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aprile 2007 - novembre 2007 gennaio - marzo



novembre 2007 - dal porto-canale al Parco tecnologico dell’Ambiente

Repubblica - Napoli
7 novembre 2007

Quel che disse Iannello sul recupero di Bagnoli
di Pasquale Coppola

Singolare rapporto quello tra Napoli e il piano urbanistico. Il dispositivo-chiave del disegno della città ha concluso ormai da tempo il suo iter, dopo anni di dibattiti e scontri, pervenendo a una faticosa approvazione. Eppure, molti dei suoi momenti attuativi restano in bilico, esposti a un´inesausta pratica di discussione o a improvvise folate rivoluzionarie. Con accumulo di ritardi e incertezze, che non giovano agli investimenti e disseminano un diffuso scoramento.
Neanche a dirlo, il tassello più pregiato e strategico, quello dell´area dismessa di Bagnoli, è anche il più percorso da fremiti e pulsioni che fanno segnare il passo. Prima una vertenza sugli indennizzi dei suoli rilevati dalla cassaforte dell´Italsider, che specula post-mortem sui terreni che ha a lungo avvelenato. Poi il ciclone della Coppa America, con la richiesta di varianti sull´unghia e il fugace miraggio dei grandi investitori internazionali. E ancora i singulti sul ruolo e sugli assetti di Bagnolifutura, le resistenze delle casse romane per il finanziamento della bonifica, le trattative sui metodi e sui siti di smaltimento…
Ora giunge al pettine il nodo della darsena, per la quale l´Autorità portuale ha ammesso a discussione tre progetti. Contro questi disegni si è sollevato il vento contrario di un possibile vincolo paesaggistico, costringendo la conferenza dei servizi a un rinvio per ottenere precisazioni dai progettisti.
Non è vicenda del tutto nuova: nella discussione del Piano urbanistico attuativo di Bagnoli ci fu già un´avvisaglia circa il vincolo da parte delle sovrintendenze. In commissione urbanistica si discuteva della collocazione del porto, a partire dalla variante approvata (che lo prevedeva) e da alcune informative su correnti e interrimento. La discussione assunse toni metaterritoriali: “A ovest? No. Al centro? No. A est? No”. “Ma dove, allora?”. “A noi compete solo il parere”. Sembrò emergerne un concetto di darsena come “dimensione dello spirito” o più semplicemente come l´albero di Bertoldo: non veniva di fatto contestata ma era impossibile calarla in terra (o in mare).
In effetti, dietro questa vicenda, e dietro alcune ulteriori prese di posizione contro la darsena di Bagnoli, sta essenzialmente la lettura diversa di un parere autorevole, come ormai è evidente ai nostri lettori: emesso da uno degli intellettuali che più hanno meritato nella difesa di quel che resta del nobile paesaggio naturale e antropizzato del distretto napoletano. Fu, infatti, Antonio Iannello a stilare, poco prima della sua scomparsa, la “Relazione sulla proposta di vincolo paesistico per Bagnoli”. Il documento è un saggio di grande spessore sulla natura e gli utilizzi della piana di Bagnoli-Coroglio, dall´antichità romana e dalla fase di sfruttamento termale fino al dilagare della palude ancora nel primo Ottocento e ai progetti di valorizzazione turistica del Lamont Young. E contiene la severa condanna delle sciagurate scelte della destinazione industriale agli inizi del Novecento, della ricostruzione post-bellica ancora nello stesso pregevole sito, dei contestati ampliamenti e della colmata dello specchio d´acqua promossa dalla grande industria.
Infine, Iannello enuncia un vincolo da applicarsi all´intera area che presenta due elementi interessanti. In primo luogo, parla di “ridisegno” della linea a mare, anche tenendo conto della documentazione storica esistente. Ridisegno, e non impraticabile ripristino: come è logico per un´area che ha variato di livello in epoca storica e ha conosciuto profonde trasformazioni per l´opera dell´uomo. Del resto, lo stesso documento, nel mostrare apprezzamento per l´alternativa turistica di Lamont Young, ricordava che nel progetto dell´architetto inglese spiccavano una passeggiata a mare e un canale di stile veneziano da Mergellina ai Campi Flegrei.
L´altro punto rilevante è il riferimento alla variante urbanistica approvata nel 1996: quella che contiene già la scelta dell´approdo. Iannello ne fa un esplicito punto di aggancio del suo parere. Cita: la politica comunale ha assunto l´obiettivo «di realizzare il recupero complessivo della zona occidentale attraverso un programma articolato in due parti fondamentali: la riqualificazione della zona litoranea e il recupero dell´area industriale ex-Ilva». Per dedurne che «è proprio nella qualità della tutela prevista da questo programma che il Comitato di settore ritiene di cogliere momenti fondamentali di indirizzo, di scelta e di attuazione». Nella sostanza, l´essenza e lo strumento del vincolo, a presidio dinamico della vita del territorio non della sua imbalsamazione, starebbero nella stessa variante. In nessun luogo il porto ne viene espulso. Era appunto un acuto parere di vincolo, non un bieco randello.
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Corriere del Mezzogiorno
7 novembre 2007

Accordo tra Regione, Provincia e Comune: previsto l’insediamento di 80 aziende
Bagnoli, protocollo per il parco tecnologico

NAPOLI — Un protocollo d’intesa per la realizzazione di un Parco Tecnologico dell’Ambiente nell’area di Bagnoli, a Napoli, è stato firmato ieri nella sede della Regione Campania. Il documento è stato firmato dal presidente della Regione, Antonio Bassolino, dal sindaco Rosa Iervolino Russo, dall’assessore alle Risorse strategiche della Provincia, Guglielmo Allodi, dal presidente della Camera di Commercio Gaetano Cola e da quello di Bagnolifutura, Rocco Papa. Il Parco Tecnologico dell’Ambiente, come informa una nota della Regione, sarà realizzato e gestito da una società congiunta tra la Camera di Commercio e la Bagnolifutura, la quale acquisterà i suoli dalla Stu (Società di trasformazione urbana). Il nuovo insediamento sorgerà nell’area tematica 4 di Bagnoli-Coroglio, che ha una estensione di 97mila metri quadrati e avrà una volumetria complessiva di circa 165mila metri cubi.
In base al protocollo d’intesa firmato oggi «è previsto l’insediamento nel Parco di 80 nuove aziende ecocompatibili, specializzate nei settori della ricerca, dell’innovazione e dei servizi, per una occupazione prevista tra i 600 e gli 800 nuovi addetti: in prevalenza si tratterà di manodopera qualificata, tecnici e ricercatori». I lavori per la costruzione del Parco saranno avviati nel 2008. L’iniziativa, spiega la nota, «sarà finanziata con risorse private e con il contributo pubblico, quest’ultimo costituito da fondi europei e da finanziamenti nazionali del Fas. Il Parco Tecnologico dell’Ambiente affiancherà le aziende che si insedieranno nell’area, svolgendo, tra l’altro, un ruolo di tutor, sia nella fase dell’elaborazione del progetto e del business plan, sia nella individuazione delle opportunità di finanziamento, sia nella formazione delle nuove figure professionali necessarie ».
Tutte le iniziative imprenditoriali che si insedieranno nel Parco «saranno preventivamente selezionate dalla società di gestione con una procedura a evidenza pubblica e dovranno rispettare i principi dell’ecocompatibilità e dell’autosufficienza energetica ». Per Iervolino e Bassolino « si tratta di un progetto di grande importanza per la città e per la riqualificazione dell’area flegrea, obiettivo per il quale sono già stati stanziati 80 milioni».
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settembre - ottobre 2007 - i progetti per il porto-canale

Repubblica - Napoli
25 ottobre 2007

Chiesti chiarimenti nella conferenza dei servizi. E ora i consorzi rischiano di essere esclusi
Porto turistico, bloccati i tre progetti
Dalla soprintendenza arriva un nuovo stop per Bagnoli
di Ottavio Lucarelli

BLoccati i tre progetti, il porto turistico torna in alto mare. Bagnoli anno zero. E la scelta del porto-canale si rivela un boomerang. Una scelta che rischia di frenare tutto il piano di sviluppo dell´area ex Italsider. A decretare il nuovo stop è stata la soprintendente regionale ai beni culturali Vittoria Garibaldi che all´interno della Conferenza dei servizi ha definito i progetti presentati per il porto turistico incompatibili con le linee guida del Piano urbanistico attuativo (Pua) di Bagnoli.
La Conferenza dei servizi non ha concluso i lavori, resta aperta fino al 19 dicembre e per quella data i tre consorzi ancora in gara dovranno presentare i chiarimenti. Dovranno rispondere dimostrando con modelli matematici che il porto canale non si insabbia, che l´impatto ambientale è compatibile con il piano paesaggistico e che non ci sarà interruzione della linea di costa. Se arriveranno rispose compatibili con il piano Bagnoli bene, altrimenti si dovrà rifare la gara.
Tre consorzi sul filo dell´esclusione. “Marine di Napoli”, “Onda Azzurra” e “Porto Partenope” sono le tre società che avevano superato la selezione del Comitato portuale per il progetto del porto canale e che ora si sono invece “insabbiate” nella tappa più delicata del lungo iter burocratico per arrivare a definire il disegno concreto dell´approdo.
Tre consorzi e altrettanti progetti. Quello di “Marine di Napoli”, telecomandato dal presidente della Camera di Commercio Gaetano Cola, è firmato dall´architetto Maria Elisabetta Persico che ha disegnato anche il progetto del “sogno” Coppa America e che ha lavorato a Valencia per gli svizzeri di Alinghi del patron Ernesto Bertarelli. Per Bagnoli ha ideato una darsena della vela con giardini che degradano nella darsena da cinquecento posti barca. Lo specchio d´acqua della nuova darsena deve costituire un completamento paesaggistico con la stessa spiaggia, la baia antistante e il grande parco verde.
Il consorzio “Onda Azzurra” è guidato da Salvatore Colella, gestore dei pontili galleggianti di fronte a Nisida e proprietario dei cantieri “Manò Marine”. Un progetto che propone un´opera di sbancamento di 370 metri per addentrarsi lungo la linea di costa con interruzione della strada di Coroglio.
Il progetto “Porto Partenope” nasce invece da una cordata di ventiquattro aziende nautiche e prevede la realizzazione di una Cittadella della vela d´intesa con il “Circolo Italia”. Il piano degli architetti Giuseppe Capuozzo e Fiammetta Adriani disegna il porto turistico al confine con il pontile Nord.
Tre progetti bloccati. E il centrodestra torna ad attaccare i ritardi di Bagnoli. «Gli ulteriori ritardi per la riqualificazione di Bagnoli, - accusa il consigliere comunale di Forza Italia Raffaele Ambrosino - scaturiti dalla decisione della Conferenza di servizi per il porto canale, sono da ascrivere solo e soltanto alla irresponsabilità dell´amministrazione comunale e della stessa società Bagnolifutura. I dubbi espressi da tanti consiglieri di maggioranza e opposizione sulla fattibilità tecnica dell´approdo di Bagnoli furono tradotti nel lontano 2003, in una precisa indicazione condivisa e votata all´unanimità dall´aula comunale. La Giunta e la società di trasformazione urbana non hanno però mai dato seguito alle indicazioni dell´ordine del giorno di accompagnamento alla delibera del piano urbanistico».
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Corriere del Mezzogiorno
25 ottobre 2007

Porto-canale a Bagnoli, bloccati i progetti
Soprintendenza e Autorità portuale: integrazioni su insabbiamento e impatto ambientale
di Paolo Cuozzo

NAPOLI — Uno stop. Un brusco e inatteso stop. Che rischia di trasformarsi in un colpo di spugna per la trasformazione dell’area di Bagnoli. È quello che la Conferenza dei Servizi, riunitasi ieri a Palazzo San Giacomo, ha impresso all’iter per la scelta del progetto vincitore per la realizzazione del porto canale. La Soprintendenza regionale ha infatti sollevato dubbi sulla completezza dei progetti in campo e la Conferenza, all’unanimità, ha chiesto ai tre partecipanti alla gara un’integrazione al lavoro svolto da predisporre entro 45 giorni. Solo allora si saprà se l’ipotesi-porto canale verra bocciata oppure no. In ogni caso, Giannì per il Comune di Napoli, Nerli per l’Autorità portuale, Ricolo per la Soprintendenza, Papa per la Bagnolifutura, Cesarano per il Commissariato per le bonifiche, e i rappresentanti di Regione, Provincia, Demanio, Arpac e Autorità di Bacino hanno chiesto ai partecipanti al bando che, entro il 19 dicembre prossimo (data della nuova Conferenza dei servizi), i progetti vengano corredati da «modelli matematici digitali per dimostrare, attraverso i flussi d’acqua, che il porto non si insabbia», e anche da un «miglioramento del progetto per quanto attiene l’integrazione del porto nel piano paesistico della zona». A parlare è Francesco Nerli, presidente dell’Autorità portuale di Napoli a cui è stato dato mandato dai componenti la Conferenza dei servizi di chiedere le integrazioni. Note integrative sono state richieste anche sul funzionamento della barriera idraulica e geotermale che cinge il porto e che garantisce la normalità dei flussi d’acqua. «C’erano pareri rispetto ai quali abbiamo concordato che fosse necessario chiedere ai progettisti delle integrazioni per poter valutare a fondo e meglio le problematiche che scaturiscono da questi primi progetti», spiega Nerli, un tempo sostenitore dell’idea che a Bagnoli fosse preferibile costruire il porto sulla colmata a mare; colmata che invece, per decisione del ministero dell’Ambiente, dovrebbe essere rimossa a trasferita in gran parte a Piombino. «Sia chiaro che le integrazioni non le ha volute solo la soprintendenza ma le ho chieste anch’io.
Vedremo a dicembre cosa ci portano, ma certo solo a quel punto si potrà stabilire se uno, due o tutti e tre i progetti saranno validi per poi decidere. Altrimenti saranno respinti». I tre progetti presentati sono quello delle società «Marine di Napoli», «Onda azzurra » e «Nautica partenopea», ora chiamate a convincere la Conferenza dei servizi che non ci sono problemi nel realizzare il porto turistico a Bagnoli, così come ha deciso il Consiglio comunale di Napoli quando ha approvato il Pua, né sul fronte dell’insabbiamento né sul fronte dell’impatto ambientale. Ma i dubbi si rimaterializzano. Come accadeva il 2 marzo 2004, nei mesi di turbillon per la candidatura di Napoli per ospitare la Coppa America che si intrecciava con la fase dell’approvazione del Piano Urbanistico Esecutivo (oggi attuativo) della zona di Coroglio. Presentando un’osservazione al Pue, la Soprintendenza per i Beni ambientali e paesistici di Napoli e provincia, sosteneva infatti il proprio dissenso all’ipotesi di Porto canale. Diniego già manifestato il 7 ottobre 2003, quando sempre la Soprintendenza invitò il Comune a rivedere quanto si andava a stabilire per il porto canale, sottolineando, in una lettera inviata alla Bagnolifutura che le soluzioni individuate in caso di Coppa America a Bagnoli dovessero essere «reversibili e provvisorie, in modo da non compromettere la natura dei luoghi e la morfologia della costa», onde evitare «d’intervenire a censurare soluzioni già definite», ricordando come «il ministero per i Beni culturali, con decreto del 6 giugno 1999, ha emanato per la Piana di Bagnoli e lo specchio d’acqua antistante, un decreto di vincolo». Ora l’argomento torna alla ribalta. Anche se oggi Nerli sgombera il campo da dubbi sulla possibilità che il porto canale si possa realizzare. «Per la linea di costa si decide in base agli strumenti urbanistici vigenti», dice il presidente dell’Autorità portuale. Cioè si decide in base al Pua, approvato dal Consiglio comunale, che supererebbe le vecchie osservazioni della Soprintendenza stabilendo che il porto canale si può fare. Salvo ripensamenti.
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Se fossimo in una città seria
di Gerardo Mazziotti

Il piano urbanistico esecutivo del novembre 2003 e il piano urbanistico attuativo del maggio 2005 delle aree dismesse di Bagnoli (Pue e Pua: due acronimi per definire uno stesso piano) prevedono, tra i vari attrattori di sviluppo, un portocanale, scavato nel terreno e addossato al lungo pontile Nord. Una previsione che è stata criticata dal mondo scientifico e culturale cittadino, che è stata contestata da tutte le associazioni ambientaliste e che è stata bocciata dalle soprintendenze ai Beni architettonici e ai Beni archeologici perché la sua realizzazione avrebbe interrotto la continuità della linea naturale della costa, salvaguardata da una legge del 1996, e avrebbe violato il vincolo paesistico emanato nell’agosto 1999 dal ministero dei Beni culturali sulla inedificabilità del litorale di Coroglio.
Per la realizzazione del portocanale sono stati presentati qualche mese fa tre progetti esecutivi che ieri mattina la Conferenza dei servizi, costituita dal Comune di Napoli, dall’Autorità portuale, dalla Direzione regionale ai Beni ambientali e dalla Bagno-lifutura, ha esaminati. E ha deciso di chiedere una integrazione progettuale che dimostri la inesistenza di qualsiasi pericolo di insabbiamento del portocanale. Praticamente una bocciatura, perché, come è noto in letteratura, il portocanale è destinato a insabbiarsi. Parafrasando il titolo di un famoso romanzo di Hans Fallada, sorge spontanea la domanda: «e adesso povero porto?».
Fossimo in una città seria, la risposta sarebbe molto semplice. Nessun porto turistico sarà mai più previsto sul litorale di Coroglio perché in contrasto con inequivocabili norme di legge. Come, del resto, prevedeva il piano urbanistico redatto nel 1997 dall’assessore all’Urbanistica (pardon, alla Vivibilità) Vezio De Lucia, che sarebbe stato approvato dalla Giunta Bassolino se non avesse previsto la delocalizzazione della Città della Scienza. E, fossimo in una città seria, qualcuno sarebbe chiamato a rispondere di quest’altro errore e dei relativi costi in termini economici e di tempo. Ma facciamo finta di non essere in una città travagliata (come l’ha definita il Presidente Napolitano) e immaginiamo che cosa dovrebbe succedere domani.
Tenendo conto dei suggerimenti dell’Acb Group Rotschild e del professor Victor Ukmar, chiamati e ben pagati per giudicare la fattibilità del piano urbanistico esecutivo, l’amministrazione comunale dovrebbe procedere alla redazione di un nuovo piano urbanistico nel quale gli alberghi sarebbero ubicati in una zona del parco urbano in modo da garantire l’assoluta parità di panorama e la più libera articolazione planivolumetrica (come si fa in tutto il mondo); il porto turistico, se proprio necessario, sarebbe ubicato nella zona di Cala Badessa, a ridosso del pontile di Nisida; come vero attrattore turistico sarebbe prevista una passeggiata a mare, lungo la via Coroglio, attrezzata con ristoranti, bar, discoteche, boutique, agenzie turistiche, negozi artigiani e stabilimenti balneari (come hanno fatto a Barcellona e a Valencia). E, sopra tutto, un’amministrazione comunale pensosa dell’interesse della città procederebbe allo scioglimento di questa inutile società mista che è la Bagnolifutura e avocherebbe a sé tutte le responsabilità connesse con la bonifica e la trasformazione urbana di Bagnoli.
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Corriere del Mezzogiorno
21 settembre 2007

Bagnoli, la soprintendenza non c’è. Salta la decisione sul Porto canale
di Paolo Cuozzo

NAPOLI — «La soprintendente regionale, Vittoria Garibaldi, aveva impegni precedenti, quindi la conferenza dei servizi la rinviamo». Messa così, come la mette il vicesindaco Tino Santangelo che, politicamente, ha il dovere di smorzare sul nascere le polemiche, sembrerebbe un normale rinvio di un appuntamento istituzionale per impegni personali. Ma se l’oggetto dell’incontro è la scelta del progetto più idoneo per costruire il Porto canale di Bagnoli tra i tre presentati (quello di Italia Navigando, di Porto Partenope e di Sea Marine), ecco allora che la questione cambia, sebbene per Bagnoli sno anni che si procede di rinvio in rinvio. In realtà, visto il recente cambio di guardia alla direzione regionale della soprintendenza (la Garibaldi ha preso il posto di De Caro), la soprintendenza regionza ha chiesto più tempo per valutare i progetti. Ecco perché la conferenza dei servizi è stata rinviata al 3 ottobre. Non va però dimenticato che proprio la soprintendenza, non quella regionale che fa capo alla dottoressa Garibaldi, ma quella per i Beni culturali e Paesistici di Napoli e Provincia, che fa capo al dottor Guglielmo, il Porto canale l’ha bocciato anni fa quando si trattava di presentare le osservazioni al Pue di Bagnoli, il Piano urbanistico esecutivo. Ci si chiede allora: cosa è cambiato?
Di sicuro è cambiato che il ministero dell’Ambiente ha stabilito che la colmata a mare deve andar via (sebbene per il trasferimento dei detriti a Piombino la situazione sia tutt’altro che scontata), perciò ha ripreso vigore l’unica soluzione alternativa in campo, cioè quello del Porto Canale.
Intanto ieri alla Bagnolifutura sono arrivati i quattro progetti, rispetto alle sette manifestazioni di interesse, per relativi alla costruzione dei «Napoli Studios » per quello che è un appalto- concorso. I «Napoli Studios» nasceranno nel sito di archeologia industriale della ex officina meccanica. I quattro progetti che sono arrivati ieri sono stati depositati dalla «Paco», la Pacifico costruzioni in Ati con la Hishimoto Archietectural & Enginereeng Firm di Tokyo; dal Consorzio Etruria, cooperativa Fiorentina che ha come progettista «5+1»; dalla Edil Atellana e dalla Vitale Costruzioni, che ha come progettista lo studio Itaca-Pica Ciamarra. I tre che non hanno presentato l’offerta sono invece la Edil Ars, la Penzi Costruzioni e la Castaldo costruzioni. L’importo dell’appalto è di 19 milioni e 600 mila euro, tutti di risorse regionali. L’appalto prevede la trasformazione di un polo polifunzionale per la trasformazione delle produzioni audiovisive e multimediali. La commissione è al lavoro. Il vincitore avrà 18 mesi di tempo per realizzare le opere.
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Corriere del Mezzogiorno
20 settembre 2007

