Ancora Impregilo e politica campana

di d.l.

il caso monnezzaCormez (Gianluca Abate) e Repubblica (Dario Del Porto) aggiungono oggi dettagli sull’inchiesta. E cominciano dalla stessa telefonata, intercettata a giugno del 2004, in cui un indagato spiega perché ha appena comunicato via fax al commissariato di non poter più ricevere rifiuti nell’impianto: «Ci è stato detto che noi dobbiamo essere nella condizione di non riuscire a operare… Perché questo dovrebbe essere il fatto scatenante… L’emergenza per riaprire Villa Literno».
Poi, i due articoli spiegano come il gip abbia interpretato quella conversazione, e le altre collegate.
Il fermo degli impianti e il blocco della ricezione dei rifiuti erano uno strumento di pressione nei confronti della struttura commissariale (in questo caso, Catenacci), costretta così a individuare siti alternativi per consentire l´evacuazione dei prodotti della lavorazione dei rifiuti, destinati a essere smaltiti in discarica o impiegati per il recupero ambientale (il famoso fos).

Per il resto, il Corriere insiste sui risvolti politici del caso (le posizioni dell’opposizione e della maggioranza al consiglio regionale di ieri, quella del Sindaco, l’assenza di una qualche iniziativa dei parlamentari campani, sottolineata nell’editoriale di Galasso), mentre Repubblica punta di più sulla messa in mora da parte dell’UE (un’intervista al presidente del Comitato giuridico per la difesa dell´Ambiente, Raffaele Raimondi, e un’altra all’impagabile ministro dell’ambiente, Pecoraro Scanio). Per la parte più politica, il quotidiano di Mauro si affida invece a un articolo di Giuseppe D’Avanzo, in nazionale, che riprende sostanzialmente le argomentazioni della bicamerale sul ciclo dei rifiuti: l’ossimoro dell’emergenza e non-ciclo dei rifiuti campano. Cose a noi di qui ben note, ormai. Ma va benissimo che anche il resto del paese le sappia.

Poi ci sono i retroscena (come li definisce il Cormez): le indiscrezioni su come reagisce il governo specialmente per quanto riguarda il futuro, il rientro all’ordinaria gestione previsto per fine anno. Che è quello che, secondo me, più dovrebbe interessarci.
E qui, secondo Simona Brandolini, le notizie che arrivano da Napoli hanno leggermente turbato l’euforia veltroniana vigente a Roma. E il governo sarebbe consapevole “che una soluzione a breve è difficile da trovare”. Dunque: fiducia sul decreto rifiuti e richieste di informazioni da parte di Prodi.
“A meno di sorprese (dimissioni del governatore?)”, dal primo gennaio la palla ripasserebbe nelle mani di Antonio Bassolino, che ha già scelto Gianfranco Nappi come suo delegato. “Ma … pare che il governo si stia orientando verso una proroga della gestione straordinaria” oppure verso un ritorno all’ordinario, ma con delega pro tempore al ministero dell’Ambiente, che agirebbe attraverso “le sue strutture periferiche” (e quali sarebbero?). Un fallimento — conclude Brandolini — o quanto meno il tentativo di far partire una Ferrari smontando i freni.

Allora, perdonatemi ma insisto. Io credo che è su questo punto che occorre attivarsi e produrre qualche idea. Sperando che la “sorpresa” si verifichi, e magari anche muovendosi per invocarla e provocarla, ma cercando di inventare soluzioni meno pessime delle due che si delineano.

Tutti gli articoli sono nella pagina dall’Impregilo alla politica.

Questo articolo è stato pubblicato il 29.06.07 @ 10:01 am nelle categorie: Varie, Politica italiana, Rifiuti, Napoli

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28 Commenti per 'Ancora Impregilo e politica campana'

Confucio ha scritto:
June 29th, 2007 alle 10:20 am

L’idea è di fare una petizione contro Bassolino per attentato alla salute pubblica sull’onda della procedura UE. Tre righe chiare chiare…

Quale sarebbe la Tua sulla quale insisti ?

Sii più chiara…così “decidiamo insieme”…chiacchiere e tabacchere…

Grazie

d.l. ha scritto:
June 29th, 2007 alle 10:32 am

veramente ti meriteresti che questo commento “arrogante” venisse cancellato.
Cmq la mia idea è essenzialmente fare un documento che (dopo premessa politica in cui si chiede la discontinuità) avanzi qualche proposta (da pensare, anche in termini tecnici) tesa a:
a. sfruttare il periodo residuo di commissariamento anche per iniziare a impostare un ciclo dei rifiuti (riduzione a monte, procedura deliberativa sulla gestione dei conflitti e altre cose simili)
b. ottenere una struttura di rientro all’ordinario che garantisca trasparenza e partecipazione.

