La polvere sotto il tappeto

Il nostro sindaco, abitualmente ciarliero, tace sull’ipotesi di sindaci dotati di poteri di polizia, ma in compenso ha definito con l’ottimo assessore a traffico e monnezza i dettagli del piano anti parcheggiatore abusivo: ganasce + multe + segnalazione all´autorità giudiziaria dei clienti + eventuale denuncia del proprietario di auto recidivo.
Nel resto del paese, Chiamparino sembra scettico e Massimo Cacciari (sotto) dice cose di sinistra. Tipo, che “la repressone dei fenomeni criminosi spetta alla polizia, non certo ai sindaci”. O che “un politico non deve reprimere, deve cercare di risolvere” e invece pare “sia scattato l’imperativo di portare il cervello degli italiani all’ammasso”, e gli “fa schifo”.
Come può immaginare chi ci legge abitualmente, almeno io, plaudo. Poi può darsi che tra qualche ora il sindaco di Venezia sarà accusato di essere un pericoloso estremista.
E poi, perfino in questo caso, non manca una lettura del dibattito sulla sicurezza come pezzo della guerra in atto dentro il Pd-che-ancora-non-c’è. Per esempio: ancora Corsera, Maria Teresa Meli.
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Corriere della Sera
7 settembre 2007
Cacciari: niente demagogia, non facciamo i Gentilini
«Capisco i miei colleghi, ma la repressione dobbiamo lasciarla alla polizia»
di Marco Imarisio
MILANO — «Con ordine: di quest’ultima idea, poteri di polizia giudiziaria ai sindaci, se ne parlò nel 1996 con l’allora ministro dell’Interno Giorgio Napolitano. Niente di nuovo. Se ne può anche discutere, basta non metterci sopra un carico di demagogia e populismo».
Massimo Cacciari è sull’arrabbiato andante. «Ma siamo diventati tutti matti?». Massimo Cacciari dice che non ha intenzione di litigare con i suoi colleghi di Firenze e Bologna. Però è arrabbiato, e si sente. «Io li capisco. Vanno avanti come Gentilini, a forza di grida. Non hanno i mezzi, e si devono affidare alle scorciatoie».
L’idea di avere più poteri di polizia è una scorciatoia?
«Veda un po’ lei. Io credo che la repressone dei fenomeni criminosi spetta alla polizia, non certo ai sindaci. Ma stiamo scherzando?».
Non è che qualcuno ci marcia, con questa storia dei sindaci sceriffi?
«Può darsi. A me questa definizione non piace. Come non mi piace la piega che ha preso il dibattito sulla sicurezza. E’ ipocrita, ispirato alla politica della polvere sotto al tappeto».
Faccia degli esempi.
«Partiamo dalle prostitute. Agli ipocriti faccio presente che ci sono in ogni capitale europea».
Detto questo, che si fa?
«Qui in Italia si affronta il problema allontanandole dai viali cittadini. Vadano a battere in aperta campagna. Qualcuno pensa seriamente che sia un’idea civile, che spostarle da una via all’altra possa essere una soluzione?».
Lei come la definisce?
«E’ un esempio di politica della polvere sotto al tappeto, alla quale si sta conformando tutta la sinistra».
Ne è proprio sicuro?
«Ma certo. In materia di sicurezza la sinistra è vittima dell’infezione berlusconiana. Sceglie una politica vuota, fatta di grida, di muscoli gonfiati».
Proposte alternative?
«Prendiamo le prostitute: crei delle strutture, ti affidi a degli operatori di strada che cercano di recuperarle. I nomadi? Non basta cacciarli. Occorre costruire dei campi decenti, serve l’edilizia pubblica. Certo, queste cose non fanno discutere i giornali, non creano un bel dibattito. Meglio le grida, che non risolvono niente ma fanno il solletico alle parti basse della gente».
Alcuni suoi colleghi in quanto a grida non scherzano.
