Dissoccupati/02
Update 21 maggio.
Per oggi, pausa delle opinioni: arriva l’inchiesta.
::
L’intervistato di oggi è Corrado Gabriele, assessore regionale al lavoro (e alla formazione). Il quale, fra altre interessanti idee, sostiene che Mariano D’Antonio — assessore regionale al bilancio — non pensa quello che ha scritto ieri.
Inoltre, aggiunge elegantemente, (piuttosto che scrivere) D’Antonio dovrebbe spicciarsi a spendere i fondi su cui ha competenza: se no che ci sta a fare? In un mercato del lavoro che espelle 325 persone al giorno si deve pensare allo sviluppo, insiste Gabriele. Che a me non pare così ovvio, ma tant’è.
Quanto al progetto Isola (occhio alle date dei link e magari anche alla ricca documentazione cui vi conduce questo portale), secondo l’assessore non ci sono affatto entrati gli amici degli amici: la procedura è stata pubblica (il che, di per sé non garantisce nulla, come è noto). Poi, figuriamoci, è vero: “chi blocca i comizi di Ferrero o Cesaro sbaglia”, ma i falsi poveri (immagino si debba interpretare così quel portare le Hogan) sono solo pochi.
Insomma, anche se vedo che il tema non troppo appassiona gli habitué di qui (benché ieri il lungo commento del Malpensante proponesse vari spunti interessanti) insisto. Perché sono convinta che, in tutti i suoi aspetti, il trattamento della disoccupazione via politiche pubbliche è un tema-chiave dalle nostre parti, che permette di capire molte cose: del passato (mai del tutto passato, viene da aggiungere) ma anche più future e forse perfino più elettorali.



May 20th, 2009 alle 4:34 pm
Beh, che dire? Anche l’intervista a Gabriele mi pare che meriti un’edizione annotata.
Sperando di non annoiarvi troppo.
eccola…
—
D’Antonio parla molto ma i suoi progetti sono bloccati [I miei invece camminano, corrono, infiammano, spopolano]
di Simona Brandolini
Corriere del Mezzogiorno, 20-05-2009 (con note del soprascritto)
Assessore Gabriele qual è il tasso di disoccupazione in Campania?
«Ufficialmente è del 14 per cento». [Errore ROSSO per un assessore, il tasso è 12,6%, quello che indica è il tasso della provincia di Napoli (un chiodo fisso. Secondo noi conosce anche quello di Acerra, ma non lo può dire…)]
Realmente? [Realmente sbagliato]
«In Campania una persona su tre, tra i 15 e i 65 anni [64 in verità, per la precisione], non lavora [non è vero purtroppo, una persona (1,2) su tre lavora e due (1,7) no giacchè il tasso di occupazione è del 42%], tra i 18 e i 35 anni una persona su due [veramente stiamo molto peggio con un tasso di occupazione del 15,9% che significa cinque su sei senza lavoro, ahimè] e la disoccupazione femminile giovanile è del 65 per cento». [veramente è del 34%, solo perché per le ragazze sono bassissimi i tassi di attività. Ma dove li ha presi questi dati l’assessore? Ha fonti ufficiali proprie o inventa? Considerato che per esempio la classe di età 18-25 anni non è presente nelle statistiche ufficiali che considerano solo la classe 15-24?]
Con dati come quelli snocciolati [è veramente il caso] dall’assessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele, ci sarebbe da chiudere qualsiasi discussione [idem].
Il mercato, quello del lavoro, in Campania non esiste. Oppure se esiste è in nero. Illegale. Dunque a cosa serve un’Agenzia interinale pubblica? [Ce lo domandavamo anche noi ieri e forse bisognava chiederlo anche a Viespoli, mentre qui si passa direttamente ad altre domande] E perché vi potranno accedere solo i 3500 disoccupati del progetto Isola (formazione più work experience) come ha spiegato ieri il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli? [Anche questa domanda non è posta, è una domanda apparente. Oppure Gabriele non risponde?]
