Quote rosa

di d.l.

annibale ruccello 5 rose per JenniferGiuseppe Russo per tutti è Carmen e ora è anche la promotrice di AtN, nuova associazione di trans: cinquanta iscrizioni (per ora), sede presso la cooperativa sociale Dedalus.
Un’entità diversa rispetto ai coordinamenti della galassia LGBT — dice Carmen — che mette al primo posto della sua agenda la questione del lavoro.
AtN avanza infatti una prima richiesta concreta al Comune e alla Regione: transessuali, transgender e travestiti devono rientrare nelle quote rosa, quando eventuali bandi per corsi di formazione o lavori prevedano questo tipo di riserva.
La proposta sarà presentata venerdì in conferenza stampa. (articolo completo sotto)

update 25 ottobre: qualche altra notizia qui

Corriere del Mezzogiorno
24 ottobre 2007

Cinquanta iscritti in pochi giorni: discriminati e tagliati fuori dai posti per le donne
Nasce l’associazione trans: «Vogliamo le quote rosa»
Lettera a sindaco e governatore: esclusi dal lavoro
di Alessandro Chetta

NAPOLI - «Mi chiamo Giuseppe Russo ma per tutti sono Carmen». Carmen è transessuale. Napoletano. Ha costituito da 15 giorni un’associazione per difendere i diritti dei trans. Dov’è la novità? «La novità c’è, eccome. Non si tratta — precisa — della solita aggregazione che resta solo sulla carta. Assolutamente no: si chiama Associazione trans Napoli (Atn), la prima gestita interamente da noi, quindi un’entità differente rispetto ai vari coordinamenti con l’universo gay-lesbo. Gli associati? Siamo già a quota cinquanta iscrizioni. La sede è presso la cooperativa sociale Dedalus a Poggioreale». Il progetto è tutto nero su bianco, statuto compreso. Non solo. I trans napoletani hanno formulato una prima richiesta molto concreta per Comune e Regione: far rientrare a pieno titolo anche le persone transessuali, transgender e travestiti nelle quote rosa dei corsi di formazione e dei bandi che prevedono questo tipo di riserva (proposta che verrà presentata venerdì in conferenza stampa). Carmen, insieme con Loredana e Anastasia, co-fondatrici dell’Atn, ha scritto una lettera aperta al governatore Antonio Bassolino e al sindaca di Napoli Iervolino: «L’essere transessuale — si legge — ci taglia fuori dalla possibilità di trovare un lavoro normale…la società ha preferito ignorarci, nasconderci, piuttosto che inserirci in un contesto dignitoso e sano. Osiamo perciò contare — concludono — su un vostro impegno istituzionale».
Oggi i trans sono esclusi dal numero di posti destinati alle donne?
«Purtoppo sì. Ma noi ci sentiamo donne a tutti gli effetti. Subiamo una discriminazione strisciante da parte delle istituzioni, forse peggiore della discriminazione più esplicita e volgare. Nei concorsi pubblici vengono fissate quote rosa, però puntualmente veniamo ignorati. Gli addetti trovano mille scuse per non farti partecipare. Il risultato è che non si aprono sbocchi lavorativi di alcun genere. Perciò tanti transessuali sono costretti a prostituirsi o a rimanere segregati in casa, in famiglia, privati di una crescita professionale e sociale. La prostituzione a questo punto non assume i contorni di una scelta libera perchè diventa un passaggio forzato, obbligato. Per sopravvivere».
Parlate di istituzioni indifferenti. Eppure esistono diversi assessorati, tra Comuni Province e Regione, dedicati alle «pari opportunità»…
«Ah, sì? Non ce ne siamo mai accorti».
Al di fuori della Campania non ci sono gli stessi problemi?
«Ovviamente i meccanismi di esclusione non mancano nelle altre città. Però a Bologna, ad esempio, e in altri centri del Nord, si ha notizia di non pochi transessuali assunti nei supermercati. Lavorano alla cassa. Viene offerta loro la possibilità di un posto di lavoro, e non a nero. A Napoli questa eventualità, oggi, appare impossibile. Qui siamo dieci anni indietro».
Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale, ipotizza la costituzione di quartieri a luci rosse come ad Amsterdam e Bruxelles per allentare la morsa dello sfruttamento e anche per ragioni sanitarie. Che ne pensa?
«La vedo di difficile realizzazione ma credo sia una buona idea. Suggerirei l’istituzione di zone di questo tipo corrispondenti però a parcheggi privati».
Con l’ingresso in Parlamento del transgender Wladimir Luxuria è cambiato qualcosa?
«Wladimir svolge un buon lavoro. Ma sul territorio siamo noi a doverci muovere. Perciò ci siamo uniti in associazione. Per sentirci più forti e meno soli».
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Questo articolo è stato pubblicato il 24.10.07 @ 10:29 am nelle categorie: Varie, Napoli, Diritti, Lavoro