«E’ l’unico modo che hanno per farsi ascoltare. E infatti Amato li incoraggia. Perché per lui è più facile e redditizio dire che il problema sono le prostitute ed i lavavetri, e affrontarlo da sceriffo. Il governo non dà soldi per l’edilizia sociale, taglia i fondi agli operatori sociali. Non rimane che un po’ di demagogia, che oltre tutto fa bene alla popolarità».
Non condivide, ma capisce.
«Li capisco anche troppo, i miei colleghi sindaci. E’ duro cercare una politica seria su argomenti per i quali l’insofferenza della gente è altissima. Mezzo milione di euro all’anno per i campi nomadi? I cittadini si scandalizzano, e tu devi spiegargli che la strada è quella, che anche il prefetto è d’accordo. Ma devi anche combattere la carenza di fondi. Una fatica bestiale».
Quindi, si prende quella che lei definisce «una scorciatoia», non è così?
«E’ quello che sta accadendo. Via i nomadi, i lavavetri, le prostitute. E’ profondamente sbagliato. E’ incivile».
Anche lei manda i vigili a scacciare i venditori abusivi.
«Certo. Voglio limitare certi commerci, ma non mi illudo che così si risolva il problema. Lavoriamo, facciamo il possibile, senza incrementare l’insofferenza, oggettiva, vera, della gente».
E’ questo che sta accadendo?
«Si sta facendo una politica che oggettivamente finisce per incentivare l’insofferenza della gente. Tolleranza zero. Bella frase, ma che vuole dire? Che l’illegalità non va tollerata. E c’è bisogno di precisarlo?».
Magari una volta ogni tanto…
«Perfetto. E poi? Le norme non bastano? Se ne facciano delle altre, e che vengano applicate. Ma un politico, che sia sindaco o ministro dell’Interno, si deve porre il problema di quel che sta facendo. Deve studiare le cose, per poter risolvere in modo civile il problema. Non deve aggrapparsi alla repressione. Un politico non deve reprimere, deve cercare di risolvere. Sono due cose diverse».
Questo dibattito sulla sicurezza la entusiasma.
«Sembra che sia scattato l’imperativo di portare il cervello degli italiani all’ammasso. Mi fa schifo».
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September 7th, 2007 alle 11:54 am
Meno male che qualcuno non impazzito del tutto c’è.
September 7th, 2007 alle 1:08 pm
In verità non mi pare che cacciari devi di una virgola dal trito e ritrito di sinistra. Sta di fatto che nessuno ritiene che il recupero sociale sia l’obiettivo ultimo: NEL FRATTEMPO intanto come ci si dispone ? Si tollera tutto e si lascia fare in massima libertà, oppure si contiene e si sanziona ?
L’argomento non è da poco perchè investe il campo della libertà sociale e civica e il controllo, la disponibilità e fruizione del territorio: personalmente non vedo grandi differenze tra la minaccia implicita di chi richiede un pedagggio del suolo pubblico per parcheggiare e chi mi scippa. Uno è più traumatico dell’altro, ma in sostanza ambedue impediscono che le regole del patto sociale valgano per tutti, quindi limitano egualmente la mia libertà.
September 7th, 2007 alle 1:11 pm
va aggiunto un “non” :
Sta di fatto che nessuno ritiene che il recupero sociale “non” sia l’obiettivo ultimo etc.
September 7th, 2007 alle 2:13 pm
Giovanna,
scusa se mi permetto un consiglio che non è diretto solo a te.
Non napoletanizziamo questo dibattito. Fare il grande fascio di scippi, camorra, contrabbando, prostitute e lavba vetri o graffitari non aiuta.
Nelle città del nord, anche se la percezione può essere diversa, aiutata da qualche fatto di cronaca efferato, in realtà stiamo parlando di margini di pericolo assai più ridotti.
Firenze e Bologna sono posti dove l’allarme sociale viene percepito come alto ma solo perché si viene da tempi di eldorado e calma piatta. Così sia per il veneto.
