Il giorno dopo

di d.l.

Probabilmente G.V. ha ragione, del secondo Vaffa_Day si deve parlare. E pure dell’abolizione dell’ordine dei giornalisti (di tutti gli ordini professionali, dico io), dei finanziamenti ai giornali eccetera.
Dunque, se volete, parliamone.
Gli spunti giornalesi di oggi possono essere il pezzo di Merlo, che sostanzialmente mi pare vaffanculi a sua volta Grillo, o il dossier grillesco della Stampa, o tutto ciò che si può trovare in rete, ovviamente, da Lerner a Vergara (per citare una persona che spesso passa di qui, e che è parte in causa).
Se permettete, però, personalmente resto dell’idea a che concepire una giornata contro la stampa, anche se la stampa italiana è quello che è, sia un orrore. Perfino po’ più orrendo quando il premier italiano è uno che a Pasquetta è contento, perché in edicola i giornali non ci sono, e lo dice — in piena campagna elettorale — senza che si levino grandi voci di protesta (provate, per credere, a ritrovare la notizia nel web).

update pomeridiano (dopo un giro per blog)

In effetti, è pure il giorno dopo del 25 aprile, con annesso dibattito su modi, partecipazioni e opportunità di celebrarlo. Avevo evitato il tema, tuttavia, anche quest’anno molto frequentato da giornali e blog, per una sorta di allergia alla retorica e per evitare di dare il via a discussioni troppo semplificate. Però segnalerei un post molto lib del Nardi, ché quella posizione mi sembra interessante e molto meno discutibile di quella che trapela dalla vignetta di Vauro, riportata da vari blogger (compresi alcuni amici, che mi perdoneranno il dissenso).
E non credo di essere pazza. Mi preoccupa che in Italia possa scomparire la sinistra e (insieme, da un bel po’ di anni) non credo che quando vince il centrodestra incombe il fascismo. Poi vorrei tanto che non vincesse, ma è un altro discorso.

Questo articolo è stato pubblicato il 26.04.08 @ 1:07 pm nelle categorie: Politica italiana, Cittadinanza, Informazione, Memoria

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23 Commenti per 'Il giorno dopo'

antonio vergara ha scritto:
April 26th, 2008 alle 2:00 pm

l’opposizione ale tesi di grillo mi sembra altrettanto preconcetta come le accuse ai giornalisti o agli editori. vorrei che i giornalisti dimenticassero per una volta la forma ed entrassero nel merito di ciò che dice grillo.

G.V. ha scritto:
April 26th, 2008 alle 3:18 pm

L’articolo di Merlo e’ scandaloso. E la chiamano ‘analisi’.
Ne parlo qui
http://www.giuseppeveltri.it/blog/?p=319

nickname ha scritto:
April 26th, 2008 alle 6:14 pm

cara d.l., perchè attaccare la stampa ti fa orrore? la stampa non è una categoria dello spirito. è un manufatto. e, come tutte le cose di questo mondo, vale quando vale: e, quando non vale, non vale. olè! se la stampa italiana è drogata. quella locale, poi, è quantomeno pezzottata. Il mattino ha lo sguardo distaccato di un socio del circolo italia: republica è una via di mezzo fra la pravda e il circolo della caccia di casal di principe ; il cormez va a corrente alternata, a seconda delle occasioni, del vento, delle esigenze della proprietà. che fare? far finta di niente? suvvia! che fa anche male alla pelle!

d.l. ha scritto:
April 26th, 2008 alle 8:57 pm

giusto per precisare, poi mi ritaccio.
una campagna “contro la stampa”, secondo me, è cosa diversa dalle critiche ai manufatti-stampa, perché fanno malissimo il loro mestiere.
La stampa non è una categoria dello spirito, vero: ma a me l’idea di quel quarto potere, di “è la stampa bellezza, e non puoi farci niente” (come da celeberrimi film), mi è cara.
Nonostante i manufatti italici.