Assessore il suo collega di giunta Mariano D’Antonio scrive: “Le scadenze elettorali sono l’occasione che alcuni capipopolo sfruttano per raccattare voti promettendo in cambio sussidi e posti di lavoro”? [finalmente una domanda con risposta]
«Usciamo da un equivoco. Quello che dice Mariano D’Antonio non è quello che pensa [??? D’Antonio o l’assessore non sa parlare?] e ha votato la giunta regionale nel corso di questi anni. Un percorso che alla fine ha portato all’idea dell’Agenzia che non guarda solo a Isola, ma anche ai cassintegrati. Dovrà intervenire, cioé, dove ci sono debolezze».
[Qui l’invito a verificare cosa abbia deliberato la giunta regionale è d’obbligo, non tanto per difendere una giunta disattenta se non compiacente e comunque immeritevole, ma per semplice amore di verità. Questi sono i rinvii (delibera1; delibera2 e qui effettivamente si prende atto della disponibilità del ministero alla proroga; decreto1 per completezza di informazione; ma l’importante è qui, nell’avviso allegato al decreto. Non occorre leggere, basta tenerlo a tiro per una consultazione. Se abbiamo dimenticato qualcosa preghiamo l’assessore di indicarcelo, così come lo invitiamo a indicare in quale punto e con quale disposizione la giunta ha disposto a) che in Isola confluissero i disoccupati del precedente progetto di Ministero Regione Provincia e Comune, b) che si costituisse un’agenzia regionale per il lavoro. Forse l’assessore scambia le delibere della giunta con i decreti dei settori del suo assessorato. L’unico punto in cui si legge infatti che le selezioni saranno riferite a bacini di precedenti progetti è all’art.8 dell’avviso, consultare per credere.]
Qualche mese fa ha presentato dei dati allarmanti sulla crisi in Campania.
«Dal primo gennaio ad oggi il mercato del lavoro espelle 325 persone al giorno. Un sistema che perde 40 mila persone deve pensare quindi allo sviluppo. Quindi a D’Antonio dico: faccia presto a spendere il miliardo di euro di fondi europei di sua competenza». [No comment, sulle capacità di conto dell’assessore Gabriele e sulle fonti delle sue statistiche ufficiali abbiamo già detto]
A cosa si riferisce?
«Agli investimenti e alla miriade di progetti che stentano a decollare. Non è che quando dipende da un assessorato sei un semplice burocrate e da altri un incapace. Se D’Antonio fa bene il suo lavoro e fa partire le opere pubbliche, l’Agenzia potrà dare occupazione. Invece di commentare sul giornale, faccia lavorare bene il suo assessorato, sta lì per quello». [D’Antonio nella sua lettera di ieri al Corriere ha già chiarito che qualche burocrate per questi ritardi rischia seriamente di perdere il posto, per il resto anche in questo caso no comment]
Ma che fa? Scaricabarile? [Ehi che spregiudicatezza!]
«Ci mancherebbe. Ognuno deve fare quello che è di sua competenza. Io ho costruito un meccanismo [sistema] che prevede di dare sostegno [a me] e lavoro [soprattutto ai miei numerosi collaboratori]. Poi il sistema è marcio? [Gesù] C’abbiamo provato [Dio, fa qualcosa! costui ci governa]. Ma non si può giudicare gli altri» [i fatti, non gli altri, i fatti].
Di questo meccanismo fanno parte anche i centri per l’impiego che per Viespoli non funzionano.
«E prima avevamo il collocamento di Pietravalle. Un disastro. I centri per l’impiego hanno una funzione limitata. E non funzionano perché c’è un mercato del lavoro votato al nero, governato dalle clientele».
[Che c’entra? La risposta si/no, importante per la legittimità-legalità delle procedure nel “meccanismo” che Gabriele ha creato, non c’è; rispondiamo noi. No i centri per l’impiego non fanno parte. Forse per trovare lavoro ai disoccupati non funzionano, però a gestire le procedure di selezione, applicare la legge, cancellare dalla disoccupazione chi rifiuta un lavoro, rifiutarsi di iscrivere prima di un altro uno che è arrivato dopo, funzionano magnificamente, con impiegati che provengono dal Ministero del lavoro e che — un po’ perchè hanno paura, un po’ perchè sanno servire lo Stato, un po’ perché a loro la cosa non interessa direttamente — non permettono e non gradiscono di passare e far passare i propri uffici come imbroglioni e incapaci. Andate a sentire cosa ne pensano di quello che si è fatto con Isola i dipendenti dei Centri per l’impiego.]
