I santi e i fanti (vabbé, erano soltanto vigili)
I valenti uomini di Sementa in sopralluogo ai Quartieri Spagnoli sono stati inflessibili: no a tutte le illegali superfetazioni o invasioni di suolo pubblico, compresa l’edicola “sacra” (e abusiva) dedicata a Nicola Sarpa, il ragazzo morto la notte di Capodanno.
Allora, lo confesso: nella mia mente un po’ anarchica l’idea che sarebbero possibili altri approcci al tema c’è ed è radicata. Ma diciamo pure che si tratterebbe di trattamenti (e formulazioni) del problema molto costosi (in termini di tempo, forze, pazienza e impegno quotidiano nonché in termini di pensiero) e che quindi — nella Napoli reale del 2009 — non può che andare così, e va perfino bene così: via tutte le appropriazioni dello spazio pubblico, quale che ne sia la natura.
Sempre che però non si tratti solo di un blitz scenografico che dura giusto un giorno, cosa che in verità mi pare assai probabile.
In ogni caso, restando ai fanti-vigili, non vedo invece alcuna possibile giustificazione — anche possedendo teste meno anarchiche della mia — per il richiamo del comandante dei vigili urbani di Napoli a quei dipendenti che, il 20 gennaio scorso, hanno scelto di non partecipare alla celebrazione eucaristica di San Sebastiano, Santo patrono della polizia municipale.
Perché in quel caso non c’è proprio nulla di complesso: l’omaggio al santo non ha certamente nulla a che fare con il rispetto per la (propria) divisa.
A meno che uno non sia convinto che la divisa si identifica con il comandante e le sue, diciamo, convinzioni. Solo che questa — spero si potrà convenire — è una interpretazione parecchio discutibile.


