Dis-Continuità
Ieri sera, guardando Carfagna (e i cosiddetti giovani del pd, almeno alcuni bravi) ad Annozero (qui un interessante stralcio), mi immaginavo uno scenario possibile per le prossime elezioni napoletane, con la ministra candidata sindaca in irresistibile ascesa. Non era per nulla una fantasia piacevole.
Si deve davvero fare qualcosa, pensavo. E pure qualcosa che funzioni.
Oggi, leggo che Bassolino, in una manifestazione di saluto alla Stazione marittima, ha sostenuto che non si può pensare di fare anche la prossima campagna elettorale all’insegna della discontinuità, perché (cvd, si potrebbe aggiungere) si perde. Indi, “ci sarà tempo per valutazioni più profonde” ma ora non si deve guardare al passato: si deve pensare al futuro.
Continuando a leggere, peraltro, ho appreso pure che Rosetta, presente all’evento con molti altri (per la serie c’era questo e c’era quello), ha attraversato la sala ed è andata a baciarlo, felice che sul bilancio le cose si stanno mettendo bene.
Ora, io sono perfino d’accordo che se il Pd e dintorni continuano a discutere di bassolinismo e antibassolinismo non si va da nessuna parte — lo penso da tempo, a dire la verità — però mi pare che, con molta urgenza, si debba andare oltre. Magari facciamo che non la chiamiamo più discontinuità — che porta male, ok — però possiamo andare OLTRE?
Ci sono in giro, a quel che vedo, un bel po’ di persone che vogliono andare oltre. Non solo a Napoli: a Milano e a Roma si sono già incontrati (l’idea era stata lanciata qui e ieri Pippo la metteva così) e il contratto a progetto che hanno proposto potrebbe avere, a fine maggio, una tappa napoletana. Io darei una mano, “insieme” con chi ci sta.
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ps. E sì, lo so, la prima cosa da fare, per fare qualunque altra cosa, sarebbe aggiustare ’sto cavolo di blog in modo che si possa di nuovo commentare. Provo a farcela, però voi intanto pensateci…
pps. Per chi sta su Facebook, il gruppo.


