Uomini veri. Ma io sono donna
Non sono già in vacanza, è che stamattina faccio davvero fatica a scrivere, sostanzialmente perché mi sento sempre più stretta fra due posizioni che non condivido, e sempre meno rappresentata.
Ieri sera ho guardato svariati tg, e ora ho anche letto religiosamente editoriali, commenti e articoli sulla venuta bis di Berlusconi e sempre più vedo avverarsi le previsioni di domenica scorsa sulla impossibilità di stare né con il governo né con le uniche proteste esistenti. Provo comunque a condividere alcune impressioni e a offrire un po’ di link (e qualche pensiero). Temo che il prodotto sia lungo assai, quindi saltate pure se siete lieti, o già decisamente schierati nell’uno o nell’altro senso.
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Non invita affatto all’ottimismo, a mio avviso, la lettura del terzo articolo di D’Avanzo, che si concentra sull’arroccamento del Cavaliere, e non trovo grandi spunti (mi perdoni Dikaion) nel pezzo di Panebianco, a cui piacerebbe addirittura vederci in piazza, in gran copia, ma a sostegno di Bertolaso&co. Per non parlare del muso duro di cui Minzolini, il quale nella fermezza dichiarata ci spera perché sarebbe una rivoluzione copernicana per il paese degli azzeccagarbugli.
Nelle cronache, poi, noto che più o meno tutti sono colpiti — come la sottoscritta (e almeno nel mio caso negativamente) — dall’immagine regalata a Bertolaso: un uomo vero. Perché non si è fatto intimidire, perché non (li) molla.
A Chiaiano, ovviamente, sono molto meno entusiasti — come racconta Conchita Sannino — e, più che l’uomo vero, evocano i black block, a cui accostano il premier che scaglia una certezza su chi aspettava i risultati delle analisi per il verdetto finale e invece scopre che quel verdetto si sa già: la discarica a Chiaiano si farà (ma allora a che servono i carotaggi?). Voci e stati d’animo dal presidio di Chiaiano, peraltro, si possono leggere anche più in diretta, per esempio nel blog di Tonia Limatola.
Non bastassero gli uomini che non devono chiedere mai, accanto al governo ci sono — come ha spiegato bene Berlusconi stesso — gli amministratori locali di centrosinistra, compatti, governatore Bassolino e sindaco Iervolino in testa, che hanno chiesto di andare avanti, di non cambiare troppo il decreto.
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E qui fa capolino anche un altro corno della questione, spesso trascurato e che invece a me pare abbastanza decisivo: la guerra sorda fra Napoli e “il resto” della regione, che si traduce oggi nella necessità che Napoli faccia la sua parte, si ri-prenda la sua monnezza e poi anche se la bruci da sé (perfino se la cosa non fosse troppo ragionevole da altri punti di vista). E’ un tema per certi versi antico, e che travalica quello (più noto e discusso) dei singoli politici che vogliono salvarsi (o salvare le loro carriere).
Guido Ruotolo spiega anche così l’accelerazione su Chiaiano, citando le parole di Alberta De Simone (la presidente della Provincia di Avellino): “Presidente, tra pochi giorni noi apriremo la discarica di Savignano. Se non apre Chiaiano, non reggiamo la protesta della nostra gente”. E’ a questo punto — scrive — che si è affrontato il toro per le corna, anticipando il via libera a Chiaiano, con la benedizione di Bassolino e Iervolino.
Anche in questo caso, in rete si possono trovare espressioni più dirette di questo altro conflitto.
Per esempio nell’appello lanciato da Comunità provvisoria a Napolitano, anche prima dell’esternazione di ieri, con cui il Presidente della Repubblica si è detto angosciato (nella qualità e come napoletano) e ha lanciato il suo appello: ad aiutare Bertolaso, a non bruciare i rifiuti per strada e a non farsi prendere dalla sindrome Nimby.
“Signor presidente” — recita la lettera — “Come fa a non vedere che il decreto ha un impianto autoritario e finisce per assolvere chi in questi anni ha compiuto mille imbrogli?”.
