Ancora sul laboratorio campano (e dintorni)
Continua, anche qui senza grandi novità, il dibattito (soprattutto piddino) sulle alleanze e sulle primarie. Oggi è il turno di Luisa Bossa, neodeputata e contraria alla sperimentazione, che rilancia un veltronismo puro, ma anche — di nuovo — dell’immancabile Corrado Gabriele, che vuole invece fondare un partito ad hoc per sperimentare: “la Sinistra”.
Ove mai non ci fosse chiara la sua collocazione in questa mappa superlocale, Gabriele ci fa inoltre sapere di avere rifiutato una candidatura nel Pd. Non ci dice, invece, se — come sussurano le malelingue — al piddi siano arrivati un po’ dei suoi voti.
E’ la variante nostrana (ché noi siamo sempre originali) di un dibattito più serio, aperto un po’ dovunque, al quale oggi partecipa (per esempio) Paolo Franchi, che — ormai libero dal Riformista — difende la necessità di una sinistra. Ma su Corsera si legge anche di vari intellettuali (da Canfora a Vattimo, ma alla categoria viene ascritto di ufficio anche Baldini) che firmano appelli per riavere un partito comunista. Soci fondatori: Rifondazione e Pdci, segretario gradito: Paolo Ferrero (ma non mi pare che l’interessato sia d’accordo)
Repubblica, invece, oggi si dedica a Veltroni, intervistato da Massimo Giannini.
Infine, un po’ curiosamente, Marco Demarco oggi scrive l’editoriale dell’edizione di Bari del Cormez (sotto), pronunciandosi sul dibattito dell’Infedele di cui discutevamo anche noi ieri pomeriggio, qui. E mette al centro il tema del pragmatismo della sinistra (che manca), sollevato — dice — perfino dalla faccia stranita di Maurizio Lupi alle parole di Nichi Vendola (a Napoli, invece, chi sa perchè, ci tocca l’editoriale “giuridico” di Pietro Ciarlo, ma ve lo risparmio).
Che poi era più o meno lo stesso tema trattato dal (bellissimo, secondo me) servizio sulla possibile scomparsa della sinistra (causa disadattemento e inadeguatezza congenita al mondo moderno), linkato ieri sera da Ottantacento, che faceva da spunto alla discussione da Lerner.
update del the
L’appello di comunist*, di cui sopra, lo potete leggere qui, e affianco ci trovate anche le prime adesioni. Con tutto il rispetto, e nonostante la mia ‘nziria per la questione anche-qui-da-noi-vorrei-una-sinistra, mi pare assolutamente ragionevole il commento di Omb 2.31 (attraverso cui lo ho scovato): “… sembra un discorso di Bertinotti editato da Diliberto. Ma santissimaapacedellamariavergine, non esiste proprio un* comunista capace di sintetizzare e magari mettere dei BR così uno che già gli tocca leggere quella roba almeno piglia fiato?”
un’altra news, imperdibile
Non so bene se anche questa fa parte del “laboratorio campano”, ma sappiate che Mastella ha deciso: ricominciano, da tre ma sono di più. Saranno come gabbiani e adotteranno il modello della Lega. Quindi già al prossimo Consiglio nazionale decideranno se organizzare o meno la tradizionale Festa di Telese.
—
18 aprile 2008
Corriere del Mezzogiorno - Bari
L’analisi di Vendola da Lerner
Sguardi miopi non lunghi
di Marco Demarco
Chi ha visto l’altra sera la puntata de L’infedele, avrà notato lo sguardo tra l’incredulo e lo smarrito con cui Maurizio Lupi, promettente leader della Lega Nord, seguiva l’intervento accorato di Nichi Vendola. Sollecitato da Gad Lerner, il governatore tentava di spiegare il collasso della Sinistra Arcobaleno, le dimensioni «catastrofiche», come egli stesso le ha definite, della sconfitta elettorale. Vendola parlava di culture novecentesche non più nazionalmente rappresentate, di fratture insanabili, di crisi epocali di valori e visioni prospettiche, e il povero Lupi, avvolto in questa crescente nuvola visionaria, non riusciva più a seguire i riccioli barocchi di quel fraseggio, i voli estremi tra storia e immaginazione. Perfino Lerner ha dato dell’apocalittico a Vendola; mentre il lì presente Arturo Parisi, prodiano mai pentito, gli richiamava la differenza tra rappresentazione e soluzione dei problemi. Ma Vendola parlava e Lupi sgranava gli occhi, si chiedeva cosa mai stesse dicendo. A un certo punto è sbottato: «Così non si capisce nulla!». Ovviamente, non è che non intendesse il senso delle parole. Così non capirete mai - ha infatti spiegato Lupi - perché noi della Lega vinciamo e voi della sinistra perdete. Il pragmatismo contro l’utopia. Il progetto circoscritto contro la genericità di obiettivi epocali.
