Tutto normale

Ho messo qui il prosieguo del dibattito aperto ieri dall’uscita di Claudio Velardi. Manca ancora il Mattino, data l’ora, però il panorama mi pare già più o meno quello che ci si poteva aspettare. (aggiornamenti alla fine del post)
Riassunto.
Sul Cormez, la giornata domenicale comporta l’editoriale di Paolo Macry — che sostiene, dietrologie a parte, la non-impossibilità di una lista civica, fermo restando che dal ‘93 è cambiato tutto, in peggio — e un’intervista a Pietro Cerrito, autorevole esponente della Cisl, che esprime diffidenze per la mossa di Velardi molto simili a quelle dei nostri amici di Napoli-punto-a-capo (ma riesce a non sfiorare l’argomento vigili).
A Repubblica, invece, hanno scelto di chiedere lumi a Gino Nicolais (in quanto segretario piddino), il quale spiega, in modo molto diplomatico, che Velardi fa solo casino. Marco Rossi-Doria, poi, opta per un elegante no comment (quasi) — avendo (al tempo giusto, aggiungo io) “promosso insieme a molti una lista non di partito” per candidarsi a sindaco, “perdendo, però, e sonoramente” — e si produce, invece, in una infinita serie di domande che tutte hanno, in fondo, un solo senso: si ricomincerà mai a “descrivere e ragionare sulle cose della vita civile”? Che poi, più al fondo, è un’altra domanda: nel dibattito pubblico della città, c’è qualche spazio per la speranza ?
Su entrambi i giornali, infine, l’assessore al bilancio Cardillo si produce in una indignata difesa dei conti comunali. E anche questo si poteva immaginare.
Insomma, ho già espresso ieri il mio scetticismo per questo pseudo-dibattito e non vorrei ripetermi. Aggiungo solo — provocata dall’editoriale di Paolo Macry, e forse anche dai ricordi evocati dalla replica di Marco — che proprio la differenza tra il ‘93 e il 2008, per me, rende inadeguata la listona di tutti.
Cerco di spiegarmi meglio.