Cio’ detto, scusate, ma oggi  devo lavorare, e vorrei anche esprimere la mia umanissima stanchezza per questo modo di discutere.
Io non sono uno dei responsabili di questo sfascio, e non credo di “dovere” rispondere delle mie idee e del mio personale impegno a nessuno, nemmeno ai confuci…

fraba ha scritto:
June 29th, 2007 alle 11:28 am

Non appartengo a DI ma solo per una mera questione di quota societaria (cosa che per altro mi appresto a regolarizzare).

Tuttavia, avendone appoggiato fin dallo scorso anno il suo progetto partecipativo, mi ritengo in diritto di schierarmi su questa che, francamente, mi sembra una squallida fotocopia dell’attuale quadro politico culturare napoletano.

Si può anche non condividere certe idee. Io stesso ho spesso contestato a Daniela una, a mio parere, eccessiva prudenza. Ne ho discusso con lei su queste pagine e in viva voce. DI avrebbe potuto rappresentare l’elemento di vera rottura di un fronte politico che solo ora comincia a mostrare una qualche crepa. Ciò fino ad ora non è avvenuto, ma io non dispero.

Tuttavia ritengo Daniela persona degna di stima e considerazione. La sua onestà ideologica si manifesta in un impegno quotidiano che consente a noi tutti di continuare quanto meno a discutere. E se l’elemento “discussione” è alla base di qualsivoglia processo di democrazia, ecco allora che bisogna dare atto e merito a Daniela di garantirci l’accesso a questo impescindibile principio fondamentale.

Ciò detto quindi, trovo assolutmante stucchevole e supeflua questa insignificante polemica.

Non sarebbe forse questo il momento per generare, attraverso un serio confronto, idee, spunti, iniziative?

Se le cose andranno come dovrebbero andare, il mio timore è di ritrovarci con un inimagginabile vuoto. Ed è nel vuoto che ha preso piede un certo tipo di politica (il caimano, tanto per intenderci).

Tornando poi all’argomento “monnezza”, personalmente non credo che Sodano, “pecorella Scanio” e quant’altro si profila all’orizzonte possano fare meglio del vicerè-inquisito. O meglio, se questa è la prospettiva, sarebbe il caso di fargli trovare qualcosa o qualcuno che li metta sull’allerta, che li costringa quantomeno ad ascoltare le alternative possibili ed a non continuare in dinamiche assurde che ci hanno ridotto in questo stato.

Ma attraverso le polemiche di quart’ordine, si ottiene solo il loro scopo: deframmentare ulteriormente un universo già di per se estremamente parcellizzato in un milioni di schegge a dir poco impazzite.

Occorre quindi, ma questo è il mio personale punto di vista, serrare le fila e cercare di costruire. Ed io credo che Daniela continui ad essere una delle persone più adatte per garantirci il raggiungimento di tale scopo.

Francesco comitato prima municipalità ha scritto:
June 29th, 2007 alle 12:17 pm

Daniela,
concordo pienamente con te ieri ho partecipato al dibattito promosso dall’associazione etica pubblica, ed una delle proposte lanciate da me ma accolta da molti è stata proprio quella di unirci e riuscire ad essere propositivi, come ho scritto nella mia riflessione (http://comitatoprimamunicipalita.wordpress.com/2007/06/29/rifiuti-ieri-oggi-ma-domani/)
è tempo di dire la nostra e di uscire da questo vortice di deresponsabilizzazione.