Sui rifiuti, si dice più avanti, lei usa il bagaglio retorico di un presidente, in questo caso con l’aggravante che quelle parole suonano offensive verso le comunità più piccole. “Offese sicuramente involontarie” — si precisa — perché “le riconosciamo garbo e sensibilità”, tuttavia dalle montagne e dai piccoli paesi, si “ritiene che lei ci debba spiegare perché Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano e il Formicoso … debbano essere i luoghi in cui si scaricano le porcherie prodotte nelle grandi aree urbane“.
In Campania ci vuole davvero una svolta — è la conclusione — ma non nel senso indicato dal decreto, e ci sono le condizioni per produrla in pochi mesi.
Così arriva perfino la proposta choc: Grazzanise. Rinviare, per ora, il futuro aeroporto bis (ché del resto Fiumicino è vicina e ben collegata dall’alta velocità), per fare lì, se proprio si deve, una grande discarica al servizio dell’area urbana di Napoli-Caserta.
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Se non risuonasse — come praticamente accade da sempre — l’inno alla fretta; se non ci fossero l’incubo del caldo in arrivo e (anche di più) la voglia di molti di chiudere questa partita senza farsi troppo male, si potrebbero forse anche prendere in considerazione questa proposta o altre simili.
Si potrebbe, e si dovrebbe, entrare finalmente nel merito della efficacia delle soluzioni proposte e mettere a confronto, anche tra loro, le posizioni diverse di chi appoggia il decreto e di chi non lo ama ma, a volte, per ragioni differenti.
E un processo di questo tipo potrebbe, forse, produrre un insieme di soluzioni alternativo-a e migliore-di quello che ieri è stato blindato. Che peraltro, almeno dal punto di vista tecnico e logistico, non è troppo diverso da soluzioni già decise altre volte. Fatta eccezione, s’intende, per la possibilità di mettere in discarica anche rifiuti speciali e tossici, per l’aumento del numero dei futuri inceneritori e per la localizzazione di un buco e di un inceneritore anche nella città di Napoli.
Come dicevo all’inizio, però, da ieri si è (ancora di più) ristretto lo spazio disponibile per chi, a fronte della emergenza napoletana, vorrebbe soluzioni che non finiscano per giustificare la possibilità di “uno stato d´eccezione”, la trasformazione del diritto in una “prassi” dove la decisione “non può essere mai interamente determinata dalla norma”: quel tagliare corto di Berlusconi descritto da D’Avanzo, per cui non si possono pensare le leggi come un moloch assoluto, ma bisogna adattarle per far vivere meglio i cittadini. E si è ristretto anche lo spazio per interrogarsi sulla efficacia delle soluzioni, e della linea dura, prescelte.
Non c’è tempo (mi si dirà, come le altre volte, e dunque non ne sono davvero certa) e non ci sono soggetti (e questo invece mi è abbastanza evidente) disposti a chiedersi — cito ancora D’Avanzo, perdoni chi non lo ama — “se questa incrudelita accelerazione avvantaggi la soluzione della crisi napoletana o costituisca un problema in più alla somma di inestricabili problemi che già ci sono”.
La ragione della mia difficoltà di oggi (ma non solo di oggi, in verità) è tutta qui.
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Personalmente, sono infatti convinta che le soluzioni del decreto siano pericolose (dal punto di vista della democrazia e anche se si guarda al territorio e all’ambiente, con almeno un po’ di lungimiranza) e temo che siano anche abbastanza inutili (se il problema è davvero quello togliere al più presto i mucchi di spazzatura ordinaria dalle strade). Perché — come ormai tutti sanno bene — anche per fare discariche a norma occorre un po’ di tempo (altrimenti siamo sempre ai buchi in cui gettare di tutto) e i 4 inceneritori previsti sono ancora più di là da venire, oltre ad essere certamente troppi anche per chi non sia contrario-per-principio a questa tecnologia come anello semi-finale del ciclo.
Allo stesso tempo, non riesco a rispondere — a chi ci invita (anche, per es., in un commento messo qui ieri) a scendere in piazza domenica, a Chiaiano — che sì, ci sarò. Perché c’è troppa distanza tra le ragioni della mia contrarietà e la piattaforma (si sarebbe detto una volta) della manifestazione, che potete leggere qui ma anche qui (dove c’è pure un post sulla chiaroveggenza di Berlusconi), qui (con link ad approfonimenti), qui (così è contento Trotta) e ancora qui e in moltissimi altri siti e blog, di movimento o di singole persone.
