A quando il bromuro?
E’ l’interrogativo che mi sono posta dopo la lettura di questo articolo, sulle direttive per i pasti nelle tendopoli abruzzesi. Dove, da qualche giorno, non vige più solo il divieto di manifestazioni e assemblee pubbliche ma è stato approntato il controllo del menu. Dunque, no a “insaccati, carni grasse, dolci alla panna, salse in conserva e sughi elaborati” e pure a cioccolata, vino, caffé e altre bevande contenenti caffeina.
Ché se uno è sfollato e sta in tenda — come si sa — non è bene avere il pancino in disordine o i brufoli.
Poi, allargando un po’ la visuale, si può leggere pure che, in vista del G8, il governo — via Maroni — ha avanzato la proposta di sospendere il Trattato di Schengen e dunque ripristinare i controlli alle frontiere dal 18 giugno al 15 luglio.
Così non solo i cittadini abruzzesi ma proprio tutti tutti potremo sentirci tutti un po’ prigionieri.
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ps. Con l’occasione, ricordo ad eventuali interessati che oggi pomeriggio, a Galassia Gutenberg, si parla di terremoto e di “memoria del futuro“.
Credit. Per l’immagine salutista (?), qui.