La conferenza dei servizi sceglierà fra i tre progetti presentati
Bagnoli, oggi la decisione su come sarà il porto canale
Legambiente: la colmata non deve andare a Piombino
di Paolo Cuozzo

NAPOLI — Questo pomeriggio la conferenza dei servizi sceglierà il progetto più idoneo, tra i tre presentati, per la realizzazione del porto canale a Bagnoli. Si tratta dei progetti di Italia Navigando, di Porto Parthenope e di Sea Marine. Intorno al tavolo siederanno i soggetti interessati: Comune e Autorità portuale, non ci sarà la Bagnolifutura che interverrà in una seconda fase.
Ma se da un lato, almeno sul fronte del porto, per Bagnoli potrebbe aprirsi uno spiraglio, sul fronte della rimozione della colmata le cose potrebbero nuovamente complicarsi. Legambiente, infatti, assume una forte posizione contro il trasferimento della colmata a Piombino, mentre la Confederazione degli studenti è pronta a scendere in piazza per protestare contro l’immobilisto dell’amministrazione su un’area «che potrebbe creare enormi occasioni di sviluppo ed evitare la fuga di tanti giovani laureati al Nord in cerca di lavoro». «Trasferire rifiuti, anche pericolosi, da una regione all’altra non ha alcun senso», fa sapere da Firenze la segreteria nazionale di Legambiente che, riunita assieme ai rappresentanti regionali di Campania e Toscana, ha nuovamente esaminato la vicenda dell’accordo di programma relativo al trasferimento dei fanghi e dei rifiuti provenienti dalla colmata di Bagnoli a Piombino. Secondo Legambiente, infatti, «le argomentazioni utilizzate a supporto del trasferimento sono inconsistenti e contraddittorie anche alla luce del fatto che l’Autorità portuale di Napoli si è resa più volte e in diverse sedi disponibile a utilizzare i materiali provenienti dalla colmata di Bagnoli» e «non esiste una motivazione plausibile, sia dal punto di vista ambientale che economico, per un trasferimento così imponente di materiali da una regione all’altra ». Le opere portuali e stradali necessarie a Piombino e alla Val di Cornia, secondo Legambiente, possono essere realizzate con materiali recuperati in zona a partire da quelli derivati dalla produzione annuale delle Acciaierie Lucchini. Critica anche la Regione Toscana, dove l’assessore all’Ambiente, Annarita Bramerini, incalzata da Rifondazione, dice che «sul progetto dello smaltimento dei fanghi industriali di Bagnoli la Regione Toscana sta lavorando a stretto contatto con le amministrazioni locali per trovare un punto di sintesi e di convergenza che siano rispettosi delle esigenze di tutti i soggetti interessati », pur precisando che «la vicenda è in continua evoluzione. Mi riservo quindi di riportare all’attenzione dell’Aula i futuri sviluppi». Da Firenze a Napoli, dove il consigliere comunale di Forza Italia, Raffaele Ambrosino sottolinea come «la presa di posizione di Legambiente nazionale si aggiunge a quella già espressa da Greenpeace, e conferma e rafforza in pieno le enormi perplessità che abbiamo sempre sostenuto fin dal primi entusiastici annunci dell’operazione».
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12-24 agosto 2007 - colmata a Piombino

Repubblica - Napoli
24 agosto 2007

Depositata la petizione popolare del comitato “No fanghi”. Oggi consiglio comunale sull´accordo
Piombino, 4.575 no alla colmata di Bagnoli
di Cristina Zagaria

Oltre quattromila firme a Piombino per bloccare un 1.3 milioni di metri cubi di fanghi della colmata di Bagnoli. Una petizione, An preoccupata per l´operazione, Ds e Verdi favorevoli all´accordo di programma. Tutto a 24 ore dal consiglio comunale monotematico.
È stata depositata ieri mattina al Comune di Piombino la petizione popolare che chiede di sospendere l´iter di firma dell´accordo di programma quadro per il trasferimento della colmata di Bagnoli da Napoli a Piombino, di cui è principale promotore il ministero dell´Ambiente. In calce al documento ci sono 4.575 firme raccolte dal comitato “No fanghi”, promosso Legambiente e dal Cantiere della democrazia.
«Se le istituzioni locali non ci ascoltano - dice Rossano Pazzagli, tra i promotori del comitato - andremo avanti con un referendum consultivo». La petizione è stata depositata il giorno prima del consiglio comunale, convocato per oggi, alle, 9 durante il quale il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi, chiederà il mandato per firmare l´accordo di programma per riempire le nuove banchine del porto toscano con due milioni di metri cubi di materiale, proveniente dalla colmata dell´ex Italsider di Bagnoli: 1.3 milioni di metri cubi di fanghi e altri 700 mila di sedimenti.
All´incontro di oggi ci sarà anche il direttore generale del ministero per l´Ambiente Gianfranco Mascazzini. Sono previsti finanziamenti per 274 milioni di euro per l´ampliamento del porto di Piombino a fronte del trasferimento dei residui della colmata di Bagnoli. «Non ci precipiteremo a firmare l´accordo anche se il consiglio comunale si dovesse pronunciare a favore - dice Anselmi - Dobbiamo confrontarci con la Regione e la Provincia, anche per favorire una larga convergenza politica». L´operazione è vista dalla coalizione di centrosinistra che guida il Comune di Piombino (coalizione che comprende i Verdi) come un volano per accelerare la realizzazione delle infrastrutture portuali: sono infatti previste banchine e nuovi spazi per 64 ettari, ma anche per far decollare la piattaforma Tap, progettata per il recupero dei rifiuti industriali dello stabilimento siderurgico Lucchini - Severstal, e per realizzare i sei chilometri della Statale 398 in direzione del porto. «An non aderirà al comitato dei cittadini perché non intende strumentalizzare un libero movimento, ma intende impegnarsi in tutte le sedi politiche competenti», annunciano il coordinatore regionale Riccardo Migliori e il senatore Achille Totaro. Mentre il responsabile degli Enti locali dei Ds della Toscana, Luca Sani, crede che «l´accordo di programma costituisce un´occasione unica per modernizzare lo scalo di Piombino e per dare prospettive di sviluppo all´economia dell´intera zona».
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Corriere del Mezzogiorno
24 agosto 2007

Piombino, petizione anti-Bagnoli: quattromila «no» alla colmata
di Alessandra Barone

NAPOLI — Oltre quattromila firme sono state raccolte per dire «no» al trasferimento della colmata di Bagnoli da Napoli a Piombino. I toscani contestano con forza il progetto che prevede di spostare 1,3 milioni di metri cubi di residui della colmata prospiciente l’area ex Italsider: rifiuti speciali con i quali sarà allargato il porto di Piombino e verrà costruita un’arteria stradale. Ieri è stata depositata all’ufficio protocollo del Comune in provincia di Livorno la petizione popolare, cominciata una settimana fa, che chiede di sospendere l’iter di firma dell’accordo di programma-quadro per il trasferimento della colmata, di cui il principale promotore è il ministero dell’Ambiente. In calce al documento ci sono le firme di 4.575 persone contrarie ad ospitare il materiale di Bagnoli. «E’ un’operazione insensata — protestano gli ambientalisti toscani —. Non è così che si realizzano le bonifiche dei siti inquinati del nostro paese e non è così che si interviene per costruire opere pubbliche necessarie». La petizione cade nel giorno in cui all’ordine del giorno del consiglio comunale di Piombino si dovrebbe dare l’ok all’accordo di programma-quadro tra ministero dell’Ambiente e le due autorità portuali di Napoli e di Piombino, che verrà firmato a settembre.
«Auspichiamo che le istituzioni locali tengano conto delle perplessità, delle preoccupazioni e della contrarietà all’accordo e che ciò incida sulla decisione — ha detto Rossano Pazzagli, del comitato “No fanghi”, promosso dal circolo di Legambiente e dal cantiere della democrazia —, se così non avvenisse chiederemo il referendum consultivo». Per il trasferimento della colmata nella zona di Piombino sono previsti finanziamenti di 274 milioni di euro, per il primo stralcio dell’accordo, su un totale di 688 milioni di euro.
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Corriere del Mezzogiorno
18 agosto 2007

Il presidente dell’Autorità portuale: ci sono tutte le garanzie
Nerli: la colmata di Bagnoli è un’occasione per Piombino
«Legambiente Toscana sbaglia, i Verdi sono con noi»
di Alessandro Chetta

NAPOLI — «La sindrome è sempre la stessa: not in my backyard. Fate le cose ma non sotto casa mia. Così anche a Piombino si apre un altro fronte del no». Il presidente dell’Autorità portuale di Napoli Francesco Nerli «affronta» il vento polemico scatenato da Legambiente Toscana. L’associazione resta apertamente contraria al trasferimento della colmata da Bagnoli a Piombino, in provincia di Livorno. «Di scorie industriali ne abbiamo già parecchie da smaltire» hanno dichiarato gli ecologisti —, non si realizzano così le opere pubbliche». Stavolta però, sottolinea Nerli, il muro ambientalista appare quantomeno spaccato. «Sì è vero — rimarca — Legambiente è contraria. Ma i Verdi sono d’altro parere».
Giovedì scorso il capo della Port authority partenopea ha incontrato l’assessore all’Ambiente della provincia di Livorno e un consigliere comunale piombinese, entrambi del Sole che ride. «Sono d’accordo con il progetto — dice — Hanno valutato la vicenda con approccio «laico», senza preconcetti. Il che vuol dire: giuste garanzie per il territorio, ma anche comprendere la grande occasione per Piombino».
I materiali della colmata, secondo l’accordo di programma-quadro, saranno rimossi a Coroglio e riutilizzati a Piombino, con supervisione di un commissario ad acta, per ampliamenti al porto e per la costruzione di una arteria stradale. Duecentotrenta milioni di euro la cifra stanziata dal governo. Problema ambientale: la colmata non è esattamente una banchina in polistirolo. L’ammasso industriale (1 milione di 200mila metri cubi) accumulatosi negli anni dell’Italsider non fa dormire sogni tranquilli ai piombinesi. Nerli squaderna le analisi: «Per 3 anni sono stati effettuati prelievi. Appena 50mila metri cubi, su 1 milione, è la massa da trattare. Nessuna traccia di amianto, si tratta soltanto di loppa industriale. Per il resto si compone di inerti, che tra l’altro dovevano essere utilizzati per il porticciolo di Vigliena. Le critiche di Legambiente sono infondate. La colmata non era una discarica dell’Ilva ma un’opera dello Stato. Le garanzie per l’ambiente, certificate dal ministero, ci sono tutte». L’accordo per il trasferimento attende la firma definitiva, attesa dopo il via libera del consiglio comunale della cittadina toscana, fissato per il 24 agosto. Riunione che per il sindaco Anselmi si profilerebbe tutt’altro che semplice.
L’Assise per Bagnoli, sempre critica sui destini del-l’area, non è contraria alla rimozione della colmata. «Nutriamo perplessità solo sulle modalità di trasferimento — afferma Marco Pirro —. Sarebbe auspicabile affidare la delicata operazione alle società miste pubblico-private specializzate presenti sul territorio».
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Corriere del Mezzogiorno
17 agosto 2007

Legambiente Toscana: «No alla colmata Piombino ha già le sue scorie da smaltire»
di Alessandro Chetta

NAPOLI — «Un’operazione assolutamente insensata». Il trasferimento del materiale della colmata, l’ormai arcinota colmata di Bagnoli, a Piombino, in provincia di Livorno, non sta nè in cielo nè in terra secondo i dirigenti toscani di Legambiente. Che scrivono in una nota: «Non è così che si realizzano le bonifiche dei siti inquinati del nostro paese e non è così che si interviene per costruire opere pubbliche necessarie, come la strada di collegamento, la 398, tra il porto e la statale Aurelia».
Lo spostamento «insensato» nel centro toscano dei materiali accumulati nel lungo periodo di attività dell’Italsider andrebbe ad aggravare, secondo gli esponenti del cigno verde, la situazione di una cittadina industriale in cui, tuttora, sono attivi impianti nei settori siderurgico, metallurgico ed energetico «e dove le ditte Lucchini e Magona hanno accumulato e continuano ad accumulare analoghe scorie siderurgiche a quelle di Bagnoli, elevando il piano di campagna dell’area degli stabilimenti di oltre sette metri». Di recente, ricordano gli ecologisti, è intervenuta anche la Guardia di finanza sequestrando un’area di stoccaggio abusiva, interna allo stabilimento, di oltre trentacinque ettari.
In Toscana non si placano, anzi aumentano, le polemiche sulla decisione di stoccare la colmata a Piombino, al fine di riutilizzarne i materiali per l’ampliamento degli spazi portuali. In sospeso c’è un accordo di programma-quadro tra ministero dell’Ambiente e le due autorità portuali di Napoli e di Piombino. La firma dovrebbe — è d’obbligo il condizionale — essere apposta a settembre, dopo l’ok del consiglio comunale della città toscana. Un pollice in su tutt’altro che scontato.
Gli ambientalisti, che fino a dopodomani saranno impegnati con Festambiente a Grosseto, rincarano la dose. «In un paese normale ci si aspetterebbe che prima ancora di accogliere rifiuti che provengono da altri siti si provvedesse a fare in modo che venissero utilizzati — dopo trattamento — quelli che del proprio territorio. In un paese normale una strada essenziale per un territorio come quello della Val di Cornia (nel comprensorio di Piombino, ndr), la statale 398, strategica per lo sviluppo del porto e per garantire una decente viabilità di accesso alla città di non dovrebbe essere legata ora alla realizzazione del corridoio autostradale tirrenico ora vincolata al ricevimento dei materiali provenienti dalla colmata di Bagnoli».
Conclusione: un’opera pubblica che si ritiene così importante «deve essere finanziata a prescindere da scambi e accordi legati ad altri interventi, come in questo caso».
Anche a Piombino il clima non è dei migliori. I cittadini si organizzano in comitati per impedire che l’operazione-colmata vada, è il caso di dirlo, in porto. Quattrocento le firme raccolte finora per chiedere al sindaco di ripensarci.
Mugugni arrivano anche da Napoli. È il consigliere comunale di Forza Italia Raffaele Ambrosino a lanciare strali contro il piano «voluto fortemente dal ministro Pecoraro Scanio», unendosi al coro di proteste, levatesi da esponenti di Rifondazione della provincia livornese. Un ponte di critiche bipartisan. «Il ministro — afferma Ambrosino — tace colpevolmente su questo argomento che lo vede innaturalmente contrapposto agli ambientalisti che dovrebbero essere vicini ai Verdi, partito da lui presieduto. Questo — conclude — sarà probabilmente l’ennesimo fallimento del governo e del Comune di Napoli».
Dal canto suo, Bagnolifutura, società per la bonifica di Coroglio, si dice in questo caso non competente sulla materia specifica. «La questione colmata è di esclusiva competenza dell’Autorità portuale».
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Repubblica - Napoli
17 agosto 2007

L´associazione, in Toscana, boccia il trasferimento dei materiali di scarto della bonifica di Bagnoli
Legambiente: no alla colmata a Piombino
di Roberto Fuccillo

A ciascuno il suo, i fanghi di Bagnoli restino a Napoli. Legambiente mette il disco rosso al trasferimento a Piombino dei materiali della colmata dell´area ex Italsider. Lo fa da un luogo interessato, la festa nazionale dell´ambiente, in quel di Ripescia, in provincia di Grosseto, cuore della Toscana che deve accogliere i materiali, secondo l´accordo di programma delineato a inizio luglio col ministero del verde Alfonso Pecoraro Scanio. «Non è così - dice una nota dei dirigenti della associazione - che si realizzano le bonifiche dei siti inquinati del nostro paese».
L´intesa prevede l´uso dei materiali napoletani per nuove banchine nel porto piombinese e per rifare un tratto della statale 398. Ma secondo Legambiente si tratta di una operazione insensata. La nota riprende le critiche già espresse da Lucia Venturi, membro della segreteria nazionale e direttrice di “Rifiuti oggi”. Ricorda tra l´altro che a Piombino c´è già una piattaforma che continua a accumulare scorie analoghe a quelle bagnolesi provenienti dalla Lucchini e dalla Magona, e che addirittura una recente operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di una area di stoccaggio abusiva di oltre 35 ettari. «In un paese normale - dichiara ancora Legambiente - ci si aspetterebbe che, prima ancora di accogliere rifiuti che provengono da altri siti, si provvedesse a fare in modo che venissero utilizzati, dopo trattamento, quelli che albergano sul proprio territorio».
Una posizione critica che sostiene in pieno anche la battaglia intrapresa dalla stessa Legambiente piombinese e da vari cittadini, che ha portato già a raccogliere 400 firme per chiedere al sindaco di Piombino di ripensarci. Il tutto mentre proseguono le consultazioni con associazioni varie prima della seduta di Consiglio, prevista per il 24 agosto, nella quale il Comune deve dire sì o no all´accordo. Decisione che peraltro è attesa, prima di firmare l´intesa, anche dalla Regione Toscana, dove si è appena concluso un rimpasto che ha toccato anche la componente Verde in giunta e le deleghe ambientali.
Insomma, dalla Maremma in su non muoiono dalla voglia di ricevere i 2 milioni di metri cubi che, secondo l´accordo, dovrebbero arrivare in varie tranches e per varie destinazioni, a Piombino. E anche in Campania Legambiente sposa ormai lo scetticismo. «Non siamo mai stati oltranzisti sulla rimozione della colmata - dice il direttore regionale Anna Savarese -. Riteniamo che le bonifiche siano da valutare in riferimento anche alle destinazioni d´uso: lo dicemmo all´epoca di Coppa America, lo ripetiamo oggi. C´erano già delle valutazioni sulla opportunità di lasciarla in loco, ovviamente con tutte le cautele, specie se sull´altro fronte non sono del tutto sedate le preoccupazioni sull´inquinamento che potrebbe derivare dalla rimozione e sui costi (oltre 270 milioni, ndr). Ora, se anche Piombino ravvisa difficoltà, è forse il caso di valutare se non sia meglio destinare ad esempio i fondi a programmi di sviluppo».
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Repubblica - Napoli
12 agosto 2007

Il 24 agosto il Consiglio comunale della città toscana deciderà se accettare o no l´accordo
Bagnoli chiama Piombino e intanto accelera i lavori
Due milioni di metri cubi di materiale ex Italsider per ampliare il porto toscano
di Ottavio Lucarelli

Venerdì 24 agosto Gianni Anselmi, sindaco di Piombino, chiederà al Consiglio comunale il mandato per firmare l´accordo di programma per riempire le nuove banchine del porto toscano con due milioni di metri cubi di materiale proveniente da Bagnoli: 1.3 milioni di fanghi della colmata a mare di Coroglio e altri 700 mila di sedimenti. A quel punto, se otterrà il via libera potrà firmare al ministero dell´Ambiente, assieme a Regione Campania, Provincia e Comune di Napoli, Autorità portuali campana e toscana un accordo di programma che prevede il completamento della bonifica di Bagnoli con l´eliminazione della “colmata” ex Italsider e il recupero di spiaggia e mare. Sul piatto dell´accordo ci sono cospicui finanziamenti per Piombino: 274 milioni, complessivamente, per completare 64 ettari di nuove banchine, costruire una strada diretta di collegamento tra il porto e la statale tirrenica, realizzare un impianto per il trattamento dei rifiuti industriali e bonificare un´area di 35 ettari, una discarica del gruppo Lucchini.
Secondo Anselmi, che in questi giorni sta incontrando i cittadini, compreso un comitato promotore di un referendum consultivo previsto dallo Statuto comunale, «a Piombino non arriveranno sedimenti pericolosi da Bagnoli». «Non arriverà nulla - spiega il sindaco - che il ministero certifica come pericoloso. Noi tratteremo solo i 230 mila metri cubi pericolosi che verranno dall´escavo del nostro stesso porto e, comunque, in una seconda fase. Da Bagnoli attendiamo 760 mila metri cubi di sedimenti non pericolosi che andranno subito in vasca, sedimenti che saranno accompagnati in partenza da certificazioni dell´Arpa Campania e in arrivo da altrettanti documenti dell´Arpa Toscana. A seguire arriveranno 1.3 milioni di metri cubi della colmata di Bagnoli. Duecentomila andranno subito in vasca, altri duecentomila sotto la bretella della statale “398″ e i restanti novecentomila saranno trattati da un impianto nuovo che sarà allestito sul porto».
Un accordo di programma, benedetto dal ministro dell´Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che divide Piombino. Favorevole la Cgil toscana, che punta sui piani di sviluppo ma anche sugli aspetti delle bonifiche dei due siti. Più preoccupata la cittadinanza per l´arrivo del materiale ex Italsider al punto che è stato costituito un comitato per il referendum sostenuto da Legambiente. Un´interrogazione la annunciano i consiglieri regionali di Rifondazione e un´altra è in arrivo dal parlamentare emiliano Lanfranco Turci, della Rosa nel pugno, legato politicamente all´ex sindaco di Piombino Paolo Benesperi.
A Bagnoli, intanto, il nuovo Consiglio di amministrazione, guidato dal professore Rocco Papa ma asciugato da undici a cinque componenti con la “promozione” di Mario Hubler a direttore generale, sta intensificando il ritmo nei cantieri già aperti nei mesi scorsi: la “porta” della nuova cittadella, il parco dello sport disegnato sotto il costone di Coroglio, il centro benessere nei pressi di via Diocleziano, l´acquario per le tartarughe e il centro per gli studi televisivi. Mentre nell´area ex Eternit prosegue la “confezione” dei sacchi bianchi da portare in una discarica specializzata nel basso Lazio.
Nei giorni scorsi, inoltre, è stato presentato a Palazzo San Giacomo il progetto preliminare per il parco urbano (160 ettari, investimento di 150 milioni) con la previsione di apertura al pubblico del primo lotto entro il 2009. Bagnoli chiama Piombino e accelera i lavori. Nell´attesa che si definiscano le procedure per i lotti da edificare (case, alberghi) e per la realizzazione del porto turistico.
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28 luglio 2007 - sabbia