Dunque, probabilmente, dovrei imparare a stare un po’ in silenzio e predispormi a vedere che cosa accade. Magari conservando energie per il dopo, quando ci si dovrà occupare di curare le ennesime ferite (del grande corpo campano o di singoli corpi umani).
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ps. Mentre cercavo immagini, mi è capitato anche di notare quest’altra intervista a Bassolino, contento che il partito del no sia oggi più debole (a destra come a sinistra), ma preoccupato perché ancora c’è.



May 31st, 2008 alle 3:33 pm
Non amo fari i distinguo (mi si accusa spesso e volentieri di non accettare le tonalità intermedie) ma di partecipare ad una manifestazione che da un lato contesta, giustamente, il decreto berlusconi e dall’altra ripropone soluzioni francamente assolutamente non realizzabili o quanto meno non proponibili in una situazione d’emergenza, non mi garba più di tanto.
E pur rispettando lo spirito dei manifestanti, insisto nel dire che se protesta ci deve essere, la stessa dovrebbe finalizzarsi all’impedire quell’aborto giuridico costituzionale ch’è il decreto berlusconi.
Discorso a parte poi, meritano o’vicerè e la reale -ancella. La tracotanza del cavaliere era nota a tutti, ma che i due massimi esponenti dell’amministrazione campana (a proposito, qualcuno ha notizie del presidente della provincia?)si ponessero proni dinanzi a colui che in campagna elettorale li ha sbeffeggiati, è segno che ormai si è raschiato il fondo e anche oltre.
Qualcuno potrà dire: bene, bravo, e le soluzioni?
Se le avessi, non stari qui a scrivere. Magari avrei già scelto una maggiore partecipazione che, ed anche questo è meglio dirselo una volta per tutte a scanso di equivoci, si svolge nell’ambito della politica attiva.
Volente o nolente, certi meccanismi si combattono dall’interno. Le manifestazioni e forse anche noi (e mi ci metto io per primo) siamo solo fondali di quinta scenica.
May 31st, 2008 alle 3:35 pm
Ecco, spedito in coda SPAM: almeno WP mi ha preso in parola
May 31st, 2008 alle 3:44 pm
Dimenticavo.
Qulcuno spieghi a Panebianco che chi a suo parere dovrebbe scendere in piazza (a sostegno di chi vorrebbe sversare rifiuti tossici in qualsivoglia buco) è ostaggio e/o complice, e/o colluso, e/o troppo solo per poterlo fare.
Fermo restando che lo scendere in piazza senza u nqualsivoglia soggetto politico alle spalle, e relativo progetto, può essere utile solo per faris una birra con due taralli a margellina.
May 31st, 2008 alle 3:58 pm
@dani se un posto O una posizione non hanno voce, si potrebbe provare a mettere insieme le persone che aderiscono a questa ‘terza via’ e provare a dare forza ad una Posizione che entri nel merito guardando anche al futuro.
May 31st, 2008 alle 4:02 pm
@ Fraba
vado a liberare dalla coda, e poi giuro che chiudo (però)…
@ Fiacot
si potrebbe … se ci dessimo una mossa, però, perché non è che aspettano a noi, e in politica il tempo conta (altro che se conta)!
May 31st, 2008 alle 4:24 pm
dani, questo post è un esempio di giornalismo di rete, accorato e professionale. ti leggo in navigazione verso procida e faccio subito un link
May 31st, 2008 alle 4:44 pm
grazie Zeta…
una si sente un po’ meno sola!
May 31st, 2008 alle 5:55 pm
@ webmasta
Ti perdono per non aver trovato spunti in Panebianco.
Però c’è una parte che mi ha fatto riflettere, e non è il solito trito (e ritrito) sulla borghesia e su quanto facciamo fare brutte figure al Nord (poverini!!), ma sul ruolo degli intellettuali.
“Non dovrebbe essere questo il compito di intellettuali di grande prestigio come La Capria? Quello di spingere i propri concittadini ad abbandonare l’apatia, a muoversi per riconquistare un orgoglio e un onore oggi perduti?”
