisti di ogni risma: primi fra tutti comunisti, fascisti e cattolici.

antonio trotta ha scritto:
February 19th, 2009 alle 5:06 pm

non so come mai il link non va all’articolo specifico, strano.
In ogni caso l’articolo che volevo segnalare è nella lista ed ha come intitolato:

“Ecco il geyser di percolato che ha messo nei guai Bertolaso e la sua vice”

d.l. ha scritto:
February 19th, 2009 alle 5:12 pm

@ Thomas
anche a me piacerebbe che la politica fosse altro da “sangue e merda” (o soprattutto la seconda)…
il dubbio che soprattutto ho, leggendo Rondolino, riguarda il fatto che non sono per nulla certa che la crisi da dimissioni di Veltroni porti là dove lui dice…

Thomas Yancey ha scritto:
February 19th, 2009 alle 5:34 pm

Anche io, signora Lepore, non ne sono per nulla convinto: ho abbastanza anni da aver visto l’intero percorso del Pci dal dopoguerra in poi. Ho creduto a tutte le fandonie che ci sono state raccontate e ho assistito a nequizie e fanfaronate d’ogni genere.
Sono convinto che la propria natura non si possa cambiare, come diceva lo scorpione alla rana. Perciò penso non si possa andare da nessuna parte con D’Alema, Veltroni, Bersani e compagnia cantante. Questa gente tiene il carro per la discesa. Il loro carro, però.
D’altro canto, per quanto mi sia simpatico qualche cattolico come Follini, ho sviluppato una seria allergia alle credenze come alle ideologie. Penso perciò che quelli come me devono impegnarsi a crescere i propri figli tentando di fornirgli la visione a cui facevo cenno nel mio post precedente. Il tempo farà il suo lavoro e un giorno non tanto lontano saremo contenti di non aver pensato alle prossime elezioni, ma di aver salvato almeno la prossima generazione. Per me e per quelli della mia i giochi sono fatti.

F.T. ha scritto:
February 19th, 2009 alle 5:35 pm

@ Thomas,

…tramontate ‘naturalmente’ le ideologie, cos’è accaduto? Ci siamo trovati e ri-trovati il Berlusconi premier, caldeggiato dall’esule. (Ma Rondolino scrive che “…l’unica vera stella polare di Berlinguer è stato l’antisocialismo…”!).

Berlusconi, è stato votato dagli Italiani, ma ha ‘goduto’ della benevolenza (v. conflitto d’interesse, e non solo) di quei partiti del centrosinistra…non più ideologizzati!
Nell’àmbito dell’attuale “sistema” di potere e di un certo ‘volemose bene’, che, in quanto tale, finisce con l’elidere contrapposizioni reali (come quelle sui temi della bioetica), potresti, poi, spiegare dove hai ravvisato gli “integralismi”? Ricordo che il Governo-D’Alema, inizialmente, era composto, tra gli altri, dal sottosegretario Misserville(AN)! Ricordo che (l’ “ideologizzato”) Alemanno, Sindaco di Roma, è stato probabilmente votato, al secondo turno, anche dalla sinistra, così come l’(ex) “idelogizzato” Bassolino fu votato anche dalla destra! Potrei continuare, menzionando il Pd…resta il fatto che Berlinguer è morto nel 1984, il Pci, qualche anno dopo: siamo ormai nel 2009, Berlusconi è il padrone dell’Italia e nell’analisi di Rondolino manca solo Rosa Luxemburg!

Permettimi, infine, di dissentire dal quel “…la maggior parte degli italiani è essenzialmente faziosa, supponente, prepotente, indisponibile verso l’altro…” e, in quest’ottica, di distinguere sempre chi(s)governa da chi vota e paga le tasse per…farsi (s)governare!