Lupi e Vendola. Non due leader concorrenti, ma due mondi separati. E Vendola, inutile dirlo, è uomo di governo, leader ragionevole, politico capace. Tanto è vero che è uno dei pochi superstiti di quel radicato partito che è stato Rifondazione. Il problema, allora, è perché il Sud non possa nutrirsi di quel pragmatismo che ha costituito lo spirito vitale della Lega e ha tenuto in campo, ormai sono circa venti anni, la questione settentrionale. Eppure, fu proprio Salvemini, osservando il Sud, e conoscendo la terra pugliese, a parlare di «concretismo» e ad immaginare partiti non più piegati dall’ideologia, ma utili come leve a sollevare, risolvendoli, i problemi.
Lo stesso Vendola, in una lunga intervista rilasciata ieri a Liberazione,
ha detto che la ragione della sconfitta deve essere ricercata «nel totale scoordinamento dei nostri tempi rispetto a quelli della realtà». Di chi parla? Di quali tempi? Non certo di quelli del Nord. I settentrionali, tra l’altro, hanno anche saputo fornire un progetto politico- istituzionale alternativo. Hanno indicato nel federalismo una via d’uscita possibile. Non si sono chiusi in claustrofobiche visioni economicistiche. Qual è invece, la proposta che viene dal Sud?
Ancora ieri Francesco Merlo, su Repubblica, suggeriva a Walter Veltroni di nominare Vendola suo vice. Può essere una strada, per carità. Ma è difficile che due pensieri troppo lunghi, due sguardi protesi oltre l’orizzonte possano mettere a fuoco le sfide del presente.
::



April 18th, 2008 alle 12:17 pm
Secondo me dovresti espandere la tua rassegna stampa anche al Giornale, Libero e Padania.
April 18th, 2008 alle 1:06 pm
Quello posto da De Marco mi sembra un bel tema di riflessione. In senso generale la domanda è quale è la risposta sudista alla Lega, cosa di cui abbiamo discusso e si discute ovunque. In senso più specifico si tratta di individuare i temi concreti (a breve termine, quindi qualcosa di politicamente sostenibile e velocemente realizzabile, non il socialismo) da cui ripartire per proporre una linea politica pragmatica e di sinistra. Ne cito uno che mi pare enorme e che attraversa poi molti altri: la pubblica amministrazione. Ne parla Francesco Ramella in un interessante articolo sulla Stampa. Va da sè che poi bisogna individuare i gruppi sociali che possono essere interlocutori di questo discorso. Si intende, per chi ha voglia di fare politica.
April 18th, 2008 alle 1:39 pm
sì. poi però non lavoro più definitivamente …
:)
ovviamente, se mi dai una mano, ci si può sempre provare …
Scherzo, ma non tanto. Questo posto potrebbe migliorare, se ci fossero altre teste al lavoro.
Anche se a volte, però, ho la sensazione che i lettori siano più interessati (o solo interessati) al dibattitaccio locale
ps. la risposta era per G.V., ma intanto ho liberato dalla coda Luciano, e forse non si capisce più
April 18th, 2008 alle 4:33 pm
Demarco non ce la fa..proprio non ce la fa…ottima daniela, adesso ci faccio un post dei miei ehehehehe
April 18th, 2008 alle 5:29 pm
Mi piacerebbe un’analisi sui “riccioli barocchi” anche della prosa della Giammattei (mi riferisco all’articolo di ieri sul CorrMezz …)
Perché il mio non essere affatto in lutto per la sconfitta politica della sinistra “tradizionale”, non mi fa velo a proposito del giudizio sui dirigenti del PD.
April 18th, 2008 alle 5:37 pm
e infatti eccolo qua:
“Accorato appello del corriere della sera : “mandate subito uno psichiatra o almeno un esorcista a Bari!!”
il nuovo post di clark kent su
http://inciucinapoli.blogspot.com
eheheh
April 18th, 2008 alle 5:56 pm
qualcuno può spiegare al direttore del Corriere di Bari che Lupi è di Forza Italia? ed è anche Ciellino… quindi per niente padano?
