La libertà è anche uno spazio libero. A volte.
Due posizioni diametralmente opposte sul tema della rete: un post di Zetavu (di ieri) e l’editoriale di Stella (di oggi) che sembra una risposta.
Non ho tempo per argomentare, ma io sono con Zetavu senza se e senza ma. Per gli argomenti che Vittorio magnificamente illustra, e non per la storica amicizia che ci lega.
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update pomeridiano. Seconda puntata dagli eretici di Scene digitali, e difesa della rete da parte del noto hacker — ma-anche leader dell’opposizione (?) – Pierferdinando Casini (chi altri?).
E sì, certi scambi di ruoli sono effettivamente curiosi.
vedi anche Michele Ainis, Giuseppe Granieri, Francesco Costa, Luca Nicotra
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update bis (16.12.09). Terza puntata: qui (e cioè qui). Poi, c’è chi intanto — nel dubbio — si scarica antidoti.
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update ter (17.12.09). “Solo una buona cultura di Internet può offrirci gli strumenti culturali adatti per garantire alla Rete le potenzialità democratiche continuamente insidiate al suo stesso interno da nuove forme di populismo, dalla possibilità di creare luoghi chiusi, a misura proprie e dei propri simili, negandosi al confronto e alla stessa conoscenza degli altri. Più che misure repressive serve fantasia, quella che induce gruppi in tutto il mondo a chiedere un Internet Bill of Rights … ” Darei l’ultima (per ora) parola a Stefano Rodotà.
Poi magari apriamo un nuovo post, quando si capirà cosa effettivamente sta proponendo il ministro Maroni (e se le pretese di qualche amico saranno rispettate).



December 15th, 2009 alle 10:09 am
L’articolo di Zambardino è splendido. Non aggiungerei una virgola.
December 15th, 2009 alle 6:09 pm
Sto con Zetavu. Punto. libertà li be ra le.
December 15th, 2009 alle 6:44 pm
“L’odio nasce in rete o la rete si limita a mostrarcelo?” La rete, in quanto destino della tecnica, se ne infischia di quello che “nasce” e di quello che veicola. Nell’estasi del tempo reale,si può postare di tutto: scemenze o anche testi sublimi, ma solo “il medium è il messaggio.”
December 15th, 2009 alle 7:20 pm
Trovo lo scritto di Stella ipocrita (perchè se vogliamo ritenere che esista un clima antipolitici tout court dobbiamo dire che tra i fomentatori del clima “odia i politici” c’è anche lui) e funzionale alle vendite di quel monumento al buonismo ed al politicamente corretto che è il suo nuovo libro.
Dissento in toto col sig. Zetavu perché a differenza di quel che scrive lui a me sembra di vedere, da quando ho l’età della ragione - e si che sono un pò coglione e quindi non è che vedo e capisco granché -, che in Italia ci sia una voglia di menare contro tuto ciò che è o tenta di essere “negli schemi”. In Italia essere negli schemi significa essere fascisti, reazionari, borghesi nel senso dispregiativo del termine e, possiamo dirlo, meritevoli anche di una bella statuina di metallo in bocca.
Dissi, mi si perdoni.
December 15th, 2009 alle 7:51 pm
@ Brino
magari ti si perdonerà pure, ma leggiti anche gli altri interventi, ché c’è anche una questione di diritto (oltre che di diritti). E forse nel campo hai qualche competenza.
December 15th, 2009 alle 11:59 pm
Ma veramente, se proprio ricordo bene, fu berlusconi che chiamò coglioni tutti quelli che non lo votavano, non era mai successo prima, bisogna rispettare la mezza Italia che non lo vota, forse nemmeno gli piace sentirsi pure offesa, dopo tante angherie di “lorsignori” che non pagano nemmeno i tributi e vogliono che li paghiamo solo noi, voi che dite?
Bisogna sapere uscire dagli schemi, significa fare innovazione, il nostro paese ne è ricco di talenti, da sempre.
Altrimenti “el buscar el levante por el ponente” sarebbe stato impossibile. I “saggi” togati di ermellino della università di salamanca sghignazzavano in faccia Colombo quando diceva che la terra era tonda.
Adesso gli Spagnoli sostengono che Cristoforo Colombo si chiamava Cristobal Colòn ed era Spagnolo.
BISOGNA SAPERE USCIRE DAGLI SCHEMI, se non vi garba, ALMENO CHE NON USCIATE MAI DALLE REGOLE!
Per me è più importante la legalità e la sicurezza degli schemi,o della privacy, gli stili di vita sono ammessi, ognuno faccia quello che gli garba, purchè sia LECITO.