ps. poi, ci sarebbe che il guru-Grillo mi fa sempre molta impressione (e l’adorazione di cui è circondato mi sembra l’opposto della mia idea di cittadini bene informati e magari perfino attivi) …

zetavu ha scritto:
April 27th, 2008 alle 12:56 am

Ma sai, dani, argomenti e sentimenti del grillismo sono la versione 2.0 di cio’ che è nato con mani Pulite.
Questa idea della politica come tecnica neutra e “al servizio dei cittadini” e dell’informazione come acqua di fonte.
E produce questo paradosso, per i teorici del web 2.0, che le “tecnologie abilitanti” della partecipazione dal basso producono un discorso politico autoritario, fatto da un leader che può sparare qualsiasi cosa tanto gli altri ci credono.
Sono tutti frutti della stessa operazione culturale: l’espulsione del potere e dello “sporco” dalla vincenda sociale e politica (e quindi dei media).
L’idea - ultrastraiperreazionaria - che esistano informazione, politica e governo senza gli interessi e il potere.

G.V. ha scritto:
April 27th, 2008 alle 1:05 am

Non sapevo che Habermas e la sua idea di sfera pubblica fosse stato condizionato da Mani Pulite…

d.l. ha scritto:
April 27th, 2008 alle 10:54 am

e dai, G., sei troppo “raffinato” (e democratico) per ipotizzare una qualche equivalenza fra Grillo e habermasismo…

Fab ha scritto:
April 27th, 2008 alle 11:36 am

Non mi hai nominato come parte in causa, ma non fa niente, forse perché non sapevi che io fossi molto in causa ;) D’altronde sottoscrivo il commento di Vergara e aggiungo alcune precisazioni opportune. Non la si può semplicemente definire, come scrivi nel post, una giornata “contro la stampa” perché così si cade nella stessa semplificazione riduttiva che ha coinvolto anche Merlo, il cui pezzo esprime solo odio personale, senza apportare nulla di costruttivo in termini di analisi. Per tanti come me, senza che mi si voglia definire categorialmente come aderente al grillismo e/o all’anti-politica (che poi anche questo è una contraddizione in termini) non c’è affatto l’adorazione; semplicemente la convergenza su temi che per Grillo è possibile portare avanti grazie alla sua notorietà. Se li proponessi tu o qualcuno che passa di qui, lo “adorerei” (ironicamente) allo stesso modo e sosterrei le sue istanze. Questo è il modo di essere cittadini informati e attivi, raccogliendo le firme per i referendum; questo è “fare” qualcosa per il Paese, altrimenti restano solo le chiacchere inutili di lobbysti e politicanti di mestiere, senza alcun miglioramento per l’informazione e, di conseguenza, per la democrazia. Per altre riflessioni, ho scritto abbastanza negli ultimi post sul mio blog. Buona domenica!

d.l. ha scritto:
April 27th, 2008 alle 12:39 pm

@ Fab
e no, non sapevo (non passavo da un po’)… Ma continuo a non concordare, ancora di più dopo essere passata da te, perdonami. In brevissimo.
a. Non vedo come si possa dire che non era una manifestazione contro la stampa, quando è stata presentata esattamente così.
b. Grillo è una cosa complicata, ma certamente non è “solo” un megafono per i desiderata democratici dei cittadini, così come non lo è Di Pietro (che io pure non amo). E non mi piace tanto nemmeno l’idea dei “desiderata”, sebbene democratici…
e ancora meno il nome di Masaniello per una associazione.

Poi il problema della stampa italiana c’è, ma non è detto che sollevarlo male sia una buona mossa. Sarò antica, e non del tutto habermasiana, ma rimango dell’idea che, se finissero per mescolarsi il fastidio per la stampa à la Cavaliere (che esiste) e una protesta che rifiuta di fare i conti con gli interessi e il potere, il risultato sarebbe assai poco democratico.
E non è uno scenario così impossibile…

ps. Dicevo che Vergara è parte in causa perché fa il giornalista, non perchè fosse fra gli organizzatori.