Repubblica - Napoli
28 luglio 2007

Arrivano i primi 1000 metri cubi destinati al ripascimento dei lidi inquinati
Sabbia dalla Puglia a Bagnoli. Lunedì la firma del contratto
Sono giunti quattro camion. Ma slitta ancora l´intesa finale tra De Vizia e Sviluppo Italia. Dopodomani il cda della stu urbana
di Angelo Carotenuto

Quattro camion arrivano alle due del pomeriggio e scaricano mille metri cubi di sabbia. Comincia così il ripascimento di Bagnoli, due anni dopo l´estate che segnò la chiusura dei lidi, con i teloni sdraiati sulla spiaggia inquinata e i tappetini di erba sintetica. Due anni, e la lunga battaglia non è finita. Le firme definitive sotto l´intesa tra Sviluppo Italia e De Vizia mancano ancora. La trattativa economica non è stata perfezionata, le due parti sono andate vicinissime a rescindere il contratto per via di tutte le novità intervenute di volta in volta negli ultimi 24 mesi. Si rivedono lunedì: in segno di buona volontà la società irpina che si occupa della bonifica di Bagnoli ha trasferito ieri il primo quantitativo di sabbia, prelevata in Puglia. Altri 4 camion arrivano oggi.
La sabbia è stata depositata nel sito di stoccaggio temporaneo nei pressi della colmata. Avrà bisogno di un´ulteriore analisi, la terza, prima di essere ufficialmente a disposizione dei lidi di Bagnoli, quelli che a differenza degli arenili di Coroglio, hanno la scogliera artificiale (il controverso “muretto”) a protezione dalle acque, non balneabili. Saranno questi i primi lidi a riaprire, compreso il comunale, discesa libera, che il Comune ha in animo di affidare in gestione ai ragazzi dell´Istituto nautico. Secondo il cronoprogramma - pure questo definitivo dopo la firma attesa lunedì - il ripascimento dovrà essere ultimato entro la fine del mese di agosto. Se tutto va come previsto, a settembre via libera per l´elioterapia. Resta il divieto di balneazione. «Ora sono un po´ più ottimista», il commento dell´assessore comunale all´ambiente, Gennaro Nasti.
La sabbia che salverà Bagnoli, arriva dalla Puglia. Soluzione trovata al volo, e che ha rischiato di far saltare l´accordo fra Sviluppo Italia e De Vizia, per via dei costi di trasporto ovviamente aumentati. Fino a tre mesi fa, infatti, era in piedi l´ipotesi Castelvolturno: sabbia di cava, proveniente da un sito di sbancamento, sottile e polverosa: il sindaco aveva detto no al prelievo dalla foce del fiume. Le analisi sulla qualità dei granuli, test su 28 campioni, rivelarono però incompatibilità con il litorale napoletano. Era aprile, e Bagnoli scoprì che era tutto da rifare. Anche adesso il partito degli scettici non si scioglie. Mariano Malvano, consigliere comunale forzista alla guida della commissione di vigilanza: «I camion arrivati? Una grossa farsa. Vengono a buttare un po´ di fumo. Con 4 camion al giorno, per il ripascimento dei lidi serviranno 15 anni». Lunedì alle 12 assemblea dei soci di Bagnolifutura per il nuovo cda.
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Corriere del Mezzogiorno
28 luglio 2007

A Bagnoli arriva la prima sabbia pulita
NAPOLI — A Bagnoli arriva un po’ di sabbia pulita sugli arenili chiusi dal Comune. I primi quattro camion sono stati scaricati ieri, a ridosso del lido comunale, e i lavori proseguiranno oggi. Si tratta di mille metri cubi di sabbia. Ma non è ancora certo che dal primo agosto sarà possibile accedere ai lidi. «La situazione non è del tutto sbloccata per problemi tra Sviluppo Italia, che sta occupandosi della bonifica degli arenili, e la società che lavora al ripascimento», spiega l’assessore all’Ambiente, Nasti. Che precisa: «È chiaro che la sabbia serve per permettere l’accesso agli arenili per prendere il sole, ma la balneazione resta vietata». Intanto tiene banco la nomina del nuovo Cda della Bagnolifutura, la società che si sta occupando della bonifica e trasformazione dell’area dell’ex Italsider. Alle 12 di lunedì, nello studio del sindaco di Napoli si terrà l’assemblea dei soci. Al momento sono decisi quattro dei cinque nomi: Papa, indicato dai Ds e dalla Iervolino, sarà confermato presidente e avrà i poteri dell’intero Cda. Con lui in Consiglio anche i riconfermati Monti, per i Verdi, Aiello, per Rifondazione, e Ruggiero, per l’Udeur. Da stabilire ancora il rappresentante della Margherita. Hubler, Ds, diventerà direttore generale, sparirà invece la figura dell’amministratore delegato. Sulle scelte pesa però l’incognita Polo. La Iervolino vorrebbe un rappresentante dell’opposizione nel cda, ma la Cdl ha detto no. Ma se per lunedì il centrodestra cambiasse idea, l’Udeur rimarrebbe fuori.
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10-13 luglio 2007 - commissario all colmata?

Repubblica - Napoli
13 luglio 2007

Accolta la richiesta del Comune toscano: le risorse per la strada di accesso al porto
Bagnoli, accordo più vicino a Piombino altri 60 milioni

Via libera all´inserimento della strada 398 di accesso al porto di Piombino. È la novità dell´accordo di programma che sarà firmato a fine luglio per la rimozione e il trasferimento della colmata di Bagnoli. Sono accolte, così, le richieste della parte toscana. Piombino ha ottenuto altri 60 milioni di euro per realizzare l´accesso diretto al porto - una strada di sei chilometri da Montegemoli - per cui verranno impiegati nel sottofondo stradale, anche i materiali provenienti dalla Campania. La vittoria di Piombino è stata annunciata durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale della città toscana, aperto alla cittadinanza. In Consiglio era presente anche il direttore generale del ministero dell´Ambiente, Gianfranco Mascazzini: «Nessuno sconto in tema di sicurezza - ha detto - ma anzi risolvendo due drammatici problemi ambientali, si realizzano le condizioni per dare corso a due investimenti strategici per il Paese».
L´operazione per Piombino vale 258,5 milioni di euro: a tanto ammontano i finanziamenti previsti che, oltre allo sviluppo delle aree portuali, consentiranno la bonifica delle ex-aree industriali pubbliche, Città Futura, della discarica di Poggio ai Venti e la realizzazione della nuova viabilità.
«Una beffa per la nostra città, bisognosa di indispensabili risorse e investimenti per sviluppo e l´occupazione», reagisce Raffaele Ambrosino, consigliere di Forza Italia al Comune di Napoli. Che rileva: «Ben 258 milioni di euro, 500 miliardi delle vecchie lire, di risorse economiche per Piombino, città natale del ministro Mussi, unitamente a tutte le garanzie in tema di sicurezza ambientale fornite da Mascazzini, e dallo stesso ministro campano Pecoraro Scanio, rappresentano un colossale “affarone” per la cittadina toscana».
E aggiunge: «Questo centrosinistra e il sindaco, in particolare, fanno perdere a Napoli e ai napoletani anche quella caratteristica di scaltrezza e furbizia che da sempre ci caratterizzava nel mondo e che, d´ora in poi, sarà peculiare e apparterrà a Piombino e ai piombinesi».
Nessuna data è stata indicata per la firma dell´accordo, ma secondo gli auspici del sindaco Gianni Anselmi, e del presidente dell´Autorità portuale di Piombino, Luciano Guerrieri, potrebbe avvenire entro il 30 luglio. Ci sarà un supervisore a cui affidare la gestione del nuovo accordo per la bonifica dell´area dell´acciaieria. Il patto stabilisce che gli inerti vanno sotto il costone di Posillipo, e la colmata a Piombino. Serve un manager, tecnico e dai nervi saldi, se è vero che il «soggetto attuatore» dovrà amministrare una “cassa” da 258 milioni di euro, la maggior parte dei quali stanziati da ministero dell´Ambiente e Regione. Un garante per la bonifica di Bagnoli che abbia la fiducia dei principali finanziatori. Nel toto-nomi il generale Roberto Jucci e il pm Donato Ceglie. A fine mese l´accordo dovrebbe essere definitivo con l´adesione del sindaco Gianni Anselmi e dell´Autorità portuale di Piombino, Luciano Guerrieri.
Il 23 luglio il sindaco Anselmi chiederà il mandato per firmare, e altre garanzie, come i poteri speciali per il traffico. Gli stessi che ha già il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Rocco Papa, presidente di Bagnolifutura, da cui si è dimesso l´amministratore delegato, Carlo Borgomeo, ha aggiornato l´agenda: ratificata la revisione dell´accordo con De Vizia, entro ottobre bonifica al 30 per cento, entro dicembre approvazione del progetto per il porto canale. E oggi a Bagnoli arriveranno urbanisti di tutto il mondo. Una delegazione di 50 persone organizzata dall´Aesop (Association of european schools of planning), per studiare i processi di trasformazione urbana in atto.
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Corriere del Mezzogiorno
12 luglio 2007

Borgomeo lascia il cda Bagnolifutura Legambiente Toscana: no alla colmata
di pa. cu.

Alla fine il tira e molla è finito: ieri Carlo Borgomeo ha definitivamente lasciato la carica di Ad della Bagnolifutura. Le sue dimissioni sono state ratificate dal cda che ha affidato al presidente, Rocco Papa, la gestione ordinaria fino alla prossima assemblea. Bassolino e Iervolino avevano chiesto a Borgomeo di rimanere fino a che non si fosse trovata la sostituzione, poi, però, non giungendo soluzioni alternative, ha lasciato l’incarico. Il cda ha convocato l’assemblea ordinaria dei soci della Bagnolifutura per il 30 luglio. Intanto, il presidente di Legambiente Toscana, Piero Baronti, interviene sul tema della rimozione della colmata di Bagnoli: «Piombino è una delle aree più critiche della Toscana, deve prendersi anche le scorie e i fanghi industriali di Bagnoli? Ci appelliamo al sindaco affinché prenda il tempo necessario per esaminare meglio il progetto ed eventualmente rivederlo».
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Lettere/ Bagnoli e assessorati regionali, così la casta difende se stessa
di Sergio Locoratolo

Il dibattito di questi mesi su sprechi, inefficienze, privilegi di casta, inadeguatezza della classe dirigente dev’essere stato messo su da qualche intellettuale piripacchio o maturato nelle riunioni semiclandestine di qualche gruppo di cittadini sovversivi, velleitari e, pertanto, innocui. L’affare monnezza dev’essere stato il frutto di un elaborato disegno di qualche giornale, di tre o quattro oppositori da strapazzo e di un addetto dell’ambasciata americana che si diverte ad inviare strani avvertimenti via internet.
Dev’essere così, perché altrimenti non si spiega l’atteggiamento che ancora assume gran parte della classe politica regionale a fronte di quella che a qualche povero visionario era parsa la più grave crisi di credibilità delle istituzioni locali da qualche decennio a questa parte. No, non mi riferisco alla plurime dichiarazioni, anche della società civile, che ancora ripongono in Bassolino le speranze di un nuovo fulgore del centrosinistra per i prossimi anni. Esse sono anche comprensibili, provengono infatti da persone che, in via diretta o indiretta, hanno condiviso «il governo largo» della regione e, dunque, rappresentative di soggetti allineati. Più grave, invece, è che siano le uniche perché, salvo la rare eccezioni, il silenzio domina incontrastato. Mi riferisco invece a due atti concreti, di questi ultimi giorni.
Il primo attiene alla nomina di un commissario, scelto di comune accordo tra Regione e ministero dell’Ambiente, per governare il processo di bonifica dei suoli occupati dalla colmata a Bagnoli. Dunque, oltre alla Regione, con il presidente e l’assessore competente, oltre al Comune di Napoli, con il sindaco e l’assessore competente, oltre alle strutture dirigenziali dei suddetti enti, oltre alla società Bagnolifutura, al suo presidente, all’amministratore delegato e ai quattordici consiglieri di amministrazione, tra cui il vicepresidente che è diretta espressione del partito del ministro dell’Ambiente, questa complicata operazione di governo del territorio necessita di un ulteriore soggetto scelto nientepopodimenoché «di concerto» tra Regione e governo. Due le ipotesi: o si ritiene i soggetti testè citati del tutto incapaci di provvedere all’uopo o siamo di fronte all’ennesimo atto di inconsistenza e di sfrontatezza politica. Altro punto. Nel discutere dello statuto regionale sembra che, ad amplissima maggioranza, gli attuali consiglieri premano per eliminare la norma che prevede l’incompatibilità tra assessore e consigliere regionale, pretendendo che i componenti della giunta debbano essere scelti solo tra gli eletti. In una parola, si vuole eliminare la figura degli assessore esterni.
Ora, se c’è una cosa che ha ben funzionato in questi ultimi 15 anni nel governo locale, è proprio il ruolo degli assessori esterni. In tal modo molte competenze estranee alla politica hanno potuto dimostrare il proprio valore di uomini di governo e, difatti, solo a livello regionale, i nomi di Nicolais e Cascetta sono rappresentativi di eccellenze in tal senso.
Cosa si vuole ora? È semplice. Si vuole cumulare la posizione di membro dell’esecutivo regionale con lo status di consigliere, mantenendo tutte le prebende ed indennità connesse a tale funzione. Perché, sia chiaro, nulla impedisce già oggi che un eletto diventi assessore ma, per farlo, dovrà rinunciare alla carica di consigliere, con tutti i privilegi ad essa connessi. E questo «la casta» non può consentirlo.
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Repubblica - Napoli
12 luglio 2007

Bagnolifutura, l´addio di Borgomeo
di p.c.

Carlo Borgomeo lascia Bagnolifutura. In vista c´è la nomina del suo successore. L´amministratore delegato della società ha annunciato le dimissioni, infatti, durante il consiglio che ha convocato l´assemblea dei soci per il prossimo 30 luglio. All´ordine del giorno c´è il rinnovo degli organi sociali ed eventuali modifiche di statuto. La richiesta di assemblea è venuta dall´azionista di Bagnolifutura, il Comune di Napoli. Il consiglio di amministrazione ha ratificato l´accordo di programma e ha approvato le linee guida per la sottoscrizione del contratto con la De Vizia Transfer che dovrà tener conto delle novità contenute nella variante al progetto originario di bonifica e nell´accordo di programma firmato nei giorni scorsi a Roma.
«Vuol dire che un´idea sul ricambio al vertice ce l´hanno» afferma Borgomeo, «io resto in consiglio di amministrazione fino al 30. Il mio è un addio soft e annunciato. Mi dedicherò alla mia società». L´ad si era già dimesso formalmente a marzo, ma ne parlava da molto più tempo, in dissenso sulla definizione degli scopi della Bagnolifutura. Borgomeo avrebbe preferito una società immobiliare rispetto a una società di valorizzazione. In aprile, il sindaco Iervolino, aveva chiesto a lui e agli altri consiglieri di amministrazione di restare al loro posto. I dimissionari erano, oltre a Borgomeo, i professori universitari Biagio Grasso e Ugo Marani e il presidente dei costruttori napoletani, Ambrogio Prezioso. Nell´assemblea dei soci (Comune, Regione e Provincia) e poi nel cda presieduto da Rocco Papa, il sindaco aveva detto di essere in attesa della direttiva di Prodi sul numero dei componenti. «Ci siamo dispiaciuti un po´ tutti, è una fase che finisce, non c´è alcun motivo di polemica» dice ora il presidente della Stu di Bagnoli, «l´amministrazione ci ha comunicato che erano maturi i tempi per convocare l´assemblea dei soci. Spero che il successore sia all´altezza dell´esperienza, qualità e competenze, di Borgomeo».
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Il Mattino
11 luglio 2007

Tutti contro il commissario
di Salvo Sapio

Il supercommissario per Bagnoli non piace ai partiti. Da più parti e a più livelli emergono, infatti, perplessità sui costi e sull’effettiva necessità di un «soggetto attuatore» che coordini le attività per la rimozione della colmata e la bonifica. Se le prime obiezioni erano nate già durante l’audizione in commissione comunale di vigilanza del presidente di Bagnolifutura Rocco Papa, ieri il presidente provinciale della Margherita Salvatore Piccolo ha affermato chiaramente che «per Bagnoli non credo ci sia bisogno di un commissario. Regione e Comune hanno competenze e capacità per svolgere le attività di coordinamento. Si tratta di una questione di buona volontà».
Non solo una questione di costi della politica ma anche di metodo. «Non sono favorevole al costante utilizzo - spiega ancora Piccolo - ai poteri speciali. Al di là dei costi è una questione di rispetto e giusta valutazione delle gestioni ordinarie. Non ci si può rifugiare sempre in questi interventi provvidenziali». Posizione condivisa, in maniera trasversale, anche dal capogruppo consiliare di Forza Italia, Salvatore Varriale. «Un’idea del genere è un vero e proprio sperpero che risponde a una logica di lottizzazione del potere. Forse va dato un contentino al generale di turno. Mi chiedo perché non utilizzare la struttura commissariale che fa capo al professor Cesarano piuttosto che creare una nuova struttura». Analoga posizione viene espressa dal Pdci, attraverso i consiglieri Gaetano Sannino e Antonio Fellico. «La città è stufa di soggetti commissari, perché, a nostro avviso, la loro azione si è dimostrata inefficiente nel corso di tutti questi anni (vedi questione rifiuti). Se questa figura nuova, che deve prevedere un raccordo tra i vari soggetti interessati al nuovo sviluppo di Bagnoli, deve essere nominata, noi riteniamo che Bagnolifutura debba essere sciolta». Il supercommissario che non piace a nessuno dovrebbe essere individuato entro la fine di questo mese, dopo cioè che l’accordo di programma quadro sarà completato con il parere favorevole del Comune di Piombino. Domani il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Gianfranco Mascazzini, sarà in Toscana per dare garanzie rispetto al progetto. Un piano che metterà in campo fondi ingenti: oltre 115 milioni di euro divisi tra Regione Campania e Ministero dell’Ambiente. Il soggetto attuatore dovrà gestire per circa tre anni questa somma e garantire il cronoprogramma scandito nelle cinque fasi dell’operazione: la rimozione della colmata a mare, la bonifica dei fondali, la posa in opera di una barriera soffolta, il dragaggio dei sedimenti, il ripascimento degli arenili. Proprio oggi si terrà un consiglio d’amministrazione di Bagnolifutura. All’ordine del giorno le modifiche da apportare all’originario contratto d’appalto dei lavori di bonifica con la De Vizia Transfer. Infine ieri il presidente Papa ha inviato una lettera al ministro Amato invitandolo a visitare i cantieri di Bagnoli, poiché lo stesso Amato ha più volte chiesto a che punto fossero i lavori
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Corriere del Mezzogiorno
10 luglio 2007

Bagnoli, un supercommissario per coordinare tutte le opere
La figura è prevista nell’accordo di programma deciso a Roma Papa annuncia: «La bonifica? Per ottobre sarà al 30 per cento»
di Paolo Cuozzo

NAPOLI — Alla fine spuntò anche il supercommissario per Bagnoli. Ci mancava. Non bastava infatti la Bagnolifutura, col suo presidente, il suo vice, l’amministratore delegato e il cda; e non bastavano neppure il presidente dell’Autorità portuale, il ministro dell’Ambiente o il subcommissario per le bonifiche. E forse, non erano sufficienti neppure gli azionisti della Stu, il Comune, la Provincia di Napoli e la Regione Campania. No. Serviva di più. Serviva qualcun altro, ci voleva «un soggetto attuatore», come viene definito nell’Apq, l’accordo di programma quadro, quello che dovrebbe — forse — essere siglato entro il 30 luglio tra tutti i soggetti elencati e da Comune di Piombino e Regione Toscana, per il trasferimento dei detriti della colmata di Bagnoli che completerà l’intesa già siglata a Roma il 5 giugno scorso. Una figura, in pratica, che faccesse da raccordo tra i tanti, troppi, soggetti interessati dalla bonifica. Un coordinatore, insomma. A nominarlo saranno il presidente della Regione Campania, Bassolino, e il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio. A loro, e solo a loro, risponderà il supercommissario che in sostanza farà da controllore sui 230 milioni di euro che il governo metterà a disposizione. Anche se di questi fondi, una buona parte è sempre la stessa che viene riproposta, cioè i 75 milioni che nel 2000 diede il Parlamento, i 17,5 della Bagnolifutura e i 15 del commissariato per le bonifiche. Gli altri, invece, sono quelli che il ministero ha stanziato per rimuovere la colmata. C’è però da scommetterci che, non appena verrà, se verrà, siglato l’Apq, si scatenerà la bagarre su chi dovrà essere il supercommissario (o coordinatore, o soggetto attuatore), su quali requisiti dovrà avere e così via. Non a caso già ieri circolavano i nomi di papabili, e tutti generali: come il generale Jean, ex commissario della Sogin, la società che faceva lo stoccaggio delle scorie nucleari; il generale Iucci, ex commissario della bonifica del Sarno; il generale Tricarico, che già ai tempi della Coppa America si contendeva con Bassolino la carica di commissario straordinario per l’eventuale organizzazione dell’evento a Bagnoli. E, infine, addirittura il generale Speciale, ex comandante generale della Guardia di Finanza. Ma siamo ad un improbabile totonomi. Nel frattempo Bagnoli attende un futuro. Sull’argomento è intervenuto ieri anche il ministro dell’Interno, Giuliano Amato. Il concetto di Amato è partito dai metodi per sconfiggere la criminalità che non possono basarsi solo sulla repressione, ma devono poter contare anche sullo sviluppo. «È questo il motivo per cui io, ogni qual volta vengo a Napoli, continuo a chiedermi: a che punto è Bagnoli?», sono state le parole del ministro. Anche la Commissione comunale di vigilanza sull’attività della Bagnolifutura prova a saperne di più sui destini dell’area dell’ex Italsider: ieri c’è stata l’audizione del presidente della società di trasformazione urbana, Rocco Papa, che ha dichiarato: «Per ottobre speriamo che la bonifica sia giunta al trenta per cento». Un dato allarmante, se consideriamo l’avvio dei lavori vecchio ormai di due anni. Intanto tiene banco la vendita dei suoli di Bagnoli che non decolla: Papa aveva annunciato l’intenzione di bandire l’asta entro fine giugno, cominciando dall’area dove dovranno nascere le abitazioni. Ma fine giugno è passato e nulla è accaduto, nonostante l’area abbia molti pretendenti, anche stranieri, alcuni dei quali recentemente a colloquio col vicesindaco Santangelo. In realtà sulla vendita ci sono due scuole di pensiero: quella (di Papa) che spinge per vendere subito, avvalendosi di una stima che dovrà fare dall’Ufficio tecnico erariale sul valore dei suoli a bonifica ultimata, e quella di gran parte della commissione di vigilanza sulla Bagnolifutura che spinge invece per vendere i suoli quando sarà chiaro il futuro della colmata, del porto, della bonifica tutta. E mentre ieri il consigliere ds, Franco Verde, ipotizzava un rischio «svendita dei suoli», dopodomani il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Mascazzini, sarà a Piombino dove incontrerà il sindaco, Gianni Anselmi, per discutere della vicenda-colmata. Anselmi che nei giorni scorsi ha dichiarato: «Rimane la questione decisiva — ha detto Anselmi —, cioè il problema dell’effettiva realizzazione del tratto mancante della statale 398 da Montegemoli fino al porto. Senza una soluzione certa, non firmo al di là del mandato politico del consiglio comunale che dubito ci sarebbe e che ritengo comunque essenziale in questa vicenda. Mi sono pronunciato favorevolmente sull’impostazione di fondo dell’accordo e la sua utilità in termini di interesse generale, ma la questione 398 è dirimente».
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Repubblica - Napoli
10 luglio 2007

