05_la rete
13 marzo 2008
Corriere del Mezzogiorno
La rivolta sul web: «Boicottiamo il Pd»
Viaggio tra il popolo dei blogger di centrosinistra: «Meglio non votare»
Dibattito in rete tra «delusi» e «indecisi» dopo la presentazione delle liste. E gli «inc…ti» preparano un raduno
di Simona Brandolini
NAPOLI - Si può essere d’accordo oppure no con Beppe Grillo, ma sulla libertà e sulla potenza del web ha ragione da vendere. Da qui al prossimo mese sarà un pullulare di maxi e minimanifestazioni. Ma il dibattito (quello vero?) si consuma in rete. È nello spazio virtuale che si riversano in massa i delusi, gli indecisi. Diciamolo, perlopiù gli elettori e le elettrici del centrosinistra. Che, complice anche l’anonimato (ora faremo arrabbiare tutti), a liste presentate sono saliti sulla giostra delle intenzioni di voto e fanno outing elettorale se non una vera e propria opera di proselitismo telematico. Al grido di: non voto più il centrosinistra. È chiaro, solo dopo il 13 aprile capiremo se i blog sono la cartina di tornasole della politica italiana, meglio di Crespi e Mannheimer messi insieme. Ma già da ora danno il polso del malessere diffuso. Partiamo da un sito molto noto: Napolionline, la città vista da dentro. Curato con scientifico rigore da Norberto Gallo ha una rassegna stampa da far impallidire la Camera e una community molto attiva. Gallo, il 6 marzo scorso, ha scritto un editoriale sulle liste del Pd in Campania: «bocciati i Ds», arginato il ministro Nicolais con l’arrivo di D’Alema, gli uomini (pardon le donne) del governatore al Senato a togliere voti a De Mita e un sogno del cassetto del governatore, tornare a fare il sindaco. Tutto questo fa dire a Gallo: «Cosa fare allora? A parte votare almeno alla Camera, chiarire dovunque che se si perde è per colpa di Bassolino, mentre se si vince è nonostante Bassolino ». I commenti? «Andiamo a votare la Cosa bianca al Senato». O ancora Beau dice: «Fare in modo che le altre forze minori possano dire la loro in tema di riforme elettorali». Fino alla conclusione di Caramella: «Non voto».
Cambiamo pagina, seguiamo la scia, arriviamo da Daniela Lepore, architetta animatrice del gruppo Decidiamo insieme che lanciò la candidatura a Palazzo San Giacomo di Marco Rossi Doria. Il post della Lepore sulle liste è asciutto, non si sbilancia più di tanto, ma non trasuda euforia. Beh, le risposte? «M’ vene a chiagnere », commenta Marco. «Una vergogna, difficile andare a votare con quei nomi», scrive Marino. Poi è un crescendo fino alla proposta di un anonimo: «Un appello ai 15000 elettori della Lista di Decidiamo Insieme - Rossi Doria Sindaco: Stat’v a Casa». A quanto si legge on line si sta organizzando un raduno live degli «incazzati », per discutere sul da farsi. Un modo non convenzionale di dire: mal comune mezzo gaudio. Concludiamo questa breve carrellata con il diario del governatore e quello della consorte Annamaria Carloni ricandidata al Senato per il Pd. Va dato atto ai curatori che non ci sono filtri e Bassolino si becca fischi, pernacchi e qualche parola di troppo. L’ultimo post del presidente della giunta campana è del 5 marzo, il giorno dopo la sua ultima uscita pubblica. Si leggono 291 commenti, un fiume in piena. Qui il dibattito più che politico è sulla macchina amministrativa che non funziona, sui temi del disastro ecologico, sugli sprechi. Dopo Bassolino cui, nella maggior parte dei casi, si fanno domande senza risposte, il bersaglio degli ultimi giorni è l’assessore al Turismo Claudio Velardi (e soprattutto il suo protagonismo). Sul blog del governatore non ci sono solo i delusi, pare che manchi proprio la speranza. E allora più che non votare la parola d’ordine è: fujtevenne. Sulle pagine della Carloni il pubblico è davvero scarso. Al massimo ad un articolo corrisponde un commento. Quello di Luigi Dei Quartieri è emblematico e ironico: «Complimenti per programmi e liste. In Lombardia avete piazzato Veronesi, 85 anni; Calearo in Veneto e Bassolino rimane ben saldo sulla sua poltrona. Altro che conflitto di interessi, questa è una guerra nucleare di interessi». E chiude: «Astensione dalle urne».