April 18th, 2008 alle 6:16 pm
Dico. l’abbiamo letto OMB citato da te. Metttere qualche BR ogni tanto - dice, parlando della prosa comunista….
Poi dice che non è vero, che l’inconscio è sempre al lavoro
(e, siccome il piccio zelante è sempre in agguato chiariamo che so che BR è il comando HTML dell’andare a capo)
April 18th, 2008 alle 7:25 pm
Chiedo scusa per il flood, ma vorrei dire una cosa a beneficio della webmasta e di quanti vorranno pensarci.
Forse sarebbe ora di elaborare questo lutto, francamente eccessivo, per la scomparsa della sinistra estrema (il termine radicale me lo lasciate ai radicali, please?).
Articolo meglio: questo lamento che parte da Vattimo e passa per tanti blog, tra i quali questo, dà per accertato il furto di voti, altrimenti non si regge logicamente. Se non si prende per certo il furto di voti (magari la gente “ha scelto”), e certo non è, si devono poi fare i conti con il fatto che quell’elettorato è esploso perché minato dal di dentro da altri fattori - fra i quali metterei l’esodo verso Grilo di tutti coloro che scambiano il comunismo con le manette (non erronea assumption peraltro).
Se invece si uscisse dal lutto, si potrebbe cominciare a ragionare su cosa diventrà il Pd, per esempio, anche perche’ in quanto italiano non berlusconiani alla sua sorte siamo tutti interessati.
Per dire, nella prosa dell’articolo citato da Monica, mi pare ci siano i semi di una riduzione al 7%, tenendosi larghi.
Forza, via il velo nero, niente lacrime. A me che quelli sono spariti FA PIACERE
April 18th, 2008 alle 7:30 pm
sine, Zeta…
BR — anzi meglio ancora < br / > (senza gli spazi, ma se li tolgo esegue “la cosa”) non c’entra con i brigatisti rossi, bensì con quello che dici tu: l’andare a capo nei testi scritti per il web (ovvero in html), ma era che mi piaceva il “santissimaapacedellamariavergine” di Biraghi (se era lui).
ma un* si può togliere anche uno sfizio, ogni tanto, senza troppo spiegare?
nota per eventuali non meridionali:
sine sta per sì, detto con una certa aria paziente (ma di sopportazione)
:-)
April 18th, 2008 alle 7:46 pm
@ Zeta (ancora) con scuse agli altri eventualmente annoiati
non solo a te, fa piacere, a molti. Anche per restare fra amici e parenti, Marco (per es.) sul tema ci ha scritto un bellissimo post, sul suo blog, che sta riscuotendo commenti entusiastici.
Ma perfino io — checché tu voglia credere — non sono troppo in lutto. E, almeno io, quando parlo di sinistra non penso solo a quella estrema, ma perfino ai socialisti (di nome) e a vari altri approcci variamente ‘radicali’, e poi agli elettori (come me) che si sentono anche vagamente di sinistra (ovvero non solo/tanto “progressisti” o modernizzatori).
Infine, il Pd ci interessa (in teoria), hai ragione, e infatti anche qui si è ricominciato a seguire il noiosissimo dibattito di quello locale. Poi, però, se lì dentro ricomincia una guerra (pure un po’ annosa, non solo la guerra campana), non è che proprio un* si appassiona troppo.
E in ogni caso, cosa diventerà il Pd, ha a che fare anche con il tema della “sinistra”, inteso come lo metteva Pasquino (non in lutto, credo) un paio di giorni fa.
April 19th, 2008 alle 1:19 am
Che sarà del Partito Democratico?
Venerdì 18.04.2008 17:25
Del resto è impensabile che si diano simultaneamente e in un solo gesto rottura e costruzione del nuovo: troppa continuità nella rottura, troppa prossimità con una nomenclatura ed una cultura che avevano appena finito di governare. Il piede nel presente era malmesso, ancora troppo ancorato al passato.
Ora cosa sarà del Partito democratico? Continuerà nel solco tracciato da Veltroni o cercherà altre strade? Quale opzione strategia prevarrà? Il fallito, frettoloso assalto al centro, riorienterà il Pd verso l’anima socialdemocratica sancendo così la fine dell’eccezione del centrosinistra italiano, della sua sperimentazione, o si avrà la forza e l’umiltà per fare del Pd un approdo strutturato, coerente e credibile per il voto moderato? Si realizzerà una vasta e capillare operazione di selezione e rinnovamento della classe dirigente del partito perchè al nome nuovo corrispondano anche nuovi talenti reclutati a partire dai livelli di rappresentanza e di amministrazione locale?