Ovviamente quando ho letto questo periodo non ho pensato che si dovrebbe spingere la gente in strada a manifestare. Anche perché non saprei nemmeno contro chi manifestare: contro Bertolaso e Berlusconi, contro i magistrati o appoggiare la linea di cotanta tracotanza? Lo Stato c’è. Dani è questo che mi preoccupa… quale stato c’è? Quello di polizia che vuole far rispettare a tutti costi il diritto? Ma di che diritto parliamo?
Sono sempre più confusa… torno al mio saggio su “Diritto e amicizia”.
Cari saluti
May 31st, 2008 alle 6:57 pm
..situazione pessima cara webmaster…ma converrai che le ho indovinate tutte..tracollo di Veltroni..Basso…risorse ma non può che accordarsi ferreamente con Silvio..Silvio ha tuto interesse a tenere a galla Basso e iervola….( dovrannof ronteggaire anche loro la presunta piazza…)..l’omologazione chiude ogni spazio…pd- pdl dicevano le stesse cose ora che pdl le fa….possono solo accodarsi o suicidarsi (che sarebbe meglio)…ci vorranno anni per nuovi spazi..
May 31st, 2008 alle 10:59 pm
Dalla commissione europea è trapelata la notizia secondo cui sarebbe pronto un parere sfavorevole sul decreto… Due pagine di deroghe saranno parse troppe, poi certo aggiungendo I rifiuti che è possibile mettere in discarica ed il ciclo ancora incerto… Ovviamente Ronchi ha già detto che l’europa rema contro. Gli elementi per la terza via aumentano, bisogna solo organizzare le idee.
May 31st, 2008 alle 11:02 pm
Con alcune modifiche riporto un commento postato altrove
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Da “Cronache di Napoli” del 29/5/2008 pag. 9
>
[…] dall’ascolto di una conversazione in particolare, quella del 7 giugno 2007 intercorsa tra Marta Di Gennaro (al tempo vice commissario per l’emergenza rifiuti) e Angelo Borrelli. “Lo smaltimento costa 200 euro a tonnellata”, ragiona la Di Gennaro. “Ma se la Svizzera- prosegue – dice che il materiale non è buono per quel fine di recupero con termovalorizzatore, invece di rimandarcelo indietro, possono utilizzarlo ad altri fini con 100 euro aggiunti”. Ecco la pietra dello scandalo.
La 57enne romana era consapevole della possibilità di dover pagare una mora per ogni carico ‘irregolare’. “C’è scritta nel contratto. Ma se alla fine ci costa 300 euro a tonnellata, noi finiamo sui giornali”, aggiunge. E allora, che fare? Come evitare ‘problemi’ mediatici atteso che “loro (gli svizzeri, ndr) lo rifanno il controllo?”. Borrelli una soluzione ce l’ha “Dobbiamo essere noi a fare in modo che il rifiuto sia accettato dall’altro lato”. Complicato , complicatissimo. Significava corrompere pure gli elvetici . Se è stato fatto oppure no, è oggetto di nuovi accertamenti. Accertamenti che ora mirano a capire anche se ci sono state delle ‘more’ pagate, e in questo caso chi avrebbe dovuto accorgersene e ha taciuto lo “spreco”. Fine articolo.
Il contenuto di questa intercettazione è inquietante per le possibili infrazioni di legge ipotizzate dai magistrati. E sono molte e non meno serie le conversazioni che, secondo i magistrati, profilano operazioni di facciata da parte degli indagati, ben poco interessati alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica, ma molto più a coprire le inosservanze contrattuali della Impregilo. (Impregilo è la società che gestisce gli impianti di CdR, di cui il 50% dei rifiuti trattati finisce in discarica perché non a norma, principale causa questa della ‘fame di discariche’ in Campania. Secondo quanto espresso anche in altre occasioni dai magistrati, proprio il mancato controllo delle attività della Impregilo ha prodotto il perdurare e l’aggravarsi dell’emergenza. Per esempio, basterebbe una corretta gestione degli impianti per ridurre drasticamente il fabbisogno di discariche da subito)
In particolare, la conversazione riportata può mettere in discussione la strategia di uscita dall’emergenza prevista dai governi Prodi e Berlusconi.