Per l´attuazione dell´accordo di Roma pressing sul sindaco di Piombino. Il nuovo tecnico sarò scelto da Bassolino e Pecoraro
Arriva il commissario per la colmata
E An chiede le dimissioni di Auricchio dalla Stu di Bagnolifutura
Via al totonomine, favoriti il generale Roberto Jucci e il pm Donato Ceglie
di Angelo Carotenuto

Servirà un commissario pure per rimuovere la colmata. È l´ultima certezza di Bagnoli, diciassette anni dopo la chiusura dei due altoforni, coi lidi sprangati, ancora senza sabbia, e quei pochi aperti a Coroglio senza permesso di balneazione. Arriva un´altra nomina con poteri speciali. Nel linguaggio della burocrazia si chiama “soggetto attuatore”, un po´ manager e un po´ tecnico, un supervisore a cui affidare la gestione del nuovo accordo per la bonifica dell´area dell´acciaieria firmato giovedì a Roma. Quel patto solenne che a cinquemila giorni dalla dismissione dell´Ilva e del ritorno a casa di 7.976 caschi gialli, stabilisce con fatica che gli inerti vanno sotto il costone di Posillipo, e la colmata a Piombino. Sempre che Piombino a fine mese dica sì.
Manager, tecnico e dai nervi saldi, se è vero che il “soggetto attuatore” dovrà starsene seduto su un affare da 230 milioni di euro, la maggior parte dei quali stanziati da ministero dell´Ambiente e Regione. Un garante per la bonifica di Bagnoli che abbia la fiducia dei principali finanziatori. Primo toto-nomi: il generale Jucci e il pm Ceglie. Una nomina in agenda per fine mese, quando si conta che l´accordo sulla colmata sia definitivo con l´adesione di sindaco (Anselmi) e Autorità portuale di Piombino (Guerrieri). Senza le loro firme, non si procede. È il motivo che spinge in Toscana dopodomani Gianfranco Mascazzini, direttore generale per la qualità della vita del ministero dell´Ambiente. Riferirà i termini dell´operazione in Consiglio comunale, dove qualche resistenza è tuttora presente, anche a sinistra. «Perché non viene anche a Napoli?», contesta Ambrosino di Forza Italia. Il 23 luglio il sindaco Anselmi chiederà il mandato per firmare, senza retrocedere rispetto alle garanzie chieste in cambio: la realizzazione di un tratto della statale 398 da Montegemoli, e poteri speciali per il traffico. Gli stessi della Iervolino.
In audizione davanti alla commissione di vigilanza di Mariano Malvano, ieri, Rocco Papa. L´ex vicesindaco alla guida di Bagnolifutura si è sentito chiedere da An la rimozione dal cda di Vincenzo Auricchio, nominato in quota Cdl, ma da qualche giorno finito nel comitato promotore del Pd. Lamura: «Presenza illegittima. Non ci sentiamo più rappresentati». E Parisi (Sd): «Anche gli imprenditori fuori dal cda». Papa ha aggiornato l´agenda: domani cda per ratificare la revisione dell´accordo con De Vizia; entro ottobre bonifica al 30 per cento; entro dicembre approvazione del progetto per il porto canale. A quel punto sarà più chiaro il quadro dentro cui muoversi per la cessione dei suoli. «No a una svendita e a una riedizione di mani sulla città», così il ds Verde. Ma entro giugno 2008 andranno soddisfatti i creditori con 69 milioni di euro.
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IL PUNTO / Parte l´intesa siglata un anno fa, ad annunciarla è il direttore della società Luigi Salerno. Seconda sede dopo Roma
Gambero Rosso sbarca a Bagnoli
Dal primo ottobre la capitale del gusto è a Città della scienza
Sarà anche officina dei sapori con aule e laboratori dedicati all´alta formazione
di Donatella Bernabò Silorata

Gambero Rosso sbarca a Napoli. Se ne parla da oltre un anno, ma ora c´è una data: il primo ottobre. Ad annunciarlo è stato il direttore generale della società romana, Luigi Salerno, in città per la presentazione della “Guida ai rosati d´Italia”. L´accordo siglato nel 2006 con la Città della scienza, che allora fu annunciato dal governatore Antonio Bassolino, arriva dunque al traguardo. “Città del Gusto Napoli”, questo il nome, avrà le stesse caratteristiche del prototipo inaugurato a Roma nel 2002: un microcosmo dedicato ai sapori, alla cultura del gusto, delle eccellenze gastronomiche e del vino. A gestire l´intera operazione sarà la neonata società tra Gambero Rosso Spa e Città della Scienza Scpa, entrambe al cinquanta per cento.
Il gusto trova casa dunque nella cittadella della cultura scientifica di Bagnoli. Un connubio nuovo e intrigante, dalle molteplici potenzialità che non a caso si avvarrà delle competenze e del know how di entrambe le strutture. Il nuovo spazio occuperà l´ex ristorante di Città della scienza, dismesso da circa due anni: un padiglione industriale ristrutturato alla fine del 2003 dallo studio Pica Ciamarra e mai decollato concretamente.
Location d´effetto, di oltre mille metri quadrati su due livelli, con immense capriate di legno e finestroni con vista mare. Qui sarà allestita l´officina dei sapori con aule e laboratori dedicati all´alta formazione del gusto e degli stili di vita; ci saranno spazi modulari organizzati per le diverse attività, in primis corsi professionali e amatoriali, approccio al vino; ma anche incontri ed appuntamenti all´insegna dell´interdisciplinarietà nello stile classico del Gambero Rosso, da vent´anni l´unico marchio italiano per chi vuole mangiare, bere e viaggiare con gusto e intelligenza.
Sul modello della Città del Gusto di Roma ci sarà il “Teatro della cucina” dove le migliori compagnie di cuochi italiani ed europei cucineranno dal vivo davanti al pubblico e alla presa diretta delle telecamere che rimbalzeranno le immagini sul canale tematico Gambero Rosso Channel realizzato con RaiSat e in onda su Sky Italia. Di giorno, all´ora del pranzo, funzionerà l´Osteria con anche un angolo pizzeria e tavolini all´aperto sull´ampia terrazza prospiciente il mare. Di sera saranno protagonisti i vini con un esclusivo wine bar.
«Si chiamerà Campania&Champagne», anticipa Daniele Cernilli, direttore del settore vini per Gambero Rosso. Ovvero solo etichette regionali e bollicine d´oltralpe, scelta precisa e di grande comunicazione che da un lato rimarca l´attenzione all´eccellenza e dall´altra la volontà di radicarsi sul territorio, di fare promozione e cultura del vino. Non è un caso che il Gambero Rosso abbia scelto proprio la Campania per il suo primo progetto di esportazione del modello romano. «E´ terra indiscussa di eccellenze eno-gastronomiche con una tradizione millenaria e un grande fermento contemporaneo», spiega il direttore generale Salerno.
“Città del Gusto Napoli” sarà dunque essenzialmente un luogo innovativo e multimediale per incontrarsi, mangiare e bere. Non un museo, né un´accademia; ma uno spazio vivo e interattivo come già lo Science Center, rivolto agli addetti al settore ma anche al grande pubblico. Per ora si sta lavorando ai dettagli; in autunno partirà anche la programmazione degli eventi tutti incentrati sui sapori, sul tempo libero e la cultura gourmet. Il know-how arriverà dalla capitale, ma le risorse umane - garantiscono a Città della scienza - saranno tutte locali.
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6 luglio 2007 - colmata again

Repubblica - Napoli
6 luglio 2007

Bagnoli, atto finale sulla colmata firmato l´accordo da 223 milioni
Ma Piombino chiede più garanzie, nuova intesa a fine luglio
Iervolino: “Occasione di sviluppo”. Bassolino “Scommessa sul futuro”
È stato siglato a Roma il protocollo sulla bonifica dell´area dell´ex Italsider
di Angelo Carotenuto

Ora è tutto nero su bianco, con sei firme sotto un accordo da 223 milioni di euro. Gli inerti finiscono a Posillipo, la colmata a Piombino, e per il terminal di Levante c´è il via libera all´utilizzo dei sedimenti del porto. È l´atto finale della bonifica di Bagnoli: dalla dismissione sono passati cinquemila giorni. Per il sindaco Iervolino è l´occasione di sviluppo, per Bassolino una scommessa sul futuro, per il ministro Pecoraro il più grande risanamento costiero d´Europa. Cosa cambia da oggi dentro i cantieri? Ancora nulla. Perché mentre Bagnoli esulta, Piombino tace, rifà i suoi conti e congela tutto ancora per un po´. Almeno fino al nuovo accordo di programma quadro, annunciato per fine luglio. Per partire davvero, infatti, mancano ancora due firme. Quelle del sindaco e del presidente dell´Autorità portuale della città toscana.
Il ministero dell´Ambiente fa sapere di aver ricevuto da loro delle lettere di condivisione dell´intesa sottoscritta ieri a Roma dalla folta delegazione napoletana (con sindaco e governatore anche Nappi, Papa, Monti, Cesarano, Nerli e Capogreco). Ma la lettera giunta da Piombino, soprattutto, contiene una serie di richieste. Per accogliere la colmata napoletana, aspettano ulteriori garanzie. La più importante: la certezza che venga realizzata la nuova strada di collegamento e di accesso al porto. Costa 60 milioni, ed è nel piano Anas. Ma non è finanziata. Così Piombino la getta sul tavolo della trattativa. Pur di accelerare su Bagnoli, il ministero dell´Ambiente si sarebbe fatto carico di un impegno che invece tocca alle Infrastrutture. In sostanza: anticipa Pecoraro e Di Pietro rimborsa. All´ottimismo esplicito del centrosinistra fa da controcanto il consigliere comunale Ambrosino (Forza Italia), che parla di mezzo accordo: «Per completarlo bisogna ancora convincere il Consiglio comunale di Piombino e l´organizzazione Greenpeace, perplessi entrambi nel merito e sul metodo dell´operazione di trasferimento della colmata».
L´accordo è su due fronti. La bonifica di terra prevede l´impiego di 107 milioni e 380 mila euro: 75 arrivano dalla Finanziaria del 2000, 15 dalla Regione attraverso fondi Por, il resto da Bagnolifutura, che vede così approvate le modifiche al progetto iniziale. Le modalità di bonifica, ora, saranno legate alle destinazioni d´uso dei terreni. Per il versante mare (colmata, fondali, lidi) arrivano 115 milioni e 600 mila euro. Con 44 milioni, invece, sono soddisfatte le esigenze dell´Autorità portuale di Nerli, impegnata a dar seguito al progetto della nuova darsena, da realizzare con un milione di metri cubi di materiale “non pericoloso” proveniente dai fondali del porto. Legora De Feo, a.d. di Conateco: «Finalmente la luce dopo tanti anni. Ci auguriamo che siano rispettati i tempi. In questo modo entro maggio 2010, la nuova darsena consentirebbe di raddoppiare il volume dei container e di offrire 500 posti di lavoro in più».
Bassolino parla di giornata importante. «Tutti i tasselli di Bagnoli sono definitivamente al loro posto. Ora ciascuno faccia la sua parte perché non ci siano più ritardi», avverte il governatore, a 14 anni dalla chiusura della fabbrica. Monito tempestivo. Al costone di Posillipo, destinato a diventare una macchia di verde con la collaborazione dell´Orto botanico, non si comincerà a lavorare prima d´aver chiuso la bonifica da amianto dell´area Eternit, dove la De Vizia ne avrà ancora per 4 mesi. Anche il rapporto con la ditta irpina andrà rivisto. Sul porto canale, inoltre, si attende che il sindaco convochi la conferenza di servizi per la scelta fra i tre progetti in corsa, a cui è legata poi la formula per la gestione della struttura, che cade parzialmente all´interno dell´area di Bagnolifutura. Infine la vendita dei suoli. Annunciata per lo scorso giugno, è già slittata. La società di trasformazione urbana era ovviamente interessata a conoscere prima l´esito dell´accordo sulla colmata. «La rimozione è una vittoria dei movimenti che avevano una posizione chiara e netta su quel mostro di cemento», dicono Di Martino e Carotenuto (Rifondazione).
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Corriere del Mezzogiorno
6 luglio 2007

Bassolino: entro fine luglio l’accordo per la linea di costa
Piombino non si presenta: fumata grigia per la colmata
Bagnoli, al ministero ok solo alla bonifica dei suoli
di Paolo Cuozzo

NAPOLI — La firma, sotto l’intesa, c’è. Ma riguarda la bonifica dei suoli e il trasferimento degli inerti in una zona diversa da Contrada Pisani, a Pianura, non la rimozione della colmata. Il Comune di Piombino, infatti, che dovrà essere il sito finale dei detriti una volta rimossi, non s’è seduto al tavolo del ministero: vuole prima vederci chiaro, più chiaro. Ma soprattutto, batte cassa perché vuole garanzie su tempi e costi per la realizzazione delle infrastrutture che accompagneranno la darsena di levante. Il problema — secondo quello che trapela — sono quei 60 milioni indispensabili per il rifacimento di una strada che porterà alla futura darsena; soldi di cui si sarebbe fatto carico con un anticipo di cassa il ministero dell’Ambiente. Ecco perché è più esatto dire che al ministero dell’Ambiente è stata siglata solo una parte dell’accordo di programma per Bagnoli, cioè la variante di completamento di bonifica dei suoli, ma non quella relativa alla linea di costa che era stata sventolata in questi giorni.
Ecco perché l’intesa è incompleta: sblocca infatti formalmente solo i lavori per il risanamento dei suoli, autorizza il riutilizzo degli inerti, modificando il sito di conferimento finale dei detriti della bonifica, ma ancora non dà il via libera vero e proprio alla rimozione. Gli interventi che riguardano la marina e gli arenili prevedono infatti il recupero della morfologia naturale della costa, il ripristino della balneazione nell’area marina antistante gli arenili di Bagnoli e di Coroglio (per i quali è già in corso la bonifica), e la rimozione della colmata a mare. I sedimenti dei fondali marini e della colmata saranno trasportati, come è noto, nel porto di Piombino per la realizzazione di banchine portuali ed opere di accesso. E lo stesso governatore Bassolino ad ammettere: «Perché questa parte di bonifica entri nella fase operativa, firmeremo entro il 30 luglio un nuovo accordo di programma quadro con la presidenza del consiglio dei ministri, i ministeri dell’Economia, dello sviluppo economico e delle Infrastrutture, la Regione Toscana, le Province di Livorno e di Napoli, il Comune e l’Autorità Portuale di Piombino». Dunque, per ora, l’accordo di programma per rimuovere la colmata non c’è. Forse ci sarà in futuro, nonostante il mare di dichiarazioni entusiastiche di ieri da parte dell’intero mondo politico. Sul fronte della bonifica, invece, la quadratura del cerchio è stata trovata. Il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio, il presidente della regione Campania, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Iervolino, il presidente di Bagnolifutura, Papa, il vicecommissario Bonifiche in Campania, Cesarano, e il presidente dell’Autorità portuale di Napoli, Nerli hanno siglato l’intesa. Soddisfatto il ministro dell’Ambiente che ha sottolineato l’impegno del ministero «che ha sbloccato fondi per oltre 200 milioni di euro per completare questa operazione che è la più grande opera di bonifica costiera in Italia, ma anche in Europa». Frenano gli entusiasmi il capogruppo comunale di Alleanza Nazionale e Carlo Lamura, componente commissione di vigilanza Bagnolifutura che, in una nota congiunta, annunciano: «Non lo approveremo a scatola chiusa, vorremo verificare quali saranno le ricadute sul litorale e quali conseguenze positive si potranno determinare per la costruzione della darsena di levante».
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5 luglio 2007 - nuovi progetti

Repubblica - Napoli
5 luglio 2007

Sorrisi, progetti e grande feeling nell´incontro tra la Iervolino e l´Acen. E il presidente Prezioso avanza una proposta
I costruttori: variante per Bagnoli
In viale Giochi del Mediterraneo la cittadella “modello Valencia”
di Patrizia Capua

La proposta è una vera e propria variante per Bagnoli. Porta la firma di 13 sigle. Tra le prime l´Acen diretta da Ambrogio Prezioso, il Gruppo giovani costruttori, guidato da Alfredo Letizia, la Borsa immobiliare di Napoli, la Camera di Commercio. «Il piano regolatore non è un monolite intangibile, ma deve essere strumento capace di offrire sviluppo sociale ed economico» ha detto Prezioso al sindaco Rosa Russo Iervolino, che ha presenziato a tutta l´assemblea dei costruttori. Occasione, anche, per inaugurare la nuova, ultrachic, sede dell´Acen, al primo piano di Palazzo Partanna. Ospite anche il presidente nazionale dell´Ance, Palo Buzzetti. «A Napoli - ha detto - c´è carenza di infrastrutture, indispensabili per lo sviluppo».
«Il piano regolatore non è un dogma», è stata la conciliante risposta del sindaco. Feeling a tutto vapore tra Comune e costruttori, dopo il litigio con il numero uno degli industriali, Gianni Lettieri. «Questa categoria non è mai stata sull´Aventino - ha notato il sindaco -, ma ha avuto sempre un rapporto propositivo e anche critico, ma costruttivo con l´amministrazione. Qui c´è gran voglia di lavorare e l´Acen è una forza viva della città che svolge il proprio ruolo».
Il progetto per cui si chiede la variante è Creanapoli, ipotesi di trasformazione urbana di un´area di circa 20 ettari in viale Giochi del Mediterraneo, con un boulevard attrezzato, terrazza sul mare, nuovo laboratorio creativo per la città, in vista del Forum delle Culture del 2013. «La candidatura di Napoli avanzata dal governo italiano come sede ospitante - ha detto il sindaco - è un fatto importante. Barcellona, grazie a questo evento, ha mobilitato oltre mille miliardi di euro, cambiando il volto di parte della città». Creanapoli prevede aree verdi, libere, attraversabili, un grande “tetto-giardino”, piste ciclabili, servizi urbani, parcheggi, residenze, ricavate e protette dai tessuti degli spazi pubblici. Un disegno “modello Valencia” firmato Calatrava. Qui hanno lavorato l´architetto Cherubino Gambardella e l´esperto di marketing territoriale, Raffaele Cercola, presidente della Mostra d´Oltremare.
Prezioso ha sollecitato l´amministrazione a riprendere il Piano delle cave, «anche per contribuire a risolvere l´emergenza rifiuti». Napoli, città «deteriorata e compromessa» da criminalità e rifiuti, ma anche «ricca di risorse e positività». Con «rammarico e sofferenza», Prezioso ha lanciato un affondo: troppi ostacoli «bloccano ancora lo sviluppo». Comune e i privati collaborano in maniera positiva, «attivando anche progetti in project financing, su iniziative che per dimensioni risultano in testa alla graduatoria nazionale». Gli imprenditori, però, sono costretti «a fare i conti con tempi sempre incerti, costi di bonifica, oneri di urbanizzazione e contributi», che il più delle volte rendono impraticabili gli investimenti. Iervolino non ha negato i problemi, tuttavia, «la nostra città non ha bisogno di sterili dibattiti e ulteriori divisioni. Compito della sua classe dirigente, delle forze politiche, sociali ed economiche, è quello di portare il confronto sul terreno del fare, magari dividersi sulle proposte, ma poi trovare una sintesi». «Per l´area Est - ha proseguito il presidente dell´Acen - i progetti sono in controtendenza perché prevedono investimenti privati, creando nuova occupazione, sviluppo della competitività, e miglioramento della qualità della vita». Rallentarli o, addirittura, bloccarli «è delittuoso». Tra i punti, anche la bonifica dei suoli inquinati, che «va affrontata e risolta con il ricorso a nuove e moderne tecnologie». La Iervolino sarà oggi a Roma. Un carnet pieno di impegni: firma dell´accordo per la rimozione della colmata di Bagnoli per realizzare la Darsena di levante, il punto sui finanziamenti per il teatro San Carlo, e ricognizione sulle risorse per il metrò.
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27 giugno 2007 - i progetti per il porto

