il PM
il Mattino, mercoledì 17 gennaio 2007
CIRCOSCRIZIONI/Gettoni d’oro: a giudizio 59 consiglieri
di Amalia De Simone
Da disoccupati prima delle elezioni a neoassunti con stipendi da oltre 5 mila euro appena dopo la nomina come consiglieri circoscrizionali. Un metodo per incassare sia il lauto stipendio che il gettone di presenza per la loro attività politica. Il tutto a carico del Comune di Napoli, con un’ipotesi di truffa che coinvolge anche diverse ditte private. È stata il pm della procura di Napoli Maria Antonietta Troncone ad emettere 59 avvisi di conclusione indagini destinati a consiglieri circoscrizionali della passata legislatura, due consiglieri della casa delle libertà del Comune di Napoli, Antonio Culiers (è ancora in carica) e Massimo Grasso e una funzionaria dell’amministrazione.
È l’inchiesta «gettonopoli», in cui i politici napoletani sono accusati a vario titolo di truffa, peculato e falso. I casi esaminati dalla Procura (oltre a quelli relativi alla richiesta di rimborso per le giornate lavorative perse) riguardano infatti i compensi dei politici del parlamentino per la presenza in sedute a cui invece non avevano mai partecipato. S’indaga anche sul doppio gettone riconosciuto per la partecipazione di un consigliere in due commissioni diverse e convocate nello stesso orario. Non solo: spesso le convocazioni dei parlamentini duravano pochi minuti o erano improduttive. Un costume diffuso tra i consiglieri eletti nel 2001: sono coinvolte quasi tutte le circoscrizioni e gli indagati fanno parte di vari schieramenti politici. Il capitolo più corposo dell’inchiesta riguarda i casi di consiglieri che si sarebbero fatti assumere in aziende, liste o piccoli partiti riconducibili a formazioni politiche (di centro destra) solo per poter richiedere il compenso dal Comune. Le liste finite nel mirino della procura sono «Lista donne», «Lega Sud Vesuvio», «Partito Popolare Europeo» e «Libertas Sport». S’indaga anche su due società, una di informatica, l’altra di investimenti. La prima è un’azienda operativa che ha anche usufruito di contributi regionali ma che ha assunto Culiers dopo le elezioni con una busta paga di circa 4500 euro al mese. Secondo la procura però Culiers non sarebbe mai andato al lavoro. La seconda sarebbe una società costituita proprio per ottenere i rimborsi: risulta infatti intestata a un novantenne espatriato in Germania, la cui unica operazione consisterebbe nella vendita di un terreno. Ma ecco il raggiro, secondo il pm: il Comune rimborsa alla ditta o al partito che ha dato un lavoro al consigliere l’intero stipendio dell’assunto, compresa la parte contributiva. Una truffa che alle casse del Comune è costata un buco milionario.


