Meglio tardi che mai?

di d.l.

via padova 138  (img da video)Ieri l’ineffabile Matteo Salvini (eurodeputato ma anche consigliere comunale leghista) aveva chiesto di rastrellare bene, casa-per-casa, senza perdersi nessuno.

Oggi il suo compagno di partito Bobo Maroni — nella qualità di ministro, però — sostiene che «In via Padova non siamo davanti a un campo nomadi abusivo. Non serve un’azione di forza, la parola rastrellamenti non la voglio sentire: qui c’è da gestire un problema sociale. Io faccio il ministro dell’Interno e voglio lasciare da parte le esasperazioni dettate a caldo».
I problemi ci sono — ammette il ministro, senza mai citare i governi locali e relativa azione e senza neppure fare troppo riferimento alle politiche messe in campo sotto la sua stessa guida — ma questo «ci deve spingere a cambiare passo nelle politiche di accoglienza e di integrazione. Io dico: vanno espulsi i clandestini, ma non si risolve un problema come via Padova con i blitz e le camionette. La soluzione non è lo Stato di polizia».

Fosse una dichiarazione “vera”, sarebbe già qualcosa (sorvolando, per l’occasione, sul fatto che anche per un campo nomadi abusivo di rastrellamenti sarebbe meglio non parlare). Tuttavia, per giudicare della verità e/o della sincerità, aspetterei ancora qualche ora.

Poi, per dirla proprio tutta, non riesco a capire bene perché qui in Italia non potremmo avere quartieri etnicamente molto caratterizzati.  Ce ne sono in molte metropoli non italiane, e di solito non troppo ci turbano. Anzi, spesso ci piacciono assai: almeno, quando siamo in versione turisti e ci andiamo a mangiare, acquistare souvenir e fare foto.
Perché, allora, a casa nostra un quartiere molto straniero deve significare necessariamente “ghetto”? Perché — come nelle scuole — dovremmo “contingentare” la quantità di stranieri tollerabile?
Non sarà che, anche in ciò, viene fuori il fatto che in fondo in fondo consideriamo gli stranieri un male? Magari un male necessario ma pur sempre un male …

—- Update (ora di pranzo e successive) —-

Anche Bossi dice che è meglio lasciare perdere i rastrellamenti. Però ne è certo: è tutta colpa della sinistra che ha lasciato arrivare montagne di immigrati. Per il sindaco Moratti, poi, per colpa del libero mercato (e del decreto Bersani) non si può impedire né la vendita di case agli stranieri né l’apertura di negozi gestiti da immigrati. Dunque, benedetto sia il libero mercato, viene da dire.
Dal Tg1 peraltro si apprendeva che al coro dei non-rastrellatori si è unito pure il ministro Sacconi e che prossimamente il governo tirerà fuori un piano per l’integrazione (come sono diventati tutti poco liberisti…)

Ancora dal Tg1, si può vedere che intanto, in quel di Roma, il sindaco Alemanno (con regolare pettorina arancione) ha chiuso definitivamente (di persona personalmente) il cancello dell’ ex-Casilino 900, che ora diventerà un parco (per i romani o per tutti?). Ma i nomadi delocalizzati sono contenti (dice sempre il Tg1):  ora avranno acqua e luce. Poi, ma dal Tg3, si capisce invece che non tutti i nomadi sono tanto contenti, e certamente non lo sono gli abitanti del campo di Tor di Cenci che abusivo non è e però dovrebbero essere ugualmente delocalizzati.
Oltre il grande raccordo anulare, fuori dalla vista dei più, come previsto dal piano comunale.

A quanto pare, almeno una parte del popolo di Radio Padania concorda più con Salvini che con Maroni e Bossi:  se uno ha i pidocchi, “se li leva, mica li sparpaglia”! O no?

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Tag (compresi update). Rastrellamenti  Nomadi  Pidocchi
Vedi pure
. Questi due post di Pippo Civati che il tema della Regione straniera lo conosce bene.
Credit: L’immagine viene da qui.  Il video (2008) inizia qui.

Questo articolo è stato pubblicato il 15.02.10 @ 11:06 am nelle categorie: Politica italiana, Cittadinanza, Informazione, Politiche, Politici, Istituzioni, Tv, Immigrati, Memoria, Città

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