Calciatori e capelli: stravaganza in campo

l rapporto dei calciatori con la loro capigliatura è sicuramente molto vario e, dalle treccine di West alle famose creste di Ballottelli, si può tracciare una storia di calcio e pettinature, molto originale.

I più estrosi

La storia del calcio può passare anche dalle acconciature di alcuni calciatori che hanno dato più importanza alle loro capigliature, piuttosto che la talento (ma non è sempre stato così per fortuna). Questo mostrare dell’Hair Style in campo è un’usanza moderna, visto che una volta ci si doveva presentare in campo con pettinature ordinarie. Solo alla fine degli anni ottanta ha avuto  inizio il rinnovamento del look di alcuni calciatori. Chi non si ricorda le meravigliose treccine di Ruud Gullit, punta di diamante dei rossoneri negli anni ’90? Le sue gambe erano veloci come fulmini e le sue treccine lo seguivano lasciand la scia! Oppure il cespuglio di Valderrama o i lunghi capelli lisci e biondo chiaro di Canigga? Sono stati proprio loro i precursori di questa moda.

Il codino di Roberto Baggio ha invaso le teste di milioni di ragazzini (e non solo) per anni mentre il taglio alla Hamsik sta ancora furoreggiando in particolare al sud. Le creste sono state inventiva di El Shaarawy e Balottelli, mentre per i disegni particolari e i capelli ossigenati bisogna rivolgersi ad Abel Xavier, anche se il primo giocatore di colore a presentarsi con i capelli ossigenati è stato IbrahimBa che nel 1997 fece un gran scalpore.

Ovviamente ogni acconciatura rispecchia le caratteristiche del giocatore, ma anche chi non è un calciatore professionista può dare un tocco di personalità alla propria “testa” utilizzando i prodotti professionali che si trovano su prodottixcapelli.com: utilizzare prodotti di alto livello è l’unico vincolo che si pone per il bene della propria chioma.

Quali sono le acconciature più pazze?

Giampiero Boniperti, l’uomo per cui l’eleganza era un punto cruciale, sostiene, giustamente, che bisogna presentarsi in campo con un aspetto decente, proprio per rispetto nei confronti del pubblico. La Juventus è sempre stata la squadra più elegante, in cui lo stile è diventato il suo stesso simbolo, tanto che Rui Barrios, appena acquistato, venne costretto ad un taglio di capelli decoroso.

Lo svedese Ljungberg, invincibile dell’Arsenal, ha giocato più che sul taglio, sul colore e così ha sfoggiato il viola, tutte le tonalità del rosso e del’arancione. Hamsik, invece, è diventato la vera fonte di ispirazione di tutti i giovani napoletani.

Tra gli estrosi non possiamo dimenticare Ronaldo che nel 2002 ha vinto il posto d’onore per il look più “simpatico” , ma ha vinto anche i Mondiali. La sua scelta fu dettata dalla necessità di spostare l’attenzione del mondo dai suoi dolori inguinali ad altro e, sicuramente c’è riuscito!

Mondiali di Calcio Femminile: niente diretta

La Nazionale Femminile di calcio sta cercando di qualificarsi per il Campionato del Mondo di Francia 2019 ma nessuna rete nazionale trasmetterà le partita di questa sera: perché?

Forse perché il mondo del calcio è stato sempre di dominio maschile? Forse perché lo scotto della qualifica della nazionali maschile è ancora troppo forte? Oppure perché le atlete femminili non hanno gli stessi diritti di quelle maschili? Ebbene si, c’è una discriminazione di sesso ma va ben oltre alla semplici considerazioni che abbiamo fatto fino ad ora.

Ci sono quattro sport in cui solo gli uomini sono considerati professionisti, mentre le donne sono dilettanti: calcio, la A1 di pallacanestro, ciclismo su strada e golf. Questo succede perché nello sport le donne non hanno tutele: non potendo essere professionisti, non hanno un contratto quindi niente tutele previdenziali e altro. Ovviamente il punto più discutibile è la gravidanza. Anche se hai un contratto, è stagionale e la gravidanza potrebbe far saltare il contratto, quindi niente compenso. Indubbiamente diventa impossibile dal punto di vista delle squadre garantire le stesse tutele che una donna può avere in un ufficio, ma è pur vero che una ragazza che vuole emergere nello sport non ha nei suoi progetti a breve termine un figlio. Quindi cosa realmente frena lo sport femminile?

A frenare questa ascesa sono solo gli interessi economici: le televisioni non trasmettono le partite femminili perché c’è ancora poco seguito (secondo loro) quindi questo non gli garantirebbe il giro di soldi che c’è dietro una qualsivoglia partita di serie A. L’unico modo per gli atleti (anche maschili) dilettanti, di sfondare è entrare nei gruppi militari: basta pensare che abbiamo lo sport più “militarizzato” al mondo.

Comunque le cose, a breve, non cambieranno. Per quanti successi potrà riportare la squadra femminile di calcio, prima che possa “gareggiare” con quelle maschili a livello di sponsor, ci vorrà molto tempo. Per ora non ci resta che dire “Forza azzurre”!