Chi fa clientele?
«L’imprenditore non si rivolge al centro per l’impiego, ma o al politico o talvolta al camorrista o, nella migliore delle ipotesi, all’amico. Inoltre il governo Berlusconi ha fatto una legge che ha favorito l’intermediazione privata, quindi funzionano le agenzie interinali e non il pubblico. Non a caso facciamo, con l’Agenzia, una fotocopia delle società private, ma gestita dal pubblico».
[Ed è questo che veramente non si spiega: l’agenzia, se pubblica trova lavoro o tratta lei con il politico, il camorrista o nella migliore delle ipotesi l’amico?]
Ma chiuderete i centri per l’impiego?
«No». [Amen ci mancava solo questa]
Qualcuno ha trovato lavoro rivolgendosi ad un centro per l’impiego?
«I centri per l’impiego in tutta Italia movimentano il 20 per cento dei lavoratori, in Campania sotto il 10 per cento. Poco, vero, ma già qualcosa». [Come sarebbe bello se almeno questi numeri fossero veri…]
Torniamo all’Agenzia: il governo al massimo sosterrà i disoccupati per sei mesi, finché la struttura non sarà operativa. Poi, Viespoli ha detto basta. Lei è d’accordo?
«No. Non è giusto pensare di tenerli buoni solo per un po’. Ai lavoratori Alitalia, del resto, il governo li sostiene per 5 anni». [No comment]
Ma sono lavoratori espulsi dal ciclo, non disoccupati.
«Appunto, i disoccupati il lavoro non l’hanno visto mai. E poi la selezione di Isola è stata pubblica».
[Alt! Fermi tutti. La selezione per Isola, forse sarà stata pure pubblica, ma l’assessore non dice che era riservata solo a chi aveva già fatto parte del precedente progetto di Ministero, Regione, Provincia e Comune. Questo, come già detto, non perché fosse stato disposto e indicato da una delibera di giunta, ma perché è stato così disposto da un decreto dirigenziale, cioè da una struttura amministrativa dipendente dall’assessorato. Quanto alla selezione sul progetto preesistente, quella più che pubblica fu fatta “in corsa”, con prenotazione al call center e furono inseriti nel progetto poi approdato a Isola quelli che si prenotarono per primi. Il call center e la lista di prenotazioni furono attivati e gestiti con strutture esterne e con il supporto di Italia Lavoro. Dei diecimila prenotati circa, i malcapitati che erano riusciti a intrufolarsi senza aiuti “organizzati” finirono nei percorsi di autoimpiego e di mobilità territoriale “liberamente scelti”; tutti gli altri nella formazione, poi in Isola, e tra un po’ nell’agenzia di Viespoli e Gabriele.]
Quindi non sono entrati gli amici degli amici, iscritti a determinate liste?
«Ma se la procedura è stata pubblica, quali amici degli amici [quelli erano già entrati prima]. Perché ora sono fetenti e prima no? [già sempre gli stessi sono, e non sono loro i veri fetenti]. Sono d’accordo che chi blocca i comizi di Ferrero o Cesaro sbaglia [anche se sono io a chiamarli]. Ma solo una piccola parte porta le Hogan, il resto è povera gente. È gente che fa la formazione e poi va a pulire le scale. Che c’è di male se uno Stato li sostiene? [Niente, basta che sostiene pure tutti gli altri secondo giustizia] Dunque la copertura finanziaria deve essere più lunga [più larga, Gabriele, più larga], anche per evitare la coincidenza con le elezioni regionali [Gesù]: il nostro progetto prevede sostegno per due anni grazie a una copertura finanziaria di 60 milioni». [Mio Dio questo così ci governa]
Ma così non si continua ad alimentare il bacino dell’assistenza?
«I soldi che sono stati dati per politiche passive di assistenza sono il 5% rispetto a quello che si è dato alle imprese per fare contratti di programma, Aifa, Inla e altri progetti del genere. Con quali risultati? Zero, perché il tessuto imprenditoriale campano non ha portato vantaggi» [almeno io faccio qualcosa per me].
