Roma ospita la grande mostra su Monet

Roma è una città che non ha certo bisogno di un motivo particolare per essere visitata, ma quest’anno se capitate da quelle parti entro l’11 febbraio 2018, dovete assolutamente recarvi al Vittoriano dove, nell’Ala Brasini è ospitata la mostra dedicata a Monet.

L’evento nasce per commemorare il grande artista e ospiterà  60 opere dell’impressionista, provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi. Si tratta delle stesse opere conservate nella casa di Giverny famosa per i giardini che lo stesso artista aveva immortalato, e che il figlio ha donato al museo.

Monet fece del suo grande amore, la pittura en plein air, il suo unico stile di vita e proprio grazie a questo riuscì a catturare ogni singola tonalità di luce dettata dal variare della stagione  e trasformarla in pure pennellate piene di energia. Saranno proprio quelle pennellate ad eliminare confini, delimitazioni e rendere la natura ancora più indistinta e abbagliante nel contempo.

Il percorso dell’esposizione tiene conto della forma evolutiva del pittore, partendo dalle caricature della fine degli anni cinquanta del XIX secolo, fino ad arrivare ai meravigliosi paesaggi rurali o urbani delle grandi metropoli. Le sue tante abitazioni, i figli e i quadri che hanno reso famoso in tutto il mondo il giardino della dimora di Giverny. Tra i capolavori più famosi che si potranno contemplare durante la mostra si trova Portrait de Michel Monet bebè del 1878 (ritratto del figlio del pittore); Ninfee dipinto tra il 1916 e il 1919 e dedicato al giardino di Giverny; Le Rose; Londres – Le Parlament – Reflets sur la Tamise del 1905.

Il costo del biglietto intero, comprensivo di audioguida, è di 15,00 €. Sono previste riduzioni per ragazzi dagli 11 ai 26, adulti oltre i 65 anni, appartenenti alle forze armate, portatori di handicap, giornalisti tesserati, guide, gruppi e bambini dai 4 agli 11 anni.  Ovviamente è possibile prenotare anche una visita guidata e per avere tutte le informazioni basta andare sul sito ufficiale della mostra.

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