Città d’arte senza lavavetri. Pure noi!
Il Mattino segnala una notizia ignorata del tutto da altri giornali. Una parte del centrosinistra comunale insiste sulla linea dura, e ha preparato un ordine del giorno da portare in consiglio: tre punti per ottenere l’impegno (di chi?) a emanare una “ordinanza urgente di divieto dell’esercizio abusivo di lavavetro”. Che notoriamente da noi è uno dei problemi principali.
Fatti i debiti calcoli, e considerato l’appoggio dell’opposizione, la cosa potrebbe perfino passare.
Nel caso, vedremo se, su questo, si creano catene umane (possibilmente bipartisan) intorno a San Giacomo. Per ora seguiamo gli sviluppi.
ps. dopo qualche controllo. Nel sito del Comune non sono indicate date di prossimi consigli. E il blog del presidente del consiglio comunale è fermo al 9 luglio (ma perchè fanno i blog quando vogliono un sito vetrina?).
Mi sa che per un po’ i lavavetri possono stare tranquilli. Si dovrà attendere perchè la cosa approdi davvero in un’aula. Se mai ci approderà. Intanto, si parlerà di alcuni consiglieri, e un po’ di persone si invieranno messaggi in codice …
ps. della sera, in tema. Questa me la ero persa. Hidalgo Velázquez (che non è sospettabile di buonismo o eccessiva tolleranza verso l’illegalità) trova sconcertante che i commercianti e le municipalità chiedano il pugno di ferro contro i lavavetri. Difficile dargli torto, malgrado lo stile.
(N.B.) Non andate a leggere il post, se vi danno fastidio le parolacce.
update 1 settembre (dove si evince che c’è fame e fame)
La Margherita insiste e l’assessore rifondarolo resiste. Chi poi cerca di mediare fa peggio. Il presidente della commissione Politiche sociali, Moxedano (ds) non condivide le durezze dei suoi compagni: Napoli non è Firenze. Qui i vetri li lavano pure i cittadini poveri: la cosa è diversa.
Non c’è nessuna fallacia, allora, se si conclude che quegli altri — fossero solo loro — potrebbero pure arrangiarsi. (Se fossi Hidalgo, saprei come commentare, ma sono — quasi — una signora).