Pensa di aver fatto errori oppure no?
«Non c’è dubbio che abbia sbagliato. Ho sbagliato a fidarmi di aziende che non hanno assunto nessuno. Non c’è stato un solo Lsu assunto da un privato e c’erano bonus. La politica si è avvantaggiata sulla pelle dei disoccupati, ma io non prendo voti grazie ai disoccupati. In primis perché non sono candidato, differentemente da altri». [No comment, veramente no comment]
L’assessore provinciale Bernardo Tuccillo, del suo partito, Rifondazione, vuole, nonostante gli assalti dei disoccupati alle sedi del Pdl e a un comizio del segretario Prc Ferrero, far partire il bando per l’orientamento di quasi 5 mila senzalavoro. È d’accordo?
«No, la selezione non deve essere fatta a tre giorni dalle elezioni. Perché Cesaro e Nicolais non si esprimono su questo argomento?». [Finalmente d’accordo? Ma certo lui non è candidato!]
[ps. Qualcuno dovrebbe spiegare all’assessore che la disputa con d’Antonio non è l’argomento del giorno, Isola si.]
May 20th, 2009 alle 4:45 pm
caro malpensante,
io di nuovo la edito, perché le cose che lei scrive mi sembrano molto interessanti.
Peccato che ragionamenti come il suo non riescano a rompere il muro di gomma tipico delle nostre parti…
però … mai dire mai. E comunque almeno li mettiamo “agli atti”.
Chi sa, forse qualcuno un giorno potrebbe volere studiare il “caso” …
May 20th, 2009 alle 5:20 pm
Con questa interessante chiosa del Malpensante all’assessore Corrado si rimette finalmente in chiaro che la questione è proprio politica. Non solo Politica come a molti di noi pare naturale, ma anche politica nel senso strettamente elettorale che ha la materia del bisogno a Napoli da Lauro, a Gava, a De Mita, a Corrado. E non ci si meravigli poi del presidente Cèsaro.
Per cui ha ragione d.l. a dire che sul tema si possono approfondire qui più livelli. Forse la ritrosia è data dalla sopraggiunta nausea.
Per contropelo nell’uovo, mi sembra che sia d.l., sia il Malpensante siano però troppo cospirativi nel sentire l’assessore dire: “Quello che dice Mariano D’Antonio non è quello che pensa.”
Mi sembra che invece che egli dica “Quello che dice Mariano D’Antonio non è quello che pensa (e ha votato) la giunta regionale” Cosa che rimane altamente opinabile e malpensabile, ma diversa.
May 20th, 2009 alle 6:49 pm
certo che leggendo la presentazione di Isola che Daniela ha rintracciato e quello che il malpensante con insistenza ripete, non si può che constatare che i vari Damiano, Bassolino, Oddati & co da una parte annunciavano un progetto nuovo e dall’altra incassavano la “sistemazione” degli organizzati già inseriti in un precedente progetto. Che non ci avessero pensato sin dall’inizio e che Corrado li abbia “fregati” potrebbe anche essere, ma che non se ne siano accorti strada facendo e nemmeno dopo, e che non se ne accorga nessuno nemmeno adesso, come dicevo nelle mie riflessioni di qualche giorno fa, è veramente diabilico. Ed effettivamente è deprimente che nessuno abbia niente da aggiungere.
May 20th, 2009 alle 6:58 pm
@ e.r.
probabilmente hai ragione (sul contropelo), ma l’ipotesi più maliziosa è troppo invitante, e del resto la Brandolini ci ha messo il suo nel riportare la risposta.
:)
Dopo di che, il senso — certamente diverso — della frase non cambia moltissimo (invece) il livello della schermaglia Gabriele/D’Antonio (benché il Malpensante sostenga che non è questo il punto all’odg).
Ovvero, D’Antonio non sarebbe più tacciato di essere … ipocrita (?), ma di essere isolato in giunta.
Ora, se dal punto di vista delle “opinioni” sul prof. D’Antonio non saprei bene quale delle due è peggio, la seconda ipotesi è meno offensiva dal punto di vista personale ma forse è più “dura” sul piano politico.