G.V. ha scritto:
April 27th, 2008 alle 3:36 pm

Sarà, ma io ancora non ho sentito una motivazione valida per non firmare quei referendum e di conseguenza una difesa convincente dell’ordine dei giornalisti, della Gasparri e del finanziamento pubblico ai giornali così com’è in Italia.

Nella politica, proprio perché non priva di interessi e potere, esiste l’eterogenesi dei fini. Se Grillo, Pippo Franco o Francesco Totti presentano un referendum sull’abrogazione e dell’ordine dei giornalisti o della Gasparri, io lo firmo.

A questo aggiungo, come fa notare l’ottimo Bodei oggi sul Domenicale del Sole, come la democrazia nasca proprio dall’acquisizione di trasparenza e rimozione di opacità da parte dello stato e della socità in generale. Che ci sia bisogno di meno opacità nel sistema dell’informazione mi sembra evidente.
Il che, ovviamente, non vuol pretendere l’uotopia della trasparenza perfetta.

Concludo dicendo che la demonizzazione dell’iniziativa di Grillo sull’informazione mi sembra una esagerazione che ha motivazioni poco convincenti che tra l’altro raramente vengono presentate in modo esplicito.

Zetavu ha scritto:
April 27th, 2008 alle 9:15 pm

Caro Giuseppe,
l’eterogenesi è anche quella cosuccia per cui ottimi proponimenti portano a orribili conseguenze. E la storia della politica, a conoscerla (e sono certo che tu la conosca), insegna molto in questo senso.

Nel caso di specie — Grillo — basterebbe un minimo di ascolto del linguaggio (mi pare sia una tua specifica abilità professionale) per capire qual è la deriva di Grillo.

Per dire, l’affermazione di Travaglio — che Grillo metterebbe a ministro di giustizia, come dice sempre — che l’ordine ci vuole per stabilire chi fa bene e chi fa male il suo lavoro. E giù un boato della folla.

Chi fa bene e chi fa male il suo lavoro?

Ma dico, quale concezione più limpidamente totalitaria di questa?

E ancora, mi chiedo come faccia una persona specializzata nelle tue specializzazioni a non vedere il carattere autoritario della leadership di Grillo…

Io sono per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, come di ogni altro ordine professionale e corporazione. Ma nel paese che ha dato la maggioranza a Berlusconi, si dovrebbe capire che la destra spianerà la strada a una abolizione sola, quella che renderà ancora più morbidi i giornalisti critici.

Nel paese dei tassisti al potere, io sono per l’abolizione degli ordini (tutti) perché vorrei una società più libera.

Non l’impiastro fascistoide di Grillo.

In quel tranello, cada chi vuole.

ps.  il riferimento di ciò che commento, quando parlo di Travaglio, è questo

ottantacento ha scritto:
April 28th, 2008 alle 1:03 am

La vignetta di Vauro mi pareva carina, prim’ancora che rivelatrice di un’equazione. Detto ciò, dentro il Pdl ci sono anche i fascisti-fascisti.

d.l. ha scritto:
April 28th, 2008 alle 9:04 am

@80/100
Ma sì, ho riso pure io, per non dire che vale sempre: una vignetta è una vignetta è una vignetta. Però resta il problema che non è né corretto (storicamente) né saggio annettersi la liberazione. A sinistra.
Poi. Sì, di là (e più in là) c’è pure qualche vero fascio, anche se il più discusso è stato invitato al tavolo per altri motivi, come si sa. Che hanno più a che fare con l’altra parte del post.

