19 agosto 2008
Update 21 agosto
Per l’ineffabile presidente dell’Ascom di Napoli il problema dei negozi chiusi non esiste. “Napoli non è una città turistica”, quindi è del tutto ovvio che i commercianti se ne vadano tutti al mare. O dove gli pare.
E’ la storia dell’uovo e della gallina — almeno un po’ — ma figuriamoci se Pace vuole fare la prima mossa.
Invece chiede, Pace. Per salvaguardare la vivacità della città, che è data dal commercio di prossimità — dice (Cormez) — l’amministrazione dovrebbe dare un segnale positivo (ai commercianti, beninteso, mica ai cittadini): “cominciando ad arginare la piaga dei grossi centri commerciali”.
Il concetto vi pare sufficientemente chiaro?

Deve esserci qualcosa che non va, nella mia testa. Perché, nonostante gli sforzi, continuo a non trovare particolarmente scandalosa l’idea di punire quelli che si organizzano fra colleghi per timbrare a turno il cartellino (se del caso anche con il licenziamento), mentre continuo a non provare fastidio per i vucumprà d città.
In generale, se devo dirla tutta (non solo a Napoli), ma ancora di più se i venditori stendono i fatidici teli sulla passerella tra il porto e piazza Municipio (quella con vista su scavi del metro e parcheggio).
Però, invece, pare che i neri della passerella siano uno dei principali problemi di Napoli.
Allora, se la cosa può migliorare la mia posizione, mi auto-medio da sola, prima che mi sgridate e mi dite che sono snob e non capisco la sete di legalità dei nostri concittadini buoni.
Ove mai il punto fosse ribadire un principio (di legalità e/o di uguaglianza fra occupanti di suolo più o meno pubblico), si potrebbe chiedere agli ambulanti una piccola tassa quotidiana, simbolica, e legarla alla possibilità di stendere un (solo) telo ciascuno, di una certa misura massima, in modo da garantire il passaggio comodo a chi trascini una valigia o spinga un passeggino, una sedia a rotelle eccetera.
Però poi — sempre per principio e per equità — va chiesto pure ai ristoranti di via Partenope (ai bar di piazza San Ferdinando e via elencando esercizi più o meno non-abusivi), di lasciare libero almeno il passaggio, sui marciapiedi che di fatto sono da tempo monopolizzati dai loro tavoli.
Quanto all’immagine (della città) — che turberebbe il viaggiatore in arrivo dal mare — mi pare che dall’altro lato della medesima piazza le immagini (diciamo così) possono turbare anche di più, quando non sono ridicole.

Infine, a me pare (invece) particolarmente disdicevole, in una città che per giunta si pretenderebbe turistica, non trovare un tabaccaio aperto in tutto il tratto pedonalizzato della celeberrima Toledo (quella della canzone, sempre per gli eventuali lettori non locali) e anche un po’ oltre. Anzi, per la precisione, trovare quasi nulla di “aperto”, in un raggio parecchio più ampio (ché dunque l’ambulante abusivo rende pure un servizio, in un certo senso, e ti fa sentire meno solo e disperato).
Per non parlare dell’inverno che ci aspetta — a noi e agli eventuali incauti turisti — se davvero dovesse dilagare la moda del quad. Su cui magari un po’ di … repressione, non guasterebbe…
—
ps. Ieri e ieri l’altro sono passata in città (donde il titolo). Pertanto ho potuto vedere con i miei occhi e la passerella incriminata e il quad, in azione.
Nonché la signora in nero dell’immagine, che stazionava all’uscita (o entrata, come vi pare) del porto: lato Stazione Marittima. Poco prima dei due pulmandini-uffici mobili dell’altra foto, che immagino vorrebbero essere rassicuranti.
C’era un sole che spaccava le pietre e mi sono sentita così in colpa per il fatto di fotografare una donna anziana seduta a terra fra un paletto e un altro, che aspettava più che chiedere l’elemosina (ché qui per fortuna ancora non è vietato mendicare), che poi sono andata a darle qualcosa. Come un compenso per il lavoro inconsapevolmente svolto (per me).
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update narcisista.
Le altre foto della serie non sono granché, però le sto usando per sperimentare… Alcune sono qui.



August 20th, 2008 alle 6:25 pm
Perchè non ti sei soffermata sulla descrizione del tipo fisico del possessore del quad?
Sai bene che é lo stesso tipo fisico al quale cediamo tutti il passo quando ne incrociamo uno per la strada, vero?
Odora di camorra di livello più infimo, odora di ” a me nun me ne passa manc pò cazz …” vero?
Odora di tutto quello per cui possiamo scrivere tutti i post dei blog del mondo ma resteremo sempre lo sfintere del mondo.
Se poi invoco a Napoli l’afrikakorps o i talebani mi dite che sono pazzo ….. Oppure cominiciate con le solite menate da salotto di madama la marchesa “in un paese civile basterebbe far applicare la legge, bla, bla, leggi questo, cita ”
Ma che? Ma dove? Qua? Ma iatevenne ….
Morierermo tutti investiti da un quad, sicuro sicuro.
August 25th, 2008 alle 2:53 pm
[…] 25 Agosto 2008 A casa mia, si sono fissati con gli ambulanti abusivi (coloured) che ingombrano una certa passerella. Poi però i vigili sono riusciti a svegliarsi presto e, invece di cacciarli, alla quarta puntata, li hanno prevenuti. […]
August 25th, 2008 alle 8:18 pm
Che tenerezza oggi la Jervolino sul Corriere della Sera. Riferendosi al “collega” sindaco di Salerno dice: “lui è repressivo, io sono preventiva”. Gli immigrati bisogna aiutarli non criminalizzarli… aiutati Rosetta, che Dio t’aiuta!
In ogni caso, io non trovo così malvagia l’idea di De Luca a proposito dell’autorità e della regola giuridica. Forse le sue ordinanze sono dure e non condivisibili, però quando dice che se uno straniero viene espulso venti volte e te lo ritrovi puntualmente qui a delinquere, qualche problema alla base c’è, sono d’accordo.
Volevo poi segnalarti le dichiarazioni dei due pastori romeni che hanno violentato la signora olandese alla periferia di Roma. Hanno dichiarato, facendola apparire come una giustificazione (dicono gli inquirenti), che loro erano lì per la donna e non per i soldi. La qual cosa mi inquieta e mi riporta nuovamente a riflettere sulla convivenza con identità culturali diverse… e non ho risposta!