PAOLO PANTANI ha scritto:
February 19th, 2009 alle 6:31 pm

Per fare un nuovo partito occorre, almeno all’inizio, un processo costituente dittatoriale.
Il nucleo costituente del primo PCDI che fece la scissione di Livorno al congresso PSI nel 1921, fu il gruppo della rivista Ordine Nuovo di Torino con Gramsci, Terracini, Togliatti venne dopo, e il gruppo della rivista Il Soviet di Napoli di Bordiga.
E’fisiologico che ci siano frantumazioni e lotte di fazioni proprio sul nascere.
Come il primo partito comunista ebbe difficoltà con la presa del potere fascista, così il pd ha avuto difficoltà non riuscendo ad evitare una fusione di SOLO DUE COMPAGINI STRUTTURATE, non riuscendo ad amalgamare i senza tessera, i quali non si sono nemmeno iscritti, almeno qui, troppi intrallazzi, troppa doppiezza, troppa QUESTIONE MORALE.
Preferiamo stare dove siamo, soci fondatori dell’ulivo, ma senza rappresentanti nella costituente, solo gli Aclisti, ma senza PARLAMENTARI NOSTRI NOMINATI, nessuna espressione territoriale, più che un Sarubbi indicato, diciamo che è più giusto chiamarlo un “sarebbe”, nemmeno votato, tra l’altro, ma eletto comunque!
Come i vari Sircana, Santagata, Picierno, Follini ecc.,ecc.
Adesso, noi non partecipiamo, ci interessa solo fare difesa del territorio martoriato con lotte pacifiche.
Per colpa della mala gestio pubblica, della crisi morale e della crisi ambientale, siamo in mano a poteri forti, i medesimi di due governi e di eventi religiosi giubilei, i due nostri cid campeadores conducono, regnano e governano, SENZA CONSENSO E SENZA FIDUCIA, solo per loro e i loro cari, escluso uno, che ALMENO prova a dare una mano.
Noi, negri, non ci possiamo aspettare altro che il peggio, lavoriamo SOLO PER PARARE I DANNI, già molto cospicui, diciamo così.
a Napoli faremo Lista Civica, ahimè, per LA TERZA VOLTA, RECIDIVI SIAMO!
Ma, a “lorsignori”, proprio non li voto, mi tremerebbe la mano!!!

Luciano B. ha scritto:
February 19th, 2009 alle 9:47 pm

Mi sento particolarmente in sintonia con Thomas, anche per le alternative di vita privata…

monica ha scritto:
February 19th, 2009 alle 11:34 pm

signor Yancey, Lei mi è veramente simpatico!

PAOLO PANTANI ha scritto:
February 20th, 2009 alle 12:07 am

I giochi non sono fatti, non ancora.
Io deluso sono della nuova generazione, figli compresi.
Uno dei motivi che scrivo su tutti i blog è che qualche mio figlio/figlia li segue, dall’estero, senza partecipare, rispettando con rigore la scelta del distacco DEFINITIVO SENZA DEROGHE.
A noi CI tocca giocare ancora, fino in fondo e fino alla fine, bevendo fino all’ultima goccia l’amaro calice della fiele e sapendo che la vita ha senso compiendo una testimonianza, possibilmente serena.

Thomas Yancey ha scritto:
February 20th, 2009 alle 10:04 am

Gentile F.T., mi guardo sempre bene dalla tentazione di interpretare le azioni o le parole di chiunque. Mi pare comunque evidente che l’antisocialismo di Berlinguer (a cui fa riferimento Rondolino) fosse un’idiosincrasia per il socialismo ben più ampia e composita della comprensibilissima orticaria che gli procurava Bettino Craxi. Il quale, ad ogni buon conto, non era sicuramente Olof Palme.
A proposito poi della “benevolenza” verso Berlusconi “di quei partiti del centrosinistra… non più ideologizzati”, e della “simpatia” e dell’appoggio che taluni ex-missini hanno fornito a ex-comunisti e viceversa: Berlusconi è giudicato da alcuni “un autocrate comunista” (è difficile non concordare, considerato che a ben riflettere non si riscontrano significative differenze ideologiche fra lui e Hugo Chavez, per esempio); inoltre, da parecchi decenni è noto che “fascisti di sinistra” e “comunisti di destra” sono accomunati da uno spirito antiborghese e anticapitalistico che trova i suoi padri in Rousseau e nei sindacalisti rivoluzionari (vado ancora più indietro di Rosa Luxemburg, come vedi).
Infine. Che la maggior parte degli italiani sia essenzialmente faziosa, supponente, prepotente, indisponibile verso l’altro, è un dato di fatto con molte prove. Una è rivelata concretamente proprio da una tua affermazione: “distinguere chi (s)governa da chi vota e paga le tasse per… farsi (s)governare”: la maggioranza degli italiani infatti ha votato e vota per Berlusconi (e non paga o spera di non pagare le tasse).

Franco Tambaro ha scritto:
February 20th, 2009 alle 12:55 pm

@ Thomas,

Sono d’accordo sul Berlusconi “autocrate comunista”.

Visto che il capitalismo italiano è ancora così corrotto (salvognuno), io sono ancora ‘anti’ e, da laico, mi richiamo all’insospettabile Giovanni Paolo II (”Il capitalismo non è l’ultimo orizzonte dei popoli”).