Marta Di Gennaro era consapevole che analisi sui rifiuti effettuate dagli Svizzeri avevano dato esito diverso da quelle fatte eseguire dal Commissariato in Campania e che le prime dichiaravano il rifiuto non idoneo alla termovalorizzazione.
Evidentemente, la Di Gennaro non aveva avvisato il Presidente Prodi che, nei primi mesi del 2008, ha deliberato, per il tramite di due ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la possibilità di bruciare le ecoballe campane e la possibilità di accedere ai contributi di Stato per i gestori dei soli impianti di incenerimento campani, che passavano dal numero di due del piano-Pansa, datato dicembre 2007, al nuovo numero di tre. (Gli incentivi in questione sono i ‘CIP6’, originariamente destinati alle energie rinnovabili e, dal ’92, dati dallo Stato anche a petrolieri e gestori di impianti di incenerimento; in seguito ad una procedura d’infrazione europea, i CIP6 erano stati ritirati dalla finanziaria 2008, ma l’ordinanza Prodi li ha reintrodotti solo per la Campania).
Probabilmente, la Di Gennaro non aveva avvisato neppure l’austriaco prof. Brunner e i docenti dell’Università di Napoli i quali, in un convegno di poco anteriore alle ordinanze Prodi, avevano sostenuto l’impiegabilità delle ecoballe nell’impianto di Acerra.
Non aveva avvertito neppure quella parte della stampa che in questi mesi ha criticato la Valutazione d’Impatto Ambientale in cui erano state dichiarate non bruciabili le ecoballe: insomma la valutazione era stata fatta dai soliti ambientalisti del ‘no’, mentre nessuno, però, si prendeva la briga di firmarne una nuova, tanto l’ordinanza del Presidente del Consiglio copriva le spalle a tutti ed era motivata da ragioni di emergenza (ma i nuovi impianti mica sono attivi subito, non rispondono all’emergenza contingente! Non sono neppure in cantiere! Non sarebbe meglio metterne in cantiere altri che possono trattare anche le ecoballe non a norma, come gli impianti di trattamento meccanico-biologico?).
La vice di Bertolaso non aveva avvisato neppure quest’ultimo che, pochi giorni fa, ha esortato i cittadini a farsi una ragione dei quattro termovalorizzatori campani previsti dal decreto Berlusconi del 24 maggio ’08, per smaltire anche i 7 milioni di ecoballe pregressi: “i rifiuti bruciano in Germania, non possono bruciare qui ?”
Era il 20 maggio, appena 10 giorni fa, che “La Repubblica” titolava: “Vantaggiosa offerta di società svizzera non presa in considerazione”. Si riferisce al preventivo di 199euro/tonnellata per 60mila tonnellate complessive. È successo, poi, che i rifiuti sono stati bruciati in Germania a circa 270 euro/tonnellata, mentre si è appreso che ambientalisti tedeschi sono in agitazione perché temono che molti rifiuti siano stati, in realtà, smaltiti in discarica. Si è appreso pure che i tedeschi hanno recuperato un’altra parte dei rifiuti in impianti di trattamento meccanico-biologico e che, comunque, non accetteranno nuovi contratti.
Si cerca un regista degno erede di Hitchcock, per il remake di ‘Intrigo Internazionale’.
May 31st, 2008 alle 11:25 pm
That’s right, Francesco.
http://www.valori.it/italian/index.php
June 1st, 2008 alle 3:31 am
@dl
grazie Daniela per aver pensato a me, ma quello non è il posto giusto (i beni comuni sono tanti…ehehe), il nostro é “Per il…..”
@Tutti
vi riporto la lettera della D.ssa Patrizia Genitlini (Specialista in Oncologia ed Ematologia - Associazione Medici per l’ Ambiente ISDE) che scrive del decreto Prodi che allarga il campo d’applicazione del segreto di Stato (di cui già ho segnalato l’esistenza in un paio d’occasioni) anche a siti per il deposito
delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori. Scrive:
Credo che ormai in Italia non solo sia a rischio la nostra salute, ma i valori più profondi nei quali crediamo: dalla libertà
d’informazione, alla partecipazione, alla stessa democrazia e temo che con questo atto vengano infrante le normative europee che disciplinano l’accesso del pubblico all’informazione ambientale.
