Ancora Piddì
Ad alcuni dei lettori di qui la cosa piacerebbe molto, ma credo che nessuno seguirà i consigli di Giampaolo Pansa: non assisteremo a nessuna eutanasia e invece ci resta da capire se il congresso del Pd si risolverà in un duello appena appena disturbato da qualche terzo (e quarto) incomodo ‘laterale’ o se invece ci sarà qualche altro vero concorrente oltre ai due già in campo.
Se si resta ai giornali di oggi, il pressing è ancora su Chiamparino, che si prende una settimana per decidere, ma se dice sì vuole vincere, e poi su Ignazio Marino, applauditissimo al Lingotto, che pure ci starebbe pensando (ma l’articolo di Repubblica di oggi in cui lo dice non è online).
Le spinte a riaprire i giochi non vengono affatto solo dai piombini, peraltro, se non capisco male. Inoltre almeno una parte dei ‘giovani’ (e lingottisti meno giovani) non sembra così tanto interessata al Chiampa. Probabilmente — ci scherzava su ieri sera Pippo Civati sul suo blog — in quel mondo, ci sono invece persone ’schierate’ con l’uno e l’altro dei due big in campo, parecchi amanti di Marino, un po’ sostenitori di una candidatura nuova (tipo lo stesso Civati) e non troppi fan del sindaco di Torino.
A Napoli, poi — che conserva il suo ‘peso’ e tiene ferma la sua fama nazionale, grazie alla originale tecnica di tesseramento (telefonica) — si profila un originale rimescolamento delle squadre (diciamo così, ma ovviamente si può dire bande) che avevamo visto alle primarie veltroniane. Legata probabilmente anche (o soltanto) ai programmi (interni/esterni) di Antonio Bassolino, da Sudd a una eventuale ri-candidatura come sindaco.
Se ne parla in qualche trafiletto di oggi dedicato alla riunione della direzione piddina (Repubblica, ma non è online), ma si poteva capire già ieri da trafiletti equivalenti, dalle dichiarazioni del votatissimo Andrea Cozzolino (che sta con Bersani), o dall’editoriale di Marco Demarco, e pure (soprattutto) dall’articolo non proprio gentile — anzi, oserei dire aggressivo — del vicesindaco, dove il tema dominante erano appunto, di nuovo, i voti (che Bassolino avrebbe e i suoi ‘oppositori’ no).
Dunque, Torino sarà forse di nuovo on the move (come nella campagna promozionale della città) ma a Napoli siamo sempre fermi allo scontro fra bassoliniani e antibassoliniani. E non è un bel vedere, ci perdoni Sales che immaginava, qualche giorno, fa di vederne delle belle.
Chi sa che, allora, una terza candidatura forte, che rompa lo schema, non possa fare del bene anche al pd di qui. E pure al non-pd. Pure a quelli che sono senza casa e vorrebbero trovarne una in cui entrare o almeno da votare senza turarsi il naso.
Personalmente, io il sindaco di Torino vero candidato (e preoccupato di coniugare libertà e giustizia sociale) non lo vedrei affatto male, benché sessantenne. E mi pare una candidatura più realistica (se si vuole combattere più o meno ad armi pari) di quella di Ignazio Marino che pure mi piacerebbe per motivi ideali (l’importanza del tema dei diritti e della laicità).
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ps. Di questo e di altro (Valenzi, piazza Bellini) sono stata incastrata a chiacchierare, stanotte, dal trio del consueto punto della settimana. Spero di non avere detto troppe scemenze.
Gli interventi del Lingotto (in attesa che iMille finiscano l’opera di pubblicazione su Youtube) sono tutti su Radioradicale, anche se i nomi dei file non corrispondono ai contenuti.
pps. Vedo con piacere che pure a Gad Lerner piacerebbero primarie con più di due candidati (e che, dunque, non segue la Bindi: evviva!)



June 30th, 2009 alle 8:49 am
Se fossi del Pd, voterei Franceschini. Anche se “veltroniano”, è serio, chiaro e…non combina guai. Bersani è più uomo di governo che leader di partito. La Bindi non passerebbe mai. Chiamparino faccia il sindaco!