Fab ha scritto:
April 28th, 2008 alle 10:44 am

@ Zetavu:

se non erro sei un giornalista di Repubblica on line, a mio parere il quotidiano mirror del Partito Democratico virtuale. Fa piacere che vi siano tali personalità democratiche che intervengono sul blog che ci ospita.
Nei tuoi commenti precedenti, dici che “basterebbe un minimo di ascolto del linguaggio per capire qual è la deriva di Grillo”..poi “l’idea - ultrastraiperreazionaria - che esistano informazione, politica e governo senza gli interessi e il potere” (complimenti per la scelta lessicale innovativa) e ancora “argomenti e sentimenti del grillismo sono la versione 2.0 di cio’ che è nato con mani Pulite”. Ora, premesso che un accostamento di Grillo a Mani Pulite (che tu evidentemente non ami, dunque deduco tu preferisca la corruzione, complimenti) è un’attribuzione positiva e di cui Grillo potrebbe esserne fiero, è pur vero che Grillo utilizza un linguaggio che è sopra le righe a volte e che fa parte della storia del suo personaggio pubblico. Però, ti poni sullo stesso piano di linguaggio politicamente scorretto, quando dici “l’impiastro fascistoide di Grillo”. Se poi, come lasci chiaramente intendere in maniera implicita, non può esistere un’informazione (e non solo quella) non succube di certi poteri è perché forse ti sei rassegnato a questo andazzo, forse perché è il modo per poter lavorare. Esistono tanti giornalisti e tanti lettori che non si rassegnano a questo sistema e che non possono di certo essere tacciati di aderire ad una corrente autoritaria e totalitaria come pure scrivevi. Ma che idea di democrazia, bravo.

Fab ha scritto:
April 28th, 2008 alle 11:11 am

@ d.l.

E no, credo che la tua insistenza nel voler dipingere il V2-Day come una “manifestazione contro la stampa” sia frutto di disinformazione, o meglio, d’informazione influenzata da qualche titolo o argomento scritto sempre dallo stesso paio di quotidiani ripiegati al potere. Ed è fuorviante, perdonami; non è stata affatto presentata come una manifestazione contro la stampa sic et simpliciter, ma una giornata per promuovere un’informazione più libera e democratica, con la raccolta di firme per 3 referendum ed è questo l’aspetto da mettere in evidenza ma di cui mi sembra hai ben poco accennato. Si tende a demonizzare il personaggio Grillo in vari commenti (di altri) e non a pensare a qualcosa per il bene del Paese; segno che ognuno guarda al proprio portafoglio e non all’interesse generale del Paese. Se poi sta bene che il nostro Paese, quindi noi, paghiamo ogni giorno migliaia di euro al giorno perché condannati dalla Corte di Giustizia europea sul caso Rete4 e che giornaletti penosi siano pagati con i nostri soldi è un altro conto. Il problema era da sollevare, se male intendi i toni del linguaggio di Grillo ne riduci la portata che possono averne per la democrazia. Non capisco poi perché non ti piaccia il desiderio di democrazia dei cittadini. Inoltre, la “protesta” sta facendo i conti con interessi e potere castale.
L’aggiunta che non ami Di Pietro è un tuo aspetto personale di cui posso prendere atto ma è un po’ fuori bordo rispetto al discorso che si faceva qui; so che avevi dato un’occhiata al mio post ma non mescoliamo il tutto cortesemente, altrimenti ne escirebbe un calderone contrario alla comunicazione ben incanalata. Scusami se ti appaio pedante, ma la comunicazione possibilmente ben incanalata è il mio mestiere e cerco sia di migliorare la mia in prima persona, sia di soffermarmi su quella degli altri. Lo stesso vale per il nome dell’Associazione Masaniello, che non c’entra con il discorso che si faceva qui; non ti piacerà il nome ma a primo impatto quella mi è sembrata un’associazione che s’impegna per qualcosa di concreto per i cittadini di Napoli.

d.l. ha scritto:
April 28th, 2008 alle 11:14 am

@ Fab

Zeta non ha bisogno del difensore d’ufficio, quindi se vuole ti risponderà direttamente. Tuttavia…
Posso fare un invito (generalizzato) a tenere conto che quello dell’informazione (e della sfera pubblica) è un discorso complesso? E che dunque semplificare (come sempre, del resto) non serve?

