Prove di democrazia
«Non ho rimpianti. Ho molti difetti ma sono persona alquanto temperata e restia ai risentimenti. Penso di avere dato un piccolo segnale, serio. Contro la post-democrazia, appunto. Presi ventimila voti. Bei voti. … Voti di gente libera. In una città blindata in senso post-democratico. Cittadini che non si fecero terrorizzare dalla chiamata alle armi, che fece rientrare nei ranghi, con vari metodi, i 4/5 della “società civile”. Di tali “rientri” mi sono ripromesso di raccontare taluni gustosi episodi… ma dopo il mio ottantesimo compleanno, se campo. …
Possiamo finalmente dirlo? L’abbiamo fatto proprio “un po´ fuori moda, con l´idea di impegno etico-civile, liberato da qualsiasi condizionamento di interesse o di carriera personale”… »
E diciamolo pure: era una roba fuori moda e consapevolmente ingenua, come scrive Marco stamattina, ma è stato giusto, e bello, provarci. Ed è stato giusto anche — dopo — tornare ai nostri lavori e continuare a commentare le vicende della città da cittadini.
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ps. Se qualcuno avesse voglia di saperne di più, magari perché non c’era, qui c’è una parte del materiale che documenta le cose di cui parla Marco (e anche l’origine di questo posto). Oppure, e soprattutto per riderci sopra, provate a (ri)leggere unicamente questo piccolo post, ché tanto il seguito lo conosciamo tutti.