P.S. La campagna elettorale impone la par condicio. E allora smanettando su internet si incappa nel sito dei sito, quello dell’azzurro (ancora per quanto?) Fulvio Martusciello. Da anni i suoi inciuci sono materia politica e giornalistica. Ebbene almeno in apparenza gli elettori del Pdl sono più fedeli. Detto questo la discussione sulle liste è animatissima: «Cosentino vada a casa» si legge, fino ad un consiglio spassionato dato ai fratelli Martusciello da un anomino: «Ma perché non passate con l’Udc?».
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Repubblica - Napoli
2 aprile 2007
Presenta la città con una bella foto di Piazza del Plebiscito dall´aereo ed esalta i dati dell´impianto di Fuorigrotta
Miano no: la Figc indica il San Paolo
Il sito web della Federazione frena il dibattito sul nuovo stadio
Lo stadio di Napoli per gli Europei del 2012 è il San Paolo, se saranno assegnati all´Italia. Lo scrive nel suo sito web la Federazione italiana gioco calcio. Basta un clic su figc.it per scoprire che è fondato sul vuoto il progetto del nuovo impianto a Miano. Il sindaco Iervolino non si occupa di calcio: con la sua giustificata disinformazione si è lanciata in un programma astratto come una utopia. Qualcuno però doveva avvertirla: non è affatto vero che Napoli senza il nuovo stadio a Miano rischi di essere esclusa dall´Europeo. È una notizia che incide su vari versanti. Sullo sport, perché dimostra che il calcio italiano presenta gli stadi attuali e non quelli fittizi per la sua candidatura (decisione il 18 aprile). Sul governo, perché si scopre che il ministro Giovanna Melandri sostiene un impianto virtuale, in dissonanza con la Figc, ed è venuta fino a Napoli per parlarne, ma soprattutto non si spiega perché il sottosegretario Giovanni Lolli punti con tanto impegno sul progetto offerto dall´ex vicepresidente del Napoli, Dario Boldoni. Sul Comune, perché il fervore del consiglio comunale ha toccato un tema sociale, promettendo attenzione politica alle periferie; ma anche quello urbanistico, annunciando come motore di sviluppo a Miano uno stadio da campionati europei. Prospettiva che ha già incoraggiato forti investimenti in zona, quasi tutti supermercati e gallerie commerciali.
Tutto questo non ha modificato il dossier federale. La Figc elenca le otto città candidate: Napoli, Milano, Torino, Udine, Firenze, Roma, Bari, Palermo. Presenta Napoli con una splendida foto simbolo: Piazza del Plebiscito vista dall´aereo. Le sedi di riserva sono: Bologna, Cagliari, Genova, Verona. Nuovo clic su “visita lo stadio” nella pagina web dedicata a Napoli e appare un dato inequivocabile: «Stadio San Paolo, anno di inaugurazione 1959, capienza 76.824, dimensioni campo 110 per 68, manifestazioni calcistiche già ospitate: Coppa del Mondo 1990, Europeo per Nazioni 1968 e 1980, Giochi olimpici 1960, Finale Uefa 1989». Aggiunge che la Nazionale vi ha giocato 22 partite, «la prima il 6 gennaio 1960 Italia Svizzera 3-0».
È evidente quindi che l´Italia per accreditare la sua candidatura agli Europei 2012 voglia presentare stadi collaudati, non fogli freschi di studi privati di ingegneria: il San Paolo ha 47 anni di storia, non a caso ha ospitato le semifinali dell´Europeo e del Mondiale. Ovvio che cambierebbe l´orientamento federale se nell´imminenza del 2012 spuntasse a Miano uno stadio moderno, non virtuale ma concreto in ferro e cemento, con tutti i requisiti Uefa. Ipotesi molto remota.
Lo stesso sito apre uno spazio: «Sostieni la tua città». Non si sa quanti abbiano scritto. Secondo Gianluca Vigliotti sono quasi tutti a favore del San Paolo. Il conduttore di uno dei programmi sportivi di “Canale 34″ prepara un dossier sul rebus stadio di Napoli. La città è divisa: il Comune con quasi tutti i suoi consiglieri e l´assessore allo sport Ponticelli si batte per il nuovo stadio nella periferia Nord, il pubblico in larga parte e la società sono per la conferma del San Paolo. La Federcalcio quindi è con loro. C´è una sola via di fuga per smentire la notizia: nelle norme generali, si legge che «la pubblicazione dei testi non ha carattere di ufficialità». Strano: il sito ufficiale, figc.it, avverte che non bisogna credergli fino in fondo. È il primo sito ufficiale al mondo che teme di dare informazioni non ufficiali. Per il calcio italiano è anche questo il segno dei tempi. E per il Comune di Napoli? (a.c.)
