Li chiamavano peones

di d.l.

ritratto Raffaele Lauro (Pincherle)Mi pare di capire che il termine è ancora in uso e forse non è inadeguato per il senatore Raffaele Lauro, da Sorrento, ex Prefetto ed ex altre varie cose, che ora è pronto con la sua fantasiosa proposta contro i rischi del web (ma è preoccupato pure per i cellulari, beninteso).
Non è chiaro in base a quale logica si dovrebbero poter comminare punizioni più severe a chi istiga alla — o fa apologia della — violenza per quella via, ma pare di capire che questa, in breve, è l’idea di fondo. Ora si tratta di capire se nella complicata e talvolta ridicola agenda italiana c’è spazio perfino per un’idea come questa.

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ps e crediti. Non vi perdete il sito del senatore, vi prego, visto che oltretutto (si) parla di web. Dal quale sito viene pure il ritratto a olio (del 1990, ora l’aspetto è un po’ diverso).

update (altri che ne parlano, ma forse non si dovrebbe. Aggiorno via via che vedo). Piovono rane, Ciwati, il Nichilista, Scene digitali, Punto informatico (con commento di un giurista, arrivate alla seconda pagina).

update 22.12 (sera). Pare che il ministro Maroni, dopo un incontro con addetti ai lavori, si stia orientando verso ipotesi di autoregolamentazione, e nessuna nuova legge. Ché (se n’è accorto) “la materia… è molto delicata perché va a incidere sulla libertà di espressione dei cittadini”.
Ora si tratta di capire se si chiederà ai gestori di social network e affini di auto-censurarsi o se inizia un lavoro vero.
Io comunque continuo a pensare che firmare la petizione di cui qui  sia un’ottima (necessaria) cosa, visto che l’entrata in gioco di persone che sanno di cosa parlano sembra già avere prodotto qualche effetto positivo. Dunque, se potessero entrare in gioco anche persone che ugualmente sanno di cosa parlano, ma non necessariamente hanno degli interessi nel campo, mi sembrerebbe anche meglio.
Considerato che oltretutto, mai come in questo caso, perfino gli utenti (quando non siano utonti) sanno abbastanza bene di che cosa si tratta.

update dell’update (23.12). Forse Franco (vedi commento sotto) non è proprio solo nel suo sospettismo, ma certamente noi non siamo (più) scemi (anche se Maroni pare avere invertito la rotta).
Vediamo come va il sit in di oggi (un treno per Roma, di questi tempi, non mi fido a prenderlo ma almeno io è come se ci fossi) e poi magari cambiamo pure post.

Questo articolo è stato pubblicato il 21.12.09 @ 4:13 pm nelle categorie: Politica italiana, Nomi, Cittadinanza, Diritti, Internet, Politiche, Politici, Freedom

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Un Commento per 'Li chiamavano peones'

Franco Tambaro ha scritto:
December 22nd, 2009 alle 8:19 pm

“Autoregolamentazione”? Mah…!
Il mio “sospettismo” (cf. Bersani) mi ha indotto a firmare la petizione. Per quanto possa servire.


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