Lavavetri. 2a giornata
Alberto Biraghi, il direttore di Onemoreblog, oggi fa sciopero. Niente post, niente commenti, non legge nemmeno giornali e agenzie. Si ferma per riflettere. Sul punto a cui siamo (scesi) e sulle speranze di risalita. La goccia è la vicenda dei lavavetri di Firenze. O per meglio dire le percezioni, le idee, i sentimenti diffusi che quella storia sta mettendo allo scoperto, non solo fra i politici*, anche nel pubblico.
Scelgo di ribellarmi a questa Italia senza dignità, senza solidarietà e senza memoria — scrive — di oppormi a questa finta sinistra, che di giorno in giorno si piega al populismo più bieco per raccattare consenso facile.
Ho deciso di resistere di fronte al 90% dei lettori del quotidiano ipoteticamente di centro sinistra la Repubblica, i quali si dicono d’accordo sulla soluzione “tolleranza zero” nei confronti dei lavavetri. E mi indigno con chiunque non provi senso di nausea all’inquietante dichiarazione di un Cioni qualsiasi «la condizione è che i provvedimenti in merito non assumano soltanto carattere di tipo repressivo o limitativo della libertà personale, ma prevedano azioni che possano inserire queste persone in attività maggiormente utili per la società, ad esempio istituendo dei cantieri di lavoro ad hoc».
A nessuno viene in mente nulla? A me quella frase Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi. Il seguito è qui.
Dite che esagera? Forse. Però ammetto che anche a me quel sondaggio da i brividi, e mi fa sentire isolata.
Per fortuna, poi, a frugare bene, qualche altra particella di sodio c’è (non solo fra i rifondaroli o i montanelliani di sinistra). Per esempio questa — che addirittura si ricorda com’era prima, quando i vetri te li dovevi lavare da te — o quest’altra, che si chiede che fine ha fatto Manuel, cioè una persona.
* Il provvedimento fiorentino piace a Calderoli e a Veltroni (ma fa arrabbiare Ferrero). E stanno pensando di seguire la ricetta, dopo Verona, anche Milano e provincia, Torino, Bari.



August 29th, 2007 alle 11:10 am
Ognuno è libero di indignarsi di fronte alle cose che l’ offendono.
Anche l’ indignazione di fronte alle ordinanze che prevedono l’ arresto per i lava-vetri (anche a mio avviso eccessiva) è più che comprensibile.
Ma basta l’ indignazione?
Oltre alla comprensione umana per quei derelitti (perché di questo si tratta), oltre al buonismo di non volerli vedere in galera, non c’ è proprio nient’ altro da fare?
E così per i bimbi nomadi, per i vecchi straccioni che vivono tra i cartoni, per i punk bestia e i loro cani.
Facile immaginare di poterli far sparire tutti mettendo qualcuno in galera.
Più facile rassegnarsi a vederli cuocere al sole e litigare per un posto ritenuto più redditizio, senza fare nulla.
La “sinistra” non può essere solo bontà di cuore ma deve essere anche progetto e impegno.
Non critichiamo soltanto quello che sta avvenendo a Firenze. Mettiamo in campo il nostro impegno per progetti fattibili.
Mi sembra che la nostra città ne abbia ancor più bisogno di Firenze.
September 13th, 2007 alle 2:36 am
[…] 13 Settembre 2007 La storia tutta italica della cacciata dei lavavetri dalle città (o dai loro centri, che almeno quelli hanno da essere decorosi) mi fa ancora indignare. E temo che non sia affatto finita. Ma ne ho già parlato qui (quando è iniziata) e poi qui, qui, (versione napoletana) , qui (quando almeno Cacciari si è dissociato dall’imperativo “di portare il cervello degli italiani all’ammasso”) e ancora in altri post(i) su decidiamoinsieme e quindi non ci torno pure qui, almeno per ora. […]