roberto vallefuoco ha scritto:
June 29th, 2007 alle 12:47 pm

francamente non comprendo questo spirito polemico.
la proposta di fare una petizione sull’art.120 può essere condivisa o meno( io per esempio non la condivido) non per questo si deve essere accusati di immobilismo o incapacità.
nel merito:
l’art 120( sostituito con la LEGGE COSTITUZIONALE 18 ottobre 2001, n. 3, art.6 , per la precisione)parla di un atto che il governo può esercitare. per altro a fronte di una serie di inadempienze tra le quali solo il caso di “di pericolo grave per l’incolumita’ e la sicurezza
pubblica” potrebbe interessare, ma secondo il giudizio di chi? della procedura di infrazione europea per altro non ancora formalmente avviata? no affatto. solo ed esclusivamente del governo.
e allora francamente pensate che sia possibile una eventualità come questa?
e allora l’iniziativa non va fatta per ottenere effettivamente la destituzione del governo regionale, ma per fare una petizione di protesta? ok. ma in questo caso mi sembra più ragionevole quello che propone Daniela.
Facciamo un documento di protesta ma che contenga delle idee. sulla scia dei punti a. e b. che proponeva Daniela. lo si propone alla stampa, alle istituzioni e si cerca di diffonderlo. ma credete davvero che noi abbiamo il potere di far dimettere questi signori dai loro incarichi?
anzi, dirò di più: credete che la maggioranza dei cittadini votanti vogliono che si dimettano? pensate che se domani mattina azzeriamo tutto ed andiamo a votare questi perdono le elezioni?
un pò di realismo amici, calma e sangue freddo. ci vuole tempo. la delegittimazione, la prdita di credibilità, di fiducia porteranno alla perdita di consensi. ma è un percorso lento, lungo. non esistono scorciatoie. convincetevi.
questi hanno il potere e lo esercitano per costruire il consenso. solo se anche questo meccanismo si inceppa, e comincia ad incepparsi, si profila un cambiamento. ma nel frattempo bisognerebbe contribuire alla crescita di una diversa classe dirigente. con idee, iniziative propositive, soluzioni, discorsi che guardano anche avanti e non solo indietro…

giovanna ha scritto:
June 29th, 2007 alle 12:59 pm

daniela nel merito della tua proposta da costruire e da definire. Punti:

a. sfruttare il periodo residuo di commissariamento anche per iniziare a impostare un ciclo dei rifiuti (riduzione a monte, procedura deliberativa sulla gestione dei conflitti e altre cose simili)
b. ottenere una struttura di rientro all’ordinario che garantisca trasparenza e partecipazione.

Ottimi proponimenti, che a mio avviso mancano di:

i) una espressione chiara e netta della valenza politica di quanto è accaduto, che non coinvolge solo il Presidente perchè in tutti questi anni sono gli organi regionali, giunta e consiglio, oltre che il presidente nel suo doppio o triplo ruolo - ad aver fallito nell’elementare obbligo di adottare atti volti a fare quanto dovuto. citatemene uno.

ii) non obbliga o almeno tenta di ricondurre la politica e le istituzioni a svolgere un chiaro e trasparente processo di chiarimento politico, che non può che avere il Parlamento come attore, a farsi carico del problema in primis e trovare le soluzioni politiche e istituzionali poi.

capisco la volontà di esprimere richieste e produrre idee consulenze sul dopo nello specifico, ma mi sembra manchi la volontà di ridare una dimensione politica alla vicenda, per quanto sia possibile con gli strumenti che abbiamo noi a disposizione.

Chiudo e mi scuso per l’insistenza. Ciao

clark kent ha scritto:
June 29th, 2007 alle 1:37 pm

mi inserisco indebitamente ma solo per dare un consiglio dis-in-teressato:
che ne direste di uno “stacco”?
nelle prossime 48 ore non succederà nulla, se non riunioni e controriunioni di corrente e sottocorrenti dei ds e margherita per capire qual’è la tattica migliore da adottare nei prossimi giorni. la sinistra radicale si riunirà per capire se è meglio fare dei passi subito o dopo l’esito delle riunioni dei ds e margherita. e se noi andasimo a mare e ne riparlassimo lunedì????
buon week end
clark

giovanna ha scritto:
June 29th, 2007 alle 1:44 pm

x roberto

perchè ti dai le risposte da solo, e non lasci a chi di dovere di darle ?

Dopo la riforma del titolo V la Repubblica E’ COSTITUITA da Regioni, Comuni, Provincie e città metropolitane (non come prima si riparte in) che governano quei territori.

l’art.120 e 126 regolano i rapporti con lo Stato:

nello specifico:

Art. 120.

La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, nè adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, nè limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.

Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

Art. 126.
Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.

Il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione.

L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio.

——————————————————

Come ben vedi l’art.120 prevede l’assunzione di responsabilità da parte del Governo nei casi di:

i) infrazione di norme comunitarie (come contestato dalla UE due giorni fa)
ii) pericolo grave per l’incolumità ( la salute è il presupposto dell’incolumità)
iii) la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali (pare che la munnezza ci stia nell’essenziale)

Non vedo il pericolo nel chiedere al Parlamento di farsi carico, per quanto nelle sue competenze e con le procedure di cui dispone, del compito di controllo e verifica che ha.

giovanna ha scritto:
June 29th, 2007 alle 1:49 pm

.. dimenticavo (e chiudo), “….del compito di controllo e verifica che ha”, su esplicita richiesta dei cittadini del territorio interessato - come peraltro prevede la Costituzione stessa.

