Uomini veri. Ma io sono donna
Non sono già in vacanza, è che stamattina faccio davvero fatica a scrivere, sostanzialmente perché mi sento sempre più stretta fra due posizioni che non condivido, e sempre meno rappresentata.
Ieri sera ho guardato svariati tg, e ora ho anche letto religiosamente editoriali, commenti e articoli sulla venuta bis di Berlusconi e sempre più vedo avverarsi le previsioni di domenica scorsa sulla impossibilità di stare né con il governo né con le uniche proteste esistenti. Provo comunque a condividere alcune impressioni e a offrire un po’ di link (e qualche pensiero). Temo che il prodotto sia lungo assai, quindi saltate pure se siete lieti, o già decisamente schierati nell’uno o nell’altro senso.
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Non invita affatto all’ottimismo, a mio avviso, la lettura del terzo articolo di D’Avanzo, che si concentra sull’arroccamento del Cavaliere, e non trovo grandi spunti (mi perdoni Dikaion) nel pezzo di Panebianco, a cui piacerebbe addirittura vederci in piazza, in gran copia, ma a sostegno di Bertolaso&co. Per non parlare del muso duro di cui Minzolini, il quale nella fermezza dichiarata ci spera perché sarebbe una rivoluzione copernicana per il paese degli azzeccagarbugli.
Nelle cronache, poi, noto che più o meno tutti sono colpiti — come la sottoscritta (e almeno nel mio caso negativamente) — dall’immagine regalata a Bertolaso: un uomo vero. Perché non si è fatto intimidire, perché non (li) molla.