Il craxismo provocava “l’orticaria” (come scrivi) ad Enrico Berlinguer, il quale, però, era tutt’altro che “antisocialista”: ricordo i suoi ottimi rapporti, politici e personali, con Socialisti (S maiuscola) dall’onestà personale a prova di bomba, come Francesco De Martino e lo stesso Sandro Pertini.
Rondolino è di altro avviso.

Dal “Midas” in poi, Berlinguer, pur sforzandosi, pur incalzato da Napolitano&C, preferì Moro a Craxi, per un complesso di ragioni che andavano ben al di là dell’antipatia reciproca. Il Pci, iscritti Veltroni e D’Alema, superò di gran lunga il 30%. Il Psi, scomparve, in séguito alle ben note vicende giudiziarie e comunque non per colpa di Berlinguer.
Rondolino è di altro avviso.

…Lo strappo da Mosca, l’esempio morale, riconosciuto da tutti, a partire da quanti parteciparono ai suoi funerali…D’Alema e Veltroni (non da soli) hanno in tempi recenti
seppellito il ‘tesoro’ berlingueriano che, invece, Achille Occhetto aveva in qualche modo preservato.
Rondolino è di altro avviso.

Thomas Yancey ha scritto:
February 20th, 2009 alle 4:30 pm

Per Franco Tambaro. E’ artificioso questo modo di argomentare che vorrebbe farmi apparire una specie di avvocato d’ufficio di Rondolino. Sposta l’attenzione dalla discussione sui fatti ad una posizione preconcetta.
I rapporti personali di Berlinguer non hanno nulla a che vedere con le sue effettive posizioni politiche. Altrimenti dovremmo lasciarci ingannare anche dai rapporti di stima e dagli scambi riservati di opinioni che intratteneva con Almirante.
La scelta politica di cercare un’eventuale possibilità di convergenza con quella parte di Democrazia Cristiana che faceva capo a Moro aveva parecchie motivazioni (se si vuole, anticipava addirittura l’odierno Partito democratico): un’intima (e ingenua) convinzione della superiorità morale dei comunisti e di quei democristiani più aperti ad un certo “progressismo”; la certezza che una svolta siffatta avrebbe trovato il consenso di molta parte dell’elettorato moderato, di sinistra e di centro (le percentuali di voto che tu ricordi ne sono la dimostrazione); il tentativo di forzare il gioco contro Andreotti e Craxi, che stavano imponendo sempre più le loro linee strategiche.
A quel tempo, siamo stati in molti a credere nella bontà di queste scelte. I fatti, purtroppo, ci dicono che ci eravamo illusi. Perché, di fatto, la linea di Berlinguer era troppo connotata ideologicamente, nel senso che non aveva il riscontro pratico del possesso di risposte concrete alle problematiche “basse”, ma reali, della società italiana di quel tempo. Non a caso l’alleanza era prevista con Moro, un cristiano prima che un cattolico. Perciò un uomo anch’egli incantato da visioni troppo sognanti e sentimentali del “legno storto dell’umanità”. Berlinguer e Moro non erano due politici laici, ma esponenti di spicco di fedi morali.
Certo, perseguire uno spessore etico della società è indubbiamento un obiettivo fondamentale. Ma viene temporalmente (e logicamente) dopo che si sia stati capaci di rispondere ai bisogni concreti dei cittadini, di correggere il maggior numero di ingiustizie sociali, di arginare le prevaricazioni, di debellare l’analfabetismo scientifico.
Solo allora le persone saranno disposte a dar credito all’etica.

F.T. ha scritto:
February 20th, 2009 alle 8:42 pm

@ Thomas

Daniela ha linkato l’articolo di Rondolino che tu condividi. Io, invece, dissento, ma non per questo mi permetto di considerarti “avvocato di ufficio” di chicchessia.

A mio avviso, il Pci di Berlinguer era un partito socialdemocratico (nemmeno “socialista”) e conquistò quei consensi, perché, con i suoi limiti e sempre contestualizzando, era “un Partito di massa”. Le Sezioni (mai esistite in U.R.S.S.: una novità assoluta, introdotta da Togliatti), non erano certo quelle attuali residue: buone (?) a far sottoscrivere centinaia di adesioni, per conto di ‘capibastone’.

Per concludere su Rondolino, nemmeno lui affronta con chiarezza il tema delle attuali alleanze politiche: sono monotono, lo so, ma si tratta della questione cruciale (visto che - per fortuna - lo strano bipartitismo agognato da Veltroni è fallito). Le considerazioni ’storiche’, a partire dalle mie,equivalgono all’aria fritta.


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