Confucio ha scritto:
June 29th, 2007 alle 1:56 pm

Quoto il post di Daniela
Allora, perdonatemi ma insisto. Io credo che è su questo punto che occorre attivarsi e produrre qualche idea. Sperando che la “sorpresa” si verifichi, e magari anche muovendosi per invocarla e provocarla, ma cercando di inventare soluzioni meno pessime delle due che si delineano.

e successivamente Daniela ha scritto:
“veramente ti meriteresti che questo commento “arrogante” venisse cancellato.”

Vorrei sapere se l’idea di Giovanna, suffragata da saldi principi di diritto, idea che personalmente condivido, è - secondo Daniela - “pessima”, quali sarebbero le strade altrernative percorribili ?

Si fa tanto un gran parlare di nuova stagione della politica e di responsabilità e, di fronte al disastro imminente, al percolato che finirà nelle falde acquifere, ai casi di epatite ed all’incremento delle neoplasie, noi che proposte facciamo a noi stessi ed ai nostri concittadini ?

Non sentiamo nemmeno noi un senso di responsabilità per tutto quanto è successo e tutto quanto ancora potrà accadere ?

A che gioco giochiamo ? Alla roulette russa ?

Da morti dimenticherete, ma finchè siamo vivi, se abbiamo una coscienza dobbiamo opporci in ogni modo alla morte ed alla distruzione della nostra terra !!!

chiunque sia oggi ed in ogni tempo, destro o sinistro, il colpevole…!!!

fraba ha scritto:
June 29th, 2007 alle 2:02 pm

il documento a cui accennava Daniela, dovrebbe a mio avviso contenere delle specifiche richieste circa l’aspetto più grave e troppo spesso trascurato dell’emergenza rifiuti (emergenza ambientale, oserei dire).

Nello specifico, sarebbe opportuno chiedere:

1) un concreto piano di bonifica per le aree già individuate come discariche abusive.
2) Nuovo censimento finalizzato all’individuazione dei siti di stoccaggio abusivo dei rifiuti industriali.
3) insprimento delle pene relative ai reati riconducibili all’attività delle varie eco-mafie.
4) delega piena alle DDA riguardo ad interventi investigativi da correlarsi al censimento di cui sopra (il titolare del terreno su cui è stato sversato del rifiuto tossico, può essere all’oscuro di tutto?)
5) Piano sanitario finalizzato al costante monitoraggio delle popolazioni ubicate nei così-detti triangoli della morte. Potenziamento delle strutture sanitarie per l’assistenza propedeutica sia medica che psicologica.

Inoltre, mutuando l’esperienza neworkese, inserimento nei contratti di appalto per la gestione di tutto ciò che è ricollegabile ai rifiuti (urbani ed industriali) di una specifica clausola con cui i futuri assegnatari accettano prioritariamente di essere intercettati nelle loro comunicazioni. (questa è un pò forte, lo riconosco…)

clark kent ha scritto:
June 29th, 2007 alle 2:44 pm

Daniè..purtroppo le polemiche fanno parte di quello che stai facendo e seguendo con passione…ti auguro un bellissimo week end invitandoti a leggere il commento che un certo “Salomone” ha lasciato sul mio ultimo post. credo che valga la pena leggerselo
cordialmente
clark

roberto vallefuoco ha scritto:
June 29th, 2007 alle 2:50 pm

ok giovanna. daccordo. allora l’idea è che si chiede al parlamento ( ai parlamentari quindi) di fare una mozione che avii questo procedimento. quindi bisogna che un certo numero di parlamentari( 20? 30? non lo so) accolgano questa richiesta e preparino una mozione per la richiesta dell’art.120. giusto? perchè io non ne capisco come te. dopodichè, se è così, si deve ottenere il consenso , ergo la maggioranza, affinchè il governo “si sostistuisca” in queste funzioni ( una specie di commissariato sui rifiuti?) al governo nazionale. Ripeto:SOSTITUISCA.Da ignorante, ripeto, da nessuna parte leggo nell’art.120 che il governo può destituire il Consiglio regionale e/o il suo Presidente. Può solo sostituire “organi delle regioni o delle Città metropolitane” in certe funzioni per le quali sia acclarata l’inadempienza ( cosa peraltro già in atto con il commissariamento sui rifiuti).
Cara giovanna il governo non ha il potere di sciogliere proprio nulla secondo questo articolo di legge.
Per quello che riguarda l’art.126 invece è solo il Presidente della Repubblica che con un decreto motivato può sciogliere il Consiglio regionale o rimuovere il Presidente della Giunta “che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge” oppure per “ragioni di sicurezza nazionale”. Accostare i due articoli integrandoli non è esattamente corretto credo. Tant’è che sono due gli articoli distinti.
Dopodichè se l’iniziatriva, come ho già detto in precedenza, è politica può essere anche legittima. Ma non c’è nessun automatismo o norma giuridica a garanzia della fondatezza della richiesta. Ci vorrebbe la volontà politica della maggioranza che governa questo paese. Di scaricare Bassolino e la Giunta in Campania.
Scusami tanto, io resto scettico.