Corriere del Mezzogiorno
27 giugno 2007

BAGNOLIFUTURA /Papa rivela: vogliamo entrare nella società di gestione dei moli
NAPOLI — Nei prossimi giorni, come primo effetto della firma dell’accordo di programma per la rimozione della colmata, la sindaca dovrebbe convocare la Conferenza dei servizi che è l’atto conclusivo per la scelta del progetto vincente del porto turistico di Bagnoli. Rocco Papa, presidente di Bagnolifutura, non conferma nè smentisce ma fa un annuncio molto importante: «Quando verrà scelto il progetto Bagnolifutura chiederà al gruppo che ha vinto di partecipare alla gestione del porto con una quota pari al valore dell’area che noi cediamo». Siamo davvero in dirittura finale?
«Beh, è una fase di estremo interesse».
L’accordo, che segue l’approvazione del Piano urbanistico attuativo, consentirà, come si legge nella nota esplicativa del Comune «di realizzare una bonifica diversa e meno intensa rispetto da quella prevista in passato. Non si tratta di una variazione di poco conto, soprattutto per la Bagnolifutura che ha avuto la possibilità di affidare alle imprese assegnatarie dei primi lavori di trasformazione urbana il completamento della bonifica nell’area di propria competenza.
Bagnolifutura ha anche reso note le cifre dell’operazione: «L’accordo di programma, ha comunicato, prevede lo stanziamento di 107 milioni e 380 mila euro, di cui 75 stanziati dalla Finanziaria del 2000, 15 dalla Regione Campania finanziati con i fondi Por e 17,3 messi a disposizione dalla Bagnolifutura con risorse proprie o facendo ricorso al project financing». Subito dopo la firma, infine, verrà siglata l’intesa con la De Vizia Transfer la ditta che cura la bonifica tenendo conto che gli inerti non vanno trasferiti in discariche lontane ma serviranno per la messa in sicurezza del costone di Posillipo.
Parallelamente proseguirà la bonifica dell’amianto nella ex Eternit: oltre 1800 grandi sacchi sono stati giù portati in discariche specializzate, ma il lavoro si concluderà solo in autunno. (C. F.)
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Pronti 115 milioni: 48 dal Governo, 45 dalla Regione 22 dal Commissariato
Via la colmata, domani firma al ministero
Andrà a Piombino. Presto la scelta di uno dei tre progetti per il porto canale
di Carlo Franco

NAPOLI — Voglia irresistibile di un porto turistico nell’area a ridosso del molo dell’Italsider. E voglia di recuperare, almeno in piccola parte, il ritardo accumulato sull’operazione Bagnoli salvatutto. Dopo anni di inerzia qualcosa si muove. Domani pomeriggio a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente, verrà firmato l’accordo di programma per la rimozione della colmata a mare, la bonifica dei fondali, la posa in opera di una barriera soffolta, il dragaggio dei sedimenmti e il ripascimento degli arenili. Tanto tuonò che piovve e, in pratica, via libera anche alla corsa per il porto canale. Almeno così dovrebbe essere. Alla cerimonia parteciperà, oltre al ministro e le istituzioni napoletane, anche l’Autorità Portuale di Piombino che si «prenderà» la colmata. E’ stato dettagliato anche il piano finanziario: 115 milioni di euro così suddivisi: 48 a carico del Ministero, 45 della Regione Campania, attinti in gran parte dalle premialità sui fondi europei, e 22 a carico del Commissariato alle Bonifiche.
E’ saltato il tappo? Il fervore, come sempre, è esploso in ritardo, quando le porte dorate della Coppa America si sono inesorabilmente chiuse, ma, come dire, meglio tardi che mai. In lizza per la realizzazione della nuova struttura di accoglienza marittima - oggi si chiama così - ci sono tre progetti che hanno caratteristiche abbastanza simili, nel senso che dichiarano di attenersi scrupolosamente al Piano urbanistico, ma si esprimono con soluzioni tecniche diverse: si «appoggiano» al pontile e «entrano» più o meno vistosamente nell’area della colmata, ma, come vedremo, scelgono soluzioni di arredo molto diverse. Seicento i posti barca previsti dai progetti. Prima di scendere al dettaglio diamo un nome alle tre istanze: 1) Marine di Napoli che è stata la prima a presentare un progetto (4 agosto 2005) ed ha come soci al 50% la Camera di Commercio di Napoli con una serie di imprenditori a sostegno e «Italia Navigando»; 2) Porto Partenope che ha come soci fondatori Massimo Rastrelli (presidente), gli architetti Giuseppe Capuozzo e Fiammetta Adriani che hanno realizzato il progetto, l’ingegnere Fabio Linguiti e Roberto Mottola di Amato, presidente del Circolo Italia in rappresentanza di tutti i circoli nautici cittadini; 3)Onda Azzurra, un team tutto napoletano che fa capo all’ingegnere Rocco Galgano e a un’altra società, la Sena srl, specializzata, come «Onda» nella gestione degli ormeggi di Nisida. La vicenda, inutile dirlo, è stata tormentata e i tre Consorzi hanno dovuto ripresentare una seconda versione del progetto in quanto la prima non era rispettosa delle prescrizioni del piano. Questo avveniva a dicembre scorso e si era temuto il peggio, ma l’Autorità Portuale ha riaperto il bando ed è iniziata la corsa alla correzione delle difformità. Ora siamo in dirittura di arrivo, ma guai azzardare previsioni.
Ed ora la cronaca. A illustrare le sue ragioni ieri è sceso in campo il gruppo «Porto Partenope» a nome del Consorzio Nautica Partenopea che raccoglie 24 imprenditori ed altrettante aziende che operano nella nautica. «E’ dal ‘93 - confessa l’Ad Marco Barra - che inseguiamo questo sogno, allora sembrava fatta, in città c’era entusiasmo e da Roma non lesinavano sui finanziamenti, ma poi, d’improvviso, tutto si è fermato. Per dieci anni. Tra i sostenitori più entusiasti il presidente di tutti i Circoli nautici, Roberto Mottola di Amato, e un ex skipper pluridecorato, Picchio Milone, compagno di regata di Francesco De Angelis che, come lui, ha imparato ad amare il mare sulla banchina del Borgo Marinari. «Il progetto ci ha convinto - dice Milone - perchè non prevede cemento aggiuntivo e si propone di realizzare una cittadella per la vela destinata sia all’attività di base che a quella agonistica». L’architetto Capuozzo rivela anche che verrà utilizzata la «pancia» della passeggiata a mare per ospitare i servizi a terra, una galleria commerciale e la catena di negozi specializzati. La carta vincente, però, è un’altra: «La nostra batimetrica d’ingresso è di sette metri e mezzo e questo consentirà l’accesso a ogni tipo di barche comprese quelle buone per la Coppa America». E’ un chiodo fisso, tutto può (ri)cominciare da lì. Il progetto Cola-Italia Navigando punta alla realizzazione di una darsena- paesaggio artificiale inserito nello straordinario contesto dei manufatti di archeologia industriale. Per creare questo effetto si costruiranno banchine galleggianti mentre i servizi verranno ospitati «sul lato nord della darsena, nella parte che costituisce il prolungamento naturale del vecchio molo». Lungo il percorso del lato est verranno ubicate le attività commerciali e i locali pubblici e verrà realizzata la «piazza della darsena», una sorta di crocevia dei percorsi che portano al Parco urbano, e alle spiagge di Coroglio e di Bagnoli.
La terza soluzione proposta dagli ormeggiatori di Nisida si propone di «limitare al massimo l’entità e l’impatto delle attrezzature a terra, per non trasformare l’occasione della realizzazione di un porto turistico in un insediamento commerciale con volumetrie impattanti». Le filosofie dei progetti, anche in quest’ultimo disegno, si equivalgono per cui è da ritenere che la partita si giocherà sulla valutazione complessiva dell’impatto ambientale. Sempre che, beninteso, si arrivi alla fine di questo tribolatissimo viaggio.
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Repubblica - Napoli
27 giugno 2007

Due le intese: la prima per completare la pulizia dei suoli, la seconda riguarda l´eliminazione della colmata
Bagnoli, 107 milioni per la bonifica
Domani pomeriggio a Roma la firma dell´accordo di programma
Sopralluogo delle Assise cittadine, chiesti chiarimenti sul cronoprogramma
Papa replica alle accuse d´immobilismo “Parla chi entra ed esce di galera”
di Ottavio Lucarelli

La bonifica dei suoli da completare e un milione e trecentomila metri cubi di materiali ex Italsider ammassati sulla costa da smistare tra Piombino e la Darsena di levante del porto di Napoli. Un milione e trecentomila metri cubi per eliminare la “colmata” di Bagnoli di cui intellettuali, consiglieri, assessori, sindaci, ministri e governatori discutono da venti anni. Venti anni di sogni e polemiche e domani, finalmente, la firma, al ministero dell´Ambiente, per due accordi di programma che consentiranno di completare la pulizia dei suoli e di recuperare l´antica linea di costa con l´intera spiaggia di Coroglio.
Due i protocolli da firmare. Per il primo relativo ai suoli ci saranno domani pomeriggio a Roma, assieme al ministro verde Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente della Regione Antonio Bassolino, il sindaco Rosa Russo Iervolino, il commissario alle bonifiche Arcangelo Cesarano, i presidenti Rocco Papa (Bagnolifutura) e Francesco Nerli (Autorità portuale).
L´accordo per completare la bonifica prevede uno stanziamento di 107 milioni e 380 mila euro, di cui 75 della Finanziaria del Duemila, 15 milioni della Regione e 17 di Bagnolifutura che prevede in parte il ricorso ai privati con il project financing. Completamento della bonifica che, intanto, prosegue a cura della società De Vizia impegnata in queste settimane a “rottamare” l´ex Eternit. L´area già ripulita è di duemila metri quadri e il lavoro sarà completato in autunno. Oltre 1880 i sacchi bianchi “big bags” già riempiti di amianto che saranno portati nelle discariche del basso Lazio.
Il secondo accordo quadro riguarda invece l´eliminazione della colmata di materiali ex Italsider. Intesa che coinvolge anche i ministeri dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti oltre alla Regione Toscana, alle Province di Livorno e Napoli, quest´ultima con il presidente Dino Di Palma e l´Autorità portuale di Piombino. Accordo che comprende non solo la rimozione di un milione 300 mila metri cubi da riutilizzare in gran parte per le nuove darsene di Piombino e Napoli est, ma anche la bonifica dei fondali, la posa in opera di una barriera, il dragaggio dei sedimenti e il recupero degli antichi arenili fino a Coroglio. Un´intesa da 115 milioni e 600 mila euro di cui 48 milioni a carico del ministero dell´Ambiente, 45 della Regione Campania (35 ricavati dai fondi europei), e 22.7 del Commissariato straordinario alle bonifiche della Campania. Risorse a cui vanno aggiunti 15.5 milioni di euro per la bonifica degli arenili di Bagnoli e Coroglio con fondi Por Campania 2000-2006.
Notizie attese e annunciate nel pomeriggio durante il sopralluogo delle Assise cittadine di Bagnoli: oltre a uno sguardo all´area ex Eternit dove sono al lavoro gli operai della De Vizia, sono stati visitati anche i cantieri della “Porta del parco” e del “Parco dello sport”. Gli esponenti delle Assise hanno poi chiesto chiarimenti al presidente Rocco Papa e al suo vice Casimiro Monti in relazioni alla bonifica dei suoli e della costa e al cronoprogramma. Sopralluogo a cui ha partecipato anche Mariano Malvano di Forza Italia, presidente della commissione comunale di vigilanza su Bagnoli.
Papa, oltre ad annunciare l´imminente firma degli accordi con il governo e gli altri enti per la bonifica dei suoli e il recupero della linea di costa, ha anche colto l´occasione per rispondere alle accuse di immobilismo: «Leggo articoli e lettere di persone, abituate a entrare e uscire di galera, le quali sostengono che al nostro posto avrebbero già completato Bagnoli. Forse avrebbero voluto costruire cento grattacieli. Noi, intanto, lavoriamo».
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18 maggio 2007 - l’asta preoccupa le coop

Il Denaro
18 maggio 2007

Bagnoli, asta per l’assegnazione dei suoli: la Legacoop lancia l’allarme
(r. d.)
Legacoop Campania e la CoopCasaBagnoli si dicono preoccupate per le annunciate modalità attuative relative all’assegnazione dei suoli nell’area di Bagnoli. Preoccupa in particola l’intenzione di voler procedere all’assegnazione dei suoli di Bagnoli, destinati all’edilizia residenziale, mediante vendita all’asta.
I soci della CoopCasaBagnoli, nell’assemblea tenutasi sabato 12 maggio, hanno approvato un ordine del giorno in cui, è scritto, “manifestano il loro disappunto per la utilizzazione di tale procedura, in quanto essa non garantisce uguaglianza di opportunità, neanche tra i cittadini che potrebbero acquisire l’alloggio a prezzi di libero mercato. La preoccupazione nasce dal fatto che si possa privare il territorio della sua gente, replicando così errori che già segnano il degrado e l’invivibilità di alcune parti della città di Napoli”. CoopCasaBagnoli ha scritto al sindaco, al Presidente di Bagnoli Futura spa, al Presidente della X Municipalità, al Presidente e ai Capigruppo del Consiglio comunale di Napoli, in una lettera firmata dal Presidente della CoopCasaBagnoli, Osvaldo Cammarota.
Legacoop Campania ricorda che il Programma Integrato di Bagnoli prevede la realizzazione solo del 30 per cento di Edilizia Residenziale Pubblica, con la conseguenza che, su circa 1.300 alloggi di nuova costruzione, 900 saranno di edilizia libera, 315 saranno oggetto di reinsediamento e solo una settantina saranno riservati all’edilizia convenzionata. Si chiede, ancora, che sia reso pubblico il Piano finanziario degli interventi di riqualificazione e sviluppo di Bagnoli; si definiscano di quote di residenza — libero mercato agevolato, convenzionato - che assicurino la salvaguardia della composizione sociale del territorio, obiettivo che può essere raggiunto solo elevando la percentuale di Edilizia Residenziale Pubblica dal 30 per cento al 50 per cento.
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13 maggio 2007 - il decreto in arrivo

il Mattino
13 maggio 2007
PARTECIPATE/Firmato il decreto. Nuovo Cda a Bagnoli
di Salvo Sapio

Prima della pausa estiva Bagnolifutura dovrà avere un nuovo consiglio d’amministrazione. I tempi sono scanditi dal decreto del governo annunciato dal ministro Linda Lanzillotta e che riguarda l’assetto di tutte le società a partecipazione pubblica. Tre i punti che interesseranno principalmente Bagnolifutura (l’amministratore delegato Carlo Borgomeo è dimissionario così come parte dell’attuale consiglio) ma che riguarderanno anche le altre partecipate. I tempi d’attuazione non dovrebbero andare oltre la fine d’agosto prevedendo l’approvazione nella prossima settimana e la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale non oltre la fine di maggio.
Da allora scattano i tre mesi che ogni ente pubblico ha per intervenire rispetto alle correzioni da compiere. Il primo capitolo rilevante è quello relativo al numero dei consiglieri. È stato, infatti, fissato in cinque il numero dei componenti del cda per le società con oltre due milioni di gestione (Bagnolifutura ne ha circa 32), in tre consiglieri per le rimanenti. Bagnolifutura dovrà scendere, quindi, dagli attuali tredici componenti del cda a 5, compreso presidente ed amministratore delegato. Inevitabile la cancellazione della figura del vicepresidente, altrettanto ineludibile l’ingresso di volti nuovi nel cda. Al 99,9% sarà, però, confermato il presidente Rocco Papa. Secondo aspetto è quello dei compensi. Il consiglio d’amministrazione di Bagnolifutura, rispettando le indicazioni della Finanziaria, ha già deliberato di abbassare le indennità dei consiglieri. Il decreto cambierebbe la situazione per quanto riguarda proprio l’amministratore delegato che non avrebbe più i vincoli fissati nel comma 725 della legge statale di bilancio. Limitazioni che fissavano un tetto massimo di compenso nell’80% di quanto spetta a un sindaco. In pratica circa 3800 euro lordi al mese. Il decreto consentirebbe di aumentare questa indennità anche se non in maniera rilevante. Un fattore ininfluente per Carlo Borgomeo che non dovrebbe recedere dalla sua decisione, nonostante la scelta di raccogliere l’appello di Iervolino e Bassolino a non lasciare Bagnolifutura fino a quando non fosse stato definito il nuovo assetto. Sin dai primi giorni successivi alle dimissioni di Borgomeo si sono susseguiti i nomi per la poltrona di amministratore delegato. Alle ipotesi che circolavano su Roberto Bruno (amministratore delegato del Centro Sviluppo Materiali), Lino Bonsignore (ex manager dell’Asìa) e Luigi Bosso (amministratore delegato Sviluppo Italia-Attività produttive) si aggiunge nelle ultime ore la voce che riguarda Andrea Cardinaletti. Ex vicepresidente della Banca popolare di Ancona, ora presidente del Credito sportivo, Cardinaletti è considerato molto vicino al governatore Antonio Bassolino, una posizione politica nell’area Ds coincidente con quella del presidente Papa. La nascita del Pd potrebbe diluire questo discorso di equilibri politici ma resterebbe il nodo del compenso. Manager di provata esperienza, Cardinaletti è titolare di un contratto di peso con il Credito sportivo. Accettando Bagnolifutura dovrebbe compiere un sacrificio economico. Altro punto interessante nel decreto è quello che riguarda i bilanci. Sono da sciogliere i consigli che hanno presentato tre bilanci consecutivi in passivo. La clausola che salva tutti, o quasi, è che le perdite devono essere superiori al business plan. Formula un po’ astrusa che salva la forma dell’austerity ma non garantisce sostanza di interventi.
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10 maggio 2007 - la spiaggia

Repubblica - Napoli
11 maggio 2007

Slittano i tempi per la sistemazione della sabbia. Presidiato il parlamentino dopo la chiusura dello stabilimento La Rotonda
Lidi di Bagnoli, ultimatum al Comune
di Silvia Pepe

Bonifica delle spiagge di Bagnoli e di Coroglio, la decima Municipalità è sul piede di guerra. I tempi previsti per la sistemazione della nuova sabbia non sono stati rispettati. E il presidente Giuseppe Balzamo, ieri durante una seduta speciale del Consiglio ha annunciato di volere passare ai fatti. «Se durante la prossima riunione prevista per lunedì in Comune non si deciderà definitivamente cosa ne dobbiamo fare dei lidi di Bagnoli sono pronto ad occupare la Sala Giunta del Comune».
La decisione del presidente Balzamo è stata accolta con un applauso dalle centinaia di persone che ieri affollavano il parlamentino di quartiere. Tra loro anche i pescatori dell´associazione Arcimare Fisa, un gruppo di duecento cittadini in gran parte ex dipendenti dell´Italsider che dalle prime ore del mattino avevano occupato la sede della Municipalità. I pescatori protestano per la chiusura da parte della Capitaneria di porto del lido La Rotonda, unica spiaggia ancora accessibile al pubblico perché non rientra nel piano di bonifica degli arenili. «Offriamo servizi sociali gratuiti - spiega Luigi Baldi dell´Arcimare ed ex operaio dell´Ilva - facciamo pesca sportiva, insegniamo ai bambini delle elementari cosa sono le esce e come si usano. E d´estate portiamo gli anziani di Bagnoli a fare delle piccole gite sul litorale. Quando abbiamo scoperto i sigilli al lido La Rotonda siamo rimasti sconcertati, ora vogliamo capire che ne sarà della nostra Bagnoli: Comune come e commissariato per le Bonifiche ci devono delle spiegazioni».
La Municipalità ha accolto le richieste dei pescatori riunendo l´assemblea d´urgenza con all´ordine del giorno la questione spiagge. La discussione si è concentrata sui tempi ormai superati per la sistemazione delle nuove sabbie che «a quanto pare - spiega Balzamo - potrebbero essere anche prelevate dalla Puglia. In questo modo salterebbe definitivamente l´apertura estiva dei lidi del Consorzio Comaba con la conseguente perdita di mille posti di lavoro». E proprio la Municipalità comincia ad avere dubbi sulla destinazione futura di Bagnoli. «Noi vogliamo sapere - aggiunge Balzamo - se c´è un ripensamento sullo sviluppo dell´area e se dobbiamo cedere ai poteri forti. Non ci prestiamo più a fare la figura degli sciocchi vogliamo sapere la verità». Intanto per lunedì è previsto un incontro tra Comune, Autorità portuale, Asl, commissariato per le Bonifiche e decima Municipalità per mettere un punto definitivo alla bonifica delle spiagge e per capire se i lidi potranno essere aperti al pubblico.
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29 aprile 2007