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Repubblica - Napoli
24 gennaio 2007
La denuncia sul blog di un docente di Sociologia. L´uso della rete telematica è obbligatorio in numerose facoltà
Prenotare gli esami su internet servizio in tilt alla Federico II
Difficile accedere al sistema, i computer a rischio virus. Scatta la protesta degli studenti
di Bianca De Fazio
La miccia l´ha accesa il blog di un docente. Un professore della facoltà di Sociologia che usa il diario on line anche per discutere coi suoi studenti. Gli argomenti sono vari, ma stavolta il bersaglio è dentro l´ateneo: sotto accusa il funzionamento del servizio di prenotazione degli esami on line. Prenotare gli esami usando internet è ormai obbligatorio in molte facoltà. Ma talvolta è impossibile. O meglio, si riesce ad accedere al servizio solo a costo di esporre il proprio computer alla minaccia dei virus. E neppure accollandosi il rischio prenotare un esame è cosa facile. Gli studenti sono da tempo sul piede di guerra, per questo, ed ora incassano la solidarietà autorevole di alcuni docenti.
Sul blog in questione (www.max-web.blogspot.com) sono ripercorse le tappe che, on line, (non) consentono la prenotazione. Il prof che si è preoccupato di sollevare la questione è personalmente incappato nelle disfunzioni del servizio quando il figlio di un amico gli ha chiesto di aiutarlo a prenotare un esame. «Un microevento burocratico che si presta molto facilmente al trasferimento sulla rete» forse presso altre università; non a Napoli. Provare per credere: sulla home page dell´ateneo non c´è traccia del servizio. Cercarlo è un rompicapo: il primo passo verso la sua soluzione è in un link insospettabile, chiamato “Aree riservate”, accompagnato dall´icona di una chiave che «non è il modo più comune - si legge nel blog - per invitare a entrare e servirsi. Chi ci riesce si trova in una pagina scritta in verde e blu, su fondo blu (gli ipovedenti si trovino degli amici) in cui non esiste né la parola “prenotazioni” né quella “esami”, ma in cui si parla di “erogazione servizi informatici”». Il rompicapo continua, perché hai voglia di cliccare: non accade nulla. O meglio, ecco in basso una scritta che avverte: “per usufruire del servizio bisogna impostare opportunamente le proprietà del browser”. Come? Segue una pagina di spiegazioni che si fa assai fatica a seguire e che, in soldoni, chiede agli studenti di rendere vane alcune delle protezioni del proprio computer, aprendo la porta a quello che in linguaggio tecnico si chiama «malware, il software schifezza che infesta la rete, fatto di virus, trojan, worm…». O accetti il rischio di calare le difese del computer o non ti prenoti. E mentre ti prenoti ti becchi un virus, o quanto meno un bel po´ di spazzatura on line.
E non è tutto. Esis (il Centro di erogazione servizi informatici) parla solo di Explorer, «come se non esistesse altro browser, e di fatto ne suggerisce l´uso» surrettiziamente. «Inoltre si dà per scontato che l´utente sia anche amministratore del sistema. Spesso non è così». Non tutti gli studenti hanno un proprio pc, a volte usano quello di un amico, di un locale pubblico, di una piazza telematica. E lì non possono certo cambiare le impostazioni del browser.
Ma la fine del rompicapo è ancora lontana. Una volta entrati in Esis ecco l´ostacolo contro il quale sbattono i più: “Inserire i nove caratteri della matricola, compresi gli zeri e senza la barra”. E se la matricola non ha 9 caratteri? Un esempio? 765/3456 deve diventare 765003456, ma nessuno lo dice. L´esempio appena letto non è fornito agli studenti. Sarebbe bastato poco. Forse troppo poco per i circa 90 impiegati e quel bel po´ di docenti che gestiscono il Centro servizi informatici dell´ateneo. Sito compreso. Sito che di recente s´è rifatto il look, ma non la logica che lo governa e che, evidentemente, tiene poco conto degli utenti. Il sito dell´ateneo più grande del Mezzogiorno. «Possibile - scrive il blog - che su internet sia possibile fare di tutto, comprare, vendere, votare, prendersi intere lauree con una certa facilità e non sia possibile prenotare un esame?» E che non sia possibile, alla Federico II, neppure avere informazioni sulle facoltà? Alcune hanno un sito, in genere aggiornato. Altre, è il caso di Lettere e Filosofia, coi suoi corsi in Lingue, in Storia, in Archeologia, in Psicologia e quant´altro, ha link che neppure si aprono e propone la guida dello studente del 2004-2005. Provate a cliccare. La risposta è disarmante: «Impossibile trovare la pagina».