Rifiuti Ieri, Oggi… ma domani? « Comitato civico Prima municipalità Napoli ha scritto:
June 29th, 2007 alle 2:51 pm

[…] Su questa linea voglio segnalare l’intervento di Daniela perchè ancora una volta lo trovo in linea con un processo costruttivo di cui ripeto dobbiamo essere protagonisti. […]

fraba ha scritto:
June 29th, 2007 alle 3:34 pm

posto e condivido quanto affermato da roberto vallefuoco. Non esiste alcun automatismo giuridicol e gli atti necessari alla destituzione degli organismi regionali, sono riconducibili in maniera preminente a quelli legati all’art.416/bis cp.

Ovvero, ho qualche giudice certifica l’infiltrazione camorristica all’interno degli organi regionali, o nisba.

paolo pantani ha scritto:
June 29th, 2007 alle 3:40 pm

Ma si, ” tutti ar mare”.
Noi siamo a Scampia alle 17.00 nel centro polifunzionale con Ernesto Mostardi e Osvaldo Cammarota, almeno raccogliamo le firme per la legge elettorale, cosa che ci compete e ci spetta, mentre i partiti latitano, tutti sotto “shoc”.
” Jamme,sotto chi tene core!!”

paolo pantani ha scritto:
June 29th, 2007 alle 3:50 pm

E prego astenersi da auguri, ho la casella piena,sono protestante, non credo ai santi e nemmeno ai diavoli, anzi se volete, fartemeLi di persona oggi a Scampia, in tal caso oggi,only one time, gradisco.

monica ha scritto:
June 29th, 2007 alle 5:34 pm

Mi spiace non essere intervenuta ieri, quando questa discussione ha cominciato a entrare nel vivo, ma talvolta le incombenze di lavoro e familiari restringono le possibilità.
E’ chiaro che i frequentatori di questo blog esprimono l’ansia di fare qualcosa, di contribuire a determinare qualcosa che scuota la città fornendo uno sbocco allo stato di rabbia impotente diffuso nei suoi ambienti più sensibili e informati, mentre il ceto politico è ormai da tempo avviluppato su se stesso, abbarbicato all’obiettivo della mera sopravvivenza. L’insensibilità di costoro è a mio avviso ben racchiusa nell’infelice aggettivo “allegra” usato dalla Iervolino per descrivere la lunga riunione della Giunta di alcuni giorni fa: con la città in questo stato, ci si sarebbe aspettati una riunione di amministratori “preoccupata”, “impegnativa”, “intensamente operosa”. Insomma, tutto, ma non “allegra”. Più distanti dallo spirito dei cittadini è difficile immaginarlo …
Ora si rincorrono le voci di imminenti provvedimenti dell’autorità giudiziaria nei confronti degli amministratori coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti in questi anni, nonché c’è la notizia dell’apertura della procedura d’infrazione UE.
Che fare? Io penso che bisognerebbe tentare di raccordare non solo i nostri associati e i cittadini che possiamo raggiungere noi, ma anche altre associazioni e soggetti vari sensibili della città, intorno a un documento più o meno di questo tenore:

“La nostra preoccupazione per lo stato della città è ormai giunta al livello di guardia: l’emergenza rifiuti e quella criminalità sono ben lungi dall’essere incanalate verso una soluzione duratura e ogni giorno che passa la città si avvilisce e precipita sempre di più ; tutti i progetti languono o, se pure fanno progressi, ciò non risulta evidente alla grandissima parte dei cittadini perché il confronto non riesce a svolgersi nella chiarezza e alla luce del sole; i servizi essenziali della città restano ad un livello enormemente inferiore a quello che si richiederebbe in una area metropolitana delle dimensioni e della densità di quella napoletana. Napoli rischia davvero di essere “perduta”; le istituzioni appaiono incapaci di rinnovarsi nel senso della loro serietà, sobrietà, efficienza.