Vorrei ricordare le parole di un grande Scienziato, nostro
indimenticabile maestro: Lorenzo Tomatis: ” adottare il Principio di Precauzione e quello di Responsabilità significa anche accettare il dovere di informare, impedire l’ occultamento di informazioni su possibili rischi….. Invece di accettare una società che sta diventando sempre meno democratica, in cui le scelte sfuggono ormai completamente agli individui e domina il Principio della crescita economica ad ogni costo, si può pensare ad uno sviluppo che si attui sui principi di Precauzione e Responsabilità, dando priorità alla qualità della vita e all’ equità sociale e ponendo il mantenimento della Salute al di sopra
dell’ interesse economico”..
La direzione in cui la nostra società si sta muovendo è esattamente antitetica a quella tracciata da Tomatis! Come non essere sgomenti davanti a tutto questo?
Forse non tutti sanno che l’ art.5 del codice deontologico dei medici letteralmente recita: “Il Medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini … il Medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile…”
Mi chiedo: informando un domani i nostri pazienti della pericolosità di risiedere vicino a inceneritori, rigassificatori, centrali e depositi di materiale radioattivo potremmo essere accusati di infrangere un segreto militare e pertanto penalmente perseguiti?
Spero che altre voci altre voci libere ed indipendenti si levino per
riaffermare i sacrosanti diritti di tutti noi cittadini.
June 1st, 2008 alle 3:39 am
per quelli già schierati, per quelli decisi a scendere in piazza ricordo l’appuntamento, oggi Domenica 1 Giugno, Staz. Metro di Chiaiano, 16:30.
Forse non tutti quelli che parteciperanno alla manifestazione sono totalmente d’accordo su tutti i punti con gli organizzatori vari. Ma credo sia importante esserci anche se i punti condivisi sono il 50%, bisogna essere in tanti e uniti almeno sugli aspetti su cui si concorda.
June 1st, 2008 alle 4:11 am
ricordo a tutti che non è affatto da sottovalutare la posizione assai critica, (e da “ficcanaso”…!), trapelata in tarda serata dalla commissione UE (ricordarsi sempre che, in politica come in diplomazia, le vendette si consumano fredde…!)… e con la condanna per Rete4, fanno “due” le discrasie a-livello-Europa!
Come non è affatto da sottovalutare che persino SkyNews24 (è tutto dire!) ha dato molta enfasi alla notizia, quasi che se l’aspettasse…!
…ogni mezz’ora, nei notiziari, scorre la scritta rossa a caratteri cubitali “RISERVE DELLA UE SUL DECRETO RIFIUTI”, e non date troppo peso alle minimizzazioni di Ronchi, quello “annaspa” perchè ha il terrore folle che si ripetano gli scappellotti di Fini!
June 1st, 2008 alle 10:26 am
Ora vado a vedere un po’ di giornali, intanto, breve punto sulla questione dissenso dell’UE: riporto quello che avevo trovato stanotte verso le due, prima di cedere al sonno (e decidere di non aggiornare).
Sostanzialmente, tutti i giornali online parlavano del “giallo” attorno al decreto rifiuti, ma tutti facendo riferimento alle indiscrezioni raccolte da Valori, la rivista di Banca Etica citata ieri Dikaion, mentre la portavoce del commissario Stavros Dimas, Barbara Helfferich, sosteneva di non avere nulla da dichiarare.
I dubbi, comunque, riguarderebbero gli articoli 9 e 18, cioè quelli che prevedono deroghe per la valutazione di impatto ambientale e più in generale in materia di ambiente, paesaggio, beni culturali, urbanistica, norme igienico-sanitarie e sicurezza sul lavoro.
L’Ansa riferiva inoltre che, da Bruxelles, smentiva pure la signora della direzione generale Ambiente, Pia Buccella, precisando che il decreto è ancora sotto esame.
Infine, il ministro per le Politiche comunitarie Ronchi, a ogni buon conto, faceva sapere che il governo non tornerà indietro “quale sia il problema”, perché le iniziative prese sono in linea con lo spirito dell’Ue e, in ogni caso, risolvere la questione dei rifiuti a Napoli è un dovere morale, prima ancora che politico.