Non è proprio lo stesso clima di Napoli. Te lo dice il fatto che si insista tanto sui graffitari e i lava vetro. Segno che NON C’é alcuna emergenza. Altrimenti li sentiresti…
Cacciari non sta facendo luogo comune. Sta dicendo che il crimine lo combattono le forze dell’ordine. Cos’è cambiato perché adesso si debba essere sparati da un vigile urbano? Spareranno agli scippatori?
Io sono molto pià allarmato che vengano abilitati alla violenza agenti non addestrati e non esperti
E guarda che io non sono un pacifista e libertario a tutti i costi.
September 7th, 2007 alle 2:21 pm
giovà, si è capito che io e te non siamo d’accordo. Ho pure capito che fai parte di quelli (la stragrande maggioranza degli Italiani, a quanto pare) che percepiscono insicurezza in ogni dove, e che ritengono contigui (se non la stessa cosa) reati gravi, scippi, pizzo chiesto dai parcheggiatori e richieste di lavavetri non sempre aggressivi (che io mi ostino a considerare diversi fenomeni, non tutti ugualmente “illegali” e comunque non “trattabili” con i medesimi strumenti).
Però, a parte questo, e senza entrare nelle complicate discussioni che conseguono dal diverso modo di “porre il problema”, a mio avviso, ormai in discussione c’è anche altro: gli equilibri, di poteri e di ruoli, dentro un sistema di governo (locale).
Ovviamente, si può pensare che funzioneremmo meglio con un sistema un po’ più americano di sindaci-sceriffi. Però (a parte che qualcuno dovrebbe convincermi di ciò con qualche argomento non forcaiolo) allora un sistema di quel tipo andrebbe sposato al completo. Con tutti i suoi contrappesi (perchè ogni sistema ce li ha). Non si può pensare di “mischiarlo” con il nostro.
Altrimenti, io mi tengo l’armamentario della sinistra e vedo vari problemi, seri.
Per es. che si mischiano il potere politico e altri, creando sovrapposizioni di ruoli fra sindaci, prefetti e altri. E così via. Che a me continua a sembrare una deriva pericolosa sia in via di principio (perchè forse uno può ancora avere qualche grande linea a cui si ispira), sia sul piano più pragmatico dell’efficacia delle politiche che si mettono in opera.
Quello che non riesco a capire è come possa andare bene a te, che sei una democratica, per quanto tu non ne possa più dei nostri, locali, governanti.
A quelli la stretta securitaria gli fa un baffo. Mister Monnezza non si scompone, anzi, propone le ganasce, e da lunedì le attua. Non è che la stretta lo convince a dimettersi perchè si è messa in dubbio sia la sua correttezza che la sua competenza. Dove fondi una relazione fra soglie di tolleranza per l’illegalità urbana e soglie di decenza ammissibili per i membri della “casta”?
September 7th, 2007 alle 2:36 pm
La definirei la politica della “pezza a colore”
si individua lo spaccato di un problema e si trove una bella pezza colorata che dà nell’occhio e fa parlare.
Risolvere il problema nella sua complessità comporterebbe politiche a lunga scadenza che non porterebbero alcun vantaggio a chi ci governa ora.
meglio una bella pezza a colore e far parlare, a vanvera, male, ma far parlare e far finta che si opera.
il risultato è molto pittoresco!
giovanna, senza offesa per chi rispetta le regole regolarmente, ma io preferisco dare due euro al parcheggiatore abusivo che essere scippata.
poi dipende dai punti di vista
September 7th, 2007 alle 2:43 pm
Perchè ti stupisci se Rosetta tace sull’ipotesi di maggiori poteri di polizia ai sindaci?
Mica è fessa. Ove mai tali poteri le dovessero venire affidati, come farebbe a defilarsi abilmente ogni qualvolta si parla di lotta alla camorra, alla micro-delinquenza e quant’altro?!?!
Scema lo è. Ma fessa no.
