Al via
update vari
E’ fatta: godetevi l’elezione di Fini alla presidenza della Camera, e il prof. D’Alema che gli dà la sufficienza per il discorso.
E poi c’è l’ultimo regalo del governo uscente: a cura di Agenzia delle entrate, con la preziosa collaborazione di V. Visco in persona, da oggi i redditi di tutti sono pubblici.
Ovviamente, sito interessato già in tilt, e PdL all’attacco. Meno ovviamente, contrario Beppe Grillo (non così i grillini).
A me, al momento, pare una follia, e per la verità non capisco bene che cosa c’entra la democrazia. Però, se qualcuno mi spiega, forse ci ripenso…
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I nuovi eletti di tutti i partiti si insediano e prendono confidenza con i luoghi. I Pidiellini si votano i presidenti di Camera e Senato, i piddini votano bianca, eccetera. Ci sono molti racconti, anche di colore, sui giornali (quindi non ripeto) e molti puntano sulle reazioni del centrosinistra dopo la botta romana, terreo, secondo Marialaura Rodotà.
Fa un po’ impressione, in verità, viste le svolte e le novità annunciate, leggere di un Pd dove si tengono caminetti e si confrontano oligarchi, con buona pace delle affollatissime primarie e degli organismi più o meno eletti. Ma deve essere l’altra faccia della liquidità.
Che potrebbe essere sostituita a breve dalla solidità delle antiche tessere, se la mossa di anticipare un congresso (a quel che capisco tentata dal plenipotenziario Bettini al fine di anticipare Bersani-D’Alema o chi per essi) andasse in porto.
Per quel che ci riguarda più da vicino, però, la legislatura si apre con la mozione del Pdl (sottoscritta, per ora da 12 neoparlamentari, ma si annunciano altre firme) per chiedere che il Presidente della Repubblica sciolga il consiglio regionale.
Fa impressione, mi pare simbolico, che questo sia il primo atto dei neoeletti. Anche se la procedura che, così, si apre sembra lunga e probabilmente innesterà un dibattito innanzitutto di tipo formale-giuridico.
Eppure la notizia (che ieri aveva fatto gioire i più accaniti antibassoliniani fra i lettori di qui) non mi pare che oggi abbia una grandissima eco. Almeno per ora, mi pare di vedere solo una scarna replica dei senatori del Pd, che sostengono si tratti di procedure improprie. Del seguito di una campagna elettorale caratterizzata da toni strumentali e aggressivi. Quasi di un attacco alle istituzioni. Firmato: Marco Follini, Alfonso Andria, Annamaria Carloni, Enzo De Luca, Silvio Sircana, Franca Chiaromonte, Maria Fortuna Incostante, Riccardo Villari, Teresa Armato, Adriano Musi.
Ho idea che ne vedremo delle belle (e delle brutte). Ma forse un po più in là.


