La (inevitabile) discussione del giorno

di d.l.

“Non c’è nulla di più noioso e inconcludente e inutile che parlare con questi
‘ragazzini’ di Napoli. Avessero avuto anche la peggiore o la più soddisfacente delle esperienze, non ne conservano traccia, non sono in grado di afferrarla. Sono senza vita, senza sangue, senza cuore. Non hanno un’idea di se stessi, non hanno le parole per raccontarsi, anche a se stessi.  …  La loro vita non gli appartiene. Sono fantasmi, figurine, povere caricature. Vivono frastornati, rincitrulliti dalle immagini, dall’apparenza. Vogliono vestire come vedono si vestono in tv.  …   Derubati dalla capacità di distinguere la realtà dall’apparenza, nemmeno la sparatoria al circoletto ha scalfito la loro precoce segregazione nel mondo delle immagini. Quelli sparavano. Sembrava un film. Nessuno ha avuto paura. Nessuno lo ricorderà quando arriveranno le immagini della prossima pubblicità”.

E’ un brano (quasi finale) dell’articolo di D’Avanzo, che (come al solito) farà molto arrabbiare molti. E altri li farà di-sperare.
In alternativa, la versione dei “neo-scugnizzi” proposta dalla Stampa. Ma mi pare di poter dire che — stili a parte — non è che venga fuori una immagine della situazione così tanto diversa.

Questo articolo è stato pubblicato il 4.11.08 @ 9:44 am nelle categorie: Napoli, Camorra, Campania, Cultura, Città

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2 Commenti per 'La (inevitabile) discussione del giorno'

salvatorep ha scritto:
November 4th, 2008 alle 11:44 am

e perché questi articoli dovrebbero far arrabbiare o disperare? sono assolutamente realistici, o, se volete verosimili.
la tragedia è quando a questa situazione si vuole opporre già un cesto di soluzioni e di ricette. stare per strada. per un adulto, significa capire tutto ciò e le cose che scrive d’avanzo e qualcun altro sono inerme patrimonio di chi ci lavora da sempre con questi ragazzi, nonostante gli sforzi di renderli pubblici e di rendere le istituzioni informate. si preferisce la strada degli esperti, che già c’hanno il loro discorso. abituiamo ci a riflettere, a settare un problema prima di sfoggiarci con il nostro repertorio di soluzioni. questo mondo ha bisogno di adulti significativi, prossimalmente significativi, profondamente significativi (loro i loro adulti significativi ce l’hanno) e non di adulti razzisti e noiosi

francesco ha scritto:
November 4th, 2008 alle 1:29 pm

Speriamo che faccia riflettere e faccia intuire ai vari assessori alla pubblica istruzione comunali, provinciali regionali fino ai ministri ombra e non quali sono le realtà che tanti professori devono affrontare ogni giorno, in condizioni di totale abbandono, senza mezzi o personale adeguato. Perchè certo Gabriele che oggi si sveglia e decide che è colpa dei gennitori, non mi sembra un buon inizio.


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