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18 Commenti per 'Quote rosa'

Il Minollo ha scritto:
October 24th, 2007 alle 12:55 pm

Giuseppe Russo, il Minollo lo ha precisato anche sul suo blog, non è da confondere con l’esponente politico…

massimo impegno ha scritto:
October 24th, 2007 alle 2:04 pm

Finalmente una donna con le palle! Occhio alle saponette, potreste scoprire il nostro lato femminile.

ticonemme ha scritto:
October 24th, 2007 alle 2:16 pm

peppe russo (l’esponente politico) la sua “quota” già la tiene …

daniela ha scritto:
October 24th, 2007 alle 3:11 pm

Mi permettete un commento “antipatico”? Ma come diavolo commentate? A me sembra che l’iniziativa metta in evidenza un problema vero. O i trans devono fare solo lavoro di strada?
E mi sembra interessante anche la sottolineatura di Carmen sulla differenza rispetto alle altre associazioni, più consolidate. La cui opinione sulla cosa sarebbe peraltro interessante conoscere.

luciano brancaccio ha scritto:
October 24th, 2007 alle 4:24 pm

Non è che le quote rosa mi facciano impazzire,
però certo se non se ne può fare a meno,
i trans ci devono rientrare. E le donne che transitano in senso opposto devono restare fuori?
Beh, se vogliamo essere consequenziali sì. Però forse no, se riconosciamo anche a loro lo status di minoranza “svantaggiata”, benché desiderose di esser parte della maggioranza avvantaggiata.
Mi sa che le “quote” proprio non mi vanno giù: preferisco essere per una redistribuzione delle opportunità, piuttosto che degli esiti. Da questo punto di vista sono proprio liberal.

Marco Rossi-Doria ha scritto:
October 24th, 2007 alle 5:00 pm

In generale sulle quote tendo a pensarla come Luciano. Ma qui viene posta la questione di una autodeterminazione trans su a quale quota appartenere.. Rosa, non rosa o altro, se le quote esistono o si vogliono fare a me pare evidente che l’autodeterminazione è il principio decisivo. Brava webmaster per questa magnifica foto di Annibale nelle cinque rose di Jennifer. Mi hai fatto immalinconire…. another time of our lives.

paolo pantani ha scritto:
October 24th, 2007 alle 5:36 pm

Quote rosa,quote gay,quote trans,quote extra
(comunitari), quote rom, quote giovani,quote diversamente abili, quote ragazze madri,quote pensionati,quote casalinghe,quote disoccupati, quote laiche,quote cattolici, quote atee, quote israelitiche, quote gentili e quote scostumati, mancano solo gli evangelici : Lancio un appello a favore di questa INGIUSTA DISCRIMINAZIONE CHE COLPISCE SOLO LORO.
(e non si incazzano nemmeno).

nefertiti ha scritto:
October 24th, 2007 alle 6:17 pm

ecco, il tuo intervento giunge a proposito ad illustrare meglio quando si dice capire un cazzo per un altro…

monica ha scritto:
October 24th, 2007 alle 8:17 pm

post sfortunato, ma forse non è un caso.

chiedo scusa, ma a me pare che in italia viga il divieto di discriminazione nell’accesso al lavoro in base al sesso. nel senso che non si possono fissare “quote”. nell’articolo si dice addirittura che nei “concorsi pubblici ci sono le quote rosa”. a me pare una sciocchezza, un concorso del genere violerebbe apertamente la legislazione sulla parità.
che poi i trans chiedano, che so, l’accesso ai fondi dell’imprenditoria femminile, o a corsi di formazione pensati per la qualificazione o la riqualificazione professionale delle donne, è un altro tema.
insomma, l’argomento è interessante, ma non mi pare molto approfondito.