Visto che alcune scelte “austere” mi pare che D’Antonio stia provando a farle e pure, o soprattutto, a farle fare al resto della baracca …
@ susi (che ci siamo sovrapposte)
è un po’ deprimente, sì… ma anche sulla nausea e.r. non ha torto …
May 20th, 2009 alle 10:16 pm
le “interviste annotate” (ricordate le “interviste impossibili”?) del malpensante meriterebbero la pubblicazione da parte della brandolini … quasi quasi gliele mando …
May 21st, 2009 alle 12:19 am
Per afrvi stare senza pensieri ecco un estratto del programma elettorale di cesaro in cui si parla di formazione:
“Il mercato del lavoro che abbiamo in testa avrà protagonisti: -i servizi per l’impiego, i quali, oltre a svolgere le attività di intermediazione, ricerca, selezione e supporto alla ricollocazione del personale devono mantenere la funzione pubblica di tenuta e aggiornamento dell’anagrafe e della scheda professionale dei lavoratori nonché svolgere le azioni di prevenzione della disoccupazione; -l’agenzia provinciale per il lavoro, struttura che creeremo per integrare i servizi con il compito specifico di svolgere sul territorio la funzione di collocamento, intermediazione, ricerca, selezione e supporto alla ricollocazione del personale. La Provincia di Napoli sarà dunque chiamata a dimostrare la sua capacità di governare il mercato del lavoro locale “facendo sistema” sul territorio, operando cioè in una logica di rete che consenta di ricercare l’integrazione a livello territoriale dello sviluppo territoriale con il welfare locale. Un fronte importante dovrà essere aperto con la Regione Campania per il trasferimento della delega relativa alla formazione professionale che in un sistema composito di organizzazione delle politiche attive per il lavoro a livello locale diventa centrale e strategico in riferimento alla capacità di un ente come la Provincia che è capace di cogliere immediatamente le dinamiche del mercato e , quindi, orientare in relazione alla offerta di lavoro la formazione. ”
Niente di nuovo sotto il sole mi verrebbe da dire, con l’aggiunta del tentativo preventivato di accapararsi tutta la formazione e di metterla in capo alla provincia…
May 21st, 2009 alle 8:21 am
L’impostazione di Cesaro non fa una piega, potrebbe essere tratta da un doc di indirizzi della regione emilia tranquillamente.
la formazione è dovunque affidata alle province tranne che in campania e la logica della integrazione è molto più lineare di quella del puzzle attuale con stato regione e enti locali che o si “accordano” per fare operazioni tipo isola che a mio avviso si fanno con più tatto e meno ratto di lavoro un po’ dovunque o per farsi la guerra
Il punto è che a parte tutta questa ingegneria di buone intenzioni e strumentazioni c’è un mercato del lavoro che come dice anche il “sapiente” Gabriele va per i fatti suoi e qui da noi, carente e squilibrato com’è, va per lavoro nero o non nero in piccole e piccolissime imprese dove la protezione e l’accesso è soprattutto affidata alle reti forti di amici, amici di amici, e parenti, oppure per lavoro pubblico parapubblico o di grandi strutture di servizi o di grossi appaltatori di “pubblico”, in mano a canali super controllati dalle reti politiche e clientelari.
Poi c’è Isola di cui ormai sappiamo. Ed è così che Cesaro o chi per lui, di qui o di lì, spaventa se non si fa niente per stoppare e moralizzare la corruzione e l’illegalità dell’accesso al lavoro e alle politiche di formazione e di aiuto ai disoccupati. Cesaro, come gli altri, dovrebbe pronunciarsi su questo e non solo su una facile modellistica dei servizi per l’impiego destinata a restare lettera morta.
May 21st, 2009 alle 8:35 am
@monica e se invece mettessimo insieme i post (questi, quello di flacot su Astir, quelli del cantiere e di napolionline e quant’altro e facessimo un dossier “elettorale”?
notazione: un tempo si diceva libro bianco, adesso i libri bianchi li fanno dall’alto (vedi l’ultimo sul welfare che ha la voce ha commentato “libro bianco con pagine bianche” e noi del cantiere, più modestamente, “libro dei bianchi”)
May 21st, 2009 alle 1:38 pm
@ a susi: e perché no?