Ciò che appare in particolar modo sconcertante per noi cittadini e che frustra ogni possibilità di agire e mettere in atto iniziative e comportamenti positivi, volti ad invertire il drammatico declino della città, è l’incapacità delle istituzioni locali e del ceto politico di mettersi in sintonia con l’acuto senso di disagio dei cittadini e di rispondervi con attenzione adeguata e con iniziative concrete, efficaci, visibili. Non sono capaci di determinare una svolta, uno scatto: rispondono con arroganza o con colpevole superficialità.

Noi non crediamo che esistano singole misure o eventi catartici di per sé risolutivi. Però invochiamo con ogni mezzo la fine di questa fase di drammatico stallo nella quale tutti i problemi non fanno che aggravarsi, attraverso una svolta vera e profonda, di uomini, di metodi, di indirizzi. Una fase nuova che duri nel tempo e provi sul serio ad invertire il destino di Napoli, che – in assenza di una vera novità – appare irrimediabilmente segnato.

Qualcuno risponda, agisca, provi, si cimenti:
questa inerzia, finalizzata solo a consentire la sopravvivenza a se stesso del ceto dirigente cittadino, conduce Napoli nel baratro. Invitiamo noi stessi ed altri cittadini e cittadine di Napoli, associazioni civiche e culturali a reagire, a rispondere insieme allo sconforto e alla rassegnazione, invocando l’apertura di una pagina nuova. Ognuno al suo livello di responsabilità deve dare segnali chiari ed inequivocabili di assunzione di responsabilità, consentendo alla città, tanto provata, di ricominciare un cammino civile.”

Una cosa di questo genere, che potrebbe fungere da “cappello” politico cui far seguire le proposte più di merito sul ciclo dei rifiuti e sul ritorno ai poteri ordinari che già Daniela proponeva, e, magari, la proposta di un’assemblea pubblica.

giovanna ha scritto:
June 29th, 2007 alle 6:10 pm

credo proprio di non essermi spiegata, e me ne scuso.

Io credo che nelle circostanze date non si possono certo guidare gli eventi, nè determinarne i corsi, e certo non da semplici cittadini. D’altronde la politica è così, puoi fare una mossa alla volta e poi eventualmente un’altra e poi un’altra ancora dipendentemente dagli eventi, che non possono essere teleguidati.

c’è però la possibilità, fornita dalle leggi, di stimolare - o perlomeno cercare di farlo - un maggiore e più deciso uso delle istituzioni e della trasparenza e degli atti conseguenti da parte della politica.

l’art.50 della Costituzione recita:

Art. 50.

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

Una petizione alle camere, è un atto esplicito e formale, quindi che richiede risposte. Non se ne possono certo determinare a priori i contenuti, e ci mancherebbe.

Una petizione alle camere, date le circostanze, cosa può richiedere ? solo quello che possono fare, ovviamente. nei modi e con le procedure che le camere stesse ben conoscono e sanno utilizzare.

nello specifico:

visti i fatti -
di verificare la congruità degli atti che il governo intende mettere in opera, ovvero “gestione ordinaria” o commissariamento etc. richiedono questi atti un decreto legge, da convertire poi in legge e quindi deve passare un esame parlamentare.
possono poi chiedere di riferire in aula o altro.

di impegnare il governo all’esame complessivo della situazione e in particolare sull’opportunità di estendere, modificare, implementare, cancellare o altro, le prerogative che l’art.120 gli conferisce.

Cosa ne può venir fuori ?
Non lo so, può essere cestinata (no, è una omissione), ignorata (possibile), esaminata e ritenuta di alcun interesse (possibile), non ricevibile (possibile); in positivo ne può nascere una o più interrogazioni da parte di uno o più parlamentari o di gruppi, l’avvio di una commissione ulteriore, un dibattito parlamentare, una riflessione sul titolo v, insomma atti che per quanto piccoli sono utili e concorrono a far uscire dai giochi delle dichiarazioni, interviste e zero atti l’azione politica di chi ha compiti istituzionali.

Giova anche a dare voce ai cittadini campani, nei modi consentiti dai rapporti con le istituzioni, permettendo di esprimere la loro “presenza” sul problema e anche gli umori.

