Il comico mancava
update 13 luglio.
Fassino dice che la tessera non gliela danno, ché non è una cosa seria. E Sofri (quello anziano) sostiene che “un partito che si sia dato delle regole, fossero anche le più insulse (non dico una porcata di regole, ma una scemenza magari sì), non può che rispettarle”. E non ha torto, mi pare.
::
Mi ero regalata una giornata di festa, immaginandovi tutti al mare e magari non troppo interessati alla polemica del giorno (anzi, della notte scorsa): tra Ignazio Marino e i vertici tutti del Pd, a proposito del rapporto fra “questione morale” nel Pd e caso del presunto stupratore di Roma (che nella sua vita normale era, fra l’altro, segretario di un circolo romano del Pd).
Però ora anche quella discussione è superata. Ché qui, nonostante l’afa e la domenica, gli eventi si susseguono a ritmi frenetici. Dunque la news del pomeriggio è la candidatura di Beppe Grillo alle primarie del Pd.
Non è chiaro se sia solo una boutade, e su Facebook — dove si sta già molto discutendo — c’è chi spiega come probabilmente la cosa sia impossibile, a norma dello statuto del partito. Che all’articolo 9, comma 3, recita “Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni”.
La direzione nazionale del Pd, però, ha già convocato le elezioni di ottobre (lo ha fatto il 26 giugno), e dunque — a meno che Grillo non la stesse studiando da un po’ e sia già iscritto — restando allo Statuto, non potrebbe candidarsi.
Tecnicalità a parte, temo che il nuovo caso terrà banco per un bel po’, comunque si metta la questione. E francamente a me la contendibilità del Pd sembra davvero un punto cruciale, ma l’idea che il quinto contendente possa essere Grillo non è che proprio mi faccia impazzire di felicità.
::
ps. Peraltro, il nodo della contendibilità è quello davvero emergente dal dibattito (eufemismo) provocato dalle dichiarazioni di ieri di Marino. Perché a me non pare che il punto sia solo (o tanto) — come si sintetizza qui — lo scivolone del chirurgo, che pure c’è, e piuttosto mi hanno colpito — negativamente — soprattutto le parole dure di Rosy Bindi, che, esattamente come Bersani e Franceschini, è subito saltata sull’incidente per dirci che trova Marino addirittura privo del cuore e dell’intelligenza indispensabili “per dirigere un grande partito come il Pd”.
Che è come dire: levati dai piedi, tu, ché sei scemo. Esattamente come uno si aspetterebbe dal lider Maximo D’Alema, ma non dalla ex-candidata alle primarie il cui motto era (ed è, a quel che vedo) “democratici davvero“.
Ovviamente, su tutta la vicenda gli altri sghignazzano (e perfino il direttore del Giornale dice cose non troppo insensate).
::
update (e crediti).
Già arrivano i primi commenti dei maggiorenti. E anche una conferma (dalle vacanze) di Grillo medesimo: non è uno scherzo. Via blog, un benvenuto da Mario Adinolfi, mentre da Pippo Civati c’e la notizia (brevissima) con commenti, vari e contrastanti.
La foto che ho aggiunto viene da qui. E la metto giusto per contestare l’idea che Grillo c’entri qualcosa con Enrico Berlinguer. Anche se, personalmente, non ho nostalgia di quei tempi e di quel partito lì, nonostante tutto. Di quei comici, invece, magari un po’ sì.



July 12th, 2009 alle 8:21 pm
…nonostante l’afa, o, piuttosto, a causa dell’afa…?
- Marino mi delude, per totale mancanza di stile, e per una demagogica, populistica, inopportuna e strumentale interpretazione di una vicenda di cronaca nera e che (dunque) nulla ha a che fare con la politica e con il congresso. Il (prete) “laicista” avrebbe fatto meglio a tacere! Il futuro segretario di un partito, in ogni caso, non potrà essere un fesso qualsiasi, uno che maldestramente asseconda la campagna mediatica del “Giornale”: Marino se n’è accorto, o qualcuno glielo deve ancora spiegare?!!
- Quanto al Grillo auto-candidato alla segreteria del Pd, il suo stesso proclama odierno è quello di un masaniello, da strapazzo o impazzito. (Chissà che ne penserà il Capo dello Stato, più volte sbertucciato, e non criticato, dallo stesso Grillo). Per una volta, dall’esterno, tifo per l’apparato del Pd, che vinca Franceschini o Bersani.
July 13th, 2009 alle 11:09 am
..non è vero che mancava il comico….c’è un esubero di comici…anche se di scarsa qualità….
per il pd..il pensiero utile è uno solo …Delenda Cartago….
July 13th, 2009 alle 12:09 pm
vero, già tanti comici, ma prevalentemente single. Mancava la coppia di comici, che è ancora più divertente.
Dopo Gianni e Pinotto, Ciccio e Franco, Rick e Gian (erano comici anche loro?), Ale e Franz, Ficarra e Picone, si paventa il rischio di Tonino e Beppe.
A quanto pare la Casaleggio Associati (la società di “comunicazione” che sta dietro Di Pietro e Grillo) sta alzando il tiro, vuole totalmente controllare il Paese dopo che lo avrà totalmente destabilizzato.
C’è chi sostiene che uno dei 5 boss della Casaleggio (Enrico Sasson) è vicino alla Aspen:
http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/04/laspen-institute-italiano-ovvero-il.html
July 13th, 2009 alle 12:15 pm
Far ridere è una cosa seria: nel Piddì ci si sono provati in tanti, praticamente tutti, ma quasi sempre è stato un fallimento. Magari, con l’aiuto di Grillo, qualcuno ci riesce. Personalmente, quoto D’Alema, “il sorriso del gatto di Gallipoli.”