Dubito che sui giornali di oggi ci possa essere altro (visto che queste notizie erano in parte successive all’orario in cui vengono prodotti), ma — nel caso che qualcuno abbia fatto altro che ri-lavorare le agenzie — ne parliamo ai prossimi post…
June 1st, 2008 alle 12:43 pm
ma quà si parla solo di “monnezza”?????????????
volessimo parlare un pochino dell’addizionale sui carburanti che in campania si deve pagare per far fronte ai debiti della sanità nostrana?????
volessimo parlare dello stato di avnzamento dei lavori del mirabolante “ospedale del mare”??????
in fondo lo stanno costruendo a Ponticelli più o meno dove i gli indigeni volevano far fuori i rom.
Volessimo sapere pecchè e peccome i lavori si sono bloccati?????
volessimo approfondire le questioni interne al II policlinico????quelle sui tre milioni di primari per pochi posti letto?????
volessimo??????????????……
volessimo
June 1st, 2008 alle 1:19 pm
Abbiamo tutti contro: il governo,con il berlusca che viene a Napoli a fare spettacolo, con il gioco delle tre carte, la sedicente opposizione e buffoni vari.
Anche papa-razi dice che le cose vanno benone, allora siamo a posto.
Ricordo il motto “Sinn fein”: noialtri soli, anche se io sarei stato dall’altra parte.
Ma oggi domenica, venuta la moderatrice della tavola.
Dalla prima Epistola di Paolo apostolo ai Corinzi, capitolo primo:
” 27 ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i savi; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; 28 e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo, e le cose sprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, 29 affinch nessuna carne si glori nel cospetto di Dio.”
June 1st, 2008 alle 1:28 pm
@ Elfo
volessimo pure, ma temo che la monnezza (e tutto ciò che comporta) sia un tema alquanto preliminare…
anche se a te il Policlinico ti rovina l’esistenza e tutti combattiamo anche con altri grovigli…
June 1st, 2008 alle 3:25 pm
Daniè, Panebianco, il giorno dopo!
Vado alla post sulla Lady di Ferro, avendo letto l’articolo di De Marco sul cormez! ci vediamo di là
June 1st, 2008 alle 4:00 pm
e sì, l’ho visto (e l’ho perfino copia-incollato, ché il link ancora non c’era…)
però, insisto… a te questo tema ti sembra decisamente rilevante. A me sembrava fuori-fuoco Panebianco e mi sembra abbastanza fesso anche il giorno dopo (con tutto l’affetto per Enzo D’Errico e per alcuni dei suoi intervistati).
Non c’è, questo tema, in realtà.
Poi, ovviamente, se si vuole, si può (re)inventarlo per l’ennesima volta, come si può sempre fare (specialmente dai media mainstream)…
June 1st, 2008 alle 4:47 pm
@ webmasta
Il tema “poteva” esserci nella provocazione lanciata agli intellettuali, ma non nei modi (per lo meno era questa l’impressione avuta). Ma devo convenire che gli intervistati di D’Errico l’hanno fatto definitivamente naufragare (il tema, of course)!
Veramente Trombetti dovrebbe scendere in piazza o mettersi a capo degli intellettuali per guidare Napoli? Certo che il sole a giugno già picchia! E pur’ forte…
June 2nd, 2008 alle 12:55 pm
non è così semplice…a me il policlinico non rovina alcuna esistenza…io sono un privilegiato….quando avrò bisogno di un servizio sanitario ad altissima specializzazione e qualità, per me si apriranno tutte le porte….
e certamente anche per molti altri di quelli che scrivono quì sopra!!!
il punto è che nella voragine della nostra sanità disastrata finiscono un sacco di soldi, probabilmente molti “distratti” ad altre attività per le cui pure erano stati predisposti.
e poi molto semplicemente quando qualcuno di noi si ammala di cancro…da discariche abusive… aro’ va a se cura’?????????
sui giornali si parla molto di monnezza e NIENTE di camorra ed altri “nguacchi”…
sui blog si parla solo di monnezza….
ogni tanto parliamo pure di qualche altra cosa….ogni tanto…