Che il parlamento non si defili in scioltezza, è sempre cosa buona. Ancor meglio se, su sollecitazione, è indotto a minore pigrizia.

Volendo si può fare una cosa analoga (non nei contenuti ovviamente) con il consiglio regionale, anche lì si possono depositare petizioni.

Qualunque cosa, anche il nulla è comunque una risposta.

la sorella di pandora ha scritto:
June 29th, 2007 alle 9:40 pm

E’ vero che “decidiamo insieme”ma le inutili polemiche sono un’altra cosa.
Sono pronta a firmare o ad appoggiare in altro modo quello che proporrà daniela che non deve ancora dimostrare la capacità di muoversi con lucida competenza.
“tanti galli a cantà non fa giorno…
figuriamoci tanti galli a cantà sulla monnezza!!!

paolo pantani ha scritto:
June 30th, 2007 alle 2:53 am

” dimostrare la capacit di muoversi con lucida competenza”.

E’ veramente ridicolo, non si riescono a smaltire i rifiuti urbani, non scorie nucleari, ma tutti dovrebbero tacere.

Altro che polemiche e galli e galline a cantare, si dovrebbero produrre proteste efficaci, si discuta con tutti di questo.

C’ un vuoto politico enorme, impressionante che nessuno si muova, bisogna decidere una cosa e farla, i nostri inutili voti qui sono finiti, mica in Svizzera.

La informazione e il dibattito le fanno le assisi.

Anche se non sembra, questo un movimento politico, ha ragione Giovanna:cerca le leggi,partecipa,esprime cittadinanza attiva.

Io sarei pi radicale, farei provocazioni intelligenti per rompere la cappa di passivit stucchevole.

al ha scritto:
June 30th, 2007 alle 10:37 am

C’è un grosso rischio nell’editoriale di D’Avanzo. Per spiegare l’emergenza rifiuti, rinuncia esplicitamente a spiegare la vicenda degli impianti di CDR, motivando col fatto che è troppo complessa.
Basta , secondo D’Avanzo, spiegare che in Campania c’è un non-ciclo, cioè , alla fine va tutto in discarica e si fa un totodiscariche in cui si fa avanti la camorra; e Bertolaso, che dovrebbe poter decidere per il meglio è paralizzato da un ingorgo istituzionale con il Ministero dell’Ambiente e gli enti locali.

Non c’è alcuna traccia, nell’articolo di D’Avanzo, della vicenda giudiziaria di questi giorni che ha coinvolto la società che era stata deputata a svolgere il ciclo: forse a D’Avanzo non è chiaro che se quegli impianti avessero funzionalto a norma, oggi noi non staremmo neppure parlando di discariche. Ai TG nazionali, per quanto ho potuto seguire, si cita l’Impregilo solo nella cronaca di Borsa ma, ovviamente, con scarsi dettagli sull’aspetto impiantistico.

Il rischio è che l’opinione pubblica nazionale continui a pensare che l’emergenza è dovuta alle proteste dei cittadini sulle discariche e non alla megatruffa di impianti che secondo la magistratura non potevano funzionare; non ad emergenze create ad arte da chi gestiva gli impianti, secondo l’interpretazione della magistratura, per creare siti di smaltimento o stoccaggio.
E, di rado, i tg nazionali si sono soffermati sulle vicende giudiziarie delle discariche oggetto di contestazioni, sui disastri ambientali provocati da discariche non a norma; credo mai sugli incendi di rifiuti nei CDR e nelle discariche (mentre, sugli incendi fatti da cittadini esasperati, sì). Non vi sembra di impazzire?

d.l. ha scritto:
June 30th, 2007 alle 10:44 am

mi sembra che tu abbia ragione. E’ evidente che D’Avanzo ha parlato con Barbieri o letto la relazione della bicamerale (ma lì quel che tu dici si capisce). E che non ha scritto cmq un pezzo “con il cuore”. E mi sembra evidente che a livello nazionale, questa storia non viene raccontata più di tanto (per gli evidenti riflessi che avrebbe su un costituendo Pd in leggera rimonta per l’effetto Uolter)… in conclusione, sì, a me mi sembra di impazzire.

