Due anni dopo. I lavavetri, di nuovo
Poi vi aggiorno anche sulla telenovela consulenze, non vi preoccupate.
Prima però c’è un’altra notizia, non napoletana, di cui mi piacerebbe discutere. E cioè l’ordinanza contingibile e urgente con cui, a Firenze, si vieta l’esercizio del mestiere girovago di lavavetri. Sulla carreggiata stradale e fuori di essa. Fino al 30 ottobre (dettagli qui, e in molti altri posti).
In giro — prevedibilmente e salvo eccezioni anch’esse previste — c’è consenso, o dissenso ma per il ritardo della pensata. E tuttavia io proprio non riesco a credere che i lavavetri siano diventati aggressivi e che spesso e volentieri molestino le signore. Non ho dubbi: saranno fastidiosi, un po’ per tutti e da vari punti di vista. Però l’idea che ora potranno beccarsi una denuncia penale con arresto fino a 3 mesi mi pare comunque … eccessiva.
Poi lo so, ora ricomincia lo stesso dibattito del 2005, quando Cofferati propose cose analoghe. Mentre il sindaco Dominici, (veltronianamente?) è in vacanza, e tace, si dirà (anche da sinistra, anche a prescindere dai commenti razzisti) che la legalità è la legalità senza se e senza ma, e che quelli (oltretutto) non sono veri poveri, ma gente organizzata da centrali del malaffare o addirittura camorristiche. E dunque io sarò ottusa — o forse, senza saperlo, sono ormai pericolosamente radicale — perchè invece continuo a pensare che il problema non va risolto così (ammesso e non concesso che così si risolva).
Oltretutto, mentre stanotte cercavo di capire cosa diavolo è un’ordinanza contingibile e urgente, mi sono convinta ancora di più che non c’è nessun motivo di esercitare quel potere, immaginato per consentire a varie autorità di emettere provvedimenti “non specificamente previsti ovvero difformi da quanto si dovrebbe fare in via ordinaria”.
Nelle città, i poveri — indigeni e migranti — non sono un fenomeno straordinario almeno dai tempi della rivoluzione industriale (ma forse, a scavare bene, pure ad Atene…). Perchè mai allora non si dovrebbe trattare il problema per le vie ordinarie?
ps. Ah, vedo che ci sono già 15 denunce, e che l’assessore chiarisce: l’ordinanza riguarda esclusivamente i lavavetri. Chiedere l’elemosina è consentito (chè i poveri sono poveri e non disturbano).
ps2. Non poteva mancare: il sondaggio. E nemmeno stupisce che siano in netto vantaggio quelli d’accordo (al momento sono l’85%).



August 28th, 2007 alle 1:38 pm
Si potrebbe proporre ai girovaghi lavavetri di trasferirsi a napoli e di fare gli scippatori così rischiano pene meno severe.
August 28th, 2007 alle 2:03 pm
ti vedo pragmatica…
August 28th, 2007 alle 3:29 pm
sono stati i lavori a casa: tra muratori e mio marito…
August 28th, 2007 alle 3:49 pm
E’ un tempo difficile. In cui siamo tormentati da problemi cui si danno regolarmente risposte sbagliate ma che si giusitificano (cioè si rendono giuste, si legittimano) grazie all’eccessività della risposta.
August 28th, 2007 alle 4:04 pm
zeta,
ho idea che la più semplice giustificazione (sempre nel senso che dici tu) sia quell’85% ai sì (sono d’accordo) nel sondaggetto del tuo giornale.
August 29th, 2007 alle 12:34 am
Non mi pare che i poveracci che lavano i vetri ai semafori siano il problama maggiore del nostro paese… comunque, ho la soluzione: ricicliamo i lavavetri e li mettiamo al posto del T-Red a fare le multe ai semafori! Che dite?
September 13th, 2007 alle 2:32 am
[…] 13 Settembre 2007 La storia tutta italica della cacciata dei lavavetri dalle città (o dai loro centri, che almeno quelli hanno da essere decorosi) mi fa ancora indignare. E temo che non sia affatto finita. Ma ne ho già parlato qui (quando è iniziata) e poi qui, qui, (versione napoletana) , qui (quando almeno Cacciari si è dissociato dall’imperativo “di portare il cervello degli italiani all’ammasso”) e ancora in altri post(i) su decidiamoinsieme e quindi non ci torno qui, almeno per ora. […]