la sorella di pandora ha scritto:
October 24th, 2007 alle 9:33 pm

Io propongo le quote azzurre.

paolo pantani ha scritto:
October 24th, 2007 alle 10:17 pm

Quote azzurre e eterosessuali praticanti e quotidiani, separate da quelle azzurre ma non praticanti.

monica ha scritto:
October 24th, 2007 alle 10:26 pm

e confermo: il post è sfortunato.

monica ha scritto:
October 24th, 2007 alle 10:27 pm

e confermo: il post è sfortunato.
forse è un complotto per farci revocare il coniglio …

daniela ha scritto:
October 25th, 2007 alle 8:46 am

come si sa, anche io detesto le quote. E tuttavia mi pare che una cosa siano le quote nelle liste elettorali (dove le trovo un insopportabile protezionismo), altra cosa sarebbero quote o simili cose nel campo del lavoro/formazione, dove può darsi (può, non è certo) che qualche forma di discriminazione positiva non sia così insensata.

In ogni caso, probabilmente ha ragione Monica: non si può, tecnicamente-legalmente.
Quello che però si può, certamente, fare (perchè mi è capitato di rispondere a bandi per fondi europei così concepiti) è assegnare punteggi a proposte che concorrono quando prevedano forme di sostegno alle pari opportunità.
Il che può significare, per es., non tanto prevedere quote, ma organizzare le cose in modo che le donne possano effettivamente partecipare (orari, sedi, flessibilità…).

Poi resta il problema della libertà delle persone di collocarsi soggettivamente in un genere. Che è un tema già scoppiato altrove (al solito, in modo folkloristico), per esempio a proposito dell’uso di uno o un altro wc da parte di Vladimir Luxuria.

E resta che il post è “sfortunato”, come dice ancora Monica, ma forse solo perchè l’oggetto solletica un fondo di omofobia (in senso lato), che riposa probabilmente in tutti noi (o quasi), e dunque si presta ovviamente a ironie di ogni tipo.

Parlare con le istituzioni, non si deve, non si può? « VECCHIFROCI ha scritto:
October 25th, 2007 alle 10:16 am

[…] Daniela, che ci linka sul suo blog Decidiamo Insieme, ha postato la notizia di una associazione di persone transessuali che comincia a interloquire con le istituzioni della Campania, proprio mentre il clima politico e umano spinge la politica sulla sessualità nel baule delle cose perdute, spingendosi a chiedere politiche non discriminatorie per l’assunzione al lavoro e quote apposite.  L’iniziativa ovviamente non è delle associazioni storiche di quest’area, ma di un gruppo di persone nato per conto suo. Peccato che i commenti al post siano francamente, con le dovute eccezioni, disgustosi, e sì che sono quasi tutti del partito democratico. […]

la sorella di pandora ha scritto:
October 25th, 2007 alle 10:20 am

è sfortunato anche il mio intervento che voleva, in maniera provocatoria, ribadire il concetto espresso da monica sulle quote rosa nei concorsi pubblici ecc che violerebbero le pari opportunità.
Un conto è creare le condizioni per rendere accessibile a tutti un concorso ecc ed un conto sono le quote che sono di per sè discriminanti.
da qui la preposta delle quote azzurre.
Però, dopo il coniglio, non ci facciamo venire l’ansia da prestazione

paolo pantani ha scritto:
October 25th, 2007 alle 2:49 pm

il partito democratico che volevo fare io è molto diverso da quello che è uscito.
Quello che è uscito “tenitavillo”, de gustibus…
Di una cosa mi pento; ci offrirono a noi delle associazioni la quota di 1/3 delle candidature, facemmo anche le rete.
Rifiutammo e io fra questi, non ci pareva democratico la categoria protetta, a conti fatti abbiamo sbagliato noi, questi sono i rappresentanti locali, molto modesti, confusi e opachi.

fraba ha scritto:
October 25th, 2007 alle 4:11 pm

confesso la mia ignoranza in matiera e chiedo: ma il trans,contestualmente al nuovo “status” assunto a seguito di chirurgico intervento, non cambia il proprio essere anche a lievello anagrafico?!?!

Se si, che senso ha parlare di “quote”? Se da uomo diventa donna o viceversa, aldilà delle discriminazioni non consentite per legge, non vedo impedimenti per l’accesso a concorsi, corsi di formazione o quant’altro.


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