Si avranno la freschezza e la franchezza intellettuale per rimettere in discussione gli schematismi culturali che hanno appannato la corsa elettorale? Si getteranno le fondamenta per creare una nuova sensibilità che rimetta il centrosinistra in grado di dialogare con le istanze di rinnovamento di quel vasto nord che gli ha voltato le spalle o si assisterà ad un clamoroso rinculo nei territori rassicuranti delle proprie appartenenze? Il Pd sarà forza di sfondamento o di conservazione? Sarà in grado di accompagnare la modernità o sarà costretta a subirla? Ora c’è da vincere la ‘battaglia delle idee’ per tornare a vincere nelle urne. E’ - deve essere chiaro per tutti - un lavoro che richiederà anni. Qualcuno l’ha già ribattezzata ‘una traversata nel deserto’. Ma il ruolo dell’opposizione serba dei frutti insperati per chi sappia coglierli. Che non si sprechi l’occasione come nel 2001. Le future vittorie si costruiscono oggi.
* http://www.formazionepolitica.org/
April 19th, 2008 alle 2:07 am
@zeta
meno male che mi hai spiegato che BR è un comando HTML, perché a me era già salito un BRivido su per la schiena …
(e a proposito di comandi, ma una tastiera nuova,o anche di seconda mano, a pantani? così che non punteggi i suoi scritti di puntinterrogativi?
@ dani
NO, L’APPELLO DI VATTIMO NO!!!!
April 19th, 2008 alle 8:13 am
mi arrendo, visto che pare che non volete capire, e vi divertite a farmi fare la parte della comunista in lutto.
Però…
@ Monica (e ad altri che non sopportino i sinistri affranti)
ma l’idea che io linki ogni tanto qualcosa che a voi proprio non interessa (magari un po’ ironizzando ma anche eventualmente no) e che, pertanto, voi semplicemente ignorate la segnalazione è proprio così difficile da prendere in considerazione?
April 19th, 2008 alle 8:57 am
@dl
in effetti mi sembra di assistere a una tribuna politica di chi ha vinto le elezioni contro la sinistra estrema e/o radicale che dir si voglia.
del resto la logica del voto utile deve pur trovare qualche esito utile a cui aggrapparsi.
ma da dove viene tanta foga, che significa? io non ho votato, nonostante simpatie personali, nè ora nè (quasi) mai per bertinotti etc perchè mi sembravano defunti almeno dagli anni 60.
io quoto un’informazione a-partisan, non perchè mi interessino le opinioni, ma perchè mi interessa spiare quell’eventuale sentimento, quella pulsione che viene da e va verso un ciclo di felicità pubblica, senza il quale ciclo non mi interessa, anche se ne riconosco x altri l’interesse, nessuna Politica. la “sinistra”, e soprattutto quella che c’è stata fuori dalle genealogie politiche terzinternazionaliste, se esiste - e ho sempre così letto DI -, se esiste esiste dentro questo ciclo. detto schematicamente: al di fuori di questi contesti pratici, emotivi e cognitivi, sento che ci si dibatte dentro il ciclo, berlusconiano e veltroniano, della felicità privata. niente i male e infatti ri-auto quoto il grande lebowskj e robertino.
resta fuori, da molto e il riduzionismo elettorale è stato come il cacio sui maccheroni, uno dei più grandi esiti dell’altra tradizione della sinistra, la riflessione sul pubblico, che, quoto mrd, non è lo stato, e della quotidianità della politica nelle relazioni e nelle pratiche degli uomini e delle donne, “comuni”.
questa sinistra, non solo bertinotti, ma chi se ne fotte!, ma chi se ne fotte di tutta la micidiale tradizione della politica come eterogenesi dei fini, questa sinistra qui c’è? siamo sicuri che la possiamo rintracciare nella miseria della rappresentanza del voto venduto e del voto utile? anche la sua tradizione teorica dov’è?
il fatto è che, ma io non ho mai avuto una tessera anche se ho avuto anch’io una brutta tradizione familiare, siamo ancora orfani del PCI e forse stiamo ancora sullo stato di famiglia di machiavelli.
infine: mi pare interessante il rispetto di cui adesso gode pantani.
saluti comunisti non terzinternazionalisti
April 19th, 2008 alle 9:09 am
quando cominciate a voleare alto, stento a starvi dietro
@monica
pantani ogni tatno usa MAC. Ecco il perchè dei puntinterrogativi .-)
April 19th, 2008 alle 9:14 am
meno male che c’è chi ha certezze assolute, fanatiche e fideistiche, gli regalerò una tastiera nuova con soli punti esclamativi, è tanto liberatorio e tranquillizzante.