al ha scritto:
July 1st, 2007 alle 11:09 pm

A proposito del documento di cui si parlava, occorrerebbe richiedere anche che il Commissariato, o altro ente, decidesse di utilizzare poteri speciali per la realizzazione degli impianti di compostaggio.
Ad oggi il Commissariato delega ai Comuni la scelta di accettare gli impianti, ed utilizza solo rari metodi di persuasione perché li accettino: se non li vogliono, pazienza! Così facendo anche Bertolaso si riduce ad essere un vigile delle discariche e perpetua l’eterna emergenza: chi fa solo discariche, farà sempre solo discariche! Intanto i fondi POR ed europei devono essere impiegati entro il 31 dicembre e non sembra che al Commissariato questo bruci, o che richieda decreti straordinari per salvarli, o che richieda l’intervento del genio civile per costruirli, o che faccia ordinanze per imporli , a fronte di migliaia di ordinanze l’anno per discariche, aree di stoccaggio e regolamentazione dei flussi di rifiuti dei Comuni. Ci capite qualcosa?

al ha scritto:
July 1st, 2007 alle 11:28 pm

P.S.: scusate per l’errore linguistico del precedente messaggio: nell’ultimo periodo mi riferivo prima ai fondi per gli impianti di compostaggio, poi agli impianti stessi, tanto per essere più chiaro

daniela ha scritto:
July 2nd, 2007 alle 8:12 am

al, sì, anche secondo me il documento dovrebbe puntare a dire che il commissario può/deve utlizzare i poteri straordinari per fare varie altre cose.
Gli impianti di compostaggio sono una cosa, ma forse anche un patto con la grande distribuzione e i mercato per una iniziativa seria di riduzione a monte dei rifiuti, con il recupero degli imballaggi (se ti vai a ripescare un articolo di Guido Viale di circa un mese fa, c’erano spunti interessanti che alludevano proprio ai poteri speciali del commissario) e io proverei perfino a capire se sulla telenovela termovalorizzatori ci fosse lo spazio (e il tempo, che secondo me c’è) di montare un processo di tipo deliberativo (come quello tentato in Piemonte alcuni anni fa), magari affidando ad un vero professionista (perfino estero, se del caso) la costruzione di una procedura di tipo partecipativo.
Ovviamente tutto questo è impossibile se il commissario ha solo voglia di andarsene, e si limita a fare il vigile e a tentare di imporre la (ri)apertura di qualche discarica. Con il teorico appoggio di tutti, e il sostanziale tripudio di alcuni quando gli va male. E a questo punto il tutto forse funzionerebbe meglio se si decidesse di sostituire Bertolaso, soprattutto se si consolida l’idea (che per ora è solo una voce) di prolungare il commissariato ancora di un anno.

pirozzi ha scritto:
July 3rd, 2007 alle 9:43 am

un fantasma s’aggira per la città: facciamo un corteo e circondiamo di immondizia il comune e la regione. questo è il sentimento giovanil-popolare sulla faccenda.
ipotesi assolutamente limitata/nte perchè oltre la sacrosanta rabbia non andrebbe. e come per lo scudetto del napoli sarebbe una manifestazione già vecchia, fata di rappresentazione di immagini già televisive.
eppure da lì, se volessimo essere città e non solo petizionomani, bisognerebbe partire o lì pure bisognerebe andare.
magari trasformandolo in maniera un po’ allegra e simbolica. una manifestazione dove ciascuno porterebbe la SUA raccolta differenziata (quindi rappresentare un comportamento attivo a inizio ciclo), depositandola in posti differenziati affinchè venisse differenziatamente raccolta, compreso magari l’umido per il compostaggio, evitando le buste di plastica, con banchetti che dessero simbolici “crediti” da scalare dalle tasse per i rifiuti, da deposoitare essistessi nelle mani di chi di dovere ecc ecc.
ma forse, se guai privati non me lo impediranno, sarò già mpegnato in privatissime vacanze. peccato, era una bella idea.
vabbè, vuol dire che deposito la firma per la petizione, o ne spedisco una digitalizzata da lontano, un internet cafè lo trovo sempre

peacepeacebaobao ha scritto:
July 3rd, 2007 alle 9:53 am

anche noi giovani del centro pensavamo a uscire dal silenzio e fare comunque qualcosa.
un corteo?
non abbiamo niente contro le petizioni, ma pensiamo che oltre a firmare firmare firmare bisognerebbe provare a fermare fermare fermare…
l’a
non so chi di DI l’ha scritto, ma la forza di bassolino & c. sta nei ricatti incrociati di un sistema che si mantiene così. dalla politica arrivano messaggi mafiosi più che rifiuti e disprezzi e scomuniche, non pensate che trovate dentro la politica degli antibassoliniani che vogliono mandarlo a mare a lui e al sisstema che ha generato e dentro il quale e grazie al quale tutti vivono.
ah, noi non andiamo ancora in vacanza.


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