December 16th, 2009 alle 9:31 am
fermo restando che di Berlusca fotte realmente nulla: i diritti spesso confliggono tra loro e la ricerca di un equilibrio tra gli stessi é il cuore della funzione giuridica in senso ampio. Ma trovare l’equilibrio non può esimere il giurista e/o il legislatore in primis da togliere a tizio per concedere a caio, e viceversa.
Dire che solo uno abbia ricevuto mentre l’altro no o molto meno per è non è vero.
Senza scomodare la scoperta dell’America mi sembra che ci sia qualche differenza tra dare del coglione e aggredire fisicamente. Poi coi se e i ma, no, è uguale.
December 16th, 2009 alle 9:51 am
Del tutto d’acordo con Brucci. Ma il problema non era la rete?
December 16th, 2009 alle 1:58 pm
Ancora una volta bisgna lottare per difendere la democrazia!! sembra una cosa ormai scontata quest’ultima, ma è tutto il contrario. il movimento di SB è un movimento populista, quest’ultimo e la democrazia stanno agli antipodi!!!! certe cose come la censura sono presenti solo in stati sottosviluppati o in caso di “tirannie”; stiamo rischiando di perdere il diritto, legittimo nel nostro paese, alla democraticità… bisogna impedire tutto ciò!! E’ ANTI-DEMOCRATRICO!! così come il movimento stesso checi governa!!
Mattia Lo Presti
December 16th, 2009 alle 3:35 pm
@Lo presti
Ci mancano solo Avanti Popolo,Berlusconi mafioso e A morte fascisti e borghesi.
ma La prego, si accomodi pure, noi reazionari ci siamo abituati ed è tremendamente normale in un paese anormale come questo.
December 16th, 2009 alle 11:06 pm
Le leggi ci sono, la polizia postale sta facendo un buon lavoro, se il sig. Maroni, vuole aumentare i controlli, benissimo, ma sig. ministro la censura è degna dei regimi totalitari, non di un’Italia che aspira alla democrazia,l’unico che se ne è accorto è Casini.
December 17th, 2009 alle 1:08 am
non ha tutti i torti casini. in fondo la logica è giusta. posso essere in disaccordo su molte cose con casini, ma ha dimostrato il buon senso di difendere la libertà in tutte le sue forme. il buon senso inizia a circolare anche su internet, ma soprattutto anche tra i politici italiani. affermare che il web va difeso, che è pericoloso mettere mano al web, che è illiberale oscurare luoghi virtuali di comunicazione è già un gran passo avanti. i responsabili possono essere identificati e perseguiti, perchè le leggi ci sono e la polizia postale le segue. la censura non fa bene, soprattutto in un clima come quello italiano degli ultimi mesi.
December 17th, 2009 alle 11:14 am
A margine di questo tema, mi piacerebbe allargare il discorso al ruolo, le responsabilità e le proposte del nostro Ministro degli Interni, Roberto Maroni.
Mi sembra molto grave, che tra le poche azioni governative di questa compagine, dal Ministro degli Interni, siano partite negli ultimi mesi, due proposte (solo per indicare le più gravi e quelle maggiormente rivolte contro istituzioni che lui dovrebbe essere chiamato a garantire).
Una a fine febbraio, quando il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto legge che contiene le norme antistupri, messo a punto dal ministro dell’Interno; il provvedimento, come annunciato, istituisce le ronde.
L’altra di questi giorni, dove però sembra aver fatto un passo indietro, in cui si paventavano leggi speciali ( ovviamente sotto fotma di decreto) che permettessero al governo di intervenire direttamente sui contenuti della rete.
Nel primo caso, come nel secondo, il Ministro piuttosto che rafforzare e dare gli strumenti ( innanzitutto finanziari) agli organi di polizia, carabinieri e polizia postale,che tra mille difficoltà fanno il loro mestiere, preferisce in un caso delegare a dei cittadini, le cui motivazioni possono essere le più varie, nell’altro lasciar comprendere che non vi è alcun controllo sulla rete, tanto da necessitare un decreto riparatore.
Francamente, non capisco, chi veda nel ministro maroni, uno dei meno peggio della compagine. Queste due cose, da sole mi sembrano di una gravità inaudita.
Alfredo Cafasso Vitale
December 19th, 2009 alle 10:22 am
Jaques de Molay, bentornato!!! Abita sempre al Pont Neuf a Parigi? Mi raccomando, attento a Filippo il Bello!
p.s. ma soprattutto, attento a Casini!