Leggi che vanno e leggi che vengono
Due segnalazioni, anche se in realtà — almeno per ora — non va e non viene assolutamente nulla e benché ci siano altri temi, nelle pagine di politica italiana, che probabilmente meriterebbero attenzione.
La prima segnalazione è per il dialogo maggioranza-opposizione, riaperto (un po’ lateralmente) dalla coppia Fini-D’Alema, con un incontro conviviale teso a far emergere la “comune volontà riformatrice”.
Posizioni sulla legge elettorale ancora lontanissime ma, mentre che si avvicinano, potrebbe venirne fuori qualcosa di utile per le europee.
Tipo: soglia di sbarramento per accedere ai seggi, su base nazionale, al 4%; che è una mediazione (aritmetica) tra il 5, che piacerebbe al Cav, e il 3 proposto dal Pd.
La seconda riguarda l’iniziativa di Di Pietro sul lodo Alfano: Volete voi che sia abrogata la legge 23 luglio 2008, n. 124, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2008, recante “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato”?
Suona così il quesito referendario presentato in Cassazione, che per ora è sostenuto, fra i partiti parlamentari, solo da IdV e, tra gli extraparlamentari, da Sinistra democratica.
Però c’è il “pieno sostegno” di Segni e di Parisi, il quale sostiene — chi sa in base a quali informazioni — che il Pd, sarà tra i primi firmatari.
Intanto, di suo, Di Pietro al Pd lancia un appello (o è una sfida?): “E’ un dovere delle opposizioni … battersi a difesa delle istituzioni e dei principi costituzionali”.
La risposta (o le risposte) si vedrà nei prossimi giorni. Al momento, tuttavia, con buona pace di Parisi, il Pd sembrerebbe più impegnato a raccogliere altre firme. Al punto che ha deciso di far ripartire perfino il mitico pullman. Obiettivo: entro l’autunno 5 milioni di firme contro la manovra finanziaria. Nome in codice: Salva l’Italia.
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ps. Poi ci sono i quasi-pettegolezzi al margine. Le foto di Chi, della presunta estate bollente di Di Pietro, che possono essere viste come un possibile “attacco” paparazzico da parte dei media berlusconiani. E un po’ di anticipazioni sulle trasformazioni di Nessuno TV, che prossimamente si trasformerebbe in ReD TV. E qui, come dice il nuovo nome, si parla nuovamente di D’Alema.
no credit. Volendo la ricetta, basta cliccare sulla spigola, o branzino, comunque.