April 19th, 2008 alle 9:17 am
Mentre continuano ad alzarsi i calici per brindare in morte della Sinistra Arcobaleno, un pò provocatoriamente, vi propongo un post “neo-marxista”
Qualche riflessione neo-marxista sulla questione settentrionale
http://oblomov-2000.blogspot.com/
April 19th, 2008 alle 9:27 am
la scomparsa dei comunisti dal parlamento è un elemento di modernizzazione del paese, erano rimasti solo qui. Gerardo Iglesias del pce se ne tornò in miniera nelle Asturie dopo una sconfitta elettorale, si è pure ammalato e ora gestisce un ristorante, non milita più, lui.
Adesso esiste isquierda unida su posizioni eco-pacifiste che appoggia Zapatero con 5 parlamentari.
April 21st, 2008 alle 10:29 am
Io ho visto l’Infedele ed ho sentito attentamente Vendola e devo dire che nel sentirlo provavo un crescente fastidio per il tono messianico e profetico che spesse volte assumeva per spiegare le ragioni della catastrofe della Sinistra Arcobaleno: è un tono che vendola usa di frequente e che non mi è mai piaciuto.
Qualcosa tra il vate visionario e il profeta con citazioni a paradigmi filosofici che spesso appunto tra “la crescente nuvola visionaria, i riccioli barocchi di quel fraseggio, i voli estremi tra storia e immaginazione..”, finivano col confondere il senso di ciò che avrebbe potuto dire solo in cinque righe, queste:” la verità è che la destra e la lega in particolare alle paure,alle esigenze e ai bisogni dei cittadini, conseguenti alla globalizzazione,offrono soluzioni e risposte rassicuranti,che io non condivido anzi avverso aspramente, ma le offrono.
La sinistra semplicemente non lo fa. Dobbiamo ripartire dalle esigenze e dalle domande concrete dei più deboli e dei meno protetti, tornando in mezzo a loro e riprendere con loro un percorso nuovo e credibile…”.
Ecco, bastava dire solo questo e Lupi –il pragmatico – avrebbe capito e avrebbero capito anche gli altri, Lerner incluso. Io dopo quella trasmissione – ma ne ero già convinto da molto – dico che la Sinistra ( e intendo tutta la Sinistra Arcobaleno e Democratica ) non rappresenta più e non da ora,gli strati più deboli ed esposti della società, ma soprattutto non offre soluzioni concrete alla gente.
La lega, anche se con modalità discutibili, lo fa.Tutto qua. In più aggiungo che io non sarei così escatologico, come fa Vendola appunto e molti altri rifondaroli e mi rimboccherei le maniche aspettando le prossime elezioni tra cinque anni.
April 27th, 2008 alle 8:26 pm
i “comunisti”, ormai li vedono (li vedevano) solo Berlusconi e…Pantani. Ricordo sempre che nel Consiglio dei Ministri del Governo Prodi i “comunisti” (????????????????????????????) erano solo Pecoraro, Mussi, Bianchi, passato al Pd e Ferrero. Le contraddizioni erano, anche a Palazzo Chigi, tutte, come sempre, nella maggioranza della maggioranza, cioè tra dalemiani e veltroniani. Il Prodi che si è poi dimesso da Presidente del Pd non vi dice niente? Il tutto, sia chiaro, senza nascondere la catastrofica sconfitta dell’Arcobaleno, che ho votato e che rivoterei. A questo punto, se Pantani “lo consente, mi prendo la libertà di considerarmi DISINTERESSATAMENTE “vendoliano”. A lui e a non a Ferrero, a mio avvviso, il compito di costruire un partito più attento, più moderno, più mediatico. De Marco e altri non comprendono Vendola? Non cambio idea, anzi.
Ci vorrà tempo, io ci spero e intanto guardo al “veltrucasinismo” con raccapriccio, pensando all’opposizione (??????????????????????) parlamentare al Governo Berlusconi.
April 27th, 2008 alle 9:17 pm
del tutto off topic (e chiedendo scusa ad altri per la divagazione “privata” in pubblico post)
@ Franco
benvenuto in ogni caso, ma: sei per caso un Franco che io ho conosciuto, in certi anni di lavoro nell’editoria molto tradizionale (diciamo così)?