Anche io, per esempio, credo che il tema degli interessi e del potere sia una questione cruciale (e, dal mio osservatorio di aspirante analista delle politiche, lo si vede bene). E lo è ancora di più se uno/a pensa che nella nostra democrazia vadano immessi degli aspetti un po’ più deliberativi. Altrimenti il discorso del dialogo diventa una melassa buonista, e non serve.

Ma invitare a non essere ingenui, e a diffidare dei guru, non mi pare una posizione autoritaria (anche se uno lavora a Repubblica).

(pardon, avevo scritto prima di leggere la tua risposta a me, che era finita in coda.  Ma la sostanza non cambia, in effetti)

Brino Brucci ha scritto:
April 28th, 2008 alle 11:23 am

@ d.i.
>.
Molto saggio, condivisibile ed onesto intellettualmente.

@ottantacento
>.
A me non ha fatto ridere per nulla e le equazioni possono anche essere sbagliate.
Mi ha fatto invece venire i brividi quella foto su Repubblica, credo del 26 u.s., in cui si vedevano giovani di un centro sociale di Genova che mostravano cartelli innegianti ai BR sotto processo per gli omicidi D’Antona e Biagi mentre il Presidente della nostra Repubblica - dove un partito con dentro fascisti-fascisti è stato democraticamente votato dalla maggioranza degli elettori - parlava non solo di non equiparare la Liberazione con la RSI anche di smitizzare la c.d. Resistenza Tradita.
Buona giornata

Zetavu ha scritto:
April 28th, 2008 alle 1:08 pm

Fab, forse gli altri si annoiano se ti rispondo per esteso e tu peraltro allunghi il brodo. Se vuoi la mia mail è a disposizione per continuare.

Ti faccio solo notare il sillogismo chiave del tuo intervento rivolto a me: “non ami mani pulite, dunque ami la corruzione”. Per sorvolare sull’accusa di essere un venduto che mi rivolgi (”forse perché è il modo di poter lavorare”).
Riconosco lo stile.

Ti rispondo su un solo punto che secondo me è key-point di tutta l’architettura grillina e forse tua, spero di no: Mani pulite, per me, fu insieme un’operazione di controllo di legalità dovuta in quel momento “ma anche” un fenomeno che, per metodi usati e in parte per merito, ebbe punte golpiste ed eversive dell’ordinamento democratico.

Punte che hanno dato vita, nel corso degli anni, a una ideologia difusa negli elettori di sinistra (e ad un partito “dedicato” l’Idv) che non ha niente a che vedere né con lo stato di diritto né con la libertà e la democrazia come la si intende nei paesi civili.

E non venirmi a dire che questa non è la linea di repubblica: non chiedo mai al mio padrone se è d’accordo con ciò che scrivo

G.V. ha scritto:
April 28th, 2008 alle 4:04 pm

Caro Vittorio,
(mi permetto di darti del tu).
Non concordo con la frase di Travaglio che non conoscevo. Non mi reputo un grillino perche’ pur condividendo alcune denunce di Grillo, spesso sono in disaccordo con le sue soluzioni che spesso sono rozze e grottesche.

Detto questo, la questione dell’informazione e’ chiaramente complessa e riconosco la validita’ del tuo ragionamento sull’opportunita’ politica e “storica”, con il governo Berlusconi, di abolire l’ordine dei giornalisti in questo momento. Ora non ho ben presente come l’ordine dei giornalisti possa fornire protezione da Berlusconi, ma se funge a tale funzione allora si puo’ pensare a riformarlo piuttosto che abolirlo.
Certo, rimane il problema dell’accesso alla professione che richiama il problema generale dell’accesso alle professioni in Italia. Su questo tema sono molto sensibile, perche’ e’ una delle ragioni per cui nel 2008 deve essere un emigrante come nel 1908. Ma si sa, questa generazione, la mia, e’ stata gia’ designata ad essere fregata completamente. Posso scrivere senza problemi su riviste all’estero, in Italia si mettono a ridere.

