Malumori 2 (di altra natura)
Mettiamola così: differenziamoci è uno slogan azzeccato, e in molti hanno raccolto il messaggio. Dunque, si potrebbe perfino essere felici.
Soltanto — giacchè questa è la cifra di un mondo, anche urbano, assai frammentato (eufemismo) — ognuno lo ha raccolto per conto suo, lo slogan, e a modo suo.
Così, ci sono già state varie manifestazioni come quella che immaginavamo, molto ben riuscite (si hanno notizie di un grande successo in quel di San Giorgio), ci sarà il m-day, a cura del Meetup di Beppe Grillo, Legambiente annuncia per sabato 9 una nuova giornata di manifestazioni per la differenziata (e scrive una lettera aperta a De Gennaro), e ieri anche Greenpeace ha fatto il suo blitz a Santa Lucia, per amplificare l’esperimento dimostrativo in corso a via Nicolardi. In questo ultimo caso, contribuivano alla visibilità un pupazzone di Bassolo (come lo chiama affettuosamente qualcuno nel suo blog), che per parte sua plaude all’iniziativa; un testimonial noto nella persona di Lello Arena (con la maglietta firmata bene in vista, guardatevi la fotogallery del Cormez); un grande striscione para-dialettale sulla monnezza che non è schifezza (ma è ricchezza, come si sa).
E poi, in fondo, ha raccolto l’idea perfino l’Asìa, dove il tempo per riceverci non lo trovano, ma hanno trovato il modo per mettere l’idea in pratica, ma più in proprio, o con la collaborazione di altre associazioni, forse meno sgradite. Ché noi, perfino quando non diciamo nulla di troppo polemico (o politico), e nonostante siamo (evidentemente) poco capaci di quagliare, teniamo come un marchio originario d’infamia, legato (credo) alla candidatura di Marco a sindaco.
Infine, sfiorando (o anche oltrepassando, fate voi) il ridicolo, domenica scende in campo perfino il Comune stesso (ché qui le parti si invertono sempre, e il Comune fa la società civile, invece di fare il suo mestiere). Con l’annunciata domenica ecologica della differenziata, su cui oggi ci sarà addirittura una conferenza stampa (ore 12, sala giunta di palazzo San Giacomo).
In un primo comunicato (mai reso pubblico al pubblico), in verità, il tema centrale dello show di oggi era un non meglio identificato piano di rimozione dei rifiuti (e collegato appello alle persone di buona volontà), che ora è sparito dal comunicato stampa, infine reso noto e leggibile dal sito del Comune. Dal quale si evincerebbe che si parlerà solo della campagna domenicale, mentre al piano tocca un iter più tradizionale: giunta, conferenza dei capigruppo e poi si vedrà (del resto, pare che sull’iter sindaco e presidente del consiglio comunale avessero idee diverse).
A questo punto (sarà che non so se sono più stanca o più arrabbiata), personalmente, smetterei di cercare disperatamente di capire chi, come, dove e quando può raccogliere i rifiuti plastici di una giornata simbolica, e mi metterei a pensare ad altre forme di espressione delle nostre idee (che qualche idea, almeno qui dentro, pure la esprimiamo).
Magari scegliendo uno dei luoghi già predisposti per la raccolta “pubblicitaria” di domenica (così risparmiamo tempo ed energie), o il luogo di una delle altre infinite raccolte, e impegnando il nostro tempo nella produzione di una lista di richieste, domande, proteste e quant’altro. Non più relative solo alla necessità di avviare davvero la differenziata, ma anche relative agli altri problemi (e cioè all’avvio dell’intero ciclo dei rifiuti). Visto che pure su questo versante, mi pare, emerge sempre più chiaramente che passi in avanti convincenti non ce ne sono.
Anche se Bassolino ha assicurato a De Gennaro un contributo finanziario della Regione, infatti, sul fronte delle discariche, dei termovalorizzatori e anche delle attrezzature necessarie per fare davvero la differenziata, o non ci sono novità, o quelle che ci sono non mi sembrano meravigliose.
update europeo
Mentre proseguono le proteste, arriva l’ultimo avvertimento ufficiale (nell’ambito della procedura di infrazione) prima di un eventuale deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia Ue.
Sul caso delle frequenze radiorelevisive, intanto, sempre in Europa, siamo già bocciati.