September 7th, 2007 alle 3:03 pm
e chi ha detto che si meraviglia?
poi non è solo quello che dici tu, è che il tema è rognoso in senso lato, politico, nazionale, e lei è tutt’altro che fessa. Ma non è neanche scema, secondo me… è democristiana, gioca le sue carte a modo suo, ma questa è un’altra storia.
Con l’occasione
Secondo me, ha ragione Zetavu: non napoletanizziamo questa discussione.
Citavo la nostra perchè è il sindaco di una grande città, esattamente come il Chiampa, e perchè questo è un blog molto urbano. Il che però, almeno ogni tanto, non vieta di guardarsi intorno.
Mica esiste solo Napoli. E cmq Napoli non sta nel nulla…
September 7th, 2007 alle 3:50 pm
beh daniela, non penso sia grave se la pensassi come la maggioranza degli italiani su un argomento.
forse continuo a non spiegarmi e mi spiace. ma il punto dolente rimane il confine tra tolleranza e repressione (che non significa bava beccaris, ma spingere indietro).
mi spiegate da un punto di vista logico, perchè non bisogna prima risolvere il problema della povertà e poi rendere illegale il furto, rispetto a tollerare -ad esempio- che la regolamentazione dell’uso del suolo pubblico sia violata costantemente e in genere con intimidazioni e danneggiamenti da qualcuno che se la avoca ?
le leggi e le regole sono convenienze, e ciascuna comunità si dota di quelle che ritiene più proficue per sè. non esiste alcuna legge divina da osservare.
poi lo scenario evocato da zetavu, mi spiace è risibile. che differenza c’è ad essere sparato da un poliziotto o da un vigile urbano ? o stai supponendo che i vigli sarebbero più feroci dei poliziotti ? o godrebbero di maggiori licenze di uccidere ? e chi ha detto poi che i vigili dovrebbero sparare ( statisticamente non lo fanno neanche i poliziotti in maniera significativa) ?
mi pare che drammatizziate il nulla.
peraltro poi, data la modifica costituzionale, le città così come altri enti SONO lo stato (non costituiscono), cosa ci sarebbe di così strepitosamente grave se si munissero di forze di polizia (trovate un altro termine se vi piace) per ALCUNE CIRCOSTANZE e comportamenti su cui si conviene di intervenire ?
September 7th, 2007 alle 5:38 pm
stiamo (sto) cercando di dire che il vigile sarebbe più “politicizzato” e più incompetente.
Agli ordini di un sindaco, il normale policing della prostituzione diventa una “crociata” elettoralmente spendibile.
September 7th, 2007 alle 6:04 pm
ma zetavu, è COMUNQUE un argomento politico. vicina o più lontana, si può sempre trasformare in una crociata. qual è la differenza ?
September 13th, 2007 alle 2:37 am
[…] 13 Settembre 2007 La storia tutta italica della cacciata dei lavavetri dalle città (o dai loro centri, che almeno quelli hanno da essere decorosi) mi fa ancora indignare. E temo che non sia affatto finita. Ma ne ho già parlato qui (quando è iniziata) e poi qui, qui, (versione napoletana) , qui (quando almeno Cacciari si è dissociato dall’imperativo “di portare il cervello degli italiani all’ammasso”) e ancora in altri post(i) su decidiamoinsieme e quindi non ci torno pure qui, almeno per ora. […]
August 7th, 2008 alle 1:22 pm
[…] Rifiuti, Campania, Informazione, Politiche Puoi lasciare un messaggio, o utilizzare il trackback direttamente dal tuo sito oppure leggerti i feed dei commenti: RSS2.0. […]
August 31st, 2008 alle 2:26 pm
Non è opportuno aumentare i poteri di chi(sindaci) tendenzialmente ne abusa;vedere,fra gli INFINITI casi,quello riferito in http://www.areagiuridica.com (il lavoratore maltrattato ivi indicato,naturalmente gode di ottima condotta morale e civile,è incensurato e privo di procedimenti penali e/o giudiziari a carico)