Sul carattere autoritario di Grillo, certo e’ inquietante. Ho come la sensazione di trovarmi nel solito dilemma del male minore: la sua opera di denuncia o le sue rozze soluzioni?
Se Grillo esiste, e’ proprio per le carenze dell’informazione italiana. Se si lascia il quasi-monopolio della denuncia a Travaglio, Grillo ecc., non ci si deve stupire che la gente sia schiacciata da questo dilemma.

Detto questo, fermiamoci qui altrimenti Daniela ci prende a testate in virtu’ del suo ‘capatostismo’.

d.l. ha scritto:
April 28th, 2008 alle 5:24 pm

@ G.V.
mais non!!!
Se finalmente passiamo dalle rozze soluzioni à la Grillo al merito della questione informazione (e magari pure a quella più generale delle corporazioni-ordini professionali, da abolire) Daniela è contenta.
Poi magari sono gli altri che si rompono… ;-)

Fab ha scritto:
April 28th, 2008 alle 5:29 pm

@ d.l.:

Ripeto, anche io penso che quello dell’informazione e della sfera pubblica sia un discorso complesso ma ALTRI lo hanno “semplificato”. Sono stato proprio io a dirlo, anche a te, quando ho scritto che non si può presentare un impegno complesso come una semplicistica “manifestazione contro la stampa”. Dunque fai bene a ribadire il tuo invito generalizzato ma l’avevo già fatto io ancor prima. Inoltre, non distorcere cortesemente (e siamo già a 3-4 volte) il mio intervento, in cui mi riferivo all’autoritarismo come una falsa attribuzione a Grillo, non come l’atteggiamento di chi (Zetavu) invita a diffidare dei “guru”, che poi non userei questo termine per Grillo, dato che questo è l’evidente accostamento. Forse come dici non avevi letto gli altri miei commenti, la sostanza cambia eccome. Non vorrei che arrivassimo a prodigarci in giochi di parole e a tentare di rovesciare quanto viene scritto; qui lancio io l’invito, dato che ne sto avvertendo dei segnali nei miei riguardi.

Fab ha scritto:
April 28th, 2008 alle 5:53 pm

@ Zetavu:

grazie per la disponibilità dell’indirizzo mail (che ricambio) ma qui voglio solo precisare, senza voler allungare il brodo:
- non ti ho rivolto l’accusa di essere un venduto; mi meraviglia che tu prenda la mia critica in maniera così personale e così direttamente, così come la mia opinione su Repubblica.
- non reputo di avere “un’architettura grillina” ma, per quanto riguarda Mani Pulite, credo che il tuo giudizio critico sia portato all’eccesso e questo lo considero un atteggiamento giornalistico, che rischia poi di sfociare in una negazione dei meriti di un leader che ne fu protagonista in positivo e che ha poi dato vita ad un partito, l’Idv, che non è “dedicato” a quella certa “ideologia” diffusa con punte golpiste a cui accenni ma alla difesa della legalità, della giustizia e dei valori democratici, che dovrebbero essere elementi portanti e non negoziabili di un paese civile.

d.l. ha scritto:
April 28th, 2008 alle 6:15 pm

@ Fab
e poi chiudiamo davvero, ché rompiamo…
Non volevo deformare alcunché ovviamente, è solo che a volte vado di corsa, nel tentativo di andare anche a lavorare.
Però poi, alla fine, le cose mi sembrano anche molto semplici: non siamo d’accordo.
Io non amo per nulla Di Pietro e Grillo (con tutte le loro differenze), tu mi sembri più interessato alle loro ragioni e relativi stili.
Tutto qui. Non è la fine del mondo. C’erano, e ci saranno, altre cose su cui invece concordiamo.


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