Fosse che questa è la svolta?

di d.l.

Innanzitutto confesso che non capisco e quindi mi/vi domando: al Comune si sono accorti solo ora che il gazebo (chiamiamolo pure così) del Gambrinus era abusivo? Oppure solo ora è arrivato il fatidico no-del-Soprintendente? Oppure la Soprintendenza non è mai stata consultata? O tutte/alcune di queste cose insieme?
E il tutto nonostante si tratti di un locale storico e dalle assai altolocate frequentazioni (per non parlare dei prezzi) che si trova più o meno a dieci metri dalla Prefettura, e dalla piazza più simbolica (e vuota) che abbiamo?
Per non allargare il discorso ai meravigliosi altri caffè che da qualche tempo animano lo stesso spazio e non mi sembrano meno invasivi, per la verità. Quelli vanno bene, invece? Tengono le carte a posto?

Poi però — come che stiano le cose — il rammarico che trapela dall’articolo linkato, ma anche da quelli affini, mi pare perfino più sconcertante del fatto. Se era un caffè frequentato da comuni mortali, invece di essere storico e meta di Presidenti, potevamo impiparcene? Non è che il vero tema — banale, mi rendo conto — è che a Napoli non ci sono molti (e nemmeno pochi) posti puliti e illuminati bene dove sedersi a bere una cosa e leggere un giornale o fare due chiacchiere in compagnia? O anche che non è mai diventato “normale” chiedere i permessi e pagare i contributi previsti per fare un gazebo e/o per occupare il suolo pubblico?

Infine, mi viene addirittura il sospetto che il blitz sia la variante nostrana e “culturalista” della nuova ondata di politiche urbane ordinatrici — ma soprattutto tese a fare cassa — già segnalata in altre città. Ché più a nord del Chiarone sono pragmatici e la denominazione riportata dalla stampa non dà luogo ad equivoci: delirium tax. E si capisce subito che si parla di vil denaro, e che le Soprintendenze o la storia non c’entrano.

ps.  A beh… Vedo che però c’è già chi sostiene che, con il sequestro dei gazebi, si avanza un nuovo problema sociale (oltre a verificarsi il consueto danno di immagine, ma questo va da sé).

Questo articolo è stato pubblicato il 16.01.09 @ 7:09 pm nelle categorie: Napoli, AziendaComune, Informazione, Politiche, Memoria, Polemiche

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11 Commenti per 'Fosse che questa è la svolta?'

fraba ha scritto:
January 16th, 2009 alle 8:23 pm

Anche questo rientra nella logica del “facimm’ammuina”….

angelo d'amore ha scritto:
January 17th, 2009 alle 1:14 am

l’aria sta cambiando. i tasselli di un puzzle intrecciato, iniziano a crollare.
e’ arrivato il momento di muoia sansone(la giunta) con tutti i filistei(i foraggiatori del sistema).
a breve sara’ commissariata anche la sanita’ regionale. solo bassolino riuscira’ a veder prescritto il suo processo.
anche la campania ha il suo andreotti.

L. Brancaccio ha scritto:
January 18th, 2009 alle 11:26 am

Ma vi pare possibile che per chiedere l’autorizzazione per un gazebo di un bar storico (ce ne sono in tutta Europa) bisogna rivolgersi a due istituzioni (Comune e Soprintendenza) secondo un percorso burocratico paralleo e indipendente? In cui sono duplicate lungaggini, inefficienze, insipienza e a volte malafede del personale burocratico? Ma avete mai avuto a che fare con i meandri della burocrazia della Soprintendenza in cui sembra che tutto è rigido e impossibile, perché poi possa diventare improvvisamente tutto lecito se solo si azionano le leve giuste? Ma vi pare che i problemi di tutela del patrimonio storico monumentale della città sia il gazebo del Gambrinus?
Volete sapere come ha risposto il Soprintendente al giornalista che chiedeva quali saranno gli estiti della vicenda?
“Non lo so, il funzionario competente per quella zona in questo momento non c’è, torna lunedì”!!!!

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