Corriere del Mezzogiorno

Sarà uno spazio didattico scientifico: vasche, sala proiezione, biblioteche. Gestione affidata alla stazione zoologica Dohrn
A Bagnoli l’ospedale delle tartarughe
Già avviati i lavori dell’Acquario tematico. Pronto a giugno del 2008
di Patrizio Mannu

l'edificio del turtle pointNAPOLI — L’idea di un’ospedale delle tartarughe l’ebbe un paio di anni fa Grazia Francescato, all’epoca vicepresidente di Bagnolifutura: offrì a Flegra Bentivegna, direttrice della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, di posizionare nel cuore dell’ex area Italsider di Bagnoli, un turtle point, un ricovero per le Caretta caretta ferite che fosse polo didattico e scientifico. «L’offerta mi stupì — ricorda Bentivegna, ma la colsi al volo». Quel turtle point (30mila visitatori negli ultimi due anni), allocato oggi provvisoriamente in un prefabbricato di 400 metri quadri concesso alla Dohrn da Bagnolifutura in commodato d’uso, diventerà domani (fra 14 mesi) un vero e proprio «Acquario tematico delle tartarughe marine». La struttura è stata presentata ieri da Rocco Papa e Carlo Borgomeo (presidente e ad di Bagnolifutura), Rosa Russo Iervolino e Flegra Bentivegna.
LA «CASA» DELLA CARETTA L’acquario tematico delle tartarughe sarà allestito in uno dei siti di archeologia industriale dell’area: l’ex struttura dell’impianto trattamento acque del treno di laminazione dei nastri. «Una maniera — ha commentato la sindaca — per conciliare passato e futuro». Unico nel suo genere e con una precisa identità l’acquario sarà diverso dalle grandi strutture che oggi esistono quasi ovunque. Attraverso delle vasche spettacolari offrirà al grande pubblico momenti di svago e di evasione (libreria, una caffetteria ed uno stand gadget ispirati all’ambiente marino); attraverso il dipartimento didattico (aule, grande sala proiezioni, biblioteca) garantirà la diffusione delle conoscenze sull’ambiente marino; attraverso i laboratori specializzati nel campo della biologia marina contribuirà concretamente allo studio e alla salvaguardia degli habitat marini e delle specie in via di estinzione. L’interesse sarà particolarmente incentrato sulle tartarughe marine, classificate come endangered nella lista rossa delle specie a rischio di estinzione. «Nell’acquario — specifica Bentivegna — troveranno posto quelle tartarughe ferite le cui menomazioni permanenti non permettono loro di sopravvivere in mare aperto. Perché le altre, quelle che guariscono, le liberiamo. Il nostro compito — conclude — sarà quello di tracciare le linee guida per i centri di recupero delle tartarughe di tutto il Mediterraneo».
INVESTIMENTI, COSTI, TEMPI I lavori sono iniziati con la consegna delle aree il 3 aprile scorso, saranno conclusi entro il 26 giugno 2008 («450 giorni lavorativi, così come prevede il contratto. E siamo pu re in anticipo», ha commentato Carlo Borgomeo). Il cantiere impegna personale per circa 20 unità operative. L’importo complessivo dell’opera è di circa 7 milioni e 200mila euro ed è finanziato con i fondi del Por Campania. L’aggiudicataria è l’Ati con capogruppo l’impresa «Castaldo Costruzioni» e «Servizi integrati» per la progettazione.
GLI OCCUPATI A regime l’acquario di Bagnoli avrà bisogno, oltre che del personale scientifico distaccato dalla Dohrn, di una ventina di addetti tra tecnici degli impianti di circolazione dell’acqua di mare, acquaristi per il mantenimen to degli organismi marini delle vasche, personale didattico, amministrativo e di addetti alla pulizia, alla sorveglianza, alla caffetteria e allo stand gadget.
L’AMORE PER IL MARE A Napoli c’è un forte interesse per i Centri che espongono animali marini: lo dimostrano i 100mila visitatori all’anno dell’Acquario storico e gli oltre 30mila che negli ultimi due anni hanno visitato la sede provvisoria del turtle point di Bagnoli. L’Acquario diverrà una delle mete dei tour turistici, capace di rilanciare zona occidentale e Campi Flegrei.
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Repubblica - Napoli

Siglata l´intesa per trasformare un reperto di archeologia industriale in un centro di ricerca
L´ospedale delle tartarughe
Bagnoli, nel vecchio fabbricato anche un acquario
di Silvia Pepe

Un ospedale ma anche un acquario. Dedicato solo alle tartarughe marine. L´impianto per il trattamento delle acque dell´ex acciaieria di Bagnoli, ormai reperto di archeologia industriale, diventa non solo un centro per il recupero della specie “caretta-caretta”, ma anche un istituto di ricerca e un´attrazione turistica. Si chiamerà acquario tematico delle tartarughe marine.
Ci sono voluti diversi anni perché alla Stazione zoologica Anton Dohrn fosse assegnata una nuova struttura. Il centro, che attualmente ha in cura ottanta esemplari, è stato istituito 135 anni fa e ha conquistato un ruolo di primo piano nel Mediterraneo nel settore della ricerca e nella riabilitazione di questa specie marina protetta. E ieri Regione, Comune, la società Bagnolifutura insieme ai rappresentanti dell´istituto hanno siglato un protocollo di intesa per la realizzazione del nuovo complesso i cui lavori sono già iniziati e che si concluderanno entro giugno del 2008 per una spesa complessiva di 7 milioni di euro.
L´ex impianto per il trattamento delle acque dell´acciaieria, due edifici attigui, sarà trasformato in un acquario tematico: un´area sarà strutturata con alcune vasche e un percorso aperto ai visitatori, un bar, uffici, sala conferenze, aule destinate alla didattica e una biblioteca. Un´altra sarà invece dedicata all´ospedale per la cura e alla riabilitazione degli animali.
Il complesso sarà gestito dalla Stazione zoologica e dai suoi ricercatori e, dunque, l´attuale Turtle Point, un prefabbricato che si trova sui suoli dell´ex Ilva, sarà trasferito nella nuova struttura. Inoltre, secondo il protocollo di intesa siglato dal sindaco Rosa Russo Iervolino, dal presidente della Bagnolifutura, Rocco Papa, dal presidente della Stazione zoologica, Giorgio Bernardi e dall´assessore regionale al Turismo, Marco Di Lello, sarà proprio la società di trasformazione urbana di Bagnoli a occuparsi della gestione e della manutenzione del nuovo complesso espositivo.
«È la prima struttura dell´ex fonderia che consegniamo – dice Rocco Papa –. Tocchiamo con mano la trasformazione di Bagnoli ma soprattutto per la prima volta diamo una definitiva destinazione a un edificio di archeologia industriale». «L´idea dell´acquario tematico nasce da un´esigenza precisa – spiega Flegra Bentivegna, direttrice della Stazione Dorhn – quella di offrire più spazio a questi animali e ai nostri ricercatori. Ormai i due centri, l´Acquario storico in villa Comunale e il Turle Point, sono pieni. Ci arrivano esemplari da curare da tutto il Mediterraneo e non solo. Molte di queste tartarughe saranno certamente liberate, altre però non potranno tornare in mare aperto. Queste ultime resteranno nostre ospiti, continueranno ad essere curate nelle vasche della nuova struttura».
L´ospedale invece non sarà aperto ai visitatori ma, secondo il progetto, verrà separato con una vetrata restando visibile al pubblico. Secondo il sindaco Iervolino l´acquario tematico delle tartarughe marine «sarà un altro polo di attrazione per i turisti ancora più affascinante perché si tratta di una struttura industriale convertita». Intanto a regime l´acquario creerà nuovi posti di lavoro. In tutto una ventina di persone tra tecnici per il funzionamento degli impianti di circolazione dell´acqua di mare, personale didattico e amministrativo, addetti alla pulizia, alla sorveglianza, alla caffetteria e allo stand gadget che sarà allestito nell´area visitatori. «La realizzazione dell´acquario è una grande soddisfazione – spiega Grazia Francescato deputata dei Verdi –. La struttura sarà versatile rispetto alle esigenze dei ricercatori, in un luogo di fronte al mare dove soprattutto i bambini potranno imparare qualcosa in più sulle specie marine in via di estinzione».
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22 aprile 2007

Corriere del Mezzogiorno
22 aprile 2007

«Tuffi a Bagnoli, problema di ordine pubblico»
Allarme di Nasti: non si può mettere il filo spinato, andate in via Caracciolo
di Stefano Piedimonte

NAPOLI - Non lo sanno, a Bagnoli, che tra qualche giorno partirà la campagna d’informazione lanciata dal Comune di Napoli, per sensibilizzare i cittadini riguardo alla non balneabilità delle acque.
Non lo sanno, o forse non gliene importa proprio niente. «Ho mandato i manifesti in stampa racconta l’assessore all’Ambiente Gennaro Nasti e in settimana verranno affissi sui muri della città. Non possiamo certo circondare l’acqua col filo spinato, però la gente lo deve capire». E lo deve capire sul serio. Perché a fare il bagno nell’acqua inquinata sono le famiglie al completo, bambini compresi. Già una settimana fa, dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno, l’assessore aveva annunciato che «quello di impedire alla cittadinanza di bagnarsi sul litorale di Bagnoli, sarebbe stato il grande tema di ordine pubblico per quest’estate». Così è: sugli arenili bagnolesi è praticamente estate piena. Ombrelloni, lettini, creme abbronzanti, gente che sguazza nell’acqua.
Il lido La Rotonda, è l’unico posto dove ad est del pontile non sia stata ritirata la concessione per l’elioterapia. Cioè, per prendere il sole e basta. «Abbiamo revocato tutte le autorizzazione agli stabilimenti che insistono sulla zona da bonificare, tra Bagnoli e Coroglio avverte l’autorità portuale di Napoli che erano, comunque, unicamente per l’elioterapia. Va da sé che prendere il sole su una sabbia che le stesse analisi hanno confermato inquinata, è pericoloso». Però in quel lido, e soltanto lì, «la sabbia è buona. Ed è quindi stato escluso dall’ordinanza che prevede la chiusura degli stabilimenti per le operazioni di bonifica».
A dirlo è il presidente di municipalità, Giuseppe Balzamo. Ma è difficile fare l’elioterapia, senza prendere in considerazione anche l’«idroterapia». Tutte le spiagge sono invase dai bagnanti, pubbliche e private. Anche la scogliera è cosparsa di teloni da mare, con i legittimi proprietari immersi nell’acqua.
Addirittura c’è chi pesca (e presumibilmente, mangia il pescato). C’è chi usa le strutture del lido, come lettini, ombrelloni e docce, e chi stende il telo accanto al caterpillar in funzione. Quando poi, a voler fare il bagno in acque non rischiose per la salute, basterebbe fare pochi chilometri.
«Abbiamo fatto tanto commenta amareggiato Nasti per ottenere la balneabilità sul lungomare di via Caracciolo. Nel cosiddetto lido mappatella il bagno si può fare ottimamente. Lo stesso a Posillipo, e in altre zone di Napoli. Quindi non è obbligatorio spendere soldi, per farsi un bagno. Basta andare in un posto dove l’acqua sia balneabile, e ce ne sono diversi. A via Caracciolo, tra poco installeremo le strutture comunali. Docce e servizi gratuiti. In più, ci sono i chioschi che vendono bibite e alimenti. Non vedo quale sia il problema».
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Il Mattino
24 aprile 2007

Accordo su Bagnolifutura il cda non si dimette
L’amministratore delegato Borgomeo «Non cambia nulla: resteremo fino al decreto sulle partecipate»
di Salvo Sapio

Sul tavolo le lettere di dimissioni dell’amministratore delegato Carlo Borgomeo e di altri quattro consiglieri del cda di Bagnolifutura. L’assemblea dei soci della stu che si è riunita ieri le ha analizzate e ha proposto una soluzione «politica» che è stata accettata dai consiglieri. «Il sindaco - si legge nel comunicato ufficiale della riunione - confermando la piena legittimità dell’attuale cda ha ringraziato i consiglieri per il proficuo e positivo lavoro svolto e ha invitato tutti, compresi i consiglieri dimissionari, a proseguire il proprio impegno nell’interesse della società e della città». «In realtà non è cambiato nulla - puntualizza l’amministratore delegato Carlo Borgomeo - le dimissioni sono confermate ma, per senso di responsabilità e ringraziando il sindaco per le parole di stima, rimaniamo al nostro posto fino a quando non interverranno delle novità rispetto all’attuazione delle norme previste in Finanziaria». Formalmente, infatti, il congelamento delle dimissioni (che non sono state revocate) sarebbe legato ai tempi di emanazione del dispositivo d’attuazione della norma contenuta in finanziaria, regola che prevede la riduzione dei componenti dei cda delle partecipate a cinque componenti. Sei in meno rispetto agli attuali undici. Aspetti formali che si intrecciano con il pressing, discreto ma costante, che Comune e Regione stanno praticando in particolare su Borgomeo. L’apprezzamento per il lavoro svolto non è, quindi, casuale ma nemmeno pretestuoso. C’è da un lato la necessità di non perdere un manager di primo piano come Borgomeo, dall’altro ci sono effettivamente dei risultati importanti. «Sono contenta che i consiglieri abbiano accettato di continuare il lavoro iniziato e l’apertura dei 3 cantieri dimostra che a Bagnoli si lavora - ha detto la Iervolino - inoltre, abbiamo chiesto di quantificare il valore delle aree considerando la rimozione della colmata e la bonifica delle spiagge». Approvato, intanto, il bilancio licenziato dal cda e confermata la riduzione delle indennità, una scelta già adottata in autoregolamentazione dal consiglio. Confermata in circa 25mila euro annui l’indennità spettante ai consiglieri di amministrazione. Tale importo è aumentato di una indennità di carica di ulteriori 25mila euro per il vice presidente, di circa 34mila euro per l’amministratore delegato e di circa 42mila euro per il presidente. Non mancano, comunque, le polemiche. «La revoca delle dimissioni - commenta il commissario cittadino di Forza Italia, Paolo Russo - è la solita sceneggiata».
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(17) - 18 aprile 2007

Il Mattino

Ultimo annuncio: in due anni via la colmata
Bagnoli, intesa al ministero: il 75% dei materiali a Piombino e il 25% a Vigliena. A giugno l’asta dei suoli
di Luigi Roano

i numeri del mattinoC’è l’intesa politica: la colmata di Bagnoli verrà demolita entro due anni, i lavori cominceranno a settembre. Nei prossimi sessanta giorni sarà firmato l’accordo di programma fra le parti in causa che consentirà la partenza dei cantieri. Il via libera è arrivato da Roma al termine di una riunione presieduta dal ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio nel corso della quale il ministro e Autorità portuale - nella persona del presidente Francesco Nerli - hanno trovato la convergenza giusta. L’opera di rimozione in un primo momento - si ricorderà - doveva essere effettuta da Nerli, poi Pecoraro è intervenuto affidando a Sviluppo Italia la redazione di un nuovo piano ed è nato il contenzioso. Ieri la mediazione ha avuto successo. Il materiale di risulta, che era al centro della discussione, verrà spedito a Piombino tranne la quantità che servirà allo stesso Nerli per mettere mano alla darsena di levante nel porto, a San Giovanni a Teduccio. Il compromesso è stato trovato nel mezzo: perché il piano di Sviluppo Italia, prevedendo la bonifica pure dei fondali e il ripascimento delle spiegge darà come materiale di risulta quantità tali che bastano anche alle esigenze del porto di Napoli. Nella sostanza il 75% del materiale va a Piombino, la restante parte a Napoli e servirà appunto per la darsena di levante. Inoltre ministero ha accelerato anche l’iter per concedere il placet di compatibilità ambientale per la darsena che Nerli attende ormai da mesi. Chi mette i soldi? Il ministero dell’Ambiente per la gran parte, poi il commissariato per l’emergenza bonifica retto da Arcangelo Cesarano, delegato del governatore Bassolino. La cifra che il ministro ha messo a disposizione è di 115 milioni di euro. Alla riunione hanno preso parte il presidente della Regione Antonio Bassolino, il presidente della Provincia Dino Di Palma, il sindaco Iervolino, l’amministratore delegato di Bagnolifutura Carlo Borgomeo, Nerli, Cesarano, l’amministratore delegato di Sviluppo Italia Bosso e il direttore generale del ministero Mascazzini. «Sviluppo Italia - si legge in una nota del ministero - avvierà immediatamente tutti gli atti necessari per la più rapida attuazione del progetto: alla rimozione dei pontili, alla bonifica dei fondali sottostanti e prospicienti la colmata, alla rimozione della scogliera, al ripascimento della spiaggia, in una parola al ripristino della linea di costa, secondo quanto previsto dal Piano urbanistico del Comune. I materiali provenienti dalla colmata saranno trasferiti nel porto di Piombino». Poi la parte che interessa Nerli: «Contestualmente l’Autorità portuale avvierà la predisposizione della cassa della darsena di levante che potrà essere riempita anche con materiali prodotti dall’attuazione del progetto di Sviluppo Italia». Le novità non finiscono qui perché ieri è stato deciso che al ministero verrà varato un ufficio che vigilerà sulla realizzazione delle due opere al quale prenderanno parte fra gli il capo di gabinetto del ministero Giancarlo Viglione, Nerli e Borgomeo. L’ad della Bagnolifutura, quindi, malgrado dimissionario continua a garantire il suo apporto. La conferma indiretta che molto probabilmente è in atto una riflessione che potrebbe portare a breve novità nell’assetto della società di trasformazione urbana. Forse non ci sarà più bisogno di cercare un nuovo manager. Il ministro è fra i più felici dell’esito della riunione: «Grande la soddisfazione - dice - per avere preso una decisione concreta». Sereno il commento della Iervolino: «L’accordo era nell’aria a me interessa che ora si proceda con i lavori e Bagnoli vada avanti». Prossima tappa - su questo fronte - la vendita dei suoli all’asta che decollerà a giugno. Con la Bagnolifutura che comincerà a fare anche cassa.
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Corriere del Mezzogiorno

Suoli, a giugno via all’asta. E ora varranno di più

Strutture turistiche, negozi, uffici, ma soprattutto nuove case che a Napoli non si edificano da anni. Tutto questo, grazie al Prg, si potrà fare a Bagnoli sui soli dell’ex Italsider, quando da giugno verranno messe in vendita alcune aree: si tratta di sei terreni per complessivi 272 mila metri quadrati (riportati nel grafico a fianco che è stato illustrato giorni fa dal presidente della Bagnolifutura, Papa, agli industriali). L’incasso previsto (ma dopo l’ok sulla colmata le stime potrebbero essere riviste) oscilla tra i 100 e i 200 milioni di euro. Si tratta di 598 mila metri cubi di residenze, strutture ricettive alberghiere, terziario e centri commerciali. I suoli messi all’asta sono quelli degli ambiti 2 e 3, già di proprietà della Bagnolifutura. Forse, col ricavato della vendita verrà finanziata un’unica maxigara da 90 - 100 milioni per realizzare le infrastrutture. Quattro dei sei suoli messi all’asta riguarderanno l’ambito 2, suddivisi in quattro lotti in base alla destinazione d’uso. L’area 2 è quella a destinazione turistico ricettiva dove sorgerà un borgo marinaro col porto canale e dove, a ridosso del porto, verranno edificati gli alberghi, le strutture congressuali, le residenze di pregio, le attività commericali. Le altre gare riguarderanno i cosiddetti «sottoambiti» 3a e 3g (139 mila metri quadrati) destinati prevalentemente a edifici residenziali (184 mila metri cubi) e attività commerciali (13.265 metri cubi). (Pa. Cu.)

aree asta da cormez
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Corriere del Mezzogiorno

Bagnoli: la colmata sarà fatta a pezzi
Intesa a Roma: una parte a Piombino, l’altra alla Darsena di Levante. Lavori per l’estate
di Paolo Cuozzo

NAPOLI — «La fumata è bianca, anzi bianchissima». Non sta nella pelle, Rosa Russo Iervolino, che torna da Roma incassando «l’intesa scritta» per il via libera immediato ai lavori di rimozione della colmata che verrà divisa, a mo’ di spezzatino. «Abbiamo trovato il miglior accordo politico per la colmata — spiega la sindaca —: una parte della colmata sarà infatti trasferita a Piombino, un’altra rimarrà a Napoli per la costruzione della Darsena di Levante. Mentre il resto dei materiali per l’edificazione della Darsena arriverà dai fondali del porto». Il cellulare della sindaca squilla in continuazione. Il viaggio di ritorno in auto lo fa interamente parlando a telefono per comunicare ai molti politici che la interpellano che tutto è andato bene, «anche perché — rimarca — come ha spiegato anche Bassolino, la Darsena di Levante è determinante per ampliare il Porto e per evitare che i cinesi della Cosco vadano via da qui». I tempi.
La sindaca giura: «Saranno strettissimi. Il governo ci mette i soldi, circa 90 milioni. Entro poche settimane partiranno anche i lavori».
IL VENTO DI VALENCIA — L’ottimismo della prima cittadina è grande. «Leggo anche che a Valencia non c’è vento per la Coppa America. Mi dispiace. A Napoli, invece, in questi giorni abbiamo il vento in poppa». L’accordo sulla rimozione della colmata è venuto dopo il vertice al ministero dell’Ambiente, presieduto dal ministro Pecoraro Scanio. La riunione è stata preceduta da una fase tecnico istruttoria coordinata dal capo di Gabinetto del ministero dell’Ambiente, Giancarlo Viglione volta ad approfondire i progetti dell’Autorità portuale e di Sviluppo Italia, cui ha partecipato anche Bagnolifutura.
LO STUDIO DI SVILUPPO ITALIA — «Sviluppo Italia — si legge in una nota — avvierà gli atti necessari per la più rapida attuazione del progetto relativo alla rimozione della colmata, alla rimozione dei pontili, alla bonifica dei fondali sottostanti e prospicienti la colmata, alla rimozione della scogliera e al ripascimento della spiaggia». È stato anche dato incarico alla direzione generale del Ministero dell’Ambiente di porre in essere l’accordo di programma conseguente alla decisione odierna. «Si tratta di un passaggio assai importante per Bagnoli sul versante del recupero ambientale e del rilancio dell’area. Mi ero assunto un impegno chiaro per Bagnoli e oggi — ha detto Pecoraro Scanio — posso dire che abbiamo compiuto un passo fondamentale».
C’E’ ANCHE BAGNOLIFUTURA — Alla riunione, oltre alla sindaca Iervolino e al governatore Bassolino, hanno preso parte anche il presidente della Provincia di Napoli, Di Palma, il presidente dell’Autorità portuale, Nerli, il commissario per l’emergenza bonifiche, Cesarano, l’amministratore delegato di Sviluppo Italia, Bosso, e il direttore generale del Ministero dell’Ambiente Mascazzini. Ma anche — e questa è la novità — l’amministratore delegato di Bagnolifutura, Carlo Borgomeo: una presenza significativa, che è la prova di un rinnovato impegno di Borgomeo per Bagnolifutura, nonostante avesse annunciato il suo forfeit, ma soprattutto il coinvolgimento della stessa Bagnolifutura nella task force che seguirà i lavori di rimozione della colmata.
La Bagnolifutura, infatti, non avrebbe competenze in quanto si tratta di suoli demaniali, quindi non suoi. «Forse, però, la Bagnolifutura ha maturato un’esperienza specifica nel difficile settore delle bonifiche», spiegava giorni fa il presidente della Stu, Rocco Papa, che auspicava che l’intesa sulla colmata giungesse presto «perché vendere i suoli di Bagnoli, come faremo da giugno, sapendo che la colmata andrà via e che il mare verrà ripulito, è tutta un’altra cosa».
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ANSA - Accordo sulla rimozione della colmata di Bagnoli. Lo rende noto il ministero dell’Ambiente. Soddisfazione e’ stata espressa dal ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio: “Abbiamo raggiunto un accordo e assunto una decisione concreta”. L’accordo e’ venuto dopo l’incontro che si e’ svolto oggi a Roma presso il Ministero dell’Ambiente, presieduto dal ministro Pecoraro Scanio, per decidere sulla rimozione della colmata di Bagnoli. La riunione era stata preceduta da una fase tecnico istruttoria coordinata dal Capo di Gabinetto del Ministero dell’ Ambiente, Giancarlo Viglione volta ad approfondire i progetti dell’Autorità portuale e di Sviluppo Italia, cui ha partecipato anche Bagnolifutura. In particolare, “sviluppo Italia - si legge in una nota - avvierà immediatamente tutti gli atti necessari per la piu’ rapida attuazione del progetto relativo alla rimozione della colmata, alla rimozione dei pontili, alla bonifica dei fondali sottostanti e prospicienti la colmata, alla rimozione della scogliera, al ripascimento della spiaggia”. In sostanza, afferma il ministero, “al ripristino della linea di costa, secondo quanto previsto dal Piano urbanistico del Comune. I materiali provenienti dalla colmata saranno trasferiti nel porto di Piombino”. Contestualmente l’Autorità portuale avvierà la predisposizione della cassa della Darsena di Levante che potrà essere riempita anche con materiali prodotti dall’attuazione del progetto di Sviluppo Italia che, come detto, riguarderà anche altri lavori rispetto a quelli preventivati. Si e’ deciso inoltre che il tavolo tecnico, coordinato dal Capo di Gabinetto, continuerà i propri lavori provvedendo a monitorare l’ esecuzione dell’intesa. E’ stato quindi dato incarico alla Direzione generale del Ministero dell’Ambiente di porre in essere l’accordo di programma conseguente alla decisione odierna. “Si tratta di un passaggio assai importante per Bagnoli sul versante del recupero ambientale e del rilancio dell’area. Mi ero assunto un impegno chiaro per Bagnoli e oggi - ha detto Pecoraro Scanio - posso dire che abbiamo compiuto un passo fondamentale. Continueremo ora a lavorare affinche’ l’intesa di oggi si realizzi nei tempi piu’ brevi possibili”. (17/04/2007 19:02)
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ANSA - Alla riunione di oggi, riferisce il ministero dell’Ambiente, hanno preso parte anche il presidente della Regione Campania Bassolino, il presidente della Provincia di Napoli Di Palma, il sindaco di Napoli Iervolino, l’ amministratore delegato di Bagnolifutura Borgomeo, il presidente dell’Autorità portuale Nerli, il commissario per l’emergenza bonifiche Cesarano, l’amministratore delegato di Sviluppo Italia Bosso e il direttore generale del Ministero dell’Ambiente Mascazzini. Il presidente della Regione, Antonio Bassolino, e il sindaco Iervolino al termine dell’incontro - riferisce ancora la nota - hanno espresso viva soddisfazione per l’intesa raggiunta. (17/04/2007 19:16)
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Greenreport
Ufficiale: la colmata di Bagnoli andrà a Piombino

ROMA. Ora è ufficiale: è stato trovato l’accordo sulla rimozione della colmata di Bagnoli che sarà al più presto trasferita a Piombino. Lo ha reso noto – con soddisfazione - il ministero dell´Ambiente. Così Alfonso Pecoraro Scanio: «Abbiamo raggiunto un accordo e assunto una decisione concreta». L´accordo e´ venuto dopo l´incontro che si e´ svolto oggi a Roma presso il Ministero dell´Ambiente. In particolare Sviluppo Italia avvierà immediatamente tutti gli atti necessari per la più rapida attuazione del progetto relativo alla rimozione della colmata, alla rimozione dei pontili, alla bonifica dei fondali sottostanti e prospicienti la colmata, alla rimozione della scogliera, al ripascimento della spiaggia.
«In sostanza – ha detto il ministero - al ripristino della linea di costa, secondo quanto previsto dal Piano urbanistico del Comune. I materiali provenienti dalla colmata saranno trasferiti nel porto di Piombino». Contestualmente l´Autorità portuale avvierà la predisposizione della cassa della Darsena di Levante che potrà essere riempita anche con materiali prodotti dall´attuazione del progetto di Sviluppo Italia che, come detto, riguarderà anche altri lavori rispetto a quelli preventivati.
Si è deciso inoltre che il tavolo tecnico, coordinato dal Capo di Gabinetto, continuerà i propri lavori provvedendo a monitorare l´ esecuzione dell´intesa. E´ stato quindi dato incarico alla Direzione generale del Ministero dell´Ambiente di porre in essere l´accordo di programma conseguente alla decisione odierna.
«Si tratta di un passaggio assai importante per Bagnoli sul versante del recupero ambientale e del rilancio dell´area. Mi ero assunto un impegno chiaro per Bagnoli e oggi - ha detto Pecoraro Scanio - posso dire che abbiamo compiuto un passo fondamentale. Continueremo ora a lavorare affinché l´intesa di oggi si realizzi nei tempi più brevi possibili».
L’operazione del ministero, però, lascia molti dubbi sulla sua ratio. Ricordiamo allora che lo stabilimento della Lucchini produce tra 700 e 800mila tonnellate annue di rifiuti analoghi a quelli che arriveranno da Bagnoli. A Piombino non è ancora in funzione – nonostante il progetto sia datato 1998 - la piattaforma Tap che, se fosse stata attiva, almeno parte di quei rifiuti della Lucchini li avrebbe potuti trattare e recuperare. Non va inoltre dimenticato che la guardia di finanza, alcuni giorni fa, ha posto sotto sequestro un’area di circa 35 ettari all’interno proprio dello stabilimento adibita a discarica per rifiuti simili a quelli di Bagnoli. Nonostante questo si dà l´ok all´operazione e non si tiene neppure conto che proprio lì a Napoli quei rifiuti servirebbero alla Darsena di Levante del porto.
Così Michele Bonomo, di Legambiente Campania: «Il trasporto di rifiuti in su e in giù per l’Italia non è che sia una cosa che faccia piacere. Spesso succede che questi rifiuti dal nord arrivino al sud, stavolta accadrebbe il contrario. Ma a parte questo è un’operazione che lascia perplessi. Si parla di un costo di 110 milioni di euro per portare appunto la colmata a Piombino, da dove poi potrebbe tornare dopo qualche mese. Ripeto, è un’operazione che lascia perplessi…». (17 aprile 2007)
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14 aprile 2007

Repubblica - Napoli
BAGNOLI / Papa, presidente di Bagnolifutura, ascoltato dalla Commissione di vigilanza del Comune
“Senza colmata e con la spiaggia raddoppierà il valore dei suoli”
Il primo bando per l´asta dei terreni sarà pronto a giugno La prossima settimana si chiuderà a Roma l´intesa per la rimozione dei detriti

«Senza la colmata di detriti ex Italsider e con il litorale bonificato il valore dei suoli raddoppierà. Il primo bando per l´asta sarà pronto a giugno». La previsione di Rocco Papa, presidente della società Bagnolifutura ascoltato ieri mattina in via Verdi dalla Commissione di vigilanza del Comune, conferma che dopo quindici anni di chiacchiere questa volta si prova ad accelerare. «La prossima settimana - aggiunge l´ex vicesindaco - a Roma sarà chiusa definitivamente l´intesa per la rimozione della colmata». Un accordo pilotato dal ministro dell´Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che ha trovato i fondi, le procedure e i siti per rimuovere e trasportare i materiali da smaltire in gran parte a Piombino e per ciò che avanzerà a Napoli est per la costruzione della Darsena di Levante.
Una massa di materiali ex Italsider che oggi copre un tratto di costa di 220 mila metri quadrati pari a un milione e 200 mila metri cubi di veleni. Quindici anni di dibattito e di scontro tra due partiti trasversali. Il partito del sì alla rimozione, guidato da sempre dai Verdi, e il partito del no trainato da una parte degli imprenditori. E ora l´annuncio di Rocco Papa: «Il valore dei suoli raddoppia e a giugno parte l´asta». Svelando che in realtà, se non tutto lo schieramento, almeno una porzione del “partito della colmata” probabilmente voleva preservare quella montagna di veleni sul mare per stracciare i prezzi dei terreni ex Italsider da edificare.
Rocco Papa si è presentato così nella Commissione di vigilanza presieduta da Mariano Malvano di Forza Italia dove è stato sottoposto a un fuoco di fila da parte dei consiglieri del centrodestra mentre Rifondazione ha lamentato l´assenza dell´attuale vicesindaco Tino Santangelo che non ha risposto all´invito per “precedenti impegni”.
Due ore di domande con la conferma che, ormai è in dirittura la “questione colmata” che apre finalmente le porte del mare alla nuova Bagnoli, in realtà il resto del progetto avanza a singhiozzo. In particolare la bonifica dei terreni. Se, infatti, la “De Vizia” ha ottenuto via libera dal Consiglio di Stato per riprendere le pulizia di suolo e sottosuolo dell´ex acciaieria, una serie di problemi riguardano uno dei tre cantieri recentemente aperti. La ditta “Deca”, che deve realizzare il grande “Parco dello sport” disegnato all´interno di tre crateri, tre grandi spazi per l´attività non agonistica dal calcetto al rugby, dal basket al lancio del giavellotto, dovrà procedere a un subappalto per la bonifica di quel lotto perché non ha le carte in regola.
Franco Malvano, senatore di Forza Italia, ha sottolineato l´incertezza che ancora caratterizza ogni iniziativa del progetto Bagnoli. “Sconcertato” il capogruppo azzurro Salvatore Varriale: «Mentre a livello nazionale c´è una forte volontà di aprire il mercato a processi di liberalizzazione, qui a Napoli si registra una tendenza contraria. Noi siamo davvero fortemente preoccupati per il futuro della zona occidentale con il Comune che, invece di agire da regolatore, continua a voler fare impresa rischiando così di uccidere il mercato».
Ma i temi affrontati da Rocco Papa hanno superato lo steccato della Commissione di vigilanza con i suoi annunci che hanno messo in allarme i consiglieri Franco Verde (Ds) e Rosario Giudice (Margherita) i quali ritengono «una follia mettere all´asta adesso i suoli di Bagnoli».
Preoccupatissimo anche il presidente Francesco Nerli che ha riunito il Comitato portuale riportando sul tavolo la questione colmata che lui avrebbe voluto utilizzare interamente per la nuova Darsena di Levante: «Il ministero dell´Ambiente ha posto il problema di una modifica al progetto da noi predisposto. Siamo in attesa di una convocazione, ma per parte nostra è chiaro che se si dovesse decidere di portare i materiali della colmata in altro sito si dovrà, contestualmente, prevedere in che modo garantire al porto di Napoli l´avvio delle gare per la costruzione del fronte banchina e del riempimento della Darsena che avevamo previsto entro giugno. In gioco c´è un´opera da 400 milioni di euro». (o. l.)
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Corriere del Mezzogiorno
14 aprile 2007

Bagnolifutura si candida a gestire il porto
Tintarella sulle spiagge inquinate. L’assessore: emergenza per l’estate
di Stefano Piedimonte

NAPOLI — Con il sole che picchia e il caldo estivo di questi giorni, c’è chi proprio non ce la fa ad aspettare che il litorale venga bonificato: spaparanzati sul lettino, cosparsi di olio abbronzante, i precursori della tintarella non si fanno spaventare da recinzioni e avvisi vari. Il bagno, a Bagnoli e a Coroglio, lo fanno nei cantieri, lì dove si lavora per risistemare la sabbia nuova, quella pulita, al posto di quella vecchia, inquinata dagli idrocarburi. E forse è proprio a causa dei ritardi che qualcuno ha deciso di andare in spiaggia nonostante tutto. Quella di Coroglio è praticamente una discarica, all’ombra (si fa per dire) dell’Italsider. Gomme d’auto, sedie e mobili vecchi, latte arrugginite e bottiglie vuote. E nonostante il cantiere (con tanto di recinzione rossa e cartelli che avvisano dei lavori in corso) il litorale non cessa di essere appetibile per qualcuno. Lettini raccattati qua e là, tra quelli rotti e abbandonati sulla sabbia, specchi solari, costumini colorati, e il gioco è fatto.
Abbronzatura agli idrocarburi, e chissenefrega. L’assessore all’Ambiente Gennaro Nasti, nel frattempo, avvisa che «quello di evitare che la gente faccia il bagno sulle spiagge di Bagnoli e Coroglio, sarà il grande tema di ordine pubblico per quest’estate. Nei prossimi giorni partirà una campagna di comunicazione, per sensibilizzare la cittadinanza riguardo alla non balneabilità delle acque in questione, e ai rischi che si corrono facendo il bagno.
Ci vorrà almeno un anno e mezzo prima che le acque del litorale possano tornare ad essere balneabili». Circa la pericolosità della sabbia inquinata, nonché degli stessi rifiuti che ingombrano gli arenili, l’assessore è categorico: «Non si può andare in spiaggia, semplicemente perché non si può entrare in un cantiere, dove si è in presenza di rischi per quanto riguarda la sicurezza. Sono le forze dell’ordine a dover impedire l’ingresso ai cantieri». Le assise cittadine di Bagnoli, intanto, hanno organizzato per domani alle 10 nell’area pedonale di viale Campi Flegrei un’assemblea popolare. Obiettivo: «Informare la gente di ciò che accade, tra colmata, inchieste e bilanci della Bagnolifutura». La società, intanto, si candida a gestire il porto che verrà, le strutture sportive e le attività dei centri benessere. Rocco Papa, presidente di Bagnolifutura, auspica « un ingresso della stu nelle società che avranno in appalto questi servizi».
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13 aprile 2007

il Mattino (edizione di Caserta)
Polemica sulla colmata di Bagnoli. Cesarano: non toccheremo gli arenili. Nuzzo: conflitto istituzionale
Castelvolturno, scontro sulla sabbia
Amministratori e operatori turistici: «Basta depredare il territorio per aiutare Napoli»

Sebbene dall’ufficio del commissario per le bonifiche della Regione Campania giungano precisazioni confortanti sul rispetto dell’ambiente e sulla salvaguardia del litorale, l’amministrazione locale si dice pronta «a sollevare anche un conflitto istituzionale». Insomma, Castelvolturno non intende cedere la propria sabbia a beneficio del progetto di ripascimento dell’arenile di Bagnoli, risultato inquinato, e al momento al centro di un piano di recupero. «Nessuno tocchi la nostra sabbia», avverte il sindaco Francesco Nuzzo. «La sabbia di Castelvolturno - dice l’assessore al turismo, Vincenzo Gatta - non si tocca. Semmai, poiché ne abbiamo bisogno, ce la mandino dalle costiere rinomate della regione». Ma preoccupazione è stata espressa anche dagli operatori turistici mentre sono via via in fase di esecuzione i progetti di riqualificazione del litorale e di contenimento dell’erosione della costa. Il commissario alle bonifiche Cesarano precisa: «Non ci saranno interventi né sull’arenile né sulla foce del fiume», confermando l’assoluta trasparenza e affidabilità dell’operazione. E intanto la cittadina costiera si prepara a varare, dopo anni, la gara per il porto di Pinetamare.

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«Pronti a difendere la nostra sabbia»
di Giammichele Abbate

Castelvolturno. «La sabbia non si tocca». È perentorio il sindaco Francesco Nuzzo, di fronte all’ipotesi, più che concreta, di un possibile impiego della sabbia di Castelvolturno per bonificare l’arenile di Bagnoli. E sebbene dall’ufficio del commissario per le bonifiche della Regione Campania giungano precisazioni confortanti sul rispetto dell’ambiente e sulla salvaguardia del litorale, l’amministrazione locale si dice pronta «a sollevare anche un conflitto istituzionale». «La sabbia di Castelvolturno - dice l’assessore al turismo, Vincenzo Gatta - non si tocca. Semmai, poiché ne abbiamo bisogno, ce la mandino dalle costiere rinomate della regione». «Ci opporremo - rincara Giocondo Marcello, consigliere nazionale del Sib e vicepresidente del Consorzio turistico del mare - fortemente a tale ipotesi perché Castelvolturno ora deve vivere un momento di rilancio. Ora che si prospettano il Puc, l’aeroporto, l’accordo di programma in via di realizzazione, il litorale attende una svolta. Non è pensabile che ci vengano a depredare. Bagnara e Pescopagano già sono mortificati. Non rimarremo fermi a tale provocazione. Ora che dovremmo vivere un bel momento, non ci faremo mettere in ginocchio. Vengano a parlarci di disinquinamento e non di sabbia da portare via». «Ancora una volta - spiega Giovanni Luise, presidente del Sib provinciale - a Castelvolturno si fa rapina. Chiameremo gli operatori a raccolta e scenderemo in piazza». «Noi - aggiunge Giuseppe Papararo del lido Bernardino - abbiamo bisogno di sabbia. Non è concepibile una cosa del genere. La sabbia è una nostra necessità primaria. Invece di portarla a Bagnoli, la distribuiscano agli operatori della zona». «Tutto quello che sento - dice Crescenzo Noviello, del lido Costazzurra a Baia Verde - mi pare paradossale. Immaginate che non siamo neppure in condizione di spostare un metro cubo si sabbia. Nessuno ci autorizzerebbe a fare una cosa del genere. Se così fosse si confermerebbe che questo è il territorio di nessuno. Ora noi tutti intendiamo capire se l’amministrazione comunale era a conoscenza di questo piano e come intende muoversi». Analoghi i sentimenti di preoccupazione del consigliere comunale Giovanni Piazza, il quale ricorda che la Provincia di Caserta si sta anche attivando per favorire il ripascimento degli arenili con un stanziamento di ulteriori 250 mila euro che seguono quelli dello scorso anno. Si interverrà a Ischitella, al Lido Aurora a Baia Verde e a Bagnara. «Abbiamo apprezzato - dice - il ripascimento a Scauri. La nostra strada è la ricomposizione dell’arenile». Il problema vero è proprio questo. Negli ultimi decenni la costa è andata rapidamente indietreggiando al punto da mettere a rischio la stessa attività degli esercenti balneari. Il primo intervento, ministro dei lavori pubblici Antonio Di Pietro e sindaco Mario Luise, consentì la realizzazione di tre chilometri di protezione a destra Volturno. Successivamente con un intervento di 29 miliardi di vecchie lire (22,5 con il ribasso) si intervenne con una scogliera a sinistra del Volturno. Si attende ora un intervento a Ischitella dove alcuni stabilimenti sono di fatti nel mare (spesa prevista 8 miliardi di vecchie lire). Oggi il ripascimento comincia a dare i primi risultati e l’opera di modeling comincia ad allineare la costa. Occorrerà attendere altro tempo perché la lenta opera del mare giunga a termine. Intanto le mareggiate non fanno più pausa. Fa paura il rischio di un impiego di questa sabbia in altri lidi. «Non che siamo contrari all’intervento - ha sottolineato l’assessore all’ambiente Tommaso Morlando - Alle nostre richieste di spiegazioni, i dirigenti del commissariato alle bonifiche, non hanno ritenuto di informarci su chi sia il privato aggiudicatario dell’appalto, dal cui sito è stata prelevata la sabbia per Bagnoli. Il territorio di Castelvolturno è una vera e propria groviera a causa dell’attività estrattiva di numerose imprese private».
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Cesarano: ma nessuno toccherà l’arenile
di Lorenzo Calò

«Nessun problema per gli arenili di Castelvolturno né per la sabbia dei fondali del corso d’acqua. Per la colmata di Bagnoli verrà utilizzata sabbia di sbancamento e non ci sarà alcun tipo di danno per l’ambiente e per la conformazione del territorio». Il commissario per le bonifiche Arcangelo Cesarano chiarisce i termini dell’operazione e sgombra subito il campo da possibili malintesi o da polemiche che possano ingenerare un clima di tensione e allarme soprattutto fra gli amministratori locali e fra gli operatori turistici. Il tema è questo: l’arenile di Bagnoli, a Napoli, è inquinato, la stagione turistica è a rischio; dunque, serve un piano per rigenerare l’area costiera. Da analisi effettuate la sabbia di Castelvolturno, sulla quale è ricaduta l’opzione, è risultata idonea. Sarà poi necessario un trattamento supplementare ma l’operazione di bonifica per il litorale occidentale del capoluogo campano può partire. Professore, allora si tratta di preoccupazioni ingiustificate da parte di amministratori e operatori dell’area di Castelvolturno? «Posso comprendere che nelle settimane scorse potesse essere sorta qualche perplessità ma abbiamo chiarito che si tratta di un’operazione di assoluta correttezza certificata da importanti organi istituzionali». Quali? «Il ministero dell’Ambiente, l’Arpac e l’Icram. L’intera procedura è stata eseguita da uomini del Noe perché tutto sia condotto con trasparenza e sicurezza». Dunque nessun rischio per la costa o per i fondali del fiume? «Nessun rischio. Non saranno effettuati prelievi di sabbia dall’arenile né dalla foce del Volturno. Sono state adottate tutte le procedure e le garanzie anche per evitare che la sabbia di sbancamento, presa a Castelvolturno, nel tragitto per Napoli, possa, diciamo così, perdersi per strada».
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10 aprile 2007

il Mattino
Bagnoli, suoli all’asta, parte l’assalto dei privati
di Salvo Sapio

Definirla storica forse è eccessivo ma la data di giugno in cui saranno messi a bando, nell’area di Bagnoli, i primi terreni destinati ai privati è comunque estremamente significativa. Un passaggio che segnerà, di fatto, l’inizio di una nuova fase per l’attività di Bagnolifutura, la società di trasformazione urbana che, però, fino ad oggi ha seguito solo operazioni di bonifica. Quattro i cantieri già aperti nell’area (la Porta del Parco, il Parco dello Sport, il Turtle point, gli Studios cinematografici) ma tutti di iniziativa pubblica.
I terreni che a giugno saranno aggiudicati saranno destinati, invece, ad aree residenziali o produttive gestite da privati; sarà la prima volta che i terreni che fanno parte del patrimonio di Bagnolifutura saranno venduti e consentiranno di generare profitti. Circa duecentoquarantamila i metri quadri da collocare sul mercato, individuata anche l’area da vendere. I primi interventi, non a caso, riguarderanno la parte interna dell’ex area industriale; quella, per essere più chiari, che orbita nell’area della Porta del Parco, direttamente a confine con la parte di via Diocleziano più vicina a Fuorigrotta.
Una strategia precisa nell’individuazione dell’area: si tratta infatti della zona che per prima dovrà segnare l’integrazione con il quartiere e che sarà servita dalla struttura pubblica che per prima sarà terminata. La Porta del Parco è, infatti, la zona in cui saranno collocati non solo gli info-point per turisti e visitatori ma anche il centro benessere, la piscina con l’acqua termale che naturalmente si trova nel sottosuolo di Bagnoli, il centro fitness.
i suoli all'astaAi privati sarà possibile quindi utilizzare queste risorse per le strutture ricettive cui è destinato il 26% dello spazio totale da mettere all’asta. I primi alberghi della nuova Bagnoli sorgeranno, quindi, nella zona termale, affermando così la natura policentrica della futura area turistica cittadina. Gli alberghi più vicini al litorale saranno, infatti, giocoforza più vocati al turismo balneare e quelli che orbiteranno nell’area del Parco dello Sport fungeranno da base d’appoggio per gli appassionati di attività sportive.
L’area del progetto si estende per circa 42 ettari, e prevede una grande area a tema con attività sportive all’aperto e la possibilità di realizzare anche un campeggio su una superficie massima di 3 ettari La concentrazione nella stessa area, a poca distanza l’uno dall’altro, di questi diversi centri attrattori faciliterà poi l’interscambio. Se poco più di un quarto del terreno all’asta sarà destinato ai privati, la maggioranza (per la precisione il 42%) prevede insediamenti residenziali. Le prime case che saranno legate a precisi vincoli paesistici e d’altezza. Resta quindi il 16% dell’area destinato al commercio (in particolare market) e il 17% per il terziario, con uffici e officine a basso impatto (preferibilmente attività di artigianato).
Il bando di giugno sarà la fase in cui i costruttori interessati dovranno presentare delle offerte. Tre i criteri di selezione per una short list in cui, alla fine di questo primo step, le proposte saranno raccolte. In primo luogo il valore architettonico dei progetti, quindi l’offerta economica vera e propria, infine i tempi e le modalità operative. Non è escluso che la vendita possa avvenire a più soggetti concorrenti piuttosto che aggiudicarla ad un unico costruttore. Saranno infatti ammissibili, in fase d’offerta, anche progetti che si riferiscono a una sola parte della superficie (a titolo d’esempio la zona residenziale piuttosto che quella ricettiva).
Sul ritorno economico da parte di Bagnolifutura c’è ancora prudenza; sarà infatti decisiva la bonifica totale della zona della colmata, dei fondali e della spiaggia per vedere aumentare in maniera significativa il valore dei terreni. Infine l’aspetto dei collegamenti: proprio nell’area destinata ai privati dovrebbero sorgere i raccordi con la linea della cumana.
Si avvicina quindi una data che forse definire storica è eccessivo ma di sicuro il prossimo mese di giugno, quando saranno messi a bando i primi terreni destinati ai privati, si entrerà in una fase di concretezza e di verifica puntuale per il rilancio dell’area.

(i grassetti sono miei. NdR)

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6 aprile 2007

Repubblica - Napoli
IL CASO /La sostituzione della spiaggia inquinata è in ritardo di un mese. Ultimatum dei gestori
La sabbia sui lidi di Bagnoli non c´è gli operatori: “Stagione a rischio”
La consegna doveva avvenire il 5 marzo ma si attendono ancora gli esami
di Angelo Carotenuto

La sabbia che Bagnoli attende da Castel Volturno è ancora sotto esame. Ecco perché la sostituzione della spiaggia inquinata già viaggia con un mese di ritardo, facendo infuriare i gestori dei lidi che ora pongono un ultimatum, parlano di stagione a rischio e ipotizzano un risarcimento danni. Doveva essere consegnata a Coroglio a partire dal 5 marzo scorso, il protocollo d´intesa considerava l´operazione conclusa entro il 30 aprile. Invece non è neppure partita. Il motivo: i primi dati in possesso della ditta che ha vinto la gara d´appalto, presentavano delle anomalie. Un allarme nato martedì scorso e comunicato al ministero a Roma. «Aspetteremo fino all´11 aprile per sapere se la stagione estiva prende il via o se salta. A quel punto si rischia l´apertura di un´altra stagione: quella delle tensioni e dei ricorsi», avverte Umberto Frenna, presidente del consorzio Co.ma.ba., ufficialmente in trincea per protestare insieme con quanti nel quartiere vivono di mare. Dalla sua parte comitati civici, pescatori, commercianti, ormeggiatori, l´assoturismo locale e alcuni politici della Municipalità.
Una data non casuale: proprio mercoledì prossimo è atteso l´esito dei test sui 18 campioni di sabbia provenienti da Castel Volturno. Arrivano da un terreno in fase di sbancamento per la costruzione di un supermercato. È sabbia sottile e polverosa. C´è chi teme troppo. Perciò va verificata con assoluta certezza la sua compatibilità con l´uso che Bagnoli vuol farne. Nel bando di gara di Sviluppo Italia, del resto, non era indicato il sito di provenienza. La Regione ha individuato Castel Volturno; il sindaco ha posto un veto deciso sul prelievo di sabbia dalla foce del fiume. Sabbia di cava, dunque. È su quella che ora devono esprimersi Arpac, Icram e Centro campano di tecnologia ambientale. «Vogliamo che la certificazione sia la più accurata possibile, a cura di enti pubblici. Sia chiaro che se la sabbia non è quella giusta, sono pronto a bloccare tutto», avverte Arcangelo Cesarano, commissario regionale per le bonifiche.
Così, il giorno dell´esito degli esami finisce per coincidere non a caso con quello dell´ultimatum lanciato dai titolari delle concessioni dei lidi, ieri di nuovo alla carica pure sul tema della balneabilità lungo la costa. Citano i dati resi noti dalla Regione il 2 aprile scorso per chiedere che il mare sia restituito ai bagnanti. In realtà il divieto dell´estate scorsa scattò per l´inquinamento dei fondali, non per gli esiti batteriologici. Divieto che pare così destinato a non essere rimosso. La sabbia dovrà durare almeno quattro anni. È previsto che venga nuovamente sostituita, una volta rimossa la colmata a mare. Un capitolo, questo, che si avvia a conclusione. Ieri contatto tra Viglione, capo di gabinetto del ministero dell´Ambiente, e Bagnolifutura, invitata a esprimere un proprio parere sui due progetti in ballo: Piombino o Darsena levante. Due progetti che vengono considerati dai tecnici molto diversi tra loro. La decisione è riservata al tavolo politico finale, convocato a Roma da Pecoraro, con Bassolino e Iervolino, per giovedì 12 aprile. Ambrosino (Forza Italia) chiede «quale utilità e a chi giova condurre per mare a costi elevati materiali di scarto a Piombino, città che ne produce da sé».
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Corriere del Mezzogiorno
Frenna (Comaba): «Esiste un cronoprogramma, chiediamo soltanto che venga rispettato»
Bagnoli, i gestori dei lidi: ritardi nella bonifica del litorale

NAPOLI — Preoccupazione, grande preoccupazione degli operatori economici di Bagnoli per la prossima stagione balneare. Timori, legati soprattutto ai ritardi nel completamento della bonifica degli arenili inquinati dagli idrocarburi policiclici aromatici. Stando al cronoprogramma, stabilito il 12 gennaio scorso, quando fu sottoscritto l’accordo di programma, l’ultimazione degli interventi di bonifica doveva avvenire per i primi due lotti (lido comunale, lido Fortuna, e lido L’Arenile) entro ieri. Entro il 30 maggio, invece, doveva essere completata la bonifica di tutto il litorale, ricomprendendo anche Coroglio. Il punto sulla situazione è stato fatto ieri, durante una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato tutti gli attori dello sviluppo dell’area, operatori balneari in primis. Oltre al presidente del Comaba, Umberto Frenna, c’erano anche l’Assoturismo, con il coordinatore regionale, Domenico Marzaioli, e rappresentanti della municipalità, del comitato civico, dei pensionati del circolo di Bagnoli ed una numerosa rappresentanza delle associazioni della pesca, degli ormeggiatori e semplici cittadini. Marzaioli di Assoturismo, ha spiegato che la preoccupazione è soprattutto concentrata sul tessuto economico «che vede coinvolto l’intero sistema di piccole e medie imprese turistiche locali — ha spiegato — con probabili pesanti ricadute sull’intera economia di Bagnoli». Annunciando una manifestazione per l’undici aprile prossimo, nella sede della municipalità, Umberto Frenna, presidente del Comaba, ha spiegato che gli operatori hanno bisogno di certezze sul completamento degli interventi: «Esiste un cronoprogramma per i lavori — ha affermato Frenna — bene, chiediamo solo che venga rispettato, e ulteriori slittamenti rischierebbero seriamente di compromettere l’avvio della stagione».
«Se entro l’unidici aprile ha aggiunto Frenna non avremo chiarezza, saremo costretti ad iniziative che non vorremmo prendere». Frenna, inoltre, basandosi sui dati dell’Arpac, pubblicati sul bollettino ufficiale della Regione Campania, ha anche sottolineato che Bagnoli, nonostante il divieto imposto lo scorso anno, viene segnalata come una delle zone balneabili. Rimanendo in zona, ma spostandoci sulla questione Colmata, che nei piani del governo andrà rimossa e portata a Piombino, ieri, il consigliere comunale Ambrosino di Forza Italia, avanza un dubbio: «A chi giova portare a Piombino la colmata, a danno della Darsena di Levante?». «Esiste a Piombino — ha aggiunto — un’acciaieria che di rifiuti, simili a quelli contenuti dalla colmata ne produce in abbondanza, quotidianamente». (An. Sco.)
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4 aprile 2007

il Denaro
Papa: Bagnoli, 10 cantieri entro il 2007
di Sabrina Milano

Entro la fine del 2007 a Bagnoli ci saranno dieci gru in attività, ossia dieci cantieri aperti. Risponde così il presidente di Bagnolifutura, Rocco Papa all’accelerazione invocata dagli industriali sull’operazione in corso nell’area occidentale di Napoli.
A giugno inoltre partiranno le aste ai privati e la certezza delle opere a mare, coordinate con poteri speciali dal Commissario Straordinario per le Bonifiche della Regione Campania, Arcangelo Cesarano consentiranno di valorizzare la trasformazione urbana

Domanda. Il leader degli industriali di Napoli, Gianni Lettieri ha dichiarato che in merito a Bagnoli l’appello di Luca Cordero di Montezemolo non è stato ancora accolto…
Risposta. Spero di smentire affettuosamente il presidente degli industriali di Napoli per quanto riguarda l’operazione di Bagnoli. Sono sicuro che anche il presidente Lettieri darà il suo contributo necessario per poter andare avanti nella trasformazione dell’area occidentale della città. Le decisioni su Bagnoli fortunatamente sono state già assunte. Bisogna solo mettere insieme le iniziative e i progetti per realizzare gli interventi.
D. Da più parti si parla di ritardi nel recupero dell’area dismessa dell’ex Italsider…
R. Bagnoli è finalmente una realtà nel senso che adesso cominciamo a discutere della seconda fase, ossia di come dovranno essere realizzati i lotti da parte dei privati, di come bisogna trasformare la costa e adesso effettuiamo anche il completamento dell’area di competenza di Bagnoli, in modo da avere una strategia completa in tempi certi.
D. Quando aprirà il prossimo cantiere a Bagnoli?
R. A fine aprile inizieranno i lavori per il Parco archeologico, già appaltato alla ditta Castaldo per un importo di lavori complessivi di otto milioni e mezzo di euro. Adesso a Bagnoli ci sono tre grandi gru all’opera ma per fine anno, come ho promesso al sindaco Iervolino ne saranno dieci. La mia sfida cioè è aprire per la fine del 2007 dieci cantieri.
D. Nel mese di giugno prossimo conferma l’apertura delle aste ai privati?
R. Certo. Stiamo lavorando su cinque lotti che rientrano nell’ambito due e tre dove saranno realizzate: residenze, alberghi, attività commerciali e opifici.
D. Domani Bagnolifutura darà la sua valutazione sui due progetti per la rimozione della colmata a mare di Bagnoli…
R. Bagnolifutura ha in questa circostanza un ruolo di società di ingegneria pubblica con competenze ed esperienza in grado di fornire un parere tecnico a chi ha responsabilità politiche. Ma naturalmente siamo stati interpellati anche perché coinvolti dalle decisioni da assumere.
D. Si spieghi meglio…
R. Abbiamo chiesto al tavolo tecnico di poter valutare i progetti sulla base anche delle strategie di natura societaria, cioè non solo di trasformazione urbana ma anche economica. Non c’è alcun dubbio che il progetto dell’Autorità Portuale di Napoli è parziale perché l’accordo di programma siglato riguardava solo la rimozione della colmata a mare. Tutt’altro conto è un progetto, anzi uno studio di fattibilità che prevede un intervento integrato che risolve per sempre il problema del ripristino della linea di costa.
D. Che impatto avranno questi interventi a mare sulla trasformazione urbana di Bagnoli?
R. Per noi significa innanzitutto la fine di un periodo di incertezza che è il peggior nemico di qualunque iniziativa politica, sociale e anche urbanistica. Significa mettere all’asta i terreni con la certezza di una situazione garantita in cui sarà realizzato un lungomare tra i più belli del mondo, disinquinato e in un contesto di straordinaria qualità ambientale. Meglio di così non potrebbe andare.
D. Come sarà possibile ripristinare la balneazione del litorale di Coroglio- Bagnoli?
R. Oltre alla rimozione della colmata, alla bonifica dei fondali marini l’idea vincente dell’operazione che sarà realizzata è quella di una barriera, una diga sottomarina che proteggerà la spiaggia, renderà possibile il ripascimento e consentirà la balneazione del mare.
D. Il sindaco Iervolino per l’intervento ha parlato di tempi certi e rapidi…
R. Da firmatario del piano esecutivo di Bagnoli e da presidente di Bagnolifutura non vorrei che finita la questione colmata si, colmata no se ne apra un’altra. Lo strumento urbanistico prevede la realizzazione del porto canale e i tecnici stanno studiando come e in che misura intervenire.
D. Anche Bagnolifutura avrà un ruolo in questa operazione coordinata dal Commissario Straordinario Arcangelo Cesarano?
R. Per adesso no. Non è stato chiesto alla società di trasformazione urbana. Poi vedremo
D. L’urbanista Aldo Loris Rossi ha dimostrato con degli studi che il porto canale da realizzare a Bagnoli si insabbia e indica Nisida come luogo migliore per l’intervento. Qual è il suo parere?
R. Da firmatario del piano esecutivo di Bagnoli e da presidente di Bagnolifutura non vorrei che finita la questione colmata si, colmata no se ne apra un’altra. Lo strumento urbanistico prevede la realizzazione del porto canale e i tecnici stanno studiando come e in che misura intervenire.
D. Quando sarà consegnato a Bagnolifutura il progetto preliminare per la realizzazione del parco urbano?
R. Dopo Pasqua il professor Francesco Cellini consegnerà alla società di trasformazione urbana il progetto preliminare e come prevede il capitolato d’appalto gli sarà affidato il progetto esecutivo per una parte del Parco Urbano.
D. Con quali fondi saranno realizzati i lotti del Parco Urbano?
R. Quello relativo all’intervento di archeologia industriale è finanziato con i fondi europei del Por 2000-2006 mentre gli altri quattro lotti saranno realizzati con le risorse che Bagnolifutura riceverà con la vendita delle aste ai privati.
D. A che punto è Bagnolifutura con le certificazioni di avvenuta bonifica dei suoli da parte dell’Arpac?
R. Le Certificazioni da parte dell’Arpac saranno necessarie quando avremo necessità di utilizzo delle aree soggette ad interventi di valorizzazione. Per il momento sia per la Porta del Parco che per il Parco dello Sport le ditte appaltatrici stanno realizzando sia il completamento della bonifica che gli interventi di valorizzazione.
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1 aprile 2007

il Mattino
Iervolino soddisfatta per la mediazione sulla colmata. Pecoraro: ha vinto il buon senso
di Salvio Sapio

«Finalmente ci siamo. Adesso non solo c’è una data, ma c’è un programma molto preciso». Rosa Russo Iervolino quasi le scandisce le parole per mostrare la sua soddisfazione rispetto all’accordo sulla rimozione della colmata. Fondamentale sarebbe il piano tecnico che sembra aver sbloccato la situazione: materiale diviso tra Vigliena e Piombino. «Ritengo che tutto ciò sia un fatto positivo, il ministero dell’Ambiente ha fatto un grande lavoro e noi abbiamo cercato di sostenerlo. Sono soddisfatta. C’è stata una riunione all’inizio della settimana, presieduta direttamente dal ministro alla quale ho partecipato assieme al presidente della Regione e al presidente della Provincia». Dal sindaco anche la conferma della strategia individuata: «La colmata andrà via, e questo succederà via mare. Quando il materiale residuo ci servirà per la darsena di levante, si smetterà il trasporto a Piombino e andrà a Vigliena». Il riferimento al ruolo del ministero dell’Ambiente è centrale del discorso politico del sindaco. E se la Iervolino è la vincitrice della battaglia sulla «bonifica completa», il ministro Pecoraro Scanio è riuscito a individuare la strategia decisiva per sbloccare la situazione. «Mi sembra che, finalmente, stia prevalendo il buon senso - commenta lo stesso ministro - avevamo dato un indirizzo politico preciso ai tecnici e quanto sta emergendo va nella direzione delle linee programmatiche stabilite. Se la prossima settimana portasse, come spero, una soluzione univoca il passaggio politico conseguente potrebbe essere una semplice presa d’atto. Aspettiamo il termine del cinque aprile, auspico un’intesa condivisa su principi base: non bisogna perdere i fondi, bisogna rispettare la legge, occorre fare bene e presto». Passaggio decisivo è stato il pressing per chiudere ogni perplessità sulla rimozione della colmata. «Abbiamo più volte ripetuto - continua Pecoraro Scanio - che su questo non c’erano margini di trattativa. Il ripristino della linea di costa non può avvenire se non rimuovendo la banchina e bonificando l’area. Ma è stato decisivo anche l’aver sgombrato il campo da qualunque dubbio. Il ministero non aveva alcun retropensiero nè preconcetto. Non sponsorizzavamo una soluzione a discapito di un’altra: quanto sta accadendo lo dimostra». Una filosofia d’intervento che potrebbe essere allargata ad altre emergenze: «Abbiamo riaffermato un principio: ai politici tocca l’indirizzo e la decisione finale; tra le due fasi c’è il lavoro dei tecnici. L’importante è non avere posizioni precostuite che alimentano solo le polemiche».
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A Piombino due vasche e un depuratore
Il ministro Pecoraro l’ha ribadito con forza: «Non crediate che sia facile progettare lo spostamento della colmata. Si tratta di un’operazione delicata e difficile». La soluzione Piombino da gestire con cautela fino al compimento dell’operazione, con garanzie da dare al comune toscano in modo da ottenere che il sito Piombino sia effettivamente pronto in tempi rapidi. «A Roma abbiamo chiesto garanzie - spiega il sindaco della città toscana, Gianni Anselmi - sia dal punto di vista ambientale che infrastrutturale. Noi abbiamo già pronta una vasca di colmata, un’altra sarà completata in tempi brevi. Il termine degli otto mesi per ricevere una prima parte di materiale è plausibile ma vogliamo garanzie, certezze sulla natura di quanto dovremmo ospitare. Non escludo un sito di stoccaggio in attesa che si completi, per fine 2008, il nostro impianto di trattamento. Nell’interesse del paese siamo pronti a farci carico del problema, ma vogliamo garanzie. Escludo un conferimento diretto del materiale nelle vasche di colmata. Non si tratta mica di una cosa semplice». A seguire la vicenda sul versante toscano c’è anche il presidente della locale Autorità portuale, Luciano Guerrieri ex sindaco di Piombino. Anche la città toscana utilizzerà il materiale per l’ampliamento del porto che è già adesso uno dei più importanti scali industriali del Tirreno. Individuato anche il piano per lo spostamento del materiale risultante non solo dalla rimozione della colmata ma anche dalla bonifica totale di fondali e della spiaggia. Il materiale sarà destinato prioritariamente a Vigliena ma è possibile che, in attesa dell’apertura del cantiere della darsena di Levante, alcune spedizioni avvengano prima a